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I Nuovi taschinabili in formato 8,5 x 12
Cesare Pavese
CASA AL MARE e altri racconti

Pavese e il mare.
Un mare remoto e slavato, che ancor oggi vaneggia dietro ogni mia malinconia.

Al di là delle gialle colline c'è il mare, al di là delle nubi. Ma giornate tremende di colline ondeggianti e crepitanti nel cielo si frammettono prima del mare.


Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo 1908 - Torino 1950).

pp. 72, € 5,00
Cesare Pavese
SOGNI AL CAMPO e altri racconti

Nella storia della nostra letteratura Cesare Pavese può venire avvicinato [...] alla famiglia di quegli spiriti inquieti e religiosi i quali, proprio per non aver risolto in alcun modo i loro problemi, li hanno più degli altri sofferti e comunicati.
Geno Pampaloni

Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo 1908 - Torino 1950).

pp. 88, € 5,00
Maria Savi Lopez
LE SIRENE E IL NUOTATORE

«Fin da secoli lontani apparvero sulla spuma delle onde, fra la solitudine o sulle spiagge ridenti, le figlie del mare, colle chiome d'oro o verdi come lo smeraldo, cogli occhi lucenti, colle ale bianche e la voce armoniosa, che prometteva ogni felicità ai marinai affascinati». Perfide, belle, ammaliatrici figlie del mare, le sirene atterrirono i marinai di tutti i mari. Chiamate dai Tedeschi Meerfrau, dai Danesi Moremund, dagl'Islandesi Margyr, dai Bretoni Marie Morgan, dagli Olandesi Zee-wjf, dagli Svedesi Sjotzold, dagli Anglosassoni Merewif, dagli Irlandesi Merrow, dagl'Islandesi Haff-fru, Xanas nelle Asturie.

«La bella leggenda marinaresca di Cola o Nicola Pesce, della quale si conserva ancora viva memoria sulle nostre spiagge meridionali, fu detta di origine italiana; ma oso quasi affermare che invece la sua origine è molto lontana da noi, come avviene così spesso quando troviamo diffusa in mezzo al popolo ed in paesi diversi la stessa leggenda, la stessa novella popolare con molte varianti.»
M. Savi-Lopez

Maria Savi Lopez (Napoli, 1846-1940) musicista, poetessa, insegnante, ma soprattutto studiosa di folklore e di leggende e tradizioni popolari. La sua amplissima produzione fu legata al tema del viaggio immaginario e ai libri per l'infanzia.

pp. 88, € 5,00
CIURI D'AMURI
Fiori siciliani

«Dal punto di vista della struttura i canti popolari si manifestano in svariate forme che assumono le denominazioni di Canzuni, Ciuri, Arii, Diesilli, Orazioni, Storii, Ninni, Nnimini. [...] Il canto a ciuri è uno stornello a due o tre versi; anche in questo caso, per lo più, il tema del componimento è d'amore, ma spesso il canto a ciuri viene utilizzato in canti carnascialeschi. [...] Ogni strofa è solitamente composta da tre versi: il primo verso è un quinario, e generalmente contiene l'invocazione ad un fiore; gli altri due sono endecasillabi, di cui il primo è in consonanza ed il secondo in rima col verso d'apertura. In genere questo tipo di componimento viene accompagnato da musica o cantato. [...]
Le cotogne rappresentano amarezze, disinganni [...] dispiaceri amarissimi. Cutugnu, mela cotogna, figuratamente arnarezza, interno od occulto rammarico, dispiacere. Nell'antica Grecia la mela cotogna era invece simbolo di fecondità e la si dava da mangiare alla promessa sposa prima di venir chiusa insieme al marito».
(Raffaele Messina, Musica, canto e poesia popolare in Sicilia)

