Arte1 - Pungitopo

Pungitopo
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ARTE e ARCHEOLOGIA
Angelo Maiorana
LETTERE
Scrivere è come disegnare

Leggere le lettere di una persona è sempre un'esperienza straordinaria, ed è un po' come vivere il primo incontro con qualcuno, fino a quel momento per te sconosciuto; dopo le prime righe, hai imboccato una strada che ti porta lontano e all'improvviso ti rendi conto di esser già nell'intimità di un rapporto privilegiato con l'autore. È la magia della scrittura, che rende le persone immortali e le fa rivivere ogni qual volta qualcuno riapre le pagine di quegli scritti e riassapora le parole consegnate agli amici lontani, ai conoscenti, agli affetti più cari. Se poi l'autore è una persona che a un certo punto della propria vita, da giovane, ha cominciato a scrivere e non ha mai smesso, allora il gioco si fa davvero intrigante.
Angelo Maiorana ha scritto migliaia di lettere, al ritmo di almeno una al giorno ininterrottamente per più di mezzo secolo. (Paolo Santini)

formato 15 x 21 - pp. 80
ANGELO MAIORANA

Il mio paese è bello
Catalogo Mostra antologica di dipinti e ceramiche

Non c'è per me nessuna espressione a sé stante che prima o poi non debba, con necessità, essere messa a confronto col tutto. Il rovesciamento dell'opinione dell'io sono è stato l'inizio del più fantastico, razionale, doloroso e cinico viaggio senza ritorno attraverso il linguaggio della conoscenza. Tralasciando questa premessa di opinione comune e tralasciando le cause che mi hanno portato ad accontentarmi del linguaggio espressivo, via arte visiva, valido per ogni uomo, mi sento pronto per intraprendere il viaggio e cercarmi in mezzo a tutto e a tutti.
(Angelo Maiorana)

formato 23 x 22 - pp. 96, € 14,00
Primo Lorenzi
PER LE ANTICHE STRADE
Viaggio nella Sicilia della tarda antichità

[... ] Non ho intenzione di farne un lavoro archeologico: a ognuno il suo mestiere! E nemmeno una guida storico artistica. Vorrei invece scrivere un libro di viaggio che abbia come primo obbiettivo quello di modellare l'aspettativa e la carica desiderante del viaggiatore. Per costruire prima di tutto un viaggio nel tempo, in un'epoca storica a mio avviso importantissima e lunga un millennio. Così da aiutare anche un lettore non professionista a leggerne le tracce nel paesaggio. A narrare le vicende dell'Isola come si racconta una storia di vita. O una storia clinica. E insieme descrivere il mio viaggio nel cuore del Mediterraneo e in un epoca tanto amata e tanto utile anche per capire l'attualità.
Sarà dunque un viaggio fisico (percorreremo l'Isola in lungo e in largo), ma anche un viaggio nel tempo volto alla conoscenza delle vie e delle ville romane; delle stazioni di posta, dei latifondi, del permanere anche nella tarda romanità di culti e tracce di un passato più antico. E, per quanto possibile, della organizzazione sociale della Sicilia imperiale e di come, col trascorrere degli anni, queste si siano evolute, trasformate, declinate. Cammineremo nella storia e nelle tracce che questa ha lasciato nel paesaggio. Con un occhio di riguardo per gli splendidi manufatti che sono state le ville romane della tarda antichità.[...] (P.L.)

Primo Lorenzi è psichiatra, psicoterapeuta in servizio presso l'Agenzia di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi (Firenze). È docente a contratto di Psicopatologia, Psichiatria e Psicologia Clinica presso vari corsi di laurea e scuole di specializzazione della Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze.
Ha pubblicato oltre cento articoli su riviste nazionali ed internazionali a contenuto essenzialmente psicopatologico. È autore di varie monografie: Le Psicosi Bianche (con Adolfo Pazzagli), Franco Angeli, Milano 2006; Il corpo vissuto, psicopatologia e Clinica, SEID, Firenze 2008; Mal d'amore, innamoramento, gelosia, malinconia amorosa e amore molesto, Antigone, Torino, 2010; Donne e Dee; figure dell'eterno femminino, Alpes, Roma 2011; Margini. Tra esperienze comuni e percorsi psicopatologici, Franco Angeli, Milano 2012; Sul viaggio e il viaggiare. Anatomia di un'esperienza, Alpes, Roma 2014.
Cultore del mondo antico, questo è il primo testo di argomento non strettamente di attinenza professionale.

