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Storia

Riccardo Magistri
DOMENICO SCIACCA DELLA SCALA (1844-1900)
I suoi tempi, la famiglia, l'attività parlamentare

Domenico Sciacca Presti della Scala nacque a Patti il 30 ottobre 1844. Studiò agronomia in Toscana e creò nei suoi possedimenti pattesi una fattoria modello. Laureato in legge a Pisa, si stabilì a Palermo, dove sposò, nel 1871, Marianna Merlo, dama d'onore della regina, e in seguito principessa di Patti e marchesa di S. Elisabetta. I coniugi, esponenti dell'alta società dell'epoca, ne vissero gli aspetti mondani.
Nel 1880 il barone Domenico fu eletto nel centro-sinistra deputato al Parlamento nazionale e fece parte, fino al marzo 1896, del Gabinetto Crispi come Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.
Ricoprì diversi incarichi parlamentari e svolse in aula una vasta azione, pronunciando molti discorsi su argomenti di varia natura, specialmente su temi agrari ed economici.
Accanto all'attività parlamentare, il suo interesse per l'agricoltura è testimoniato da varie appassionate pubblicazioni. Ben inserito nell'attività politica della capitale, intrattenne rapporti con i principali protagonisti dell'epoca.
Alla sua morte (Roma, 6 dicembre 1900), ebbe funerali di Stato e fu ricordato alla Camera con una commossa celebrazione funebre. Le spoglie furono tumulate nella cappella gentilizia Piccolo-Natoli del cimitero di Patti.

Riccardo Magistri è nato a Patti nel 1940 e qui è vissuto fino al 1962. Conseguita la maturità classica nel Liceo di Patti, intraprese gli studi giuridici presso l'Università di Messina, abbandonati dopo l'assunzione nelle Ferrovie dello Stato, dove svolse mansioni di capostazione fino al prepensionamento.
Appassionato di storia locale, da oltre trent'anni raccoglie notizie frugando negli archivi della Diocesi e del Comune di Patti; da solo, e in collaborazione con altri studiosi, ha pubblicato diversi lavori sulle vicende e sulle peculiarità della complessa storia pattese.
Dal 1992 si occupa dell'Archivio Storico Diocesano.
Ha pubblicato con le Edizioni Mosca di Patti: (con A. Mosca), La chiesa di S. Antonio abate in Patti, 1984; Il centro storico di Patti, 1992; (a cura di), Mappa dei Comuni del Distretto di Patti nel 1817, 1997; La chiesa di S. Antonio abate in Patti — già dei santi Antonio e Nicasio, 2001; La Banda musicale di Patti Cronistoria, 2005; Il culto e la festa di Santa Febronia — Patrona di Patti, 2009; Don Ascanio Ansalone compra Patti, Montagna e Sorrentini — Cronistoria di un trentennio di lotte autonomiste (16361669), 2009; Storie di quartiere e di vita pattese, 2010; Storia di una baronessa (tra Cefalù e Patti), 2013; Viaggio a Patti nel tempo e nello spazio, I, Vicende storiche - Istituzioni e Servizi, 2015; Viaggio a Patti nel tempo e nello spazio, Il, Percorsi cittadini, 2015. Ha pubblicato con le Edizioni della Diocesi di Patti: Mons. Ficarra e i ragazzi d'arreti `u casteddu in Mons. Angelo Ficarra Vescovo di Patti (1936-1957), 1999; (con A. Sidoti), La diocesi di Patti, Vol. I: Un Abate con due monasteri, Preistoria della Diocesi, 2006; (con A. Sidoti), La diocesi di Patti, Vol. Il: Il Ve-scovato di Lipari-Patti nella Monarchia Normanna, 2007; Patti — Chiese scomparse e chiese rurali, 2010; Patti - B - Chiese del centro, 2014; La diocesi di Patti separata da Lipari e ampliata sui Nebrodi, 2016. Ha pubblicato inoltre: (con V. Porrazzo) La Cattedrale di Patti, Ed. Santuario del Tindari, 1990; Ferdinando Borghese — educatore, professionista e gentiluomo, Pungitopo, Marina di Patti, 1996; L'Ospedale di Patti "Barone Ignazio Romeo" — Cenni storici e biografici, Yoríck Ed., Patti, 2003.

formato 17 x 24 - pp. 144, € 18,00

Michelangelo Mangiapane
MEMORIE DI UN COSTRUTTORE SICILIANO

Un giovane geometra di Furnari sceglie di fare l'imprenditore delle costruzioni all'età di appena 22 anni, senza rendersi conto che quel mestiere si può fare solo con il consenso delle istituzioni politiche e amministrative; non si può fare contro di esse, né si possono cambiare, da soli, i meccanismi perversi che spesso governano i poteri pubblici.
Articoli, relazioni, commenti, riflessioni rappresentano, in questo libro, la testimonianza della lineare ricostruzione dell'autore, della Messina politica ed economica di parte del secolo scorso. I temi affrontati, alcuni dei quali, purtroppo, tristemente ancora attuali, riguardano la complessità del mondo degli appalti pubblici e dell'imprenditoria siciliana. E' la sintesi del pensiero di un uomo, che nel proprio mestiere, fatto con passione ed entusiasmo, ha cercato di puntare sulla qualità, sul valore dei suoi collaboratori e, a suo modo, di denunciare le distorsioni del sistema.
Un imprenditore che, nella sua vita, ha sempre avuto la pessima abitudine di leggere tanto, di comprendere, ma soprattutto di scrivere sui giornali. O almeno ci ha provato.