pp. 72, € 5,00
Nino Savarese
MEMORIE INUTILI E CONGEDI

Come Allegorie e pensieri, già riproposto in questa collana, Memorie inutili e Congedi proviene dalla sistemazione degli scritti di Savarese operata da Falqui nel 1962 (Goccia sulla pietra e altre operette, Sciascia 1962), seguendo una selezione operata dallo stesso scrittore. Il libretto, pubblicato nel 1937 (anno in cui un grande intenditore come Gargiulo aveva individuato la qualità del precedente I fatti di Petra), fu recensito dal giovane ma già infallibile Gianfranco Contini, che con sicurezza coglieva («implacabile unicità di accento» di quella «fermezza assorta di disegno infantile»: Savarese raggiunge una equidistanza («di commozione o non commozione») dalle cose che è la cifra stilistica di una «vita tutta incapsulata in morte: e quella possibilità di fare un gesto, sporgere una mano, mandare un grido, senza distruggere o alterare niente». Questi movimenti si offrono qui al lettore che cerca un'emozione non divertita né consolatoria.

Nino Savarese (Enna, 1882 - Roma, 1945) è stato un romanziere di fama nazionale, e uno dei principali scrittori che, durante il ventennio fascista, interpretò la realtà con una prosa rondesca e in chiave lirica. Fra i suoi numerosi romanzi: L'altipiano (1915), Ricordi di strada (1922), Gatteria (1925), Malagigi (1929), Storia di un brigante (1931), Rossomanno (1935), I fatti di Petra (1937). Nel 1940 pubblicò Cose d'Italia, (raccolta di articoli giornalistici), e nel 1945 Cronachetta siciliana dell'estate 1943 (diario dello sbarco in Sicilia delle truppe americane).

pp. 88, € 5,00
Francis Marion Crawford
LA CUCCETTA SUPERIORE

The Upper Berth (1886) è, nel genere "horror", insieme a Uomo a mare (già pubblicato in questa collana) uno dei più bei racconti del terrore e del terrore-marinaro dell'Ottocento.


Francis Marion Crawford (Forte del Marmi 1854 - Sorrento 1909), fu poliglotta, studioso di filosofie orientali, uomo di mare e scrittore. Ricordiamo i romanzi Mr. Isaac (1882), Dr. Claudius (1883), Roman Singer (1884), La strega di Praga e The Novel (1893), The White Sister (1909).

pp. 64, € 5,00
Carlo Porta
LA NINETTA DEL VERZEE
premessa di Giuseppe Faso

La Ninetta del Verzee (1814), sfogo risentito ma non patetico di una giovane popolana ridotta a fare la prostituta, è ora considerato il capolavoro di Porta, ma ha fatto fatica a superare le barriere di una serie di censure di volta in volta commisurate ai tempi delle nostre ipocrisie morali e sociali. Proprio queste censure ce la restituiscono oggi come una inesaurita novità, dettata da un'urgenza comunicativa e un rigore stilistico senza pari. Il testo di Porta, con la sua «lucidità spietata e dolente» (Arbasino), è rimasto estraneo alla costruzione di una Milano capitale morale e poi a quella, più recente e catastrofica, di una Milano da bere. Per questo esso va rivisitato oggi, in una Milano ferita: per riascoltare la voce di ferite originarie non sanate e perciò presenti a chi non scambia l'esperienza con la monetina dell'attualità.

Carlo Porta (Milano. 1775-1821) è il maggior narratore italiano in versi degli ultimi due secoli. Di formazione illuministica. colse l'ipocrisia e la bigotteria della società contemporanea e partecipò al più significativo rinnovamento della nostra cultura, nella Milano dei primi vent'anni dell'ottocento, letto e amato da Stendhal, Grossi, Berchet, Visconti e soprattutto Manzoni. Di quella Milano Porta colse la ricchezza civile e la tensione morale, e ne seppe sfruttare la duttilità e la teatralità comica del dialetto, la cui dignità formale gli permise di dar voce a rivendicazioni di dignità umana rimaste fino ad allora senza ascolto. Tra i risultati più straordinari, / desgrazzi de Giovannin Bongee (1812), Olter desgrazzi de Giovannin Bongee (1814). El lament del Marchionn di gamb avert (1816), tutte storie in prima persona di «genti meccaniche e di piccol affare».
pp. 104, € 5,00
DELLE API, da Virgilio a Mattioli a Lo Cascio

