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Narrativa italiana

Carmelo Rucci
NON CI PRENDONO PIU'

romanzo

Era l'anno dei mondiali, quelli dell'82, quelli indimenticabili del grido «Campioni del mondo! Campioni del mondo!» urlato fino a perdere la voce. Narratore esclusivo di quell'estate magica, dei falò e dei giochi in riva al mare, di amori appena nati e di quelli di una sola stagione è un protagonista d'eccezione: Golia, il cane, compagno fedele e discreto che osserva con occhi vigili e fiuto infallibile, che sa quando è il momento di agire, poiché la sua visione è da un'altra angolatura: quella da migliore amico dell'uomo.

Carmelo Rucci nasce in Sicilia, a Barcellona P.G. nel 1955, dove vive ed esercita la professione di architetto. Ma preferisce il mare, lo sport, il disegno e la musica. Ha esordito con il romanzo Joy non parlava italiano (Pungitopo, 2015).

formato 12 x 17 - pp. 168, € 15,00

Carmelo Rucci
JOY NON PARLAVA ITALIANO
romanzo

Romanzo giovane e disimpegnato, divertente e ironico, Joy non parlava italiano racconta le passioni e gli entusiasmi di un gruppo di giovani amici e descrive con scanzonata piacevolezza il sentimento di disubbidienza e lo spirito di avventura che hanno caratterizzato i sogni e le speranze dei giovani della beat generation.

Carmelo Rucci nasce in Sicilia, a Barcellona P.G. nel 1955, dove vive ed esercita la professione di architetto. Ma preferisce il mare, lo sport, il disegno e la musica. Joy non parlava italiano è il suo primo romanzo.

formato 12 x 17 - pp. 144, € 14,00

acquista eBook su Amazon.it a € 3,98

Sara Palermo
PUNTOEBASTA


Fra tanti punti interrogativi ed esclamativi si dispiegano le pagine di un diario adolescenziale e, in corsivo, le riflessioni di una personalità ormai matura. Una rivisitazione, istintivamente poetica, di un malessere esistenziale.
I quaderni testimoni di vita sono oggetti d'affezione che trasformano l'isolamento emotivo di una identità lacerata dal disturbo alimentare. La rilettura di quelle pagine, dopo anni, è un riattraversamento doloroso che genera nell'autrice consapevolezza e le consegna nuove parole. «Voltavo continuamente pagina, proprio come cercavo di voltare tutte le mie giornate», lo scorrere della gioventù, rivissuta poi con una voce nuova e fresca.
L'intimità di parole segrete diventa coraggiosa condivisione ed esprime con incisiva sensibilità e autenticità la mutata immagine di sé nella relazione con l'altro.

Sara Palermo (Milano, 1979), psicoterapeuta, si occupa da anni di salute mentale e immigrazione.

formato 12 x 17 - pp. 136, € 12,00

Nunziatina Bartolone
TUTTI PRESENTI
racconti

Ci sono racconti che sembrano ispirati dalla vita reale e ci sono storie di vita reale che non possono non essere raccontate. Tutti presenti è un appello immaginario di allievi, veri come le vicende di cui sono stati protagonisti. Alcuni di loro sono oggi professionisti affermati, altri sono ancora alle prese con i progetti per il futuro, altri al futuro non ci pensano affatto. E di chi il futuro si è spezzato resterà, indimenticabile, il ricordo.

Nunziatina Bartolone è nata e vive a San Giorgio di Gioiosa Marea. Ha svolto la sua professione di insegnante di lettere tra il Lazio e la Sicilia ed attualmente insegna al liceo classico di Patti. È autrice di Biografia di un giovane inquieto, saggio su Leopardi, ed in collaborazione con altri autori ha pubblicato ricerche sulla storia, le tradizioni e l'arte dei Nebrodi.