Michelangelo Mangiapane è nato a Fumari (ME) nel 1939 da famiglia contadina. Il padre, vignaiolo produceva un ottimo vino, col quale riusciva a mantenere tutta la famiglia, che era composta da tre fratelli e una sorella. Il fratello più grande (1932) è stato il fondatore del partito comunista a Furnari nel 1947, ed ha arruolato nel partito tutta la famiglia, sin dagli anni 50; nel 1987 è stato eletto deputato al Parlamento Nazionale. Il fratello Nino, ha seguito la carriera di segretario comunale ed è approdato a Perugia dove risiede tuttora. La sorella Rosa è emigrata in Australia negli anni 50 ed è ritornata a Furnari alla fine degli anni 60. Dopo aver conseguito il diploma di geometra all'Istituto tecnico Jaci di Messina nel 1959, inizia l'attività professionale nel paese di origine. Nel 1961 si iscrive All'Albo Regionale degli appaltatori di opere pubbliche per lavori di importo fino a 200 milioni ed inizia a concorrere alle gare di appalto presso la Cassa per il Mezzogiorno, aggiudicandosi e realizzando lavori in trenta diversi comuni della Sicilia, Calabria, Sardegna Lazio e Puglia. Negli anni settanta si è iscritto all'Albo Nazionale dei Costruttori ampliando successivamente la fascia di iscrizione ogni 5 anni fino ad arrivare all'importo di 15 miliardi negli anni 80, per le categorie idrauliche stradali, edili. Nel tempo l'impresa individuale è divenuta s.p.a. con il nome di Studi Progetti e Costruzioni. Alla fine degli anni 80 ottiene l'incarico dalla Ses (Presidente Avv.to Gentile) di realizzare il complesso (chiavi in mano) per la Fondazione "Bonino Pulejo", opera che viene raffigurata in copertina. Ha anche partecipato, insieme alla Cogefar, alla realizzazione del complesso di Parcheggi e tunnel di Taormina
Durante gli anni 80 e 90 è stato Vicepresidente dell'Associazione degli Industriali e Presidente della sessione edile dell'ANCE di Messina. È stato anche editore del Giornale "Il Soldo".
Ha sposato nel 1964 una insegnante di Francavilla di Sicilia, Pina Mamazza con la quale ha avuto quattro figli (Filippo, Davide, Laura e Tiziana). La morte del primogenito Filippo a pochi mesi dalla nascita, nel 1965, ha profondamente segnato la vita della famiglia e ha convinto la moglie Pina ad occuparsi esclusivamente dei figli. L'assenza frequente del marito ha reso questa donna più forte, più coraggiosa e sensibile, la migliore compagna con cui ha affrontato, tenendosi per mano, le vicissitudini di una vita intera.

Questo volume non è in commercio; chi volesse riceverne una copia può richiederla al seguente indirizzo e-mail: michelangelomangiapane@virgilio.it; gli sarà recapitata per posta ordinaria.

formato 17 x 24 - pp. 256

Paolo Piccione
RITORNI
Autobiografia di un talloner

Paolo Piccione, personaggio pubblico del socialismo siciliano della 'prima Repubblica', promotore di un riformismo volto a portare a soluzioni concrete il meridionalismo predicato, ma non praticato, narra in questa autobiografia dell'attività di amministratore e legislatore, ma soprattutto di un ragazzino cresciuto durante il dopoguerra messinese e siciliano fra barche di pescatori, voglia di leggere e avventurose traversate dello Stretto; di un giovanissimo, curioso e tenace, con una grande necessità e una ferrea volontà di costruirsi un futuro migliore partendo da zero nel suggestivo villaggio di Torre Faro, dove, come in tanti altri luoghi e specie durante gli anni del secondo conflitto mondiale, «la vita si riduceva a non morire». E narra ancora dell'innata vocazione del protagonista di «salire gli scalini spesso ripidi che compongono la gradinata di un'esistenza» e dell'aspirare persino `al volo', osando quando e ove sia possibile.

Paolo Piccione (Messina il 3 febbraio del 1932), cresciuto durante il dopoguerra tra la città dello Stretto e il villaggio di Torre Faro, agli inizi degli Anni '50 studia giurisprudenza nella Torino dei circoli anarchico-libertari e della casa editrice Einaudi. Si laurea all'Università di Messina nel 1954 e si orienta verso il diritto civile e fiscale.
Poco più che ventenne sposa Rosetta Guttadauro, dalla cui unione nascono Antonella e Vanni, e ben presto affianca alla carriera professionale quella politica all'interno del Psi di Pietro Nenni, per poi sostenere in Sicilia la corrente di Sandro Pertini e aderire, così, a un autonomismo all'interno di un gruppo autonomista. Giornalista pubblicista, componente del Comitato regionale e dell'Assemblea nazionale del Psi, vice presidente dell'Iacp di Messina, nel '70 è eletto consigliere comunale della stessa città, per poi essere nominato vicesindaco e assessore all'Urbanistica. Nell'81 diviene deputato all'Ars, presidente del gruppo socialista, fa parte di varie commissioni fra cui quelle di Sanità e Finanza e ricopre successivamente la carica di assessore ai Lavori pubblici e infine quella di Presidente dell'Assemblea di Palazzo dei Normanni. Nel '93 il ciclone di Tangentopoli pone fine alla sua attività politica. Ma da tutti i procedimenti a suo carico risulta sempre assolto. Gli interessi per il cinema, la fotografia, la letteratura, la pittura, lo sport (specialmente il rugby) e i viaggi, lo accompagnano durante il suo percorso umano e politico. E soprattutto i viaggi, di lavoro o in veste di 'semplice' turista curioso, fanno da accattivante sfondo alla sua esistenza'. Basti solo citare la sua presenza a Cuba, nel '78, durante il Festival de la Juventud, o a Lisbona, nel '74, durante la Revolucào dos Cravos.
Oggi, ottantenne votato alla saggezza, non ha perso però la sua incorreggibile tempra da talloner (centrale di mischia) né la sua curiosità `adolescenziale' e partecipa con interesse alle attività culturali e politiche della sua città.
Ha già pubblicato: Paolo Piccione — Scritti e discorsi, edito dall'Ars nel 2008, e Terra, acqua, mito. Capo Peloro, le lagune di Ganzirri e Faro, Edas, insieme a Franz Riccobono, Anna Giordano e Mimmo Irrera.

