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Poesia italiana

Francesco Saporito
MARCO POLO, 78
poesie

«[...] molte delle poesie contenute in questo piccolo libro hanno un legame con uno strumento di scrittura particolare. Si chiama Etran. È un foglio di plastica trasparente, con le varie lettere dell'alfabeto raggruppate in 4 quadranti, normalmente utilizzato dalle persone affette da malattie che impediscono il movimento degli arti e la comunicazione vocale. [...] Con l'Etran Francesco compone. I suoi occhi scorrono veloci, si sgranano, si concentrano sulla sequenza di lettere, fino a formare parole, poi frasi, poi intere poesie. [...] In esse [...] della sua malattia [...] non c'è traccia di lamento, di insofferenza, di disfatta. [...] C'è la vita, dentro quelle parole e dentro il loro docile comporsi in versi. C'è il ricordo del passato, [...]. C'è l'amore, quello donato e quello accolto [...]. Niente rimane fuori, della vita passata e di quella presente, della bellezza struggente dei luoghi visti, delle cose fatte, dei desideri insperati eppure sempre presenti».
(dalla prefazione di Alessandro Greco)

Francesco Saporito (Patti, 1971) vive da sempre nel suo paese natale, dove esercita la professione di commercialista e revisore contabile. Nell'ottobre del 2013 scopre di essere malato di SLA, una terribile malattia neurodegenerativa per la quale al momento non esiste una cura efficace. È una notizia che toglie il fiato, che cambia la vita in un istante. Da quel momento tutto appare diverso e tutto scorre più lentamente. Francesco trova la forza e la voglia di esprimere quello che ha già dentro di sé. Riosserva il mondo che lo circonda: i paesaggi, gli odori, i colori e soprattutto le persone che lo amano. Francesco è un fiume in piena, le parole escono rapide e continue e le mani sapienti di chi lo circonda le fissano su fogli sparsi qua e là. Francesco, che si è scoperto poeta (ha già pubblicato, nel 2016 con la Pungitopo, Sla...nci, un'altra raccolta di poesie) ha deciso di condividere ancora questo suo dono.
Il ricavato del libro sarà destinato ad associazioni che si occupano di ricerca sulla SLA e a centri specializzati nell'assistenza e nella cura delle persone con malattie neuromuscolari.

formato 12 x 17 - pp. 72, € 12,00

Natale Tedesco
UN'OFFERTA AL PASSANTE

Natale Tedesco è stato un sapiente lettore e un penetrante interprete della poesia del Novecento. La sua capacità di comprenderla, cogliendo ogni volta la dialettica per lui imprescindibile tra "invenzioni formali" e "strutture conoscitive", era anche l'esito di un amore che si era espresso nella giovinezza in un personale esercizio poetico. E i suoi saggi su Gozzano, Quasimodo, Montale, Sereni, Piccolo non solo danno prova di indubbie doti critiche, ma fanno intuire una sedimentata intimità con la poesia. A questa egli era tornato, dopo l'esordio degli anni Cinquanta salutato dal Premio Castellammare di Stabia, soprattutto con un gruppo di versi scritti in viaggio. In essi l'ispirazione odeporica si sostanziava in una poesia che catturava particolari della realtà per condensarvi un sentimento della vita e del suo misterioso accadere. Lo sguardo inquieto e partecipe dell'io poetante si era negli ultimi tempi posato sempre più sulle manifestazioni semplici e quotidiane della realtà traendone piccole gemme da offrire, come il rampicante di una sua poesia, al passante. Io ho avuto il privilegio di sentirgliele recitare appena composte, di trascriverne alcune sotto sua dettatura e di raccoglierle per prima in un taccuino gelosamente custodito. Ora con questo libretto Natale può finalmente offrire, come di sicuro avrebbe desiderato, i suoi versi — che coniugano in modo mirabile intensità e levità — a tutti coloro che amano la poesia. (Mimi Perrone Tedesco)

