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Narrativa italiana

Nicola Bozzo
LE CINQUE LUNE DI MYSKIN
romanzo

In un angolo tra il bar e la stazione che sembra quasi Lisbona, si muovono i primi personaggi di questo romanzo: l'uomo che aveva permesso a qualcuno che il passato non diventasse un destino; il ragazzo magro che aveva capito così tanto la vita da non essere creduto; la ragazza che non poteva morire perché innamorata; l'uomo del manoscritto.
Nella metafora di un mare che si ritrae, attorno a loro altri personaggi si sfiorano, si incrociano, si perdono per incontrarsi ancora, si confondono in un'atmosfera rarefatta in cui le vite di ognuno — vissute, immaginate, sognate — si mescolano, fino quasi a fondersi o a scomparire dopo essere state viste o sognate. Dopo avere avuto o non avere avuto ragione. Dopo avere lasciato, forse, memoria di sé.
"C'è un tempo che non fa rumore perché non ha voce, ma esiste anche senza la sua lingua".

Mi chiamo Nicola Bozzo, ho 52 anni. La mia attività e la mia vita professionale non hanno nessuna relazione con questo libro, quindi è giusto ometterle. Per quanto riguarda un'altra mia particolare forma di esistenza, essa non ha altre parole se non quelle di questo libro.

formato 15 x 21 - pp. 136, € 13,00

Angelo Fiore
IL LAVORATORE
romanzo

Apparso nel 1967, tre anni dopo Il supplente, il secondo romanzo di Angelo Fiore si colloca nel mondo del lavoro, a cui rimanda esplicitamente il titolo, ma in forme surrettizie che inficiano ogni nesso con la produttività sociale e stravolgono finanche il contesto impiegatizio in cui si svolge per buona parte la trama.
Ancora una volta, infatti, il testo si rivela un teatro metafisico, un meccanismo scenico in cui si agitano inanemente ottusi burattini proiettando inquietanti ombre.
Rispetto al romanzo d'esordio, Il lavoratore sembra dispiegare un analogo procedimento basato su un graduale slittamento dal verosimile all'assurdo, in un crescendo tra il demenziale e l'onirico, che qui appare però più impetuoso e più prontamente predisposto a sbarazzarsi d'ogni convenzione narrativa. [... ] Nella sua veloce parabola [...] il romanzo si disintegra e perviene infine a un affastellamento di spunti apparentemente disorganici che esercitano sul lettore una maliosa suggestione.
Protagonista [...] è Paolo Megna, «impiegato straordinario» ed ex studente universitario che, insieme a una malsicura «appercezione di Dio», avverte dentro sé «una codardia buffonesca». Un personaggio, quindi, tra il sensitivo e l' istrionico, sospeso tra una fallace trepidazione religiosa e un sempre più tenace scettiscismo, che appartiene alla schiatta esangue e vile degli inadempienti. [...]
(dalla Prefazione di Marcello Benfante)

Angelo Fiore nasce a Palermo nel 1908 e vi muore nel 1986. Assai scarse, per non dire inesistenti, le notizie sulla sua vita. È noto, comunque, che come i suoi personaggi Fiore visse nell'inferno burocratico d'un impiego pubblico prima e poi della scuola, dove insegnava inglese; e si sussurra altresì che, rintanato per anni in qualche pensione, egli subisse le alterne tentazioni della vocazione monastica e di quella, altrettanto coerentemente pedinata e quasi programmata lucidamente, dell'alienazione e del definitivo cedimento alle inquietanti "voci" del suo inconscio. Ma nel suo peregrinare da un albergo a un ospizio egli recava con sé, unico viatico, una valigia gremita solo di libri. E scriveva: è del '63 il suo tardivo esordio, sponsorizzato da Luzi e Bilenchi, coi racconti di Un caso di coscienza, ai quali seguiranno i grandi romanzi pubblicati grazie all'appassionata mediazione di Geno Pampa-ioni: Il supplente (1964), 11 lavoratore (1967), L'incarico (1970) Domanda di prestito (1976) e L'erede del Beato (1981). Riceverà anche i premi Selezione Marzotto (1967), Savarese (1970) e Castellamare del Golfo (1981), che tuttavia non modificheranno per nulla il suo riservato e diffidente costume, asceticamente indossato fino alla silenziosa scomparsa, alle quattro del mattino del 15 novembre 1986.