formato 12 x 17 - pp. 128, € 12,00

Maria Grazia Lala
SEMPREDISABATO
romanzo

Giugno 1971. Sullo sfondo di una Palermo mai citata, ma vitale e reale, un gruppo di giovani si prepara ad affrontare gli esami di maturità. Le vicende storico-sociali sono lontani da Sara, Giuseppe, Loredana e tutti gli altri: nel presente di quei giorni, ricomposti
in un flashback intrecciato di immagini nette e ricordi vividi, sono gli unici protagonisti delle loro vite, ancora al sicuro tra gli ultimi ritagli di adolescenziale ed ironica inconsapevolezza.
Le loro esperienze personali divengono storie collettive e la loro amicizia si consolida tra aspirazioni future e consapevolezze concrete, esplorando verità appena sussurrate e segreti più o meno indicibili. Dopo quelle ultime settimane di spensierata vivacità giovanile tutto cambierà, in maniera imprevedibile o secondo un destino prestabilito, ma la forza del ricordo andrà più lontano e non si dimenticheranno mai.

Maria Grazia Lala, laureata in giurisprudenza, lavora per una grande azienda e inizia a scrivere racconti per la diffusione della cultura della legalità e del riequilibrio delle disparità sociali pubblicati nel periodico d'informazione locale "Cittàmia". Nel 2012 la Pungitopo pubblica il romanzo breve Era un lunedì: sette giorni su una cruda realtà di un'Italia falcidiata dalla guerra e mortificata dalla discriminazione razziale. Il racconto ottiene la menzione speciale della giuria alla prima edizione del "Premio Mazara Narrativa Opera Prima 2015". A novembre del 2016 si aggiudica il primo premio letterario di "Cunti e Triunfi", concorso per la valorizzazione di storie e del territorio indetto dall' A.R.S. con l'opera inedita Sempredisabato che qui adesso si propone.

formato 12 x 17 - pp. 128, € 13,00

Uccio De Lorenzo
SAN GIORGIO E IL DRAGO
da una ricca idea di Riccardo Cascone

Giugno 2006. Torino. Sullo sfondo anche Londra e Messina. Da qualche mese hanno avuto termine le XX Olimpiadi Invernali.
Una rimpatriata tra ex colleghi universitari, con ricco buffet, ha luogo in un rinomato ristorante della collina torinese. È l'omaggio di un invito anonimo, al quale partecipa — fatto giungere appositamente da Londra — l'avvocato Roger Sacco, accompagnato dal maturo collega Richard Mason.
Da questo momento la pacifica città pedemontana viene scossa da una serie di efferati omicidi. Le vittime, laureati lo stesso giorno, esattamente venti anni prima, sono alcuni dei partecipanti alla cena. Figure femminili ruotano attorno all'oscura vicenda: una magistrata, una docente universitaria, una straniera, una sensitiva, un'anziana signora. Ma proprio quando sembra che sia stata messa la parola fine all'intricata vicenda accadono incredibili colpi di scena.

Uccio De Lorenzo. Catania e Messina, ma vive e lavora a Torino. Edylawrence.1@gmail.com Dello stesso autore: Giornalettieri e carote (2003, Armando Siciliano Editore). Romanzo al femminile, sotto lo pseudonimo Edy Lawrence. In risposta ad una ostinata provocazione. L'editore, colpevolmente, non ha inserito le indispensabili alette esplicative.
Il sapore dei ricordi (2013, Pungitopo). Per i "ricordi". Il "sapore" è dell'amico Marcello Sturiale. Le alette stavolta ci sono e spiegano.

formato 12 x 17 - pp. 176, € 15,00

Angelo Fiore
L'INCARICO
(romanzo)