Natale Tedesco nasce a Palermo, il 13 giugno 1931, ma trascorre gli anni decisivi della sua formazione a Napoli alla luce del magistero di Salvatore Battaglia. La sua indagine critica ha spaziato dal Trecento alla più stretta contemporaneità. Miliari rimangono La condizione crepuscolare (1970) e La norma del negativo. De Roberto e il realismo analitico (1981). Ai suoi studi su Svevo risalgono le riflessioni sul peculiare valore 'tematico' dell'autobiografismo novecentesco. Su tali nuove acquisizioni si fonda La coscienza letteraria del Novecento (1999) indagata, nel volume eponimo, attraverso le esperienze esemplari di Gozzano, Borgese, Montale, Sereni, Pasolini, di cui coglie, anche grazie a frequentazioni dirette e rapporti epistolari, ragioni esistenziali ed artistiche. Vita e arte, tradizione e innovazione, Sicilia ed Europa, identità e diversità sono le coordinate entro cui si delinea la sua geografia storica della letteratura così come prende corpo nei saggi confluiti nell'Occhio e la memoria. Interventi sulla letteratura italiana (2009). Cultore raffinato di cinema e storia dell'arte ha scritto saggi significativi su Luchino Visconti, su Renato Guttuso, Bruno Caruso, cui fu legato da amicizia e stima intellettuale, e su Villa Palagonia. Al poeta Lucio Piccolo è dedicata la monografia Lucio Piccolo. Cultura della crisi e dormiveglia mediterraneo (2003). Nel 2011 ha pubblicato la silloge di versi In viaggio nella collana "Licenze poetiche" dell'editore Nino Aragno. (Donatella La Monaca)

formato 12 x 17 - pp. 64, € 8,00

Giovanni Torres La Torre
ARABA FENICE, Poesie (2014-2015)

[...] sono dunque intimamente legati alla storia dell'uomo e alle storie del mondo questi versi di Torres La Torre, inno alla sacralità della vita, invitano a riscoprire attraverso l'arte la bellezza che è nelle cose, la vivacità metamorfica della vita intessuta dalla morte, il segreto che si cela nel dischiudersi di un fiore, nel passaggio dalle ceneri alla rinascita della fenice, mimesi del processo artistico di approssimazione al mondo, tensione verso un sistema concettuale esaustivo che inglobi tutti gli elementi sfuggenti della realtà di cui siamo parte. In ultima analisi altro non è la poesia che un quesito, il suo ruolo anche in tempi bui è quello di interrogare le coscienze, ricerca incessante fra il mistero della vita.
(dall'Introduzione di Marika Gacioppo)

Giovanni Torres La Torre (San Piero Patti, 1937) vive a Capo d'Orlando. Pittore, scultore e operatore culturale, ha esordito nel 1963 con Il gioco si corregge, edito da Guanda.
Altre opere: Per i bambini uccisi nel Vietnam (Tip. Progresso, 1966), Bandiere di fili di paglia (Arci-Sicilia, 1978), Siciliane (il Vertice/ Libri, 1981, pref. di A. Cremona), Fanfara di silenzio (Il Vertice/Libri, 1986, poesie, pref. di S. Lanuzza), Girotondo di farfalle (Prova d'Autore, 1989, pref. di S. Ramat), Carta randagia (Prova d'Autore, 1991, pref. di F. Di Legami), Il bosco della memoria (Prova d'Autore, 2005, pref. di S. Lanuzza), Con patir di cuore (Pungitopo, 2008), Teatro viaggiante (Pungitopo, 2009, pref. di G. Amoroso), Luna visionaria, (Prova d'Autore, 2015, pref. di Stefano Lanuzza).