Non un saggio scientifico, né un manuale, e neanche una denuncia o un appello per la salvaguardia di un mondo che rischia, con la scomparsa delle api, di condannarci. Si è voluto proporre, far narrare Virgilio, Mattioli e Lo Cascio di un legame amoroso che da sempre ha legato l'uomo alle api. Riaffermare quanto la Letteratura, con la sua lezione di umanità e di bellezza, sappia deliziare e volare ben più in alto delle preziose indispensabili verità dei nostri saperi sulla Natura.

Virgilio (Publio Virgilio Marone, Mantova, 70 a.C. - Brindisi,19 a.C.) fu autore di opere, tra le più famose della letteratura latina: le Bucoliche, le Georgiche e l'Eneide.
Pietro Andrea Mattioli (Siena, 1501 - Trento, 1578), umanista e medico italiano, nel 1544 pubblicò i cinque libri dei Discorsi di Pier Andrea Mattioli sull'opera di Dioscoride.
Pietro Lo Cascio (1967) vive e lavora alle Eolie. Da anni si occupa di ricerche sulla biodiversità e sui problemi di conservazione degli ambienti insulari, in particolare del Mediterraneo. Oltre a numerosi articoli su riviste scientifiche, ha pubblicato Guida naturalistica alle Isole Eolie (1997), Storia naturale delle Isole Pelagie (2002), Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie (2007), «Cose diverse dalle vulcaniche» (2014) e alcuni libri su argomenti zoologici: I Lacertidi italiani (1999), The Lizards of Italy and adjacent areas (2002), Mainland and insular lizards: a Mediterranean perspective (2006).

pp. 88, € 5,00
Giovanni Gerbino
BARBARA, la dattilografa

In una lettera del 1929 Marinetti scrive: «ho letto il tuo magnifico romanzo futurista [Barbara, la dattilografa]. Mandamene una copia qui. Ho intenzione di elogiarlo e fine settembre attivarne in tutti i modi l'indispensabile lanciamento».
«Piazza Duomo, Piazza Cordusio, Caffè Carminati, Via Orefici, Via Dante, Piazza Cairoli, Porta Venezia, tram numero ventisette, Via Tommaso Grossi, via Santa Margherita, Piazza della Scala, Via Manzoni, Pasticceria Campione, Piazza Cavour, Corso Venezia, in Galleria, al Biffi, Corso Vittorio, Piazza Vittoria, tavolinetto del Campari, Caffè-ristorante Toffoloni, San Siro, il Parco»: per le strade e i locali di una Milano del '29 («Milano-città-commerciale-ricca-grande») agli occhi disincantati di un futurista siciliano si consuma una storia d'amore.

Giovanni Gerbino (Ficarra 1895-Catania 1969) si trasferisce a Milano nel 1924, anno in cui ha luogo il primo Congresso futurista. Partecipò operosamente all'attività del gruppo futurista milanese, strinse una cara amicizia con Marinetti e Depero, collaborando in particolare con quest'ultimo alla campagna pubblicitaria del Campari. Sono di quegli anni i suoi lavori poetici (Telegrafo e telefono dell'anima, 1926), una commedia (La congiura dei passeri, 1927), un romanzo (Barbara, la dattilografa, 1929), che con il movimento marinettiano hanno legami e debiti. Costretto a tornare in Sicilia nel 1934, «assorbito dal lavoro e dalle responsabilità familiari, ma soprattutto privato del vivace contatto dell'ambiente milanese, il suo talento si estingue». Rimarrà nel cuore di Marinetti, che nel 1936 lo cita tra i veri futuristi siciliani.

pp. 80, € 5,00
Luciano di Samosata
STORIE VERE

Storie vere è il primo romanzo di fantascienza sortito da mente umana. Un breve romanzo greco del I-II secolo d.C. di Luciano di Samosata. Il racconto fantascientifico narra di viaggi, in cui i protagonisti incontrano creature fantastiche, arrivando addirittura a viaggiare nello spazio, ad assistere a vere e proprie guerre stellari, e ad incontrare extraterrestri. L'intera opera di Luciano sottintende una divertente parodia delle opere di poeti, storici e filosofi suoi contemporanei.