«[...] Anche qui il protagonista è un impiegato, costretto in un destino apparentemente mediocre, ma la sua vita è percorsa e attraversata da presentimenti, allarmi, allusioni, minacce, meschine passioni e oscure ma radicali utopie. Da questi stilizzati residui realistici, violentati da un impietoso grottesco monocromo, il Fiore ricava il suo clima narrativo e stilistico assolutamente tipico. I fatti che accadono nelle sue pagine hanno un duro rilievo, una risonanza secca e rapida, sgraziata, quasi un acre presagio intimidatorio e terroristico, eppure senti in essi una confusa urgenza religiosa, quasi un appello a una superiore razionalita spirituale di cui peraltro ci sfugge di continuo il segreto. Il suo è un mondo formicolante di segni smozzicati, di messaggi inascoltati e senza destinatario, di avvertimenti rabbiosi e indecifrabili. In questo libro, L'incarico, la materia narrativa e ancora più compatta e al tempo stesso ancora più ambigua. L'incarico affidato al protagonista è un'imprecisata destinazione, quasi una nuova dimensione spirituale che non sarà mai rivelata ma che circola già tra le cose come un'inquietante presenza, con la nitidezza sfuggente dei sogni che ci sembra di vivere con tutti noi stessi e che aprendo gli occhi sono già dileguati dalla memoria. Non si pensi tuttavia che il Fiore sia scrittore allusivo o di atmosfere. La sua profonda, incalzante inquietudine metafisica si incrna in figurazioni icastiche, in un'inesorabile catena di apparizioni romanzesche. Il mondo dell'ufficio, gli incontri con it sacerdote, e soprattutto il bellissimo ritornante capitolo della convivenza con la famiglia dell'amico carcerato sono raccontati con superiore evidenza; e la lettura di questi mirabili spezzoni di sequenze narrative è misteriosamente avvincente. Angelo Fiore è un forte e singolare scrittore di cui ci auguriamo che il pubblico percepisca la potente fantasia dolorosa».
Geno Pampaloni

Angelo Fiore nasce a Palermo nel 1908 e vi muore nel 1986. Assai scarse, per non dire inesistenti, le notizie sulla sua vita. E' noto, comunque, che come i suoi personaggi Fiore visse nell'inferno burocratico d'un impiego pubblico prima e poi della scuola, dove insegnava inglese; e si sussurra altresì che, rintanato per anni in qualche pensione, egli subisse le alteme tentazioni della vocazione monastica e di quella, altrettanto coerentemente pedinata e quasi programmata lucidamente, dell'alienazione e del definitivo cedimento alle inquietanti "voci" del suo inconscio. Ma nel suo peregrinare da un albergo a un ospizio egli recava con se, unico viatico, una valigia gremita solo di libri. E scriveva: è del '63 il suo tardivo esordio, sponsorizzato da Luzi e Bilenchi, coi racconti di Un caso di coscienza, ai quali seguiranno i grandi romanzi pubblicati grazie all'appassionata mediazione di Geno Pampaloni: Il supplente (1964), Il lavoratore (1967), L'incarico (1970) Domanda di prestito (1976) e L'erede del Beato (1981). Ricevera anche i premi Selezione Marzotto (1967), Savarese (1970) e Castellamare del Golfo (1981), che tuttavia non modificheranno per nulla il suo riservato e diffidente costume, asceticamente indossato fmo alla silenziosa scomparsa, alle quattro del mattino del 15 novembre 1986.

formato 15 x 21 - pp. 192, € 16,00

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Cinzia Pierangelini
VENTUNO RACCONTI

Le storie di Cinzia Pierangelini sono insolite non solo per il contenuto e lo stile, capace di spaziare in più ambiti, ma anche per l’affetto spesso ironico e divertente che l’autrice riserva ai suoi personaggi, anche nel contesto di narrazioni connotate da un certo mal di vivere. Può succedere, dunque, di finire per amare alcuni protagonisti quasi si fosse con loro condiviso un tratto di strada. Questi racconti – molti già vincitori di concorsi – rappresentano una parte del lavoro svolto nel decennio 2004-2014 e ci conducono alla scoperta delle piccole o grandi crepe che possono incrinare l’animo di ciascuno di noi. Capita così di sentirsi un giorno la sensuale Rosa affamata di sesso e un altro la sfigata controfigura del commissario Montalbano e di riuscire, una volta chiuso il libro, a sorridere maternamente di ognuna delle nostre umanissime debolezze.