formato 12 x 17 - pp. 160, € 15,00

Nicola Romano
VORAGINI ED APPIGLI

Con il suo caratteristico tono sobriamente dissonante, a metà tra il calligrafismo e la didascalia stilizzata, questa raccolta di Nicola Romano si rifugia nell'elegante fattura del settenario come per prendere le distanze da tutto ciò che non può entrare in quel metro breve. L'autore non si limita ad una mera «discesa culturale» di bachtiniana memoria nella poesia italiana, opera anche una «risalita» attraverso una poesia che sospende la «normalità», la «rovescia» ma, rovesciandola, la lascia intatta, anzi, la rende maggiormente visibile, la invita a sopravvivere, non a «rigenerarsi», perché Romano è un poeta dei nostri tempi, un poeta disilluso che ha smesso da tempo di credere. È questo che mi sento di dire alla poesia in argomento, che la sua ironizzazione, effervescente e minimale, lascia la poesia al suo posto e la società nel suo, ciascuna nel proprio ruolo poiché entrambe estranee l'una all'altra. (Giorgio Linguaglossa)

Nicola Romano vive ed opera a Palermo. Giornalista pubblicista, è stato condirettore del periodico "insiemenell'arte" e attualmente collabora a quotidiani e periodici con articoli d'interesse sociale e culturale. Con opere edite ed inedite è risultato vincitore di diversi concorsi nazionali di poesia. Alcuni suoi testi hanno trovato traduzione su riviste spagnole, irlandesi e romene. Con il circuito itinerante de "La Bellezza e la rovina" ha recentemente partecipato a letture insieme a noti poeti italiani.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: I faraglioni della mente (Vittorietti, 1983); Amori con la luna (La bottega di Hefesto, 1985); Tonfi (Il Vertice, 1986); Visibilità discreta (Ed. del Leone, 1989); Estremo niente (Il Messaggio, 1992); Fescennino per Palermo (Ila Palma, 1993); Questioni d'anima (Bastogi, 1995); Elogio de los labios (C.Vitale, Barcelona, 1995); Malva e linosa, haiku (La Centona, 1996); Bagagli smarriti (Scettro del Re, 2000); Tocchi e rintocchi (Quaderni di Arenaria, 2003); Gobba a levante (Pungitopo, 2011).

formato 12 x 17 - pp. 64, € 10,00

 

Nicola Romano
GOBBA A LEVANTE

[...] Ci si muove dentro la mitologia del quotidiano e nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano con i suoi esterni, confinanti con il paesaggio naturale, sempre ai limiti di una follia che assedia gli uomini e i loro così detti civili agglomerati. Si tratta, è evidente, di una mitologia polemica nel segno delle felici sorti progressive di leopardiana memoria a partire da quella spontanea vena speculativa dell’autore iscritta in una quotidianità che si serve di tutto e di tutti, che sa recuperare e spremere a suo vantaggio qualsiasi prassi e fantasia per segnalare – appunto attraverso la poesia – la nevrotica rischiosa separazione dalla natura e dal suo nucleo vitale.
Paolo Ruffilli

formato 12 x 17 - pp. 80, € 12,00

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Gae Sicari Ruffo
ASCOLTANDO IL MARE

Il mare è una straordinaria piattaforma della vita, dentro cui spiccare il salto, intravedere il fondo e scoprire il senso della sua storia, risalendo dai miti omerici fino alle tante vicende che contrassegnarono l’arrivo di nuovi conquistatori, di regni e di etnie [...]. Purtroppo nella più recente quotidianità il mare è divenuto sinonimo di migrazione, a cui sono connessi dolore, disagio e spesso tragedia [...]. Subentrano considerazioni di altro genere e il soliloquio lirico spesso muta in requisitoria che indaga, protesta e condanna [...]. La poesia allora svela tutta la malinconia di cui è pervasa per il tradimento dei principi su cui si fonda la società costituita, l’impossibilità di una pace vera e duratura, l’ambiguità delle circostanze che ci condizionano, la straziante preghiera di chi vuol vivere, ma vede già avvicinarsi la barca dell’estremo limite di Caronte.