formato 17 x 24 - pp. 192, € 20,00

Vanni Ronsisvalle
LA LUNA, MAMMA RAI E IL SORRISO DELLA GIOCONDA

Un uomo si aggira per l’Europa, la vecchia Europa delle cattedrali e degli Spiriti Eletti,
vede cose ragguardevoli, incontra altri uomini e ne scrive. Si aggira per il mondo più vasto,
di qua e di là degli oceani, dei grandi fiumi nelle città tra foreste di grattacieli, capolavori
della modernità; vede luoghi e persone che valgono la pena di essere raccontati. Un cameraman
(della RAI) filma ciò che lui guarda con interesse; un doppio sguardo convenzionale.
In queste pagine scorrono l’una accanto all’altra avventurose storie di letteratura e
anche tempestose storie d’arte. E la storia-storia con personaggi monumento. Una imperatrice
spodestata dalla prima guerra mondiale (Zita d’Asburgo) e manigoldi salvati dalla
ghigliottina all’ultimo momento; il deluso boia di Parigi, il grande poeta americano Ezra
Pound e Helene Weigel la vedova di Brecht, Italo Calvino e la nipote di Pessoa, l’ultimo
capo dei Sioux in Dakota, narratore di antichi massacri, il controllore del cartoteche ebraiche
di Praga e il padre di Anna Frank; donne bellissime in carne ed ossa o donne dipinte
come esposta al Louvre. Oppure donne-mostro benché bellissime. Come Himelda Marcos
a Manila che mandò di notte le ruspe a spianare il Tondo, bidonville cresciuta accanto al
cantiere di un Palazzo del Cinema che si sarebbe inaugurato all’indomani, intitolato al suo
nome: strage di poveracci straziati nei loro ricoveri di cartone. Avide come la terza o quarta
moglie di Picasso, astute come sua figlia Paloma; Peggy Guggenheim che amò Max
Ernst ed altri due o tre artisti che collezionava; altre api regine simili alle terribili Brunilde
e Fredegonda dell’Età dei Franchi; sesso e potere. Denaro, tanto. Storie di grandi artisti
come Andy Warhol, Mirò e Bonnard o di scervellati che grandi non lo saranno mai. Storie
nei grandi spazi dei quattro continenti o tra le quattro pareti di una camera d’albergo:
Conrad all’Oriental di Bangkoch, Andrè Gide al Timeo di Taormina. Il Double bind, la teoria
del doppio è l’architettura leggera ed avvolgente di questo libro, tratto dal filmico effimero
e da ciò che comincia con l’angoscia della pagina bianca su cui scrivere cose imperiture.
Linguaggio ellittico ed ironico, il filino di humor che non si trattiene nemmeno sulla
porta di un dramma borghese: la vedova Picasso che si suicida quando il ministro Malraux
le presenta l’importo della tassa di successione; Malraux ministro della cultura intenzionato
in quei giorni a sbiancare il paesaggio di Parigi per lasciare il segno, lavare il grigio dei
suoi palazzi.
Vanni Ronsisvalle (Messina, 1931) è autore di romanzi, racconti, testi teatrali, radiodrammi,
inclini all’epica documentaria ed alla rappresentazione poetico/fantastica del mondo.
Documentarista, inviato speciale, ideatore di rubriche di attualità culturali radiotelevisive
realizza per in Africa, Asia, Medio Oriente, Stati Uniti, Canada, America Latina ritratti
anticonvenzionali di protagonisti – eccellenti e no – dell’arte, della letteratura, della politica;
dai guerriglieri di Sendero Luminoso ai mercanti criminali della droga del Triangolo
d’Oro – Tailandia, Laos e Birmania – ai contemplativi monaci buddisti di Chan Raj. Per
l’Enciclopedia Treccani realizza, tra scrittura e indagine filmica nelle grandi opere pittoriche,
le monografie su Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello e il Beato Angelico. Collabora a “Il
Giorno”, “La Stampa”, “Italia Oggi”, “Il Messaggero”, “L’Informazione”, “Il Corriere
della Sera”, “L’Unità”; con saggi e racconti a: “Il Mondo” di Pannunzio, “La Fiera
Letteraria”, “Il Caffè” di Gian Battista Vicari, “L’Europa”, “Prospetti”, “Quartiere”,
“Civiltà delle Macchine”. Professore a contratto in Scienze della Comunicazione/ Scuola
di Giornalismo dell’Università di Salerno, è socio ordinario del Pen Club Internazional.

formato 17 x 24 - pp. 538, € 25,00

Liborio Lombardo
LA DEVOZIONE A SAN CALOGERO EREMITA
pietà popolare, luoghi, storia, miti e leggende

Lasciato l'insegnamento e guidato dai fili invisibili del pàthos, non ho dimenticato il senso di appartenenza alla gente del Sud. Sempre alla ricerca di una patria che non c'è più, risorge e vive sempre nei miei sogni di esule la Magna Grecia ('a Grigìa), ormai smarrita tra gli alberi d'ulivo inondati dal canto delle cicale, ebbre di sole e nata dal sangue dell'anima caduta dal Cielo sul bianco sorriso della spuma del mar Mediterraneo.
Ho cercato rifugio tra i boschi, i borghi e le ampie vallate dei Nebrodi. Quivi sono custodite dalla memoria feste ancora incontaminate, in cui mito, storia e religione, grazie alla nuova dimensione della fede cristiana, si ritrovano in un'affascinante amalgama con la vita quotidiana.
All'interno della stessa festa è racchiuso un tentativo di spiegare i propri dubbi, le proprie esperienze e le proprie speranze, obbligando l'intelligenza a strappare le ragnatele tessute dai razionalisti, dai positivisti e via via dai novelli liturgisti, impedendo così il rivolgersi verso una realtà trascendente e l'accesso ad altre culture. Ogni viaggio verso la Patria ha un punto di partenza e un punto d'arrivo.
"Colui che non fa mai visite pensa che sua madre sia la sola cuoca".

