Varia1 - Pungitopo

Pungitopo
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SAGGISTICA VARIA
Vanni Ronsisvalle
LA LUNA, MAMMA RAI E IL SORRISO DELLA GIOCONDA

Un uomo si aggira per l’Europa, la vecchia Europa delle cattedrali e degli Spiriti Eletti, vede cose ragguardevoli, incontra altri uomini e ne scrive. Si aggira per il mondo più vasto, di qua e di là degli oceani, dei grandi fiumi nelle città tra foreste di grattacieli, capolavori della modernità; vede luoghi e persone che valgono la pena di essere raccontati. Un cameraman (della RAI) filma ciò che lui guarda con interesse; un doppio sguardo convenzionale.
In queste pagine scorrono l’una accanto all’altra avventurose storie di letteratura e anche tempestose storie d’arte. E la storia-storia con personaggi monumento. Una imperatrice spodestata dalla prima guerra mondiale (Zita d’Asburgo) e manigoldi salvati dalla ghigliottina all’ultimo momento; il deluso boia di Parigi, il grande poeta americano Ezra Pound e Helene Weigel la vedova di Brecht, Italo Calvino e la nipote di Pessoa, l’ultimo capo dei Sioux in Dakota, narratore di antichi massacri, il controllore del cartoteche ebraiche di Praga e il padre di Anna Frank; donne bellissime in carne ed ossa o donne dipinte come esposta al Louvre. Oppure donne-mostro benché bellissime. Come Himelda Marcos a Manila che mandò di notte le ruspe a spianare il Tondo, bidonville cresciuta accanto al cantiere di un Palazzo del Cinema che si sarebbe inaugurato all’indomani, intitolato al suo nome: strage di poveracci straziati nei loro ricoveri di cartone. Avide come la terza o quarta moglie di Picasso, astute come sua figlia Paloma; Peggy Guggenheim che amò Max Ernst ed altri due o tre artisti che collezionava; altre api regine simili alle terribili Brunilde e Fredegonda dell’Età dei Franchi; sesso e potere. Denaro, tanto. Storie di grandi artisti come Andy Warhol, Mirò e Bonnard o di scervellati che grandi non lo saranno mai. Storie nei grandi spazi dei quattro continenti o tra le quattro pareti di una camera d’albergo: Conrad all’Oriental di Bangkoch, Andrè Gide al Timeo di Taormina. Il Double bind, la teoria del doppio è l’architettura leggera ed avvolgente di questo libro, tratto dal filmico effimero e da ciò che comincia con l’angoscia della pagina bianca su cui scrivere cose imperiture.
Linguaggio ellittico ed ironico, il filino di humor che non si trattiene nemmeno sulla porta di un dramma borghese: la vedova Picasso che si suicida quando il ministro Malraux e presenta l’importo della tassa di successione; Malraux ministro della cultura intenzionato in quei giorni a sbiancare il paesaggio di Parigi per lasciare il segno, lavare il grigio dei suoi palazzi.

Vanni Ronsisvalle (Messina, 1931) è autore di romanzi, racconti, testi teatrali, radiodrammi, inclini all’epica documentaria ed alla rappresentazione poetico/fantastica del mondo. Documentarista, inviato speciale, ideatore di rubriche di attualità culturali radiotelevisive realizza per in Africa, Asia, Medio Oriente, Stati Uniti, Canada, America Latina ritratti anticonvenzionali di protagonisti – eccellenti e no – dell’arte, della letteratura, della politica; dai guerriglieri di Sendero Luminoso ai mercanti criminali della droga del Triangolo d’Oro – Tailandia, Laos e Birmania – ai contemplativi monaci buddisti di Chan Raj. Per l’Enciclopedia Treccani realizza, tra scrittura e indagine filmica nelle grandi opere pittoriche, le monografie su Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello e il Beato Angelico. Collabora a “Il Giorno”, “La Stampa”, “Italia Oggi”, “Il Messaggero”, “L’Informazione”, “Il Corriere della Sera”, “L’Unità”; con saggi e racconti a: “Il Mondo” di Pannunzio, “La Fiera Letteraria”, “Il Caffè” di Gian Battista Vicari, “L’Europa”, “Prospetti”, “Quartiere”, “Civiltà delle Macchine”. Professore a contratto in Scienze della Comunicazione/ Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno, è socio ordinario del Pen Club Internazional.