formato 17 x 24 - pp. 136, € 16,00
Virginia Buda
Il mondo poetico di
GIUSEPPE VANADIA

Il testo analizza compiutamente l’interessante personalità del pittore Giuseppe Vanadia, oggi ricordato da pochi, che ha attivamente partecipato alla vita culturale di Messina tra gli anni Cinquanta e i Settanta del Novecento e le cui opere sono custodite nelle principali collezioni pubbliche cittadine e siciliane.
Nato a Tortorici l’8 ottobre 1909, Vanadia si è laureato all’Università di Messina e ha insegnato matematica e fisica in vari istituti superiori della città.  
Inizia a dipingere a quarant’anni da autodidatta ed espone per la prima volta nel 1951, alla “I Mostra Nazionale Città di Messina”, vincendo il Premio Parlavecchio ex aequo con Cettina De Pasquale. Pur continuando ad insegnare con immutato impegno, partecipa a numerose e importanti mostre collettive in Italia e all’estero, conseguendo diversi premi. Sue personali sono state allestite a Messina, a Tortorici, a Catania e a Catanzaro. È stato uno dei membri storici dell’Accademia della Scocca e del cenacolo riunito intorno alla libreria dell’Ospe, che fu punto di incontro delle migliori menti di Messina, tra le quali Salvatore Pugliatti e Vann’Antò, oltre che di molte personalità di tutto rilievo della cultura nazionale.
Ricoverato a Ferrara per un grave malattia, si è spento il 29 giugno 1974. In anni recenti, le sue opere sono state esposte in diverse mostre.

Virginia Buda (Messina, 1968) è Funzionario Storico dell’arte presso la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina. Si è laureata a Messina, con Eugenio Riccomini, e specializzata in Storia dell’Arte contemporanea a Siena con Enrico Crispolti.
Dal 1994 al 2004 ha collaborato all’attività didattica del Museo Regionale di Messina. Ha scritto su diversi argomenti di storia dell’arte siciliana, dedicandosi in particolar modo allo studio della pittura tra Ottocento e Novecento.
Ha pubblicato i testi monografici: Rosario Spina. Un artista siciliano tra “Macchia” e Liberty,in ”Archivio Storico Messinese”, vol. 72, Messina 1997; Nino Garajo, l’arte e la vita in Garajo. Opere 1932-1977, catalogo della mostra a cura di D. Favatella Lo Cascio, Bagheria 2005; Un «pittore limpido e festoso». Giulio D’Anna a Messina tra Futurismo e Astrattismo, Messina 2006.

formato 23 x 21 pp. 204, € 25,00
Arciduca Luigi Salvatore D'Austria
LE ISOLE EOLIE
Paesaggio e architettura nelle stampe dell'800

In questo volume sono raccolte le stampe, ritenute le più significative e rappresentative, sotto il profilo dell’ambiente naturale e umano, fra quelle realizzate da Luigi Salvatore arciduca d’Austria nel suo viaggio alle Eolie verso la fine dell’Ottocento.reminiscenze storiche e così ricchi di richiami naturali.

formato 24 x 22 pp. 120, € 25,00
NATO SCIACCA
e l'arte Astroabissale

Mario D'Agostino, Presentazione.
Enzo e Giovanni Sciacca, Saluto.
Lucio Falcone, N.d.C.
Giovanni Joppolo, Prefazione.
Ennio Salvo D'Andria, Il poeta dell'arte astroabissale.
Michele Spadaro, Strane linee.
Maria Volpi Nannipieri, Cominciare.
Beniamino Joppolo, Masino.
Alberto Vullo, Più di tutto, un poeta.
Gianni Giuffrè, Il seme lento.
Joseph Donato, «Non ho conosciuto Nato Sciacca».
Salvatore Natoli Sciacca, Un uomo libero.