Luciano nacque intorno al 120 d.C. a Samosata, sull'Eufrate. Ancora ragazzo fu avviato dal padre, scultore di mestiere, alla sua stessa attività, ma dopo un breve e infelice apprendistato, si impadronì della lingua e della cultura greca frequentando le scuole dei sofisti in Asia Minore. Divenuto celebre conferenziere itinerante, passò dalla Grecia all'Italia, alla Gallia, dove ebbe anche una cattedra di eloquenza; fu avvocato ad Antiochia e ambasciatore a Roma. All'età di quarant'anni convertì i suoi interessi alla filosofia e soggiornò per vent'anni ad Atene. Dal 173 al 176, per problemi economici, fu costretto ad accettare la carica di funzionario imperiale in Egitto. Deluso anche dalla filosofia, riprese i viaggi e l'attività di retore, prima di tornare ad Atene, dove mori forse intorno al 180.

pp. 88, € 5,00
Paolo Lingueglia
PICCOLO CABOTAGGIO e altri racconti marinareschi

«L'uomo ama il mare perchè è infinito, perchè sono infiniti tutt'e due, son fatti per intendersi. [...] Ma non amo il mare dei grandi porti, limaccioso e riboccante di fetidi detriti, non il mare delle stazioni balnearie, ove la folla frivola o corrotta che vi si affolla, è incapace di comprendere la poesia delle burrasche e delle bonacce, dei sussurri e dei muggiti, no; invece amo, e tanto tanto, il mare infinito, profondo, frastagliamenti delle coste dove gorgoglia con note stranamente musicali, il vecchio mare.[...] Ma questi sono pensieri e sentimenti solenni, da giorni di festa, che non si possono perciò adoperare tutti i tempi e in tutti i luoghi; ci sono in mare e in riva ad esso altri spettacoli, si sentono tante voci che dilettano colla loro freschezza, colla loro spontaneità. Anime di pescatori temprate alla vita di bordo, semplici come di ragazzi, rozze ma sane; fisonomie abbronzate e pur belle di capitani, di nostromi, di mozzi, tutto un popolo poco ciarliero, poco espansivo, dal tratto risoluto e secco, come solo, tra parentesi, voi trovate nei suoi villaggi, ma che viceversa trovereste in tutte le quattro parti della terra e in tutti i mari. Costoro sono figli del mare, e l'amore che questo ispira comprende anch'essi».

Paolo Lingueglia nacque nel 1869 a San Lorenzo al Mare, in provincia di Imperia. Trascorse nel paese la sua infanzia e, a seguito della scelta religiosa (fu sacerdote salesiano), lasciò il borgo, e per trentun anni diresse istituti educativi (Ferrara, Parma, Alassio, Faenza, La Spezia).
Scrittore sensibile e di vasta cultura, conosciuto e lodato da Benedetto Croce, scrisse e pubblicò diversi testi a carattere religioso, ma anche tanti racconti (qui una selezione dei Racconti marinareschi pubblicati nel 1909), ispirati alla vita del suo paese di mare. Mori a Parma nel 1934.

pp. 104, € 5,00
Rosa Luxenburg
SONJUSCKA MIO PASSEROTTO

Qui si ricorda, testimoniata da Vanni Ronsisvalle, Karl Kraus, Bertold Brecht, Ignazio Silone, Dacia Maraini, Paul Celan, Antonio Prete, Hannah Arendt e Bianca Navarria, una lettera di Rosa Luxemburg che non va dimenticata, pre-testo per documentare un fatto, una storia della Storia che, spogliata dell'occasionalità delle celebrazioni, è bene che rimanga nostra: l'eccidio di una vittima così tragicamente immolata agli ismi del Novecento.