Gae(tanina) Sicari Ruffo vive a Reggio Calabria. Già docente di Italiano, Latino e Storia, attualmente svolge attività giornalistica, collaborando con diverse riviste, promuovendo il Nuovo Umanesimo, movimento culturale calabrese. Si occupa di critica letteraria, storica e d’arte. Ha pubblicato i saggi Attualità della Filosofia di D.A. Cardone, in Utopia e Rivoluzione in Calabria (Pellegrini, 1992); La morte di Dio nella cultura del Novecento, in Il Santo e la Santità (Gangemi, 1993); La Congiura di Tommaso Campanella, in Quaderni di Nuovo Umanesimo (1995); Il Novecento nel segno della crisi, in Silarus (1996); Le donne e la memoria (Città del Sole Edizioni, 2006, Premio Omaggio alla Cultura di Villa San Giovanni); Il voto alle donne (Mond&Editori, 2009, Premio Internazionale Selezione Anguillara Sabazia). Suoi anche i testi narrativi Là dove l’ombra muore (racconti Premio Internazionale Nuove Lettere, 2010); Sotto le stelle (lulu.com, 2011); La fabbrica dei sogni (Biroccio, 2013). Questa è la sua prima raccolta di poesie.

formato 12 x 17 - pp. 72, € 10,00

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Michele Cariglino
CRONICHE

L'anatomia della disfatta, sia personale che storica, è condotta da Cariglino mediante una tecnica versificatoria che elegge la reductio a norma, la capacità di asciugare (o persino prosciugare) qualsivoglia tentazione decorativa a condotta anzitutto morale prima che letteraria. È dalla presa di coscienza di questa inestinguibile consunzione — forse riflesso di un Io poetico che, di fronte alla sconfitta, può e deve far esperienza, per rinascere, dall'abisso — che si diparte un allontanamento silente dal "mito" stesso della poesia, e da quella tradizione lirica che, particolarmente nel nostro Paese, ha avuto un peso non indifferente.
Marco Gatto

Michele Cariglino (Benevento, 1981) è poeta e musicista. Laureato in filosofia presso l'Università di Napoli "Federico II", ha studiato chitarra presso il Conservatorio di Cosenza. Nel 2007 ha pubblicato la sua prima silloge, Irene lisergica (Edizioni del Convento), e l'anno successivo ha vinto il Premio "Città di Calopezzati" e il Premio Internazionale "Città di Castrovillari - Pollino". Sue poesie sono apparse su varie riviste, tra cui il trimestrale di letteratura italiana II fiacre n. 9.

formato 12 x 17 - pp. 64, € 7,50

PIANETI DI LUCE
fotografie di Peppuccio e Mimmo Buzzanca
poesie di Lucio Falcone


Tre bambini su una scala d’arenaria, vineddivineddi, o sulla spiaggia di Marina di Patti, fanno gioco. «Quando comincia, quando finisce / il gioco non sappiamo, forse / era giorno... », e il gioco non si è fermato: due fratelli, già ragazzi, hanno avuto tra le mani una (una sola) macchina fotografica: il terzo, cugino, ha tentato parole che vogliono diventare poesia. Fogli di fotografia e fogli di poesia che si ricompongono, s’inseguono ora qui, arruffate e confuse, in una memoria che non consente (e non vuole) distinguere di chi è stato lo scatto. «Ma il gioco / è nulla in sé, soltanto ci rende / vigili al secondo e fa / che vibrino le fibre». Consapevoli che fare fotografie non fa fotografi e che scrivere poesie non fa poeti, quanto oggi si offre è solo un dono a se stessi, a quei tre bambini, al ricordo di giorni vissuti insieme, a quell’insieme che adesso ancora continua in questo gioco adulto e miracoloso.

Peppuccio Buzzanca è un marinoto del quarantasette. Sa di scienze e di arte. Appassionato di musica o musicologo, ha insegnato non solo chimica ai ragazzi.
Mimmo Buzzanca, fratello di Peppuccio, marinoto del quarantanove, è inventore.
Lucio Falcone, messinesemarinoto del quarantanove, da quasi quarant’anni ha contratto il vizio dell’editoria.

