Sheila Watson

IL DOPPIO AMO


I canadesi

Il doppio amo

Latakia

Nero e perle

Fairy-Tale...


Quando nel 1966 Il doppio amo venne pubblicato nella collana "New Canadian Library" a sette anni dalla sua prima sommessa uscita nel 1959, sembrò che critici e lettori ne scoprissero la grandezza per la prima volta: il successo, determinò l'avvio di una rivalutazione critica che ne avrebbe ben presto decretato la posizione di «primo romanzo autenticamente moderno della letteratura canadese».
Romanzo, novella, polifonia di voci, poesia in prosa, o dramma in cinque atti e cori, Il doppio amo è comunque il felice risultato di un esperimento condotto nella dimensione di un ‘modernismo’ ricco di echi internazionali; lettrice libera e profonda di Ezra Pound, di Gertrude Stein, di Wyndham Lewis, di William Carlos Williams, Sheila Watson utilizza il mito memore di certi aspetti di T.S. Eliot e di James Joyce, condividendone la concezione del mito come «principio strutturale e medium metaforico per porre in una prospettiva particolare anche l'azione più letterale». In questo senso, il primitivismo insito nella scrittura della Watson è un primitivismo composito, consapevole, raffinato. E' il frutto di un atteggiamento psicologico e culturale che prende avvio dalla rappresentazione di esseri e passioni primordiali - primitivi appunto - raffigurati nella loro elementarietà e inquadrati in una realtà specifica e limitata, ma che ha il valore di una realtà più vasta e universale. La scrittura di Sheila Watson, infine, non trascura l'aspetto metalinguistico del linguaggio; sicché, alla voluta povertà espressiva dei personaggi, si accompagna nel Doppio amo un'estrema consapevolezza delle possibilità (o meglio sarebbe dire dei limiti) del linguaggio stesso e una forte attenzione alla sua qualità e alla sua dimensione comunicativa.

Nata il 24 ottobre 1909 a New Westminster, nella British Columbia, Sheila Watson ha vissuto infanzia e adolescenza all'interno del Provincial Mental Hospital, istituzione della quale il padre era direttore residente. Di quegli anni, trascorsi non di rado a diretto contatto con una umanità mentalmente disturbata e vissuti sotto l'influenza del padre autoritario e distaccato, permane traccia tutt'altro che trascurabile nei racconti di Four Stories, e in particolare in Antigone. Risale a quegli anni anche la frequenza della scuola cattolica delle Suore di Sant'Anna. Al cattolicesimo insegnato e praticato in quella scuola va ad aggiungersi l'influenza del presbiterianesimo convinto della bambinaia di casa. Tra il 1927 e il 1933 compie gli studi universitari a Vancouver.
L'anno successivo, inizia ad insegnare in una scuola elementare della città natale, e all'insegnamento si dedicherà da allora per quarantuno anni. Negli anni Cinquanta pubblica tre racconti: Brother 0edipus, The Black e Antigone. Nel 1959, come si è detto, esce per la prima volta Il doppio amo. Nel 1961 è nominata docente nell’English Department dell'Università dello Stato dell'Alberta. Negli anni Sessanta, la vena di creatività narrativa di Sheila Watson cede il passo all'attività critica. Appare così un gruppo di saggi prevalentemente incentrati su Wyndham Lewis; trova tuttavia il tempo di scrivere il racconto The Rumble Seat (che verrà pubblicato nel 1975). Nella prima metà degli anni Settanta, pubblica un altro gruppo di saggi, dedicati ancora a Wyndham Lewis, ma anche a Gertrude Stein e al canadese Michael Ondaajie.
Degli anni Settanta è anche la fondazione della rivista letteraria e delle arti visive "White Pelican", della quale la Watson divide la cura editoriale con il marito e altri intellettuali. La rivista diviene ben presto luogo d'incontro, punto di riferimento e strumento di diffusione di buona parte dell'avanguardia artistica canadese.
Dal 1975, lascia la cattedra all'università dell'Alberta. Nel 1980 esce un suo saggio su Wyndham Lewis e Chesterton. Nello stesso anno si trasferisce con il marito a Vancouver Island, sulla West Coast.