TAVOLE A COLORI, SCULTURE, DISEGNI

APPENDICE
Nato Sciacca, Programma d'arte.
Nato Sciacca, Piazza Cairoli ai cittadini.
Nato Sciacca - Ennio Salvo D'Andria, La Pantalassia e il cerchio magico.
Nato Sciacca - Lorenzo Scirocco, Il ponte sullo Stretto.

formato 23 x 21 pp. 168, € 22,00
TANO SANTORO
oli, disegni, incisioni
a cura di Elena Pontiggia

C'è nel percorso di Tano Santoro qualcosa di necessario che, pur nella diversità del linguaggio, rende quel percorso singolarmente coerente. Stringente, anzi, come si dice della logica. La pittura di Santoro, di cui oggi, dopo oltre mezzo secolo di ricerca, si possono valutare meglio il valore e la consistenza, ha preso le mosse dal realismo. Fin da ragazzo l'artista ha avuto come ideali maestri e compagni di strada Giuseppe Motti, Pizzinato, Zancanaro. Li incontra a Capo d'Orlando, che a lungo è stata una piccola capitale della pittura italiana, col suo prestigioso premio, le sue mostre, la sua attività artistica. Motti, in particolare, nato sul Po ma milanese d'adozione, è stato il primo estimatore di Santoro, il primo ad accorgersi della sua pittura. E quando nel 1960 il giovane, allora ventenne si trasferisce a Milano, si trova vicino al gruppo realista dell'amico: quel combattivo gruppo Borgonuovo (Fumagalli, Tettamanti, Brizzi, Motti, Antonietta Ramponi, Scalvini, Rognoni e pochi altri), riunito intorno all'omonima galleria, diretta dallo stesso Fumagalli. Del resto il profondo rapporto di amicizia con Motti, più anziano di Santoro di una trentina d'anni, non è privo di influssi sull'opera del pittore siciliano, per quell'attenzione alla natura e alla luce, di lontana derivazione chiarista (Motti negli anni Trenta era stato a sua volta amico di Lilloni) che porta con sé.
Realismo, dunque. Non bisogna però lasciarsi ingannare dalla luce che attraversa, e ha sempre attraversato, le opere di Santoro. Al di là della luminosità dello spazio, e magari del rigoglio della natura, nei suoi quadri non manca mai, mimetizzato o virato in una sottile ansia, quello che i medici chiamano "l'elemento dolore". Il suo realismo è sempre stato un avvertire la fatica, i disagi, le grandi e piccole awersità della vita di tutti i giorni e darne conto nella pittura.
Da questa sensibilità realista Santoro non si è mai distaccato. Solo che — e qui veniamo a quella coerenza di percorso cui prima accennavamo — il suo concetto di realtà è diventato lungo gli anni, anzi lungo i decenni, più problematico.
(dalla prefazione di Elena Pontiggia)

formato 22 x 22 - pp. 96
Vincenzo Bonaventura
SCRISSI D'ARTE
Testimonianze più o meno utili sulle arti figurative a Messina (2008-2017 e qualche passo indietro)