formato 17 x 17 - pp. 104, € 12,00

Pietro Manzella
CIALDE

«La musa Erato è tornata a visitare il Poeta, soffiandogli nel petto il dolce alito dell'ispirazione e del canto amoroso. [...]» (dalla prefazione di Aldo Redi Di Criscio)
«Le sensazioni irrefrenabili che a volte si affollano dentro di me, spesso mi impongono una liberazione: ecco che il magma opprimente delle emozioni, "deve" necessariamente fuoriuscire. Tale "vulcano delle sensazioni" lancia i suoi incandescenti lapilli in versi precisi e liberatori.
Ecco, quindi, che la poesia diventa per me strumento di comunicazione immediata tra il poeta ed il mondo che lo circonda. Se manca tutto ciò, significa che il lapillo lanciato si è raffreddato lungo la parabola ed ha perso la sua forza di penetrazione, ancora prima di raggiungere l'obiettivo.
Allo stesso modo, l'ispirazione che colpisce il poeta lo rende immobile, quasi di sale, nella relazione con il mondo esterno. Dopo quell'attimo, però, inizia il lavorio magmatico-intellettivo-creativo che lo porta all'esplosione vulcanica.
La vita dell'uomo è, pertanto, improntata alla ricerca di se stesso, delle proprie capacità intellettive, delle proprie qualità umane. Tali doti fanno parte del tessuto connettivo dell'intera umanità, in cui esistono valori e disvalori. Su ciascuno di noi incombe l'onere di saperli discernere e reimpostarli, secondo un criterio di universalità, per farli durare nel tempo e proiettarli in alto verso - mete rivolte alla ricerca della sapienza e della conoscenza perdute, alla ricerca delle origini oltre la materialità». (Pietro Manzella)

Pietro Manzella (Palermo 1950), avvocato, ha manifestato sin da giovane interesse alla poesia. Ha pubblicato diverse sue raccolte liriche con le edizioni Federico: Come il vento sulle dune (1999), Icaro o del desiderio (2000), Una vita un amore (2001), Controrisacca (2003), Voci scomposte (2005), Acetilene (Pungitopo, 2010) ed una breve commedia, Frittelle di aria fritta. Presente in alcune antologie (Le poesie di S. Valentino, Rosa fresca aulentissima, Unni siti palori) e in alcuni numeri di "Poesia" (Crocetti), ha ricevuto diversi premi letterari. Hanno scritto di lui Aldo Redi Di Criscio, Francesco Federico, Cristina Casamento, Alfio Inserra, Giovanna Sciacchitano, Giovanni Monti, Piero Buscioni, Maria Cristina Nascosi.

formato 12 x 17 - pp. 70, € 8,00

Giuseppe Loteta
NUVOLE E PIETRE

Una raccolta di poesia, di poesie d'amore, perché ispirate da una corda civile o dettate da un immutato amore per una donna-città, la sua Messina. Loteta ripercorre, adottando il registro a lui, giornalista e scrittore, diverso e inusuale della poesia, sentieri che lo riconducono a stagioni anche lontane, con un sentimento nostalgico, ma anche fortemente attualizzato da una sua chiara partecipazione civile a tematiche sociali, che ce lo restituiscono appieno vivo testimone del nostro tempo.

Giuseppe Loteta, siciliano di Messina, vive a Roma dal 1959. E laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1962. E stato caposervizio interni e inviato del settimanale "L'Astrolabio", fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Parri. Poi condirettore di “Aut”, vicedirettore del "Diario di Venezia". Fino al 1994, inviato e commentatore politico de "Il Messaggero". Collabora a diversi quotidiani e periodici. Nel 1990 ha pubblicato con le Nuove edizioni del Gallo Cuore da battaglia - Pacciardi racconta a Loteta, un libro-intervista con il vecchio leader repubblicano. Nel 1998, il suo secondo libro: Fratello, mio valoroso compagno... - Dall'Italia alla Spagna, la vita avventurosa di Fernando De Rosa, socialista libertario, edito da Marsilio. Nel 2008 ha pubblicato il primo romanzo, Messina 1908 (Pungitopo) e nel 2011, con la stessa Casa editrice, Romanzo messinese.