formato 15 x 21 - pp. 192, € 16,00

Angelo Fiore
L'INCARICO
romanzo

«[...] Anche qui il protagonista è un impiegato, costretto in un destino apparentemente mediocre, ma la sua vita è percorsa e attraversata da presentimenti, allarmi, allusioni, minacce, meschine passioni e oscure ma radicali utopie. Da questi stilizzati residui realistici, violentati da un impietoso grottesco monocromo, il Fiore ricava il suo clima narrativo e stilistico assolutamente tipico. I fatti che accadono nelle sue pagine hanno un duro rilievo, una risonanza secca e rapida, sgraziata, quasi un acre presagio intimidatorio e terroristico, eppure senti in essi una confusa urgenza religiosa, quasi un appello a una superiore razionalita spirituale di cui peraltro ci sfugge di continuo il segreto. Il suo è un mondo formicolante di segni smozzicati, di messaggi inascoltati e senza destinatario, di avvertimenti rabbiosi e indecifrabili. In questo libro, L'incarico, la materia narrativa e ancora più compatta e al tempo stesso ancora più ambigua. L'incarico affidato al protagonista è un'imprecisata destinazione, quasi una nuova dimensione spirituale che non sarà mai rivelata ma che circola già tra le cose come un'inquietante presenza, con la nitidezza sfuggente dei sogni che ci sembra di vivere con tutti noi stessi e che aprendo gli occhi sono già dileguati dalla memoria. Non si pensi tuttavia che il Fiore sia scrittore allusivo o di atmosfere. La sua profonda, incalzante inquietudine metafisica si incrna in figurazioni icastiche, in un'inesorabile catena di apparizioni romanzesche. Il mondo dell'ufficio, gli incontri con it sacerdote, e soprattutto il bellissimo ritornante capitolo della convivenza con la famiglia dell'amico carcerato sono raccontati con superiore evidenza; e la lettura di questi mirabili spezzoni di sequenze narrative è misteriosamente avvincente. Angelo Fiore è un forte e singolare scrittore di cui ci auguriamo che il pubblico percepisca la potente fantasia dolorosa».
Geno Pampaloni

Angelo Fiore nasce a Palermo nel 1908 e vi muore nel 1986. Assai scarse, per non dire inesistenti, le notizie sulla sua vita. E' noto, comunque, che come i suoi personaggi Fiore visse nell'inferno burocratico d'un impiego pubblico prima e poi della scuola, dove insegnava inglese; e si sussurra altresì che, rintanato per anni in qualche pensione, egli subisse le alteme tentazioni della vocazione monastica e di quella, altrettanto coerentemente pedinata e quasi programmata lucidamente, dell'alienazione e del definitivo cedimento alle inquietanti "voci" del suo inconscio. Ma nel suo peregrinare da un albergo a un ospizio egli recava con se, unico viatico, una valigia gremita solo di libri. E scriveva: è del '63 il suo tardivo esordio, sponsorizzato da Luzi e Bilenchi, coi racconti di Un caso di coscienza, ai quali seguiranno i grandi romanzi pubblicati grazie all'appassionata mediazione di Geno Pampaloni: Il supplente (1964), Il lavoratore (1967), L'incarico (1970) Domanda di prestito (1976) e L'erede del Beato (1981). Ricevera anche i premi Selezione Marzotto (1967), Savarese (1970) e Castellamare del Golfo (1981), che tuttavia non modificheranno per nulla il suo riservato e diffidente costume, asceticamente indossato fmo alla silenziosa scomparsa, alle quattro del mattino del 15 novembre 1986.