Non sempre un libro è ciò che sembra e questo soprattutto non vuole essere quello che sembra. Non una raccolta di miei articoli, più o meno autocelebrativa (che è appunto ciò che sembra) ma piuttosto una testimonianza parziale di dieci anni (con qualche sforamento), dal 2008 al 2017, di arti figurative a Messina o comunque di artisti messinesi (che è quello che vuol essere), che operano e hanno operato anche lontano dalla loro città e talvolta sono molto affermati. Proprio per l'idea di testimonianza gli articoli (pubblicati, tutti tranne uno, su "Gazzetta del Sud") sono rimasti tali e quali, senza alcuna revisione, informazioni di servizio comprese, adottando un rigoroso e asettico ordine alfabetico.
Un'operazione completamente diversa dal mio precedente Teatranti, in cui tutto era stato rivisto, anzi rifatto. Perché? si potrebbe chiedere. Perché, anche a distanza di pochi anni, il decennio è "storicizzato", come dimostra il fatto che due gallerie, importanti e molto attive, come Orientalesicula e FortunaArte non ci sono più, oppure che un'iniziativa meritoria quale il Museo del Fango non abbia trovato una sede pubblica. Conferma che la cultura in genere a Messina è sempre molto ricca di fermenti ma tutti di difficile stabilizzazione. La testimonianza, dunque, vuole essere anche sulla qualità e sulla perseveranza di un ambiente e di questi artisti e un pubblico riconoscimento di tutto ciò che hanno portato avanti tra mille difficoltà e costanti incomprensioni. Con la capacità di stare, molto spesso, al passo con i tempi, mai digiuni di ciò che di importante avveniva nel mondo artistico internazionale.
È anche per questo che, con voluta esagerazione, ho inserito articoli sui grandi del passato (Antonello e Filippo Juvarra) o su eccellenti messinesi di parzialissima adozione, anche loro malgrado, quali Caravaggio e Giulio Aristide Sartorio.
(dalla Premessa)

Vincenzo Bonaventura, giornalista professionista dalla lunga carriera, tra Milano e Messina, è stato a lungo responsabile delle pagine Cultura e Spettacoli e critico teatrale di "Gazzetta del Sud" (quotidiano con il quale ancora collabora nello stesso settore). Tra le sue pubblicazioni, Giovanni Paolo II. 1978-2003: i 25 anni del Papa che ha cambiato la storia (Milano, 2003), La Sicilia al tempo del Grand Tour (Messina, 2009), Teatranti (Gioiosa Marea, 2013). Per i ragazzi ha scritto i racconti Hercules (Milano, 2000) e Annibale (Milano, 1996) e la riduzione di Nostromo di Conrad (Milano, 1998). Nel 2008 ha ideato e curato il libro Cara Messina... (Manifesto ideale degli intellettuali messinesi della diaspora), che raggruppa le testimonianze di settanta personalità, pubblicato in occasione del centenario del terremoto del 1908. Per quattro anni ha insegnato Storia della Televisione nell'Università di Messina.

formato 15 x 21 - pp. 272, € 21,00
Alfredo Pantò - Anna Maria Ruta
IL CASO MITTERER
L'eclettismo figurativo e materico di Leopoldo Mitterer

Questo volume, in realtà un catalogo di parte delle opere quasi tutte inedite di Leopoldo Mitterer, nasce dalla passione per il collezionismo e la ricerca artistica di Alfredo Pantò, che è riuscito a raccogliere le immagini delle opere dell'autore presso diversi collezionisti, offrendo così l'opportunità di far conoscere ed apprezzare un artista rimasto per troppo tempo nell'ombra.

Anna Maria Ruta è nata e vive a Palermo, nei cui Licei ha a lungo insegnato e in cui è stata dirigente scolastico.
Studiosa del Futurismo, sia nell'ambito letterario che in quello delle arti visive e applicate, è autrice di vari testi sull'argomento, da Arredi futuristi a Il Futurismo in Sicilia, da Fughe e ritorni -Presenze futuriste in Sicilia a Passo di corsa e Continuità del Futurismo. Sud - Nord, nel Centenario del Primo Manifesto Futurista. A tre pittori futuristi siciliani ha dedicato tre monografie, a Pippo Rizzo, Pippo Rizzo. Un nomade nell'arte del Novecento siciliano, a Giovanni Varvaro, Solitudini sospese, a Giulio D'Anna, Giulio D'Anna aeropittore mediterraneo.
Si è occupata anche di altri artisti siciliani del Novecento (Giuseppe Migneco, Gino Morici, Renato Guttuso e, da ultimo, Daniele Schmiedt) e di arte al femminile, Le ferite dell'essere, Solitudine e meditazione nell'arte siciliana degli anni Trenta, Dal merletto alla motocicletta, Avanguardie femminili in Italia e in Russia 1910-1940, Ida Nasini Campanella, Topazia Alliata -Una vita nel segno dell'arte, Artedonna, Cento anni di arte femminile in Sicilia 1850-1950.