Cinzia Pierangelini, docente di violino, vive a Messina. Incomincia a scrivere nel 2004 ed esordisce nel 2005 con la raccolta di racconti Dall’ultimo leggio, cui seguono i romanzi Eraclito e il muro (2006), ’A jatta (2008), Un’altra Julia (2009), Sangue garofano e cannella (2011), In principio fu il mare (2011) e i fantasy per ragazzi Draghia, con lo pseudonimo di Key Pendragon (2008), Il professor Scelestus (2009), Tatanka (2013). Suoi racconti, vincitori di premi e selezioni, sono stati pubblicati su importanti antologie e riviste letterarie. Nel 2011 vince il Premio “Gazzara” al Salone del Libro di Messina.

formato 15 x 21 - pp. 152, € 14,00

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Cinzia Pierangelini
IN PRINCIPIO FU IL MARE

(romanzo)

La storia di due giovani: Mohammed, un tunisino che per capriccio intellettuale decide d’imbarcarsi su un gommone di disperati in cerca d’una presunta libertà e finisce a vivacchiare facendo il ‘vu cumprà’ in Sicilia; e Dodo, un diversamente abile abbandonato dai genitori e cresciuto all’ombra del nonno, fascista e violento che lo plagia. La vicenda, che finirà in un’inaspettata tragedia, offre lo spaccato di una ‘piccola’ società, purtroppo assai attuale, assoggettata alla televisione, al consumismo, al preconcetto e all’ignoranza. Accanto, con grazia o rude animalità, personaggi e storie che lasciano nel lettore tracce indelebili: le donne - quasi sospese in un’irreale atmosfera rarefatta -, o Karim, un anziano marocchino sognatore, o Pietro, idealista vile e incapace di tener fede ai propri principi. Sullo sfondo: corruzione e sfruttamento, l’ambiente ospedaliero con le sue bassezze e la sua comica tragicità, una Tunisia elevata a poetica visione e una Sicilia con le sue povertà, il suo mare e le sue umane generosità.

Blog: www.cochina63.splinder.com

formato 15 x 21 - pp. 152, € 14,00

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Eliana Camaioni
L'AMORETIEPIDO

(romanzo)

È meglio l’amore che scotta, o solo quello tiepido che scalda senza bruciare? Ma soprattutto: esiste una realtà univoca o tante verità quanti sono i punti di vista di chi narra? Se lo chiedono i cinque protagonisti de L’amoretiepido, romanzo che racconta l’età dei trentacinque-quarantenni all’epoca della crisi. La voce narrante che accompagna il lettore per tutto il romanzo è quella della protagonista, docente di italiano e latino “col capello troppo lungo e le idee poco ministeriali”, che viene convocata per una supplenza al liceo di Mistretta, paesino nebroideo. Rosa, reduce da “pasticci sessual-sentimentali”, ama mettersi alla prova, e decide di cogliere al volo l’opportunità della supplenza per “cambiar pelle come i serpenti”. A rompere la narrazione in prima persona, dopo i primi capitoli, provvederà un narratore onnisciente, che racconterà in parallelo le storie degli altri protagonisti, moltiplicando le facce del reale e regalando tridimensionalità e poliedricità alla vicenda. L’esplosione di una bomba carta metterà in moto gli eventi e il complesso ginepraio di rapporti umani fra i protagonisti, le cui vite andranno ad intrecciarsi con continue sovrapposizioni e colpi di scena.

Dottore di Ricerca in Filologia, docente precaria di Italiano e Latino, Eliana Camaioni è stata finalista al Premio Molino col racconto Un uomo, menzione di merito al primo Premio Letterario Terremoti di Carta con il racconto Stretto di Messina (2012) e vincitrice dello stesso premio con il racconto Senza paracadute (2013). Ha pubblicato due romanzi: Di verità non dette (2007) e Il legame dell’acqua (2009). L’amoretiepido è finalista del Premio Letterario Perseide.

formato 12 x 17 - pp. 208, € 15,00

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Sara Giommoni
IL TRENO CORREVA

(racconti)

La vita è un treno: corre su binari sempre diversi e aggiunge attimi-stazioni al suo percorso. In un tempo vissuto troppo in fretta che impone il divieto di sostare, questa silloge rema contro corrente e, a discapito del ritmo folle che governa la modernità e del principio secondo il quale tutto è sostituibile, celebra la necessità dell'attimo vissuto come sosta, l'unico in grado di realizzare il raggiungimento della consapevolezza, del 'saper cogliere, saper vedere'.
(Maria Gerace)

Sara Giommoni nasce a Grosseto nel 1989 ed è cresciuta in riva al mare, a Castiglione della Pescaia. Laureata in Lettere Moderne, attualmente frequenta il corso di Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università di Parma. Da sempre appassionata di libri e di scrittura, collabora con la rivista Excursus.org.