formato 15 x 21 - pp. 192, € 16,00

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SEGNI PARTICOLARI

Il laboratorio di scrittura all'interno del quale è stata sviluppata l'esperienza e sono stati prodotti gli scritti raccolti in questo volume, si è svolto nell'ambito di un corso di formazione sull'auto-mutuo-aiuto organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda Sanitaria di Messina, per rispondere alla richiesta dell'Associazione "Amici per caso". Hanno partecipato al gruppo, guidato dalla scrittrice Patrizia Rigoni, operatori ed utenti del DSM, che hanno liberamente dato voce alle proprie emozioni. È stata un'occasione di incontro al di fuori dei contesti abitualmente frequentati, che ha permesso di dare senso al comune impegno nel superare la malattia e dare valore alla persona ed alla sua storia. In una terra in cui le relazioni tra persone sono spesso affettivamente inaridite, imbrigliate in logiche di convenienza, espresse da un dialetto che non possiede il tempo futuro, scommettere sulla forza delle parole e sulla possibilità di narrare i propri desideri significa dar voce alla capacità di cambiamento che possono avere. Vorremmo che le parole di questa raccolta non servano per sapere, ma servano per sentire, per pensare. Siano occasioni di quel contatto emotivo che ci permette di percorrere le tappe che dal grido della voce portano alla visione della parola, che contiene scambio affettivo, emozione condivisa, che genera identità per chi crede nel potere di trasformazione delle idee.
Gaspare Motta

formato 12 x 17 - pp. 128, € 10,00

Giuseppe Sicari
LA BARCA DEL SALE

Dopo Bengodi, Macondo e Cuccagna, ecco un altro paese immaginario (ma non troppo): Castel Rinaldo. Lo ha scelto Giuseppe Sicari come teatro delle sue storie, anche esse immaginarie (ma non troppo), storie sospese nel tempo e dal sapore di favola, anche se con forti connotazioni di vissuto. L'atmosfera di Castel Rinaldo ricorda molto la Sicilia: la suggestione è stimolata non soltanto dalle vicende e dai personaggi, ma anche dall'incorreggibile vezzo dell'autore di ricorrere a forme lessicali tipiche dell'Isola. Le storie si sviluppano con ritmo serrato e coinvolgente, secondo i collaudati canoni delle affabulazioni popolari. Hanno ora un andamento epico, ora di una pantomima, ora di una rappresentazione dell'opera del pupi, ma sono sempre accompagnate da una pungente e sorniona ironia che tutto sdrammatizza e tutto riduce a un sorriso, a volte anche amaro.

Giuseppe Sicari è nato a Capo d'Orlando nel 1933 e vive a Roma. È stato caporedattore del Tg l e per otto anni ha insegnato Comunicazione radiotelevisiva presso l'Università della Tuscia. Ha pubblicato saggi e opere di narrativa: Cognomi e soprannomi fra Capo e Naso (2005), Gelsomina di Sicilia (2006), Il Santo marrano (2010), Il tempio perduto (2011), La kippà di Esculapio (2012), Le isole vagabonde (2013).

formato 12 x 17 - pp. 200, € 17,00

Giuseppe Sicari
LE ISOLE VAGABONDE
romanzo

1470. L’ebreo Prospero Mussumeci, ventisei anni, proviene da una ricca famiglia di medici e rabbini di Catania. In seguito a dissidi con il padre e alla prematura morte della giovanissima moglie, lascia la città e intraprende una peregrinazione attraverso la Sicilia settentrionale, alla ricerca di un luogo propizio alla realizzazione dei suoi sogni: fare il medico e sposare una donna che gli faccia dimenticare la prima, negativa esperienza. Una serie di vicissitudini attendono Mussumeci e lo spingono alla continua ricerca di nuovi cieli e ad una coraggiosa partenza verso l’ignoto.Un racconto di “viaggio” delicato, ma intenso, intessuto di riferimenti storici e ambientali minuziosi e accuratamente documentati, ed impreziosito di arcaiche e pittoresche voci siciliane, di spagnolismi, di neologismi.

Giuseppe Sicari è nato a Capo d’Orlando nel 1933. È stato caporedattore del TG1 e curatore delle rubriche TV “Prisma” e “Primissima”. Per otto anni ha insegnato presso l’Università della Tuscia. Ha pubblicato saggi e opere di narrativa: Cognomi e soprannomi fra Capo e Naso (2005), Gelsomina di Sicilia (2006), Il Santo marrano (2010), Il tempio perduto (2011), La kippà di Esculapio (2012).