formato 23 x 28,5 pp. 192, € 30,00
HIDETOSHI NAGASAWA
La forma dell'invisibile
a cura di Nino Sottile Zumbo

Catalogo del "Workshop di scultura", Castroreale (Messina) 17/24 Agosto 2010
Nell'ultima chiosa lo scriba annota:
«Mi chiedi quale segreto è nascosto nelle sculture di H.N.. Ascolta questa parabola. Sei a Kyoto, antica Capitale dell'Impero nipponico. Rècati all'alba al Giardino di Pietra del Tempio Ryoanji. Il suo nome è anche Giardino del Vuoto o del Nulla. Poche pietre, con qualche ciuffo di muschio, sparse a picco sulla ghiaia che sembra un mare. II Giardino è minuto e limitato da un muro di creta, forse impastata con olio. Secondo gli insegnamenti di Song-Ti, scegli quel vecchio muro e "[...] fai delle sue protuberanze le tue montagne; delle sue parti basse le tue distese d'acqua; delle sue cavità le tue gole; delle sue fessure i tuoi torrenti. Le parti che catturano più luce saranno il tuo primo piano; quelle più scure i tuoi punti lontani. [...] Fissa tutte queste cose nella tua mente e presto vedrai uomini, uccelli, piante, alberi e figure che volano e si muovono nei dintorni". Al tramonto, alza le vele della tua piroga su quel mare di ghiaia per il periplo dell'isole-pietre. Ricordati: il viaggio terrestre e celeste non ha fine. Se vuoi conoscere il segreto delle sculture, interroga i tuoi sensi, come nel giardino».
Nino Sottile Zumbo

formato 23 x 21 pp. 96, € 12,00
Mensum Bound
ARCHEOLOGIA SOTTOMARINA ALLE ISOLE EOLIE

All'indagine ed alla relativa interessantissima documentazione iconografica sulla storia del mare eoliano, l'Autore, uno dei più accreditati archeologi subacquei e direttore dell’Istituto di Archeologia Subacquea alla Oxford University, fa seguire un’ampia documentazione fotografica dei ritrovamenti subacquei fatti dalle campagne di scavi sui fondali eoliani. Una mappa ricca, rigorosa e appassionata di quell’incredibile tesoro archeologico che il mare delle Eolie ha conservato e nasconde ancora.

formato 23 x 21 pp. 141, € 19,00
Franz Riccobono
L'ARTE DEI PASTORI
fra Nebrodi e Peloritani

L'intendimento che si è voluto perseguire con la pubbliocazione di questa ricerca sull'arte dei pastori è quello di offrire un primo compendio su di una produzione specifica che rischiava la dispersione. I manufatti dei pastori della Sicilia nord orientale presentano taluni aspetti distintivi pur se ricollegabili ad un più ampio ambito culturale. Testo ed immagini a colori o in bianco e nero rendono una suggestiva testimonianza di una vita che ancora oggi serba tracce di arcaico incontaminato.

formato 23 x 21 pp. 152, € 20,00
Cécile Donato Soupama
LINÉAMENT / LINEAMENTO
Testi di Barbara Sabatè Montoriol

Amiamo usare opposizioni binarie. Lì risiede l'ossatura di ogni pensiero ma anche, e in tanti casi, una facilità che mostra degli aspetti di dialettica. Il campo artistico non ci sfugge, attraversato da antiche oppozioni su cui si sono appoggiati potenti dibattiti: grafismo/pittura, disegno/colore, astratto/ figurativo...
[...] Le recenti serie di Cécile Donato Soupama riunite sotto il titolo Lineamento giocano con le separazioni tra grafico e pittorico. Su fogli di carta di stessa dimensione, sistemati uno accanto all'altro, sono posate alla prima delle masse colorate con contorni irregolari, tramite pennelli cinesi bagnati nei pigmenti diluiti. Macchie, schizzi e larghe scie, ottenute per schiacciamento o aspersione, inclinando variamente il pennello o facendolo girare con una rotazione veloce del polso, esprimendo il controllo del gesto, lanciato e slegato, come la sua ritenuta e il suo carattere decisivo. La pittura, ridotta alla sua più semplice espressione, si fa disegnatrice. (Sabine Forero Mendoza)