Don Liborio Lombardo (Udine 1939), ha compiuto gli studi a Mesoraca, a Crotone e nei seminari di Catanzaro e Patti. Ordinato sacerdote il 5 agosto 1962 da mons. Giuseppe Pullano a Castell'Umberto, ha perfezionato gli studi umanistici all'Università di Palermo, conseguendo la laurea in Pedagogia. Già allievo del prof. Ettore Caracciolo all'Istituto di Psicologia dell'Università di Messina, è iscritto all'Albo degli Psicologi. È stato ordinario d'Italiano, Storia e Filosofia nei licei, docente di Storia delle Religioni, di Psicologia e Pedagogia presso l'Istituto Teologico di Patti. Ha diretto il Centro di Promozione per la Vita in Patti-Tindari e ha collaborato con la rivista "Studi di Psicologia dell'Educazione".
Ha pubblicato tra l'altro, I Gesanti, Ipotesi interpretativa sulla festa della Madonna della Luce di Mistretta e La festa di San Giacomo a Capizzi, Mito, Storia, Religione.

formato 17 x 24 - pp. 192, € 18,00

Michele Giacomantonio
LA RELIGIONE NELLA LIPARI ANTICA

La storia antica della religione nelle Eolie presenta diversi "misteri" di cui qui ci si occupa. Il primo è quello del tempio di Apollo. Come mai a Lipari non esiste traccia di un tempio a questo dio che pure tutti gli storici antichi ci dicono molto venerato dai Liparesi? Che cosa rappresenta Demetra soprattutto nel passaggio dal paganesimo al cristianesimo? E Agatone, il vescovo che accolse le reliquie di San Bartolomeo nel 264, è veramente un personaggio leggendario? E San Paolo nel suo viaggio verso Roma non è più probabile che sia naufragato a Lipari piuttosto che a Malta? Nel V secolo Lipari ebbe una diaconessa? Infine che cosa ha rappresentato e rappresenta la rocca, da sempre sede di templi agli dei o ai santi?

Michele Giacornantonio è nato a Lipari il 31 ottobre del 1940 ed ha sposato Aida, una ragazza di Lipari, il 27 giugno 1966 che è stata la compagna della sua vita. Trasferitosi con la famiglia a Pavia nel 1950 si è laureato in Economia e Commercio, ha lavorato come redattore di libri scolastici alla Case editrice Mursia, ed è divenuto pubblicista e ricercatore di problemi sociali. Dal 1974 è stato dirigente nazionale delle ACLI trasferendosi a Roma ed occupandosi dell'Ufficio Studi, del settimanale "Azione Sociale" e della rivista "Quaderni di azione sociale". Tornato a Lipari agli inizi degli anni '90 è stato sindaco per sette anni e quindi si è dedicato alla storia locale ed agli studi di teologia. Ha scritto, oltre a numerosi saggi, Florenzia ha svegliato l'aurora e Questa è Florenzia per le Edizioni San Paolo e Navigando nella storia delle Eolie per Pungitopo. Cura il sito www.archiviostoricoeoliano.it.

formato 12 x 17 - pp. 104, € 12,00

Sergio Todesco
CASTEL DI TUSA nelle immagini e nelle trame orali di un secolo


Immagini e testi che compongono questo libro riguardano un unico paese, la Marina di Tusa (o Castel di Tusa), antico caricatoio dell'urbs halaesina, nel secolo scorso ridente borgo marinaro, oggi luogo cui la sovrabbondanza di case e cemento non ha tuttavia fatto ancora smarrire il fascino e l'aura di un tempo. Le immagini sono state in gran parte raccolte da Aldo Re e Massimo Raimondi, benemeriti cultori di storia patria, i testi collazionati da chi scrive, il quale ha attinto a ricordi d'infanzia, compulsando nelle proprie "stanze della memoria" lo straordinario patrimonio orale consegnatogli da mamma, nonna, prozia, zie e parenti vari nell'arco di tempo che va dalla metà degli anni '50 alla metà, grossomodo, degli anni '60. Ho infatti trascorso una stagione cruciale della mia vita proprio in questo paese di mare che per me si è venuto costituendo come una vera e propria seconda patria, a tal punto che ancora oggi Castel di Tusa, e la casa avita in cui ho trascorso quegli anni lontani, tornano con struggente pervicacia nei miei sogni, e ogni realtà significativa della mia esistenza successiva ha dovuto prima o poi fare i conti con questi luoghi la cui pregnanza simbolica, nonché attenuarsi e sbiadire, si è viceversa venuta sempre più accrescendo mano a mano che il tempo depositava su di essi la sua polvere.
I documenti che qui vengono offerti, le immagini e ancora più le parole, sono fatti - almeno così a me pare - della stessa materia di cui son fatti i sogni. È infatti evidente che qualunque cultura trovi il fondamento in coordinate sue proprie, nel mondo materiale e nel complessivo "sistema degli oggetti" che di quella cultura costituiscono il corpo e l'orizzonte visibile, ma si basi anche e soprattutto negli universi mentali, nel sistema di segni, nei parametri di riferimento e nella Weltanschauung che essa esprime. In tale laborioso e collettivo lavorio attraverso cui si determina la costruzione di un'identità, certamente la lingua - quella lingua che Ignazio Buttitta ci dice essere «addutata di patri» - riveste un ruolo fondamentale. In ciò risiede probabilmente quello che viene definito il Genius Loci.

