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Questo
libro è indirizzato, in primo luogo, a tutti coloro che,
siano essi residenti o semplici visitatori, dimostrino un personale
interesse ed apprezzamento per le Isole e la loro eredità.
Le isole Eolie, infatti, a causa della vicinanza con lo Stretto
di Messina, hanno un ragguardevole, ricco e vario passato marittimo.
Ho ritenuto necessario sottolineare inizialmente alcuni dei principali
eventi storici, dall'arrivo dei primi colonizzatori della storia
ai moderni traghetti ed aliscafi. Accenno quindi agli episodi trainanti
ed ai risultati conseguiti dai sommozzatori e dagli archeologi subacquei
che hanno lavorato in queste Isole, prendendo in esame, individualmente,
i relitti, in ordine cronologico, dopo aver tracciato il contesto
storico da cui derivano. Il capitolo quarto riassume il lavoro dell'Oxford
University MARE a Panarea, gli obiettivi, le difficoltà
incontrate e le procedure seguite. Nel quinto, infine, esamino i
principali relitti dell'età moderna rinvenuti nelle Isole.
Mensun
Bound
INDICE
L'eredità marina
Breve storia dell'archeologia
sottomarina
I principali relitti
eoliani
Le ricerche dell'Oxford
University Mare a Panarea
I relitti moderni
Mappa dei relitti eoliani
Bibliografia
Mensun Bound
è nato a Port Stanley, nelle isole Falkland, nel
1953, da famiglia di origine islandese. Completate le scuole superiori
a Montevideo, Uruguay, lavora nella sala macchine di una vecchia
nave a vapore sulle rotte dell'Atlantico del Sud. Nel 1972 si imbarca
a Punta Arenas, in Patagonia, per dirigersi, facendo l'autostop,
negli Stati Uniti, con la speranza di intraprendere gli studi universitari.
Gli viene accordata una borsa di studio e in un secondo tempo diviene
ricercatore per il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 1979
lascia l'appartamento di Greenwich Village per l'Università
di Oxford, dove, grazie ai suoi meriti accademici, ottiene una borsa
di studio dall'Association of Commonwealth Universities. Quindi,
accantona gli scavi per dedicarsi all'archeologia sottomarina: inizialmente
lavora per altre squadre in Turchia e in Francia, poi, nel 1981,
dopo un periodo trascorso presso gli scavi Mary Rose nel Solent,
al largo della costa meridionale inglese, organizza una squadra
propria, la quale successivamente diverrà parte dell'Università
di Oxford. Negli ultimi dieci anni Mensun Bound ha seguito con la
propria organizzazione, denominata Oxford University MARE,
di cui è stato direttore e codirettore, diverse campagne
di scavi sottomarini presso le isole del Giglio, Gianutri, Montecristo,
Gorgona, Panarea e al largo della città costiera siciliana
di Marsala. Più recentemente ha presieduto ai relitti dell'isola
greca di Zacinto e delle sue isole native, le Falkland, seguendo
nel contempo, in qualità di consigliere, alcuni progetti
nei paesi del terzo Mondo. Amministratore fiduciario della World
Ship Trust e della Fondazione Falkland Islands di Sir Peter Scott,
è anche membro del consiglio della Nautical Archaeology Society.
Il porto di Basiluzzo
Secondo un'antica e
largamente accreditata credenza si pensa che un tempo Panarea e
il gruppo di isolotti di Dattilo formassero un'unica grande isola
che, a causa dell'attività vulcanica o di qualche scossa
di terremoto, si scisse in entità separate sommerse. Alcuni
di questi muri, tra Lisca Bianca e Dattilo, sono stati
recentemente studiati da un gruppo di geologi di Palermo, i quali
hanno concluso che sono stati costruiti dall'uomo... Non
ho ancora visto queste configurazioni e finché non avrò
una seria prova archeologica comprovante questa tesi, preferisco
non sostenere alcuna teoria. Se il fenomeno è veramente di
impronta umana, allora le implicazioni archeologiche meritano considerevole
attenzione… Una
situazione simile esiste nell'estremità occidentale della
piccola isola di Basiluzzo, dove macerie di costruzioni,
consistenti in pezzi di colonne, mattoni e mosaici rotti, furono
frequentemente trovati dai sommozzatori negli anni Cinquanta e Sessanta.
Questo materiale proviene da una costruzione romana posta sulla
cima di una scogliera limitrofa, parte della quale è sprofondata
al momento del cedimento della stessa... Nell'estremo angolo a sud-est
dell'isolotto, dove tutt'oggi c'è un tortuoso sentiero che
porta fin sull'isola, ci sono resti sommersi di mura costruite dall'uomo...
I resti, che giacciono a 3 m di profondità, consistono in
tre spesse pareti in pietra, di circa 2 m di altezza, costruite
dirimpetto alla roccia naturale. Quasi certamente si possono associare
ai resti romani dell'isola, ma non è stata ancora accertata
la loro funzione. Forse si trattava di un rifugio per piccole barche
locali, dal momento che non esiste un sicuro luogo naturale di attracco
intorno all'isola... Non escludo invece l'ipotesi che siano le fondamenta
di un edificio, usato o per lo stivaggio o per ripararsi o per difendersi.
formato 21,5
x 22,5 pp. 141, € 19,00
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