Rosa Luxemburg (Zamok, 1871- Berlino, 1919), filosofa, economista, politica e rivoluzionaria polacca naturalizzata tedesca, fu teorica del socialismo rivoluzionario in Germania. Esponente di spicco del Partito Socialdemocratico Tedesco, in seguito si contrappose alle più moderate posizioni riformiste e fondò con Karl Liebknecht la Lega di Spartaco. Insieme presero parte alla "Rivolta di gennaio" del 1919, e alla Sollevazione spartachista soffocata nella violenza dai Freikorps, gruppi paramilitari agli ordini del governo socialdemocratico, che li rapirono e li assassinarono.

pp. 80, € 5,00
Nino Savarese
ALLEGORIE E PENSIERI

Allegorie e Pensieri, che qui si propongono, si rifanno all'edizione curata da Enrico Falqui nella Goccia sulla pietra e altre operette (Sciascia, 1962), in cui lo stesso Savarese convogliò pagine di La goccia sulla pietra, Pensieri e Allegorie, Ricordi di strada, Congedi. «Nella scelta segui un criterio personale di puro merito, oltre che di genere; escluse infatti tutto quanto avesse impostazione e svolgimento troppo apertamente narrativo, e diede invece la preferenza agli scritti di carattere lirico, riflessivo, cui del resto già inizialmente le quattro raccolte erano affidate» (E. Falqui).

Nino Savarese (Enna,1882 - Roma, 1945) è stato un romanziere di fama nazionale, e uno dei principali scrittori che, durante il ventennio fascista, interpretò la realtà con una prosa rondesca e in chiave lirica. Fra i suoi numerosi romanzi: L'altipiano (1915), Ricordi di strada (1922), Gatteria (1925), Malagigi (1929), Storia di un brigante (1931), Rossomanno (1935), I fatti di Petra (1937). Nel 1940 pubblicò Cose d'Italia, (raccolta di articoli giornalistici), e nel 1945 Cronachetta siciliana dell'estate 1943 (diario dello sbarco in Sicilia delle truppe americane).

pp. 104, € 5,00
Erskine Caldwell
FOLLIA DI MEZZA ESTATE e altri racconti

Follia di mezza estate, Ladro di cavalli, Candy-Man Beechum, Giorno di paga sul fiume Savennah, Pomeriggio di sabato, Il matrimonio di Marjorie. Una scelta di racconti di Caldwel che propone un'inquadratura diretta ed esaustiva della complessa e dura civiltà statunitense del primo Novecento.

Erskine Caldwell (White Oak, I 903-Paradise Valley, 1987) ispirò la sua vasta produzione letteraria alle sue esperienze tra i lavoratori comuni. Con stile semplice e diretto scrisse libri che lodavano la vita di chi era meno fortunato. I primi due ad essere pubblicati furono Bastard (di cui fu subito vietata la diffusione) e Poor Fool. Ma i romanzi che gli diedero la fama furono La via del tabacco (che subito gli costò l'arresto e il sequestro delle copie) e Il piccolo campo. Negli anni Trenta lavorò alla stesura di You Have Seen Their Faces, sulla condizione della gente del sud durante la Grande depressione. Corrispondente di guerra in Ucraina, rientò negli Stati Uniti per i terribili intrighi del regime stalinista. Stabilitosi a San Francisco, viaggiò molto, portando con sé numerose agende di appunti, oggi conservate alla casa-museo a lui dedicata.