Sergio Todesco è nato nel 1952. Laureato in Filosofia, si è poi dedicato agli studi antropologici. Ha diretto per vent'anni la Sezione Antropologica della Soprintendenza di Messina. Ha svolto per alcuni anni attività di docenza universitaria (Facoltà di Magistero e Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Messina) nelle discipline demo-etno-antropologiche e museografiche. Dirigente Superiore dal 1999, dal 2007 al 2010 ha diretto il Museo Regionale "Giuseppe Cocchiara" di Mistretta, dal 2010 al 2013 il Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali, dal 2013 al 2015 la Biblioteca Regionale Universitaria di Messina. Nel 2013 è stato Assessore alla Cultura e alle Identità del Comune di Messina. Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali nel settore dei beni culturali.
Gli sono stati assegnati, per singole opere o alla carriera i seguenti premi: "G. Pitrè - S. Salomone Marino" (Palermo, 1997), "Dioniso" (Fiumedinisi, 1999), "Maria Messina" (Mistretta, 2010), "Antonello da Messina" (Roma, 2012), "Nunzio Bruno" (Floridia, 2012), Meter & Miles (Messina, 2014), Colapesce (Messina, 2015), "Dimitris Bisbikis" (Messina, 2016).
Ha al suo attivo, oltre a numerosi saggi, i seguenti volumi: Naturalismo e Storicismo in Ernesto De Martino, Messina, E.D.A.S., 1977; Ernesto de Martino, Il mestiere di Etnologo, Messina, Officina, 1985; Proverbi siciliani, Venezia, Istituto Nazionale per la Grafica, 1988; Mitia e Cronos. Giganti a Mistretta, Palermo, Assessorato BB.CC.AA. e RI., 1990; Teatro mobile. Le feste di Mezz'agosto a Messina, Messina, G.B.M., 1991; Atlante dei Beni Etno-antropologici eoliani, Palermo, Assessorato BB.CC.AA. e RI., 1995; Fotografi di paese, Messina, G.B.M., 1995; Icone Messanenses - Edicole votive nella città di Messina, Palermo, Assessorato BB.CC.AA. e P.I., 1997; Angelino Patti fotografo in Tusa, Palermo, Assessorato BB.CC.AA. e RI., 1999; I sentieri di Didyme. Un percorso antropologico, Palermo, Assessorato BB.CC.AA. e RI., 1999; In forma di festa. Le ragioni del sacro in provincia di Messina, Messina, Skriba, 2003; Miracoli. Il patrimonio votivo popolare della provincia di Messina, Messina, Magika, 2007; Vetri flessi. Un pincisanti del XXI secolo, Palermo, Assessorato BB.CC. e I.S., 2011; Matrimoniu. Nozze tradizionali di Sicilia, Messina, Magika, 2014; I siciliani di Maccà, Messina, Magika, 2015; Album, Messina, Magika, 2015.

formato 23 x 21 - pp. 156, € 21,00

Giuseppe Loteta
PAGINE MESSINESI
alla ricerca dell'identità perduta

Senza memoria del passato non si ha consapevolezza del presente e si rischia di ipotecare il futuro. Ciò vale per le persone e per le comunità. Vale per Messina e per chi conosce poco la propria storia o ritiene che non valga la pena curarsi di avvenimenti e personaggi lontani nel tempo. Ma quei fatti e quelle persone fanno parte di noi. Senza di loro saremmo come chi per un trauma perde la memoria e non riconosce più cose e volti che lo circondano. Ecco perché sapere cosa furono gli anni del dopoguerra a Messina o chi era -l'onorevole Blandino", ricordare fasti e decadenza del Gabinetto di Lettura o le serate all'Irreramare, leggere di fatti importanti o marginali avvenuti nella nostra città, può aiutare a riconoscerci.

Giuseppe Loteta, siciliano di Messina, vive a Roma dal 1959. Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1962, è stato caposervizio interni e inviato del settimanale "L'Astrolabio", fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Pani. Poi condirettore di "Aut", vicedirettore del "Diario di Venezia". Fino al 1994 inviato e commentatore politico de "Il Messaggero". Collabora a diversi quotidiani e periodici. Nel 1990 ha pubblicato il suo primo libro con le Nuove edizioni del Gallo: Cuore da battaglia. Pacciardi racconta a Loteta, un libro-intervista con il vecchio leader repubblicano. Nel 1998, Fratello, mio valoroso compagno... Dall'Italia alla Spagna la vita avventurosa di Fernando De Rosa, socialista libertario ( Marsilio).
Dal 2008, editi dalla Pungitopo: Messina 1908 (romanzo ambientato nella città dello Stretto poco prima che il terremoto la distruggesse); Romanzo messinese (racconti, 2011); Nuvole e pietre (poesie, 2013); Istantanee, tra cronaca e storia (profili di personaggi che appartengono alla storia del nostro Paese, 2014).

formato 12 x 17 - pp. 184, € 13,00

Salvatore Greco
L'ASCESA DEI NOTABILI
Politica e società a Palazzolo Acreide nell'Ottocento borbonico

Palazzolo Acreide, l'antica Akrai, subcolonia di Siracusa, vive durante l'Ottocento borbonico un periodo di importanti trasformazioni politiche e sociali. A partire dalla breve, ma fondamentale, stagione costituzionale del 1812 cominciano ad affacciarsi nel palcoscenico della politica locale le classi sociali 'borghesi', radicate in gran parte nella 'città di sopra' che, sviluppatasi attorno alla chiesa di S. Sebastiano, si contrappone alla 'città di sotto' (il quartiere di S. Paolo). Con la 'monarchia amministrativa' si assiste anche a Palazzolo alla formazione di una nuova classe dirigente, un'élite, spesso colta, che sfrutta tanto le moderne forme di aggregazione, come i circoli di conversazione, quanto le istituzioni politiche per acquisire non solo prestigio sociale, ma anche quegli spazi di potere resi possibili dalla 'nuova politica'.
Lo sguardo sulle forme associative dell'élite locale, condotto sulla scorta di un ampio scandaglio delle fonti d'archivio (peculiarità di tutto lo studio), permette anche di cogliere alcuni aspetti che caratterizzano la società stessa, attraversata, soprattutto tra le classi più umili, da forti tensioni sociali che esplodono, non a caso, proprio in prossimità di rivoluzioni (in particolare quelle del 1837, del 1848 e del 1860), intrecciandosi, non di rado, con la lotta politica e rivelando così una società in continuo fermento.

Salvatore Greco (Vittoria, 1972), originario di Palazzolo Acreide, vive a Siracusa, dove insegna materie letterarie presso il Liceo Artistico "A. Gagini". Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Catania nel 1998, nel 2011 ha conseguito la laurea specialistica in Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche del medesimo ateneo. Appassionato di storia locale e socio della Società Siracusana di Storia Patria, ha pubblicato: Santa Lucia. Tradizioni brembane e siracusane (Ferrari Editrice, Clusone, 2005, in collaborazione con Diego Gimondi); Letterati e filosofi nella Sicilia dell'Ottocento. Giuseppe D'Albergo e Nicolò Zocco (Morrone Editore, Siracusa, 2007, in collaborazione con Luigi Amato) e L'Ermenegildo. Una tragedia inedita di Giuseppe D'Albergo (Mediterraneo Edizioni, Siracusa, 2007, in collaborazione con Luigi Amato).

formato 17 x 24 - pp. 192, € 16,00

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Raffaele China
LE ISOLE NEL TEMPO
Le Eolie nelle cartoline da fine '800 ai primi decenni del '900