Nous aimons à manier les oppositions binaires. Là réside l'armature de toute pensée mais aussi, et dans bien des cas, une facilité qui se donne des allures de dialectique. Le domaine artistique n'y échappe pas, traversé qu'il est par d'antiques disjonctions sur lesquelles se sont appuyés de puissants débats : graphisme/peinture, dessin/couleur, abstrait/figuratif...
[...] Les récentes séries de Cécile Donato Soupama rassemblées sous le titre Linéament se jouent des séparations entre graphique et pictural. Sur des feuilles de papier de même dimension, placées bord à bord, sont d'abord posées alla prima des masses colorées aux contours irréguliers, à l'aide de pinceaux chinois trempés dans des pigments dilués. Taches, éclaboussures et larges traînées, obtenues par écrasement ou aspersion, en inclinant diversement le pinceau ou en le faisant tourner d'une rotation rapide du poignet, tràduisent la maîtrise du geste, lancé et délié, tout autant que sa retenue et son caractère décisif. La peinture, réduite à sa plus simple expression, se fait dessinatrice. (Sabine Forero Mendoza)

Edizione bilingue / Édition bilingue

formato 23 x 21 pp. 60, € 20,00


TUMULTES
Cécile Donato Soupama
Catalogo personale

"Les toiles de Cécile se succèdent, s'entrelacent et se parlent entre elles pour instaurer un dialogue, celui qui naTt de l'intériorité du peintre, de son travail solitaire. Le travail méme impose à l'artiste de sortir de son isolement pour se (aire réceptacle et miroir d'une sensibilité partagée, des luttes, des émotions, des idées d'une humanité aussi semblable que différenciée.
Cécile ressent son devoir d'engagement dans le présent par l'intemporel de son oeuvre".
(Dalla Presentazione del Catalogo di Francesca Dosi)

Edition en français
formato 23 x 21 pp. 48, € 20,00
SANTI MEDICI E TAUMATURGHI
Testimonianze d'arte e di devozione in Sicilia
a cura di Giampaolo Chillè, Stefania Lanuzza, Grazia Musolino

formato 22,5 x 24,5 pp. 228, € 30,00
Alfonso Lentini
LA CHIAVE DELL’INCANTO
Fotografie di Maricia Papia

Vi si racconta una storia vera, così vera da sembrare inventata: la vicenda, in bilico tra arte e follia, di Filippo Bentivegna, “signore delle teste”, autore di uno straordinario Castello Incantato, opera anomala ancora oggi visibile a Sciacca, costituita da un’immensa raccolta di teste. Bentivegna è stato un contadino siciliano, analfabeta e affetto da turbe mentali, che ha impiegato ben cinquant’anni della sua vita a produrre sempre e comunque una miriade di teste da lui scolpite nella pietra, nei tronchi degli alberi e financo nelle pellicce dei suoi cani. Alfonso Lentini, mescolando i dati biografici alla sua fantasia di scrittore, ripercorre la vicenda affascinante di quest’artista complesso e sconvolgente che oggi, a oltre trent’anni dalla sua morte, ha suscitato l’interesse di Gillo Dorfles ed è presente nel Museo dell’Art Brut di Losanna.

formato 12 x 17 - pp. 136, € 8,00
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Fondata nel 1977 con interessi prevalentemente indirizzati a rilevare il mondo delle tradizioni e delle letterature popolari e delle microstorie locali, la Pungitopo editrice nell'ultimo triennio ha rivolto la sua attenzione alla cultura nazionale e straniera, individuando particolari settori d'intervento e metodologia di ricerca. Le principali collane si pongono come punto di riferimento nei settori della produzione narrativa, teatrale e saggistica, tanto isolana quanto italiana ed europea. Con importanti riproposte di autori e tematiche del passato, sono presenti nel suo catalogo nomi nuovi ma assai significativi della cultura contemporanea.

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