formato 12 x 17 - pp. 80, € 10,00

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Beniamino Joppolo
LA DOPPIA STORIA

(romanzo)

«Libro insolito, diverso, come era diverso nella sua inquieta natura ideologica, nel suo abito quasi anacronistico di artista “maudit”, Beniamino Joppolo: ora autobiografia, di cui talvolta conserva i modi sommariamente allusivi e contratti, mentre altrove, nelle zone più aperte della memoria, si distende in ampie concertazioni di temi, di figure; ora puntigliosa, perfino ossessiva interpretazione di un’esistenza consumata in anni di piombo e resa più convulsa dalla singolarità di un temperamento fuori della regola. Dall’infanzia in una Sicilia calcarea e fiabesca alla compromissione politica, dalle esperienze del confino e del carcere fino alla morte del padre che come un emblema chiude il romanzo, Joppolo insegue una sua disperata visione delle cose, ma di continuo riassorbita, come cancellata, da una furia vitale, da un insopprimibile bisogno d’amore che di volta in volta assume i toni della protesta, del rancore, perfino della rabbia, o quelli, altrettanto perentorii, della tenerezza e della partecipazione. Eppure, sbaglierebbe chi in una simile trasposizione romanzesca non vedesse che una testimonianza di vita: le rotture tematiche, le impennate stilistiche e verbali, le smagliature del racconto rispondono alla più che consapevole scelta espressiva di uno scrittore che fin dagli inizi, a tutto suo rischio, ha sempre cercato di liberare da catene non soltanto letterarie le risorse di una fosforescente, dolorosa fantasia.».

Beniamino Joppolo nasce a Patti nel 1906. Studia a Messina, poi a Firenze, dove si laurea in scienze politiche e sociali, e dove pubblica nel 1929 la sua prima raccolta di versi (Canti dei sensi e dell’idea). Dal ’29 al ’35 vive a Messina, a Verona (dove scrive il primo romanzo, Il nido dei pazzi), e a Milano dove incontra artisti, letterati ed intellettuali (Sassu, De Grada, Fontana, Migneco, Guttuso, Sciacca, Fulchignoni, Tomea, Valenti, Treccani, Birolli, Grassi). Per antifascismo è arrestato due volte, ed è poi confinato per quasi due anni. Nel ’37 pubblica un volume di racconti, C’è sempre un piffero ossesso, e dal ’39 al ’43 scrive e pubblica lavori teatrali e articoli in varie riviste dissidenti (soprattutto Corrente). Un atto unico, L’ultima stazione, è rappresentato da Paolo Grassi alla Triennale di Milano nel ’41. Fino alla liberazione vive nascosto tra il bergamasco e Milano. Dal ’45 al ’54 pubblica tre romanzi, Tutto a vuoto, La giostra di Michele Civa e Un cane ucciso. Con Audiberti teorizza il nuovo movimento filosofico dell’Abumanesimo (L’arte da Poussin all’Abumanesimo e L’Abumanesimo). Nel ’47 comincia a dipingere: espone alla Galleria del Naviglio di Milano e alla Biennale di Venezia. Con Lucio Fontana fonda il Movimento Spaziale. Dal ’54 continua a Parigi la sua attività di drammaturgo, scrittore e pittore. Un suo lavoro teatrale del ’45, I carabinieri, è rappresentato in diversi paesi (Austria, Francia, Germania, Olanda) e in Italia al Festival dei due Mondi di Spoleto (regia di Roberto Rossellini); tra il ’62 e il ’63 Jean Luc Godard ne realizza una versione cinematografica. Muore a Parigi il 2 ottobre 1963. Nel 1968 esce postumo (nella collana “Narratori italiani” di Mondadori) La doppia storia, prima parte di un lungo romanzo autobiografico.
Sono stati pubblicati dalla Pungitopo editrice La nuvola verde (racconti), Scandinavia (poema), Teatro (2 voll.), Tutto a vuoto (romanzo), Un cane ucciso (romanzo), La giostra di Michele Civa (romanzo).