Questo bel lavoro di Raffaele China rappresenta un contributo importante alla conoscenza e alla promozione delle Eolie, ma anche una documentazione, per gli Eoliani, di un mondo che va scomparendo. Le cartoline, che dagli ultimi decenni dell’800 ci accompagnano fino ai primi decenni del ’900. Raffaele ha raccolto in questo volume le immagini più antiche, quelle in bianco e nero quando il colore non esisteva o si ricorreva all’acquarello per darne in qualche modo l’impressione, e sta già lavorando a nuove raccolte: quelle di oggi, quelle di un periodo di mezzo. Ma intanto concentriamoci su questa esperienza e verifichiamone l’accoglienza. (dall’Introduzione di Michele Giacomantonio)

Raffaele China nasce a Lipari nel settembre 1949 da famiglia umile e molto religiosa. Nel 1979 entra a far parte del direttivo della confraternita di San Bartolomeo. Sin da subito allarga la cerchia degli iscritti a tutti coloro che desideravano farne parte e fonda nel 1983 la confraternita femminile. Nel 1982 realizza il grande Presepe in piazza; nel 1984 fonda la “Banda Musicale San Bartolomeo”; nel 1989 istituisce la processione in mare di Maria SS di Porto Salvo, inoltre è promotore per la realizzazione delle finestre istoriate nella Cattedrale. Nel 1999 collabora ad una mostra di storia postale e filatelica con annullo presso il Seminario delle lettere; nel 2002 organizza una mostra numismatica dal titolo “Addio alla lira” ed infine nel 2014 la mostra di cartoline illustrate dal titolo. Le “Isole nel tempo”, da cui prende spunto la pubblicazione di questo volume.

formato 17 x 24 - pp. 264, € 24,00

Giuseppe Loteta
ISTANTANEE
tra cronaca e storia

Palmiro Togliatti, Mobutu Sese Seku, Armando Borghi, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Umberto Di Savoia, Randolfo Pacciardi, Silvio Milazzo, Boris Giuliano, Leonardo Sciascia, Aldo Braibanti, Il generale De Lorenzo, Ferruccio Parri, Girolamo Li Causi, Ernesto Rossi, Giorgio Napolitano, Marco Pannella, Giovanni Falcone, Santiago Carrillo, Riccardo Lombardi, Enrico Berlinguer, Salvo Lima, Francesco De Martino, Nella Masutti, Antonello Trombadori, Giulio Andreotti, Franco Evangelisti, Bettino Craxi, Bruno Zevi, Danilo Dolci, Umberto Terracini. Incontri di un giornalista con personaggi che non solo hanno segnato i passi della politica italiana che ha portato ai nostri giorni, ma che costituiscono ormai la nostra storia.

Giuseppe Loteta, siciliano di Messina, vive a Roma dal 1959. È laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1962. È stato caposervizio interni e inviato del settimanale “L’Astrolabio”, fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Parri. Poi condirettore di “Aut”, vicedirettore del “Diario di Venezia”. Fino al 1994, inviato e commentatore politico de “Il Messaggero”. Collabora a diversi quotidiani e periodici. Nel 1990 ha pubblicato con le Nuove edizioni del Gallo Cuore da battaglia - Pacciardi racconta a Loteta, un libro-intervista con il vecchio leader repubblicano. Nel 1998, il suo secondo libro: Fratello, mio valoroso compagno... - Dall’Italia alla Spagna, la vita avventurosa di Fernando De Rosa, socialista libertario, edito da Marsilio. Nel 2008, Messina 1908 (Pungitopo editrice), un romanzo ambientato nella città dello Stretto poco prima che il terremoto la distruggesse. Nel 2011, (Pungitopo) una raccolta di racconti dal titolo Romanzo messinese. Nel 2013, sempre con Pungitopo, una raccolta di poesie dal titolo Nuvole e pietre.

formato 17 x 24 - pp. 128, € 15,00

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Alexandre Dumas (padre)
MESSINA LA NOBILE

e Taormina
Introduzione e traduzione di Valeria Gianolio

In queste pagine siciliane Dumas descrive il suo rapido peregrinare in terra messinese, in un frammisto di aneddoti di costume, brani mitologici e fatti storici alternando piaceri suscitati dalla buona tavola, passione e slancio per le grazie femminili e spiccato interesse per le località visitate.

formato 15 x 21 - pp. 88, € 9,00

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Giuseppe Alibrandi
IL VOLO DELL'AIRONE
e il canto del tenore

Il “piccolo corridore” ciclista Carmelo Manfrè, abbagliato dalla bellezza della velocità sulle due ruote, si giocò la scommessa della sua vita: diventare corridore ciclista e costruttore di bici. Da Patti (segnata dal culto della modernolatria, vissuta tra corse, salotti e allegra brigata di poeti paroliberi), con la sua bici da corsa sfidò i campioni dell’epoca: copertone sulle spalle, capelli lunghi spazzolati all’indietro, occhialoni sulla fronte. Modello di ciclista futurista, coraggioso, audace e ribelle, votato al sacrificio e all’avventura. «Volare come un uccello: ecco il sogno!». Lasciata la bicicletta dopo le affermazioni giovanili, Carmelo continuerà a scommettere sul movimento ciclistico pattese, sull’airone Coppi contro i bartaliani dell’epoca, fino a portare a Patti il Giro d’Italia del ’54. A Carmelo la sorte riserverà, infine, il canto libero del tenore, con la sua band e nelle chiese della città.