formato 17 x 24 - pp. 538, € 25,00
Attilio Borda Bossana
STRETTO DI MESSINA,
Traversata e collegamenti

Lo Stretto attraversato, collegato; ieri, oggi e in un prossimo futuro. È lo schema filologico scelto per l'analisi della complessa storia dei trasporti e dell'attraversamento del braccio di mare, in rapporto alle ragioni della salvaguardia della vivibilità della vasta Area dello Stretto. Un tema che non conosce tempo, pendolo dell'incertezza, tra sogno e realtà; antico e moderno, con valenze diverse; oggi atemporale moltiplicatore d'interesse o profonda letargia, secondo le stagioni politiche o il succedersi degli appuntamenti elettorali. Questione che fa riemergere il filo conduttore della storia di Messina ritmata tra inter-modalità dei trasporti, collegamenti marittimi e ferroviari o attraversamento stabile, circonlocuzione questa per mimetizzare la parola "ponte". Tutte visioni di quel ponte di carta, di gomma, del mito, dei sospiri, della discordia, o delle polemiche, spesso; ma anche ponte "infinito", immaginario oppure negato, vietato, proibito, imprescindibile, indispensabile, follia, risorsa, spot, utile, inutile, mostro e illusione. Teatro del mito, poliedrica saga dell'oscillazione, e arco narrativo di vicissitudini da esplorare con uno sguardo sul ponte, oltre il ponte e ...dal ponte. Uno sguardo/visione dal Ponte può allora essere lo spunto per una rilettura dell'ampio dibattito emerso, in tanti anni e in diverse stagioni politiche del Paese, sul tema dell'attraversamento dello Stretto di Messina. Ma anche pretesto per osservare, comparativamente, "dal ponte di una nave", l'e/involuzione che il trasporto marittimo ha registrato simultaneamente a quel "Ponte sulla carta", realizzato dai mezzi d'informazione.

Attilio Borda Bossana, giornalista professionista; collabora con varie testate ed è componente del Consiglio di disciplina territoriale dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia ove è iscritto dal 1979.
Tra le sue pubblicazioni:
Ferry boats: 95 anni di servizio nello Stretto di Messina (1994); Immagini di Messina dal 1908 al 1950 (1997); "I Giorni del Terremoto"- Cronache e rievocazioni di una tragedia (1998); Palazzo Zanca (2005); Messina e le navi della Marina Russa (2006); Grattacieli sulle onde (2008); Omaggio a Messina ed. Alinari (2008); Messina 1908: Il Mondo e la Nazione di fronte al Cataclisma (2009); I protagonisti del Palazzo di Città (2012); 150 anni di navi passeggeri nel porto di Messina (2013); Saperi e...sapori della città di Messina (2014); Quattro fischi. Due barche (2015); Laghi di Ganzirri e Stretto di Messina: eredità di sapori (2016); Omaggio a Orio Vergani (2017).

formato 24 x 24 - pp. 240, € 35,00
Macrina Marilena Maffei
DONNE DI MARE

Hanno pescato di notte e di giorno, varato le barche, tirato le reti, salpato le nasse e trascinato le imbarcazioni a secco. Gestualità maschili, atti usuali fra gli uomini di mare, qui tuttavia si tratta di donne. Sono le pescatrici e le donne di mare della Sicilia, di un luogo particolare dell’Isola: l’arcipelago delle Eolie. Forti, coraggiose, audaci, le donne eoliane, sino alla prima metà del Novecento, hanno sfidato quotidianamente il mare per mantenere se stesse e le loro famiglie. Sembrerebbe l’invenzione, magari affascinante, di una studiosa, è invece la realtà di un territorio che ha coinvolto i destini di molte generazioni di donne. Pressoché dimenticate dalla storia insulare, le donne di mare ritornano oggi a reclamare il loro diritto alla memoria. E lo fanno attraverso questo libro che raccoglie le loro voci, le loro storie. D’altronde, qual è il senso simbolico di un molo, di una caletta, di un porticciolo se svanisce per sempre l’immagine delle donne con le schiene curve e le mani strette sui remi che si allontanano nel mare eoliano? Donne