formato 15 x 21 - pp. 648, € 23,00

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Giuseppe Sicari
LE ISOLE VAGABONDE
(romanzo)

1470. L’ebreo Prospero Mussumeci, ventisei anni, proviene da una ricca famiglia di medici e rabbini di Catania. In seguito a dissidi con il padre e alla prematura morte della giovanissima moglie, lascia la città e intraprende una peregrinazione attraverso la Sicilia settentrionale, alla ricerca di un luogo propizio alla realizzazione dei suoi sogni: fare il medico e sposare una donna che gli faccia dimenticare la prima, negativa esperienza. Una serie di vicissitudini attendono Mussumeci e lo spingono alla continua ricerca di nuovi cieli e ad una coraggiosa partenza verso l’ignoto.Un racconto di “viaggio” delicato, ma intenso, intessuto di riferimenti storici e ambientali minuziosi e accuratamente documentati, ed impreziosito di arcaiche e pittoresche voci siciliane, di spagnolismi, di neologismi.

Giuseppe Sicari è nato a Capo d’Orlando nel 1933. È stato caporedattore del TG1 e curatore delle rubriche TV “Prisma” e “Primissima”. Per otto anni ha insegnato presso l’Università della Tuscia. Ha pubblicato saggi e opere di narrativa: Cognomi e soprannomi fra Capo e Naso (2005), Gelsomina di Sicilia (2006), Il Santo marrano (2010), Il tempio perduto (2011), La kippà di Esculapio (2012).

formato 15 x 21 - pp. 128, € 14,00

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Maria Costa
ÀBBIRU MAISTRU
(poesie e racconti)

Àbbiru maistru è articolato in due distinte sezioni e comprende undici poesie in siciliano e dieci racconti. Nella sezione poetica ritroviamo il miracolo linguistico della poetessa di Case Basse, che, sulle corde dell’elegia o utilizzando i toni forti della satira pungente, dà voce all’inesauribile amore per la sua terra, dipingendo felicemente ritratti poetici di personaggi, nitidamente riconoscibili.
Ritornano anche, nella silloge, la Storia e storie minori, desunte da una cultura affidata ad una autentica tradizione orale, e cantate con pathos solidale e antibellico nei modi dolenti della sua epica popolare. I racconti, che compongono la seconda sezione, vanno assaporati per la forza espressiva, la varietà del lessico, la ricchezza dei contenuti e i vertici poetici raggiunti con incredibile naturalezza. Su tutto, magistralmente, si impone la lingua siciliana, rispettosa dell’idioma messinese, in tutta la sua sonora, cromatica e ancestrale bellezza.

Maria Costa, poetessa popolare messinese, nasce a Case Basse di Paradiso nel 1926. Un pubblico sempre più vasto la conosce ormai per le frequenti interviste televisive, per i suoi recitals e per le registrazioni. Affascina, conquista, travolge con la sua teatralità in cui evoca il passato ed anima il presente, rievoca miti, leggende e pane quotidiano. I suoi scritti, oltre che diletto della lettura, costituiscono documento di linguaggio arcaico, cesellato in dialoghi stringati e ricordi evocati con forte passionalità da uno scenario immutabilmente incantato: quello dello specchio di mare che scorre tra Scilla e Cariddi. Ha ottenuto circa centosessanta tra menzioni d’onore, speciali e di merito. Ma il più prezioso riconoscimento che Maria Costa custodisce è l’iscrizione nel registro dei “Tesori Umani Viventi” assegnatale nel 2005 dall’Unità Operativa XXVIII – Patrimonio UNESCO, Registro Eredità Immateriali della Regione Sicilia.

formato 17 x 24 - pp. 136, € 18,00

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Nicola Russo
L'IDRAULICO CIECO
(romanzo)