Giuseppe Alibrandi, nato a San Giorgio di Gioiosa Marea, è autore di saggi sulle tradizioni e i movimenti popolari siciliani. Biografo dell’anarchico Nino Pino Balotta, di cui ha pubblicato con la Pungitopo Nino Pino: L’uomo e il suo tempo (1982); con la stessa editrice ha pubblicato Lotte popolari nel messinese (1981), L’ombra di Monsignore e La testa del dragone, romanzo (1986). Per la Provincia regionale di Messina, tra le altre collaborazioni, ha curato e scritto Archeologia delle tonnare messinesi (1997); Le “utili imprese” dei D’Amico Cumbo Borgia su “Milazzo Nostra” (2008). Il libertario dei Nebrodi (2011). Blogger, pubblica su “Ventennio europeo” e “Francigena” in ScuolaER.

formato 12 x 17 - pp. 160, € 10,00

Giuseppe Sicari
LA KIPPA' DI ESCULAPIO

Fra il '300 e il '400 sono attivi in Sicilia numerosi medici ebrei, uomini e donne. Di molti conosciamo anche le generalità e le città dove esercitavano. Il libro ne dà l'elenco completo. Spiccano, fra tutti, i nomi di due "dottoresse": Bella di Mineo e Virdimura di Catania.
Ma dove e come si formavano questi medici? Quali erano le loro capacità professionali? Il libro cerca di rispondere a questi ed altri quesiti, partendo dalla recente scoperta - fra i manoscritti di una biblioteca tedesca - della copia (realizzata a Licata nel 1484) di un famoso manuale medico medioevale.

Giuseppe Sicari (Capo d’Orlando, 1933) è giornalista ed autore di saggi e opere di narrativa. È stato caporedattore del TG 1 e docente all'Università della Tuscia, ha pubblicato Gelsomina di Sicilia (2006) e Il Santo marrano (Pungitopo, 2010).

formato 12 x 17 - pp. 112, € 10,00

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UNO SGUARDO EXTRA MOENIA
Riflessioni su identità culturale e circolazione di idee tra Oriente e Occidente.

I temi trattati nel volume testimoniano interessi e metodo di studio degli allievi della Scuola di Dottorato messinese in Scienze Archeologiche e Storiche, scuola in seno alla quale si sono formati anche i cinque curatori degli Atti. I contributi propongono una riflessione su circolazione di idee, usi, costumi, ruoli e problemi sociali, ideologie politiche e soluzioni esistenziali attraverso l’analisi di documenti archeologici, epigrafici, numismatici, letterari e storiografici. E, così, trovano spazio nel volume l’iconografia del guerriero e un saggio sulla geografia odissiaca che anticipa una rilettura storica del mito di Orione, l’istruzione musicale dei giovani nell’Atene classica e la loro formazione nell’impero romano, la creazione di strutture assistenziali e la formulazione di ideologie funzionali al consolidamento del potere politico; e, ancora, l’analisi storica della monetazione che attesta rapporti fra Cirene e l’Oriente; il ruolo della Sicilia in età tardoantica e le problematiche della piccola Isauria. Completano il variegato quadro del volume i reportages delle campagne di scavo condotte nel sito di Kyme eolica da Massimo Frasca dell’Università di Catania e delle ricerche condotte a Hierapolis frigia da Francesco D’Andria dell’Università del Salento, entrambe con la collaborazione di ricercatori e dottorandi dell’Università di Messina.

Il gruppo di lavoro GiMeD recentemente costituitosi in associazione culturale con il nome di “Giovani del Mediterraneo” nasce in seno alla Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche e Storiche dell’Università di Messina, coordinata dalla Professoressa Maria Caltabiano, Ordinario di Iconografia e storia della moneta antica dell’Ateneo. Le attività organizzate dal team puntano alla riflessione sull’importanza della comunicazione dell’antico e alla promozione del dibattito scientifico nell’ambito delle Scienze dell’Antichità con l’apporto di studiosi provenienti da stati esteri (Francia, Spagna, Grecia, Egitto, Brasile) e in prospettiva interdisciplinare.
Il gruppo GiMeD ha organizzato manifestazioni scientifiche (i due convegni conosciuti come Giornate Messinesi dei Dottorandi e dei Giovani Ricercatori in Scienze dell’Antichità del luglio 2011 e 2012, occasioni di confronto per nomi nuovi della ricerca italiana e straniera, e quello intitolato GiMeD per Extramoenia con sottotitolo Tra Oriente e Occidente dell’ottobre 2011, i cui Atti trovano ospitalità nel presente volume), e culturali (lo spettacolo teatrale Le muse e l’InCanto, messo in scena nel febbraio e nel luglio 2012).

formato 15 x 21 - pp. 280 , € 23,00

Giovanni Crisostomo Sciacca
GARIBALDI E GARIBALDINI A PATTI
luglio 1860

Il centocinquantenario dello sbarco di Garibaldi alla Marina, celebrato il 19 luglio 2010, e le polemiche — poche e garbate, per la verità — che ne sono sorte, hanno fatto nascere in me la curiosità di conoscere — funditus — cosa fosse veramente accaduto a Patti in quei giorni. Mi ero reso conto di conoscere solo la lapide posta sulla facciata di un palazzo dove ero stato da bambino in visita con i miei genitori, null'altro che uno dei soliti, guardati con indifferenza se non con sufficienza, "Garibaldi ha dormito qui". Così è nata questa ricerca, di cui dichiaro la modestia a causa della sicura incompletezza dovuta alla difficoltà di accedere alle fonti, ma che mi ha però consentito, da un lato, di verificare — e di dimostrare — il radicato spirito antiborbonico dei pattesi ed il loro entusiasmo per quei volontari giunti dal resto dell'Italia per liberarli da un regime male accetto e, dall'altro lato, di apprendere di quale tempra fossero questi patrioti, da cui ci distanziano, in verità, non solo meno di cinque generazioni ma un'era di valori perduti. [...]

formato 17 x 24 - pp. 74, € 11,00

giudizi critici

BARCELLONA POZZO DI GOTTO
Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche 1875-1876

«Povero e sventurato quel popolo che non conosce nessuna gloria patria, nessuna elementare storia degli avi, a cui chiedere ispirazione di scienza e di valore, esso è condannato a cullarsi spensieratamente nella corruzione, nell'ignavia e nell'ignoranza! Se ogni città scrivesse i suoi avvenimenti memorabili, se conoscesse gli uomini [...], se studiasse i monumenti [...], se avesse insomma la sua storia particolare, allora si comprenderebbe pienamente la storia regionale, nazionale, generale e universale». [...] Lo scenario è quello di un grande borgo della provincia siciliana con gli atavici problemi della povertà, delle carenze della viabilità, dell'economia repressa. Le comparse sono gli abitanti del luogo con i loro bisogni: gli artigiani, i negozianti, gli agricoltori, le autorità che reclamano provvedimenti, la gente che non sa come sbarcare il lunario. Era la situazione di tanti altri paesi di tutte le province italiane in generale e di quelle siciliane in particolare di quel periodo storico. [...]