formato 15 x 21 - pp. 128, € 14,00

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Giuseppe Sicari
IL SANTO MARRANO

romanzo

Amori, delitti, intrighi: le vicende di una città siciliana sul finire del ’400, al momento dell'espulsione degli Ebrei. Una società vivace e piena di personaggi singolari: c’è l’ereditiera che rinuncia per amore ai beni paterni; c’è lo spregiudicato capitalista che si fa battezzare per favorire la sua ascesa sociale; c’è il medico che nel possesso di una statua antica e di un’avvenente saracena cerca l’appagamento del suo eros insoddisfatto; c’è l’inquieta schiava che si illude di conquistare la libertà con una conversione dell'ultimo momento. C’è, infine, una spassosa coppia di “micheletti” (i poliziotti dell’armata spagnola) che si muovono tra una folla di altezzosi aristocratici, di avventurieri, di cortigiane, di Marrani rampanti e di Ebrei rassegnati alla nuova, drammatica diaspora. Su tutti incombe la carismatica figura del “Santo marrano”... Non mancano poi in questo avvincente racconto, tra fedele ricostruzione storica e libera invenzione, quella ricchezza linguistica e quella garbata vena ironica che la critica ha rilevato nel precedente romanzo Gelsomina di Sicilia.

Giuseppe Sicari (Capo d’Orlando, 1933) è giornalista ed autore di saggi e opere di narrativa. È stato caporedattore del TG 1 ed ha curato le rubriche “Prisma” e “Primissima”. Ha realizzato per la TV servizi speciali e monografici di carattere culturale. Dal 2003 insegna “Linguaggi della radio e della televisione” all'Università della Tuscia e dirige la Web radio di ateneo. Questo è il suo secondo romanzo, dopo Gelsomina di Sicilia (2006).

formato 15 x 21 - pp. 128, € 14,00

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Sara Palermo
PUNTOEBASTA


Fra tanti punti interrogativi ed esclamativi si dispiegano le pagine di un diario adolescenziale e, in corsivo, le riflessioni di una personalità ormai matura. Una rivisitazione, istintivamente poetica, di un malessere esistenziale.
I quaderni testimoni di vita sono oggetti d'affezione che trasformano l'isolamento emotivo di una identità lacerata dal disturbo alimentare. La rilettura di quelle pagine, dopo anni, è un riattraversamento doloroso che genera nell'autrice consapevolezza e le consegna nuove parole. «Voltavo continuamente pagina, proprio come cercavo di voltare tutte le mie giornate», lo scorrere della gioventù, rivissuta poi con una voce nuova e fresca.
L'intimità di parole segrete diventa coraggiosa condivisione ed esprime con incisiva sensibilità e autenticità la mutata immagine di sé nella relazione con l'altro.

Sara Palermo (Milano, 1979), psicoterapeuta, si occupa da anni di salute mentale e immigrazione.

formato 12 x 17 - pp. 136, € 12,00

Nunziatina Bartolone
TUTTI PRESENTI
racconti

Ci sono racconti che sembrano ispirati dalla vita reale e ci sono storie di vita reale che non possono non essere raccontate. Tutti presenti è un appello immaginario di allievi, veri come le vicende di cui sono stati protagonisti. Alcuni di loro sono oggi professionisti affermati, altri sono ancora alle prese con i progetti per il futuro, altri al futuro non ci pensano affatto. E di chi il futuro si è spezzato resterà, indimenticabile, il ricordo.

Nunziatina Bartolone è nata e vive a San Giorgio di Gioiosa Marea. Ha svolto la sua professione di insegnante di lettere tra il Lazio e la Sicilia ed attualmente insegna al liceo classico di Patti. È autrice di Biografia di un giovane inquieto, saggio su Leopardi, ed in collaborazione con altri autori ha pubblicato ricerche sulla storia, le tradizioni e l'arte dei Nebrodi.

formato 12 x 17 - pp. 128, € 12,00

Maria Grazia Lala
SEMPREDISABATO
romanzo

Giugno 1971. Sullo sfondo di una Palermo mai citata, ma vitale e reale, un gruppo di giovani si prepara ad affrontare gli esami di maturità. Le vicende storico-sociali sono lontani da Sara, Giuseppe, Loredana e tutti gli altri: nel presente di quei giorni, ricomposti
in un flashback intrecciato di immagini nette e ricordi vividi, sono gli unici protagonisti delle loro vite, ancora al sicuro tra gli ultimi ritagli di adolescenziale ed ironica inconsapevolezza.
Le loro esperienze personali divengono storie collettive e la loro amicizia si consolida tra aspirazioni future e consapevolezze concrete, esplorando verità appena sussurrate e segreti più o meno indicibili. Dopo quelle ultime settimane di spensierata vivacità giovanile tutto cambierà, in maniera imprevedibile o secondo un destino prestabilito, ma la forza del ricordo andrà più lontano e non si dimenticheranno mai.