pp. 96, € 5,00
Beniamino Joppolo
GLI ALBERI DI ALBERTO

«Un particolare modo di proseguire sulla strada del nuovo soggettivismo dei primi decenni del [XX] secolo, del nuovo rapporto tra realtà e coscienza, in una serie di implicazioni, e si potrebbe dire di complicità, del dentro col fuori e viceversa, in uno scambio continuo e originale tra tensioni conoscitive, motivazioni esistenziali e istanze societarie».
Natale Tedesco


pp. 96, € 5,00
Italo Svevo
LA NOVELLA DEL BUON VECCHIO E DELLA BELLA FANCIULLA

Pubblicata postuma per interesse di Eugenio Montale, in questa Novella si ritrovano temi cari all'autore triestino. In un'atmosfera rarefatta, personaggi senza nome consumano, in un incontro erotico ed amoroso, l'illusione di una nuova vitalità.

Italo Svevo (Trieste, 1861 - Motta di Livenza, 1928) rappresenta nel panorama letterario italiano la cultura mitteleuropea del primo Novecento. Autore di celebri romanzi (Una vita, Senilità, La coscienza di Zeno), di opere teatrali e di molti racconti, ebbe in Italia riconoscimenti tardivi e fama postuma.

pp. 128, € 5,00
Grazia Deledda
L'UOMO NUOVO e altri racconti

L'esistenza dei personaggi di questi racconti appare dominata da forze superiori, sospesa tra il senso del peccato e l'ineluttabilità della colpa come fatalità di ogni scelta. Ciascuno vive comunque fino in fondo la propria condizione, consapevole di una ricompensa al proprio dolore, che si trasforma in esperienza e non teme il destino.

Grazia Deledda (1871-1936), unica scrittrice italiana insignita del Nobel per la letteratura, è autrice di numerosi racconti e romanzi (Canne al vento, Elias Portolu). Ha saputo esprimere i valori di una cultura arcaica e pastorale, e le atmosfere selvagge di terre di rara bellezza, in maniera affascinante e senza retorica.

pp. 88, € 5,00
Giovanni Verga
RACCONTI MILANESI

Dalla vasta produzione di Novelle di Verga, si propongono qui quelle scritte durante la sua ventennale permanenza a Milano. Con fedeltà al dettato verista, e piena aderenza nell'ambientazione (anche linguistica), un Verga 'milanese' costruisce nel capoluogo lombardo storie di gentiluomini, di dame raffinate e di poveri `vinti', riproponendo la sua verista visione della vicenda umana.

Giovanni Verga (1840-1922), scrittore e drammaturgo catanese, è considerato l'esponente più significativo del Verismo italiano.

pp. 88, € 5,00.
Li Yu
ASTUZIE FEMMINILI

Cina, XVII secolo. Con mordace ironia Li Yu ambienta questi suoi racconti, Una vera Cheg Ping! e Regine di cupidigia, tanto nei contesti popolari quanto nelle stanze della “dolce vita” orientale, rivelando piaceri, smascherando inganni e avendo come protagoniste le donne, creature astute e seducenti, talvolta prive di scrupoli e straordinariamente intelligenti. «Nella ricerca della perla dei bordelli, l’oro scorre a fiotti e paga i sorrisi».

Li Yu (Jiangsu, 1611-1680), drammaturgo e romanziere poco noto al pubblico italiano, fu esponente significativo della letteratura cinese. Fra le opere più celebri ricordiamo Illuminazione dopo il risveglio, Teatro muto e I dodici padiglioni. Si occupò inoltre di tecniche di rappresentazione e di messa in scena elaborando importanti teorie sul teatro.

pp. 112, € 5,00
Giacomo Leopardi
DIALOGHI

Pubblicando le Operette Morali Leopardi si pose controcorrente rispetto alla fiducia illimitata del suo secolo riguardo «le magnifiche sorti e progressive». Questa selezione di Dialoghi propone l'ironica, quanto amara, riflessione sull'arido vero dell'in-humanitas dell'essere vivente, unica specie che finisce per autoannientarsi in nome di un presunto potere assoluto.

Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 -Napoli, 1837), poeta, scrittore, filosofo, filologo e glottologo.

pp. 128, € 5,00.
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