formato 12 x 17 - pp. 88, € 10,00

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Vanni Ronsisvalle
ISOLA
vista in sogno da un disegnatore di verdi labirinti nei giardini del re

1831. La sera del 9 luglio un’isola nuova emerge dal mare. Un’isola di cui nessuna carta nautica riporterà mai le coordinate. Le tre potenze navali che dominano nel Mediterraneo se la contendono, ognuno di quei governi impone persino un nome ad un fenomeno che non ha precedenti a memoria di geografo, in quel tratto di mare tra la Sicilia e l’Africa. Ora i migrantes vi annegano a migliaia. Trenta giorni dopo l’isola scompare.
1968. In una trattoria di Venezia, nelle pause delle riprese di un film per la tv con e sul poeta americano Ezra Pound si instaura un gioco letterario rievocativo di quell’evento troppo seducente per non offrirsi come una sfolgorante metafora biblica. Due giganti della letteratura mondiale, Ezra Pound appunto, e Alan Ginsberg per una convergenza di destini, accompagnano l’evoluzione di quella scrittura in versi sciolti che sera dopo sera l’autore leggerà a loro e ai componenti la sua troupe. Parodia o pastiche, il paradossale di questa contaminazione letteraria pronta per le musiche di Saty è che a tenerne a battesimo la stesura, seduti attorno al tavolo di quella trattoria, furono un poeta americano figlio di puritani del New England ammiratore di Mussolini, convinto antisemita, e un poeta americano ebreo, figlio di Naomi Livergant membro attivo del partito comunista americano.

Vanni Ronsisvalle è autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali. Le notti giganti, Rizzoli; Il battello per le Eolie, Sciascia; Tour Montpanasse,Editori Riuniti (premio Bancarella); La Grande Mummia, Rusconi; Attuale estensione di Messina, Sciascia; Gli Astronomi, Sellerio; Venerina, Camunia; Il meridiano della solitudine, Novecento (premio Regium Juli per la saggistica): Un amore di Gide, Aragno; La mappa del poeta, Cesati; Storia della nave Artiglio, Giunti; Porto Brandao,Rai-Eri. Dopo il Premio Napoli per la ‘piece’ Tenerezza ed Hemingway, i testi teatrali di Caffè Mozart, (premio Goldoni) ed altri atti unici: I fotografi (premio Vallecorsi) Maestro; il saggio Hallò! La comunicazione nella storia dell’arte, Amilcare Pizzi; per l’Enciclopedia Treccani le monografie scritte e filmate su Ghiberti, Piero della Francesca, Paolo Uccello. Documentarista, inviato speciale, ideatore di rubriche di attualità culturali radiotelevisive per la Rai (autore di ‘ritratti’ televisivi di personaggi- testimoni del tempo; dall’ultima imperatrice d’Asburgo a Andy Warhol e Saul Bellow, da Pound ad Anna Frank raccontata dal padre, ad Helene Weigel moglie di Brecht. Ha scritto articoli e racconti per Il Mondo di Pannunzio, Il Ponte, Prospetti, Galleria, Quartiere, Il Punto, Il Caffè, Il Giorno, La Stampa, il Corriere della Sera, il Messaggero, l’Unità. Ha fondato con Pound, Pasolini, Moravia e Sciascia il Premio Brancati. Dal 2007 insegna alla Scuola di Giornalismo del Campus Universitario di Salerno. Ha dettato le motivazioni culturali per gli statuti della Fondazione Giuseppe Mazzullo a Taormina e della Fondazione intitolata alla famiglia del poeta Lucio Piccolo a Capo d’Orlando. È nato a Messina, vive a Roma o a Taormina.

formato 12 x 17 - pp. 80, € 12,00

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Saverio Vasta
IL POSTO DELLE COSE