Cosa fa uno scrittore fantasma alle prese coi suoi fantasmi? Marco Ramirez, quarantadue anni, una ex moglie, due figli, una famiglia d’origine con la quale comunica a monosillabi e grugniti in quelle rare occasioni in cui s’incontrano (matrimoni, funerali – sempre più frequenti! – e feste comandate). Lasciato dalla moglie, licenziato dal giornale per il quale lavorava come cronista di nera, si reinventa come ghost writer di Remo Croci, autore di best sellers in crisi creativa. E, nel frattempo, non ne azzecca una. Precario negli affetti e nel lavoro, passa da una delusione sentimentale all’altra. Finché nella sua vita non entra Lucy, sexy ed ironica, un vulcano. La sua donna ideale. Una col cervello di Patti Smith e un culo in cui incastrare la dentiera. Fra monumentali figure di merda e riflessioni esistenziali tragicomiche, L’idraulico cieco racconta un antieroe, imbranato ma arguto, che cerca il suo “centro di gravità permanente” attraverso la passione per la scrittura, i conflitti familiari e l’amore sconfinato per la vita in tutte le sue manifestazioni.

Nicola Russo è nato a Barcellona nel 1971, dove vive e insegna discipline letterarie al liceo classico. Ha al sua attivo alcune collaborazioni giovanili a testate locali. Coautore di Nuoto a rendere, pubblicato nel 2007 da questa Editrice, nutre una smodata passione per i Beatles e per i film di Mario Bava. Ama, purtroppo non ricambiato, Uma Thurman. L’Idraulico cieco è il suo primo romanzo.

formato 15 x 21 - pp. 96, € 10,00

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Pietro Venuto
UN SOLO CIELO

Anche in questo nuovo `romanzopoesieracconto' Pietro Venuto ripropone quel connotato di musicalità plurivocale e sincopata che ha contraddistinto la sua scrittura narrativa e lirica, tra aspri segnali realistici e ventate di acrobatica visionarietà. Qui si edifica una pagina di largo respiro, pur nella sua fondamentale strutturazione nucleare, atomistica e percorsa da ricorrenti membrature foniche e fonosimboliche, assonanze inattese e rime neglette e, per contro, così tenaci nell'inseguirsi e ritrovarsi, aprendo prospettive di meraviglia. Un'orchestrazione sonora e al tempo stesso sussurrante e suasiva adatta a sostenere un controcanto interno flessibile, colloquiale e compatto, sintonico e omogeneo nella sua sottesa logica...
(dalla prefazione di Giuseppe Amoroso)

Pietro Venuto, medico e giornalista,ha collaboratao e collabora a varie riviste e quotidiani (Corriere delle sera, Gazzetta del Sud). Primario di medicina interna, è nato il 2 giugno 1955 a Saponara tra le Isole Eolie e lo Stretto di Messina, dove vive e lavora. Ha pubblicato: Crossing over, poesie; Canti molecolari, poesie; Quotidiano e salute, saggio; Mentore a ore, poesie; Isole del padre, poesie; Vivere a lungo e in buona salute, saggio; Ariella, poesie e racconti; Notturno dei fuochi, poesie e racconti; Il fiore della luna, romanzo; Ritmi dell’infinito, poesie; Com’è straordinaria la vita, saggio; Il falco e la bambina, romanzo; Il collezionista di stelle, romanzo.

formato 17,5 x 24 - pp. 136, € 25,00

Ubaldo Smeriglio
IL NASO DI CATENO PER LO ZOLFO

Nella tarda estate del ’43, poco prima dell’arrivo degli angloamericani, Italo Tiraboschi, maresciallo dei carabinieri piemontese, con alle spalle un lunga esperienza in terra d’Africa, viene trasferito in Sicilia, dove assume il comando di una piccola stazione in un villaggio di pescatori sullo Stretto di Messina. La mattina seguente al suo arrivo viene compiuto, tra le rovine di un tempio greco, l’efferato
omicidio di un giovane pescatore. Indagando sul delitto, Tiraboschi scopre che la popolazione del luogo è devota ad un antico, arcano e crudele culto pagano: l’adorazione di una divinità misteriosa, che ricambia gli abitanti del luogo nella notte del solstizio d’estate con una pesca miracolosa.