Maria Grazia Lala, laureata in giurisprudenza, lavora per una grande azienda e inizia a scrivere racconti per la diffusione della cultura della legalità e del riequilibrio delle disparità sociali pubblicati nel periodico d'informazione locale "Cittàmia". Nel 2012 la Pungitopo pubblica il romanzo breve Era un lunedì: sette giorni su una cruda realtà di un'Italia falcidiata dalla guerra e mortificata dalla discriminazione razziale. Il racconto ottiene la menzione speciale della giuria alla prima edizione del "Premio Mazara Narrativa Opera Prima 2015". A novembre del 2016 si aggiudica il primo premio letterario di "Cunti e Triunfi", concorso per la valorizzazione di storie e del territorio indetto dall' A.R.S. con l'opera inedita Sempredisabato che qui adesso si propone.

formato 12 x 17 - pp. 128, € 13,00

Uccio De Lorenzo
SAN GIORGIO E IL DRAGO
da una ricca idea di Riccardo Cascone

Giugno 2006. Torino. Sullo sfondo anche Londra e Messina. Da qualche mese hanno avuto termine le XX Olimpiadi Invernali.
Una rimpatriata tra ex colleghi universitari, con ricco buffet, ha luogo in un rinomato ristorante della collina torinese. È l'omaggio di un invito anonimo, al quale partecipa — fatto giungere appositamente da Londra — l'avvocato Roger Sacco, accompagnato dal maturo collega Richard Mason.
Da questo momento la pacifica città pedemontana viene scossa da una serie di efferati omicidi. Le vittime, laureati lo stesso giorno, esattamente venti anni prima, sono alcuni dei partecipanti alla cena. Figure femminili ruotano attorno all'oscura vicenda: una magistrata, una docente universitaria, una straniera, una sensitiva, un'anziana signora. Ma proprio quando sembra che sia stata messa la parola fine all'intricata vicenda accadono incredibili colpi di scena.

Uccio De Lorenzo. Catania e Messina, ma vive e lavora a Torino. Edylawrence.1@gmail.com Dello stesso autore: Giornalettieri e carote (2003, Armando Siciliano Editore). Romanzo al femminile, sotto lo pseudonimo Edy Lawrence. In risposta ad una ostinata provocazione. L'editore, colpevolmente, non ha inserito le indispensabili alette esplicative.
Il sapore dei ricordi (2013, Pungitopo). Per i "ricordi". Il "sapore" è dell'amico Marcello Sturiale. Le alette stavolta ci sono e spiegano.

formato 12 x 17 - pp. 176, € 15,00

Cinzia Pierangelini
VENTUNO RACCONTI

Le storie di Cinzia Pierangelini sono insolite non solo per il contenuto e lo stile, capace di spaziare in più ambiti, ma anche per l’affetto spesso ironico e divertente che l’autrice riserva ai suoi personaggi, anche nel contesto di narrazioni connotate da un certo mal di vivere. Può succedere, dunque, di finire per amare alcuni protagonisti quasi si fosse con loro condiviso un tratto di strada. Questi racconti – molti già vincitori di concorsi – rappresentano una parte del lavoro svolto nel decennio 2004-2014 e ci conducono alla scoperta delle piccole o grandi crepe che possono incrinare l’animo di ciascuno di noi. Capita così di sentirsi un giorno la sensuale Rosa affamata di sesso e un altro la sfigata controfigura del commissario Montalbano e di riuscire, una volta chiuso il libro, a sorridere maternamente di ognuna delle nostre umanissime debolezze.

