Gaston Vuillier

ESCURSIONE ALLE ISOLE EOLIE

IMPRESSIONI DEL PRESENTE E DEL PASSATO

Il racconto è piacevole e l'abbondanza di aneddoti divertenti e talvolta impressionanti, conferisce una straordinaria vivacità e schiettezza ai ricordi di Vuillier. Le Eolie di Vuillier non sono dunque un enorme laboratorio naturale come per gli studiosi settecenteschi, né un semplice spunto per esercitazioni letterarie, ma piuttosto un luogo incantevole e terrificante allo stesso tempo. Le Lipari costituiscono insomma un'entità ambivalente. Da un lato il loro sapore esotico, lontano, che si confonde fra presente e passato, evidenziato quando si parla di Vulcano e Stromboli, dell'ossario degli antichi canonici di Lipari, del ridente villaggio di Canneto immerso nell'ombra delle palme. Dall'altro l'esistenza di forti richiami a una realtà sociale ben precisa e spesso dura: i coatti, la camorra e le sue regole spietate, i minatori della pomice costretti a lavorare duramente per pochi soldi o a emigrare in America. L'epoca relativamente recente del viaggio di Vuillier rende tutto più coinvolgente e in qualche modo più accessibile. Si parla di carabinieri, di studenti cittadini che temono di veder trasformarsi in tragedia una gita di piacere a causa del mare in tempesta. L'arcipelago eoliano appare come una località composita in cui si fondono natura primordiale e laboriosa attività umana. Vuillier dà molta importanza alla gente, ai fatti e ascolta con interesse e curiosità tutto ciò che gli viene raccontato, dalle storie di demoni alle statistiche economiche riguardanti l'industria pomicifera. Quel che più conta mettere in evidenza è che l'artista vive il rapporto con le Eolie in piena intimità, assaporando volta per volta tutti gli avvenimenti che lo vedono protagonista, [...] egli si avvale del suo occhio d'artista per descrivere tutto ciò che si è trovato ad osservare. Va notato inoltre l'impiego di un vocabolario ricco e variopinto, frutto di una ricerca espressiva che testimonia di un sincero impegno di scrittura. Da questo lavoro scaturisce un libro piacevolissimo in cui il discorso non è mai pesante o stagnante.

Gaston Vuillier nacque a Perpignan il 7 ottobre 1845. Pittore e disegnatore, intraprese gli studi artistici nella città natale. Allievo di Emmanuel Lansyer, raggiunse la notorietà nel 1878, esponendo i suoi quadri a Parigi. Svolse un'intensa attività di pubblicista collaborando all'illustrazione di numerose pubblicazioni periodiche. A partire dal 1888 viaggiò nelle isole del Mediterraneo occidentale, visitando l'arcipelago delle Eolie nel giugno 1893. Riportò le sue impressioni nelle opere Les iles oubliées-Les Baléares, la Corse, la Sardaigne, pubblicato nel 1893 e La Sicile: impressions du présent et du passé, apparso nel 1896. In seguito continuò a dipingere e a scrivere, pubblicando La danse nel 1898 e Plaisirs et jeux nel 1899. Morì a Gimel (Corrèze) il 4 febbraio 1915. Attento osservatore di luoghi e persone, seppe cogliere con entusiasmo ed affetto gli aspetti caratteristici della terra siciliana.

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