[...] Vasta le sue parole le sa collocare benissimo nello spazio e nel tempo, a volte fino al più impudente, delizioso virtuosismo formale, tale è la sicurezza che egli porta nell’arte di scrivere versi. Un’arte che si sostanzia di una serie di incroci in cui i consapevoli, doverosi omaggi alla grande tradizione poetica siciliana si mescolano con una linea “meridionalista” che inopinatamente ritorna dopo anni di immersione carsica. [...]
È forse questo il sintomo più interessante e vitale del libro, se non altro perché consente a Saverio Vasta ulteriore sviluppo in direzioni per ora imprevedibili. [...]
Emilio Isgrò

Saverio Vasta è nato a Messina il 6 luglio 1977. Laureato in Scienze della comunicazione e giornalista pubblicista, ha svolto l’attività giornalistica per quotidiani, periodici e radio. Dopo cinque anni di collaborazione con la Gazzetta del Sud, si è trasferito a Roma dove lavora presso l’Ufficio Stampa e della comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Ha esordito nel 2008 con il libro di poesia Lo spergiuro del gallo (Maremmi Editore Firenze).

formato 12 x 17 - pp. 64, € 10,00

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Beniamino Biondi
ANTIPOEMI

Beniamino Biondi è nato il 12 maggio 1977 ad Agrigento. Poeta e saggista, collabora con importanti riviste di letteratura e critica cinematografica, cura rassegne di cinema d'autore e svolge attività di drammaturgo e regista teatrale. Inoltre partecipa come relatore a numerosi convegni e giornate di studio. Ha curato l'edizione delle poesie complete del filosofo Aldo Braibanti. Ha pubblicato opere di poesia, teatro, cinema, filosofia e critica letteraria.


formato 12 x 17 - pp. 84, € 10,00

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Carmelo Pirrera
ORA D'ARIA

Prefazione di Bruno Rombi

La bellezza della poesia di Pirrera, ossia la sua vitalità, sta nella sua essenza intrinseca, nella sua perentorietà. Il che ci induce, leggendola, a riflettere, a meditare. Circola in tutta la raccolta, grazie allo stile secco, quasi lapidario, una sorta di simbolismo franco-siculo, nel senso che Pirrera adatta ai canoni del simbolismo francese la sua passione mediterranea, ricavandone sempre un piglio poetico forte, deciso, che gli fa esprimere la sua sofferenza, il suo sconforto, con la caparbietà di chi non s'arrende nemmeno nella sconfitta, e tanto meno al dolore.

formato 12 x 17 - pp. 80, € 8,00

Pietro Manzella
ACETILENE

[…] la novità della poetica del Manzella, rispetto ad altra poetica e ad altri poeti, sta nel superamento di un pessimismo cosmico e di una sorta di canto personale solitario ed ermetico. Il canto si fa corale, l'accettazione non è un'ultima spiaggia ma è il coraggio dell'uomo che nella vita, nella morte, […] trova finalmente l'elemento fondamentale, l'elisir dell'esistenza: l'amore. […] Le sue poesie irradiano ed emanano sia semplicità e purezza, sia l'ardore della passione, sia la lentezza del pensiero, sia la velocità del gesto, sia i profumi sia gli odori, sia la luce sia il calore che ci circonda e che ci prende con questo acetilene, gas attraverso il quale scorgiamo un mondo nuovo eppure così vicino. (C. Cultrera)

Pietro Manzella (Palermo 1950), avvocato, ha manifestato sin da giovane interesse alla poesia. Ha pubblicato diverse sue raccolte liriche con le edizioni Federico: Come il vento sulle dune (1999), Icaro o del desiderio (2000), Una vita un amore (2001), Controrisacca (2003), Voci scomposte (2005), ed una breve commedia, Frittelle di aria fritta. Presente in alcune antologie (Le poesie di S. Valentino, Rosa fresca aulentissima, Unni siti palori) e in alcuni numeri di "Poesia" (Crocetti), ha ricevuto diversi premi letterari. Hanno scritto di lui Aldo Redi Di Criscio, Francesco Federico, Cristina Casamento, Alfio Inserra, Giovanna Sciacchitano, Giovanni Monti, Piero Buscioni, Maria Cristina Nascosi.

formato 12 x 17 - pp. 120, € 10,00

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