Cinzia Pierangelini, docente di violino, vive a Messina. Incomincia a scrivere nel 2004 ed esordisce nel 2005 con la raccolta di racconti Dall’ultimo leggio, cui seguono i romanzi Eraclito e il muro (2006), ’A jatta (2008), Un’altra Julia (2009), Sangue garofano e cannella (2011), In principio fu il mare (2011) e i fantasy per ragazzi Draghia, con lo pseudonimo di Key Pendragon (2008), Il professor Scelestus (2009), Tatanka (2013). Suoi racconti, vincitori di premi e selezioni, sono stati pubblicati su importanti antologie e riviste letterarie. Nel 2011 vince il Premio “Gazzara” al Salone del Libro di Messina.

formato 15 x 21 - pp. 152, € 14,00

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Cinzia Pierangelini
IN PRINCIPIO FU IL MARE

(romanzo)

La storia di due giovani: Mohammed, un tunisino che per capriccio intellettuale decide d’imbarcarsi su un gommone di disperati in cerca d’una presunta libertà e finisce a vivacchiare facendo il ‘vu cumprà’ in Sicilia; e Dodo, un diversamente abile abbandonato dai genitori e cresciuto all’ombra del nonno, fascista e violento che lo plagia. La vicenda, che finirà in un’inaspettata tragedia, offre lo spaccato di una ‘piccola’ società, purtroppo assai attuale, assoggettata alla televisione, al consumismo, al preconcetto e all’ignoranza. Accanto, con grazia o rude animalità, personaggi e storie che lasciano nel lettore tracce indelebili: le donne - quasi sospese in un’irreale atmosfera rarefatta -, o Karim, un anziano marocchino sognatore, o Pietro, idealista vile e incapace di tener fede ai propri principi. Sullo sfondo: corruzione e sfruttamento, l’ambiente ospedaliero con le sue bassezze e la sua comica tragicità, una Tunisia elevata a poetica visione e una Sicilia con le sue povertà, il suo mare e le sue umane generosità.

Blog: www.cochina63.splinder.com

formato 15 x 21 - pp. 152, € 14,00

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Sara Giommoni
IL TRENO CORREVA

(racconti)

La vita è un treno: corre su binari sempre diversi e aggiunge attimi-stazioni al suo percorso. In un tempo vissuto troppo in fretta che impone il divieto di sostare, questa silloge rema contro corrente e, a discapito del ritmo folle che governa la modernità e del principio secondo il quale tutto è sostituibile, celebra la necessità dell'attimo vissuto come sosta, l'unico in grado di realizzare il raggiungimento della consapevolezza, del 'saper cogliere, saper vedere'.
(Maria Gerace)

Sara Giommoni nasce a Grosseto nel 1989 ed è cresciuta in riva al mare, a Castiglione della Pescaia. Laureata in Lettere Moderne, attualmente frequenta il corso di Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università di Parma. Da sempre appassionata di libri e di scrittura, collabora con la rivista Excursus.org.

formato 12 x 17 - pp. 80, € 10,00

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Nicola Russo
L'IDRAULICO CIECO
(romanzo)

Cosa fa uno scrittore fantasma alle prese coi suoi fantasmi? Marco Ramirez, quarantadue anni, una ex moglie, due figli, una famiglia d’origine con la quale comunica a monosillabi e grugniti in quelle rare occasioni in cui s’incontrano (matrimoni, funerali – sempre più frequenti! – e feste comandate). Lasciato dalla moglie, licenziato dal giornale per il quale lavorava come cronista di nera, si reinventa come ghost writer di Remo Croci, autore di best sellers in crisi creativa. E, nel frattempo, non ne azzecca una. Precario negli affetti e nel lavoro, passa da una delusione sentimentale all’altra. Finché nella sua vita non entra Lucy, sexy ed ironica, un vulcano. La sua donna ideale. Una col cervello di Patti Smith e un culo in cui incastrare la dentiera. Fra monumentali figure di merda e riflessioni esistenziali tragicomiche, L’idraulico cieco racconta un antieroe, imbranato ma arguto, che cerca il suo “centro di gravità permanente” attraverso la passione per la scrittura, i conflitti familiari e l’amore sconfinato per la vita in tutte le sue manifestazioni.