formato 17 x 24 - pp. 88, € 10,00

 

 

Giuseppe Alibrandi
IL LIBERTARIO DEI NEBRODI

La ricostruzione storica di un gruppo anarchico siciliano composto da Antonino Puglisi, Francesco Martino e Leo Giancola, nati a Librizzi, nei Nebrodi, compagni d’infanzia e di fede politica. Tutti e tre soldati della Grande Guerra, di ritorno dal fronte, abbracciarono l’anarchismo e nel 1920 si mobilitarono contro il fascismo. Leo Giancola nel 1921 emigrò a New York, dove fece parte della redazione de “l’Adunata dei refrattari”, e dove conobbe Armando Borghi. Nino Puglisi, perseguitato dal fascismo, fu mandato al confino e morì all’ospedale psichiatrico Mandalari di Messina. Appresa la sua morte, Giancola ricordò il compagno d’infanzia e di fede ne “l’Adunata dei refrattari” del marzo 1945. Insieme alla loro storia viene raccontata quella del fuoriuscitismo anarchico e degli anarchici siciliani.

formato 17 x 24 - pp. 160, € 15,00

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Michele Giacomantonio
NAVIGANDO NELLA STORIA DELLE EOLIE

Sembrerebbe incredibile che un territorio così piccolo quale l’arcipelago delle Eolie possa vantare una storia così ricca e vivace che si sviluppa lungo circa sette millenni di storia. Certo periodi luminosi si intrecciano a periodi di decadenza e di miseria, ma il filo della civiltà che, in alcune occasioni, era parso attendarsi fino quasi a sparire, ha sempre ripreso il suo corso. Così nel 251 a.C., con la distruzione della Lipara greca ad opera dei Romani, così nell' 838 d. C. con il sacco ad opera degli Arabi, così ancora nel 1554 d.C. con la "ruina" ad opera del Barbarossa.
Nel susseguirsi di vicende, diverse volte, le Eolie sono salite alla ribalta nazionale ed anche mondiale. E non solo nell’antichità, quando, fra il neolitico e il sorgere dell’era dei metalli, divennero il centro del commercio dell’ossidiana che era una pietra di grande valore prima che si diffondessero il bronzo e il ferro, o al tempo degli Cnidi quando diedero vita ad una civiltà che forse ispirò Platone nella stesura della sua Repubblica, oppure nel medioevo quando colpirono la fantasia dei credenti che videro in esse l’entrata dell’inferno e del purgatorio e contribuirono alla nascita del 2 novembre giorno dedicato al culto dei morti; ma anche fin nell'età moderna.Così nel 700 con la famosa "controversia liparitana", furono al centro dello scontro tra il papato e i regnanti di Palermo a proposito dell'istituto della Legazia apostolica, che dava a questi ultimi il diritto di nominare i vescovi del loro territorio. Infine, nella seconda metà del secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, le Eolie furono al centro di una nuova contesa relativa, questa volta, al loro modello di sviluppo fra chi cercava lo sfruttamento del loro territorio per cavalcare l'onda del boom turistico e chi invece pensava ad uno sviluppo ecosostenibile.
E se in un primo tempo pareva che questa fosse la strada imboccata, nel tempo furono i primi a dettare legge dando vita ad un lungo periodo di abusivi e di speculazione. Una partita però tutt’altro che conclusa se nel 2000 l’Unesco ha iscritto l’arcipelago nella Heritage List proprio per i suoi fenomeni naturalistici che, malgrado molti scempi, rimangono ancora una realtà di grande interesse e non solo per gli scienziati.

formato 17 x 24 - pp. 520, € 38,00

Giovanni Crisostomo Sciacca
IL GOLFO DI PATTI
nei viaggiatori dal XVI al XX secolo

(...)La capacità di approfondimento e di analisi delle fonti, con una meritoria iniziativa documentaria, che avvicina immediatamente il lettore alle fonti, che hanno a loro volta attratto e motivato Giovanni C. Sciacca, costituisce il pregio maggiore dell'opera. Giovanni Sciacca, noto e stimato giurista romano di origini siciliane, ha coniugato il suo amore per la ricerca bibliografica, all'irresistibile curiosità per la scoperta, vorrei dire, archivistica, avendo riportato alla luce e, talora, messo in evidenza per la prima volta nella tradizione (e traduzione) culturale e letteraria del nostro Paese, alcuni reperti e alcuni testi, che sono gelosamente conservati in luoghi sacri della cultura e della storia europei, da Copenaghen a Varsavia, a Londra. (...) Questo libro può - e forse vuole, nell'ambizione inespressa dell'Autore - essere un invito e un'attestazione documentale: la Sicilia, le sue Città, la sua campagna, i suoi monumenti, tutti, la sua incantevole natura, sono, possono, debbono essere ancor oggi méta di visite di italiani e stranieri, intellettuali e incolti, ricchi e poveri, accomunati dal desiderio di conoscere, attraverso le sue vestigia e le sue fantastiche bellezze naturali, la centralità di una regione, una regione d'Europa, una regione del mondo, la quale, davvero, ha fatto nei secoli, e anche nei millenni, la storia dell'umanità.(...)
(dalla presentazione di Giovanni Puglisi)

formato 17 x 24 - pp. 386, € 35,00

Claudio Saporetti
DIANA FACELLINA
Un mistero siciliano

Antichi autori latini e medioevali hanno parlato di un tempio dedicato a Diana "Facellina" o " Fascellina", individuabile nella zona di Milazzo. Ma dov'era precisamente? E dove era situato un porto artificiale localizzabile non molto lontano e chiamato, alla greca, Nàuloco? Molte sono state le proposte sulla loro ubicazione e sulla soluzione di altri problemi connessi. L'autore ne traccia un accurato riepilogo, formulando a sua volta una serie di ipotesi sulla base di nuovi studi e ricerche.

formato 17 x 24 - pp. 184, € 14,00

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