Ubaldo Smeriglio, quarantacinque anni, giornalista e scrittore messinese, ha pubblicato il suo primo romanzo Quinto Quartiere a tempo di tango nel 2005. È tra i fondatori della collana letteraria indipendente “Scrittori maledetti e sconosciuti di questa
spaventosa isola ventosa”. Ha firmato le sceneggiature del film Città spezzata, dei cortometraggi Non vedesti cader che gli aquiloni, Settemilannisette, Il delirio di Caravaggio e dei fumetti Messina trema e la Stanza delle bambole. Nel 2010 un suo racconto, La morte puttana profuma di zagara, è stato pubblicato nell’ambito di un’antologia di scrittori siciliani dal titolo "Verso Tindari dieci racconti a teatro".

formato 12 x 17 - pp. 88, € 9,00

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Marianna Fascetto
PASSI SULLA NEVE
(racconto)

Un uomo, seduto sull’uscio della propria esistenza, si lascia trasportare dalla vita, ma senza rassegnazione. In questo lungo e lento tragitto, si dipanano storie e vicende che dilaniano l’animo e diventano nutrimento dei giorni stessi.
Nel graduale proseguire della sua esistenza, si lascia orientare dal fulcro luminoso dei ricordi della
sua infanzia. E se la fanciullezza è l’essenza che cattura per sempre, il luogo dell’infanzia diviene
il motivo rigeneratore della vita stessa, scrigno della memoria, alimento dell’anima e talora persino
sicuro rifugio dal tormento del tempo, sebbene, talvolta ostile, struggimento e pena, ma fedele
compagno di quel lungo e incognito viaggio che è la vita stessa. Le storie narrate, tratte da spunti
reali, attraversano il forte e sotterraneo fermento sociale del Risorgimento siciliano, che emerse
prepotente, feroce e incontenibile nei centri più remoti dell’Isola.

Marianna Fascetto è nata e vive a Capizzi. Appassionata ricercatrice di storia e tradizioni popolari, ha raccolto, trascritto e pubblicato alcune documentazioni sulla cultura della sua città.
Ha pubblicato: Canti di Capizzi (1988), una corposa raccolta di poesie popolari in ottave; pubblica l’Almanacco popolare di Capizzi (1998), proverbi, modi di dire, medicina popolare, antiche preghiere in vernacolo, piatti tipici; Guida storico-turistica del Comune di Capizzi (1998), un itinerario virtuale nella storia della cittadina; Dafni (2004), raccolta in lingua di favole fiabe cunti
siciliani; Boanerghes, “Il figlio del Tuono” (2005), guida storico-turistica sulla celebrazione del culto di San Giacomo Apostolo Maggiore nell’Aurea Città di Capizzi, Aroma di caffè (2010) . Nel 2008 ha curato la ristampa del volume Memorie topografiche della Città di Capizzi, scritte dal barone Niccolò Larcan e Lanza nel 1798.

formato 15 x 21 - pp. 112, € 11,00

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Osvaldo Gagliani
IL DIAVOLO CAVALCA IN DOPPIO PETTO
(romanzo)

Dopo i racconti de “Il mare dall'Alto”, Osvaldo Gagliani si cimenta nel Romanzo; e lo fa alla sua maniera, in solitario, fuori dagli schemi usuali e dai cliché.
“Il Diavolo cavalca in doppio petto” è più che un giallo: è soprattutto un romanzo colto e popolare. La vicenda cattura il lettore e lo invita a riflette sui temi che attraversano la vita, l'esistenza degli individui e della società.
Sulla scia di un mitica perla e di un antico naufragio, la Storia e la leggenda si inseguono piegando il tempo fino a penetrare la realtà del quotidiano e a dare vita alla cronaca.
La profezia di un'imminente Apocalisse si materializza nella minaccia di una “nave dei veleni” inabissatasi misteriosamente nel mare di Calabria. Sulla scena si agitano i protagonisti che intrecciano le loro vite e “giocano” i loro destini alla ricerca di quel “Filo di Arianna” che li condurrà alla scoperta della verità.

Osvaldo Gagliani è nato a Tropea. Ha frequentato il liceo classico e ha conseguito la Laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Messina. Si è dedicato all'insegnamento con passione e rigore, prestando il suo servizio in numerosi Istituti scolastici dell'Istruzione secondaria.Ha concluso la sua carriera da Dirigente scolastico presso l'Istituto comprensivo di Milazzo, città in cui vive.

formato 15 x 21 - pp. 168, € 15,00

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