Nicola Russo è nato a Barcellona nel 1971, dove vive e insegna discipline letterarie al liceo classico. Ha al sua attivo alcune collaborazioni giovanili a testate locali. Coautore di Nuoto a rendere, pubblicato nel 2007 da questa Editrice, nutre una smodata passione per i Beatles e per i film di Mario Bava. Ama, purtroppo non ricambiato, Uma Thurman. L’Idraulico cieco è il suo primo romanzo.

formato 15 x 21 - pp. 96, € 10,00

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Marianna Fascetto
AROMA DI CAFFE'

(racconti)

C'è, nell'universo del tempo, una foresta sempreverde e rigogliosa che, agitata dal vento, si tormenta, dove ogni albero é una donna e, anche se il vento scuote quegli alberi ad uno ad uno, non li abbatte, perché hanno radici profonde. I loro rami sono il grembo della vita e le foglie, vibrando, raccontano tante piccole grandi storie di donne, guerriere del tempo o arrese alla loro condizione, di donne che hanno fatto di sé un esempio, pur non cambiando i pensieri del mondo. Donne eroine o segnate da una v ita che non fu mai loro: vittime o testimoni dei loro giorni, consapevoli o incoscienti del proprio destino, hanno tracciato un disegno misterioso, affascinante o spietato.
Alla fine Eva ritornerà ad essere quella carezzevole madre che ogni uomo cerca affannosamente per tutta la vita, quel grande seno fragrante al quale poter chiedere consolazione. Questo il concetto inconscio di donna che, presente in ognuno, non muterà mai.

Marianna Fascetto è nata e vive a Capizzi. Appassionata ricercatrice di storia e tradizioni popolari, ha raccolto, trascritto e pubblicato alcune documentazioni sulla cultura della sua città. Ha pubblicato: Canti di Capizzi (1988), una corposa raccolta di poesie popolari in ottave; pubblica l'Almanacco popolare di Capizzi (1998), proverbi, modi di dire, medicina popolare, antiche preghiere in vernacolo, piatti tipici; Guida storico-turistica del Comune di Capizzi (1998), un itinerario virtuale nella storia della cittadina; Dafni (2004), raccolta in lingua di favole fiabe cunti siciliani; Boanerghes, " Il figlio del Tuono " (2005). guida storico-turistica sulla celebrazione del culto di San Giacomo Apostolo Maggiore nell'Aurea Città di Capizzi. Nel 2008 ha curato la ristampa del volume Memorie topografìche della Città di Capizzi, scritte dal barone Niccolò Larcan e Lanza nel 1798.

formato 15 x 21 - pp. 104, € 12,00

acquista eBook su Amazon.it a € 3,08

Marianna Fascetto
PASSI SULLA NEVE
(racconto)

Un uomo, seduto sull’uscio della propria esistenza, si lascia trasportare dalla vita, ma senza rassegnazione. In questo lungo e lento tragitto, si dipanano storie e vicende che dilaniano l’animo e diventano nutrimento dei giorni stessi.
Nel graduale proseguire della sua esistenza, si lascia orientare dal fulcro luminoso dei ricordi della
sua infanzia. E se la fanciullezza è l’essenza che cattura per sempre, il luogo dell’infanzia diviene
il motivo rigeneratore della vita stessa, scrigno della memoria, alimento dell’anima e talora persino
sicuro rifugio dal tormento del tempo, sebbene, talvolta ostile, struggimento e pena, ma fedele
compagno di quel lungo e incognito viaggio che è la vita stessa. Le storie narrate, tratte da spunti
reali, attraversano il forte e sotterraneo fermento sociale del Risorgimento siciliano, che emerse
prepotente, feroce e incontenibile nei centri più remoti dell’Isola.

Marianna Fascetto è nata e vive a Capizzi. Appassionata ricercatrice di storia e tradizioni popolari, ha raccolto, trascritto e pubblicato alcune documentazioni sulla cultura della sua città.
Ha pubblicato: Canti di Capizzi (1988), una corposa raccolta di poesie popolari in ottave; pubblica l’Almanacco popolare di Capizzi (1998), proverbi, modi di dire, medicina popolare, antiche preghiere in vernacolo, piatti tipici; Guida storico-turistica del Comune di Capizzi (1998), un itinerario virtuale nella storia della cittadina; Dafni (2004), raccolta in lingua di favole fiabe cunti
siciliani; Boanerghes, “Il figlio del Tuono” (2005), guida storico-turistica sulla celebrazione del culto di San Giacomo Apostolo Maggiore nell’Aurea Città di Capizzi, Aroma di caffè (2010) . Nel 2008 ha curato la ristampa del volume Memorie topografiche della Città di Capizzi, scritte dal barone Niccolò Larcan e Lanza nel 1798.

formato 15 x 21 - pp. 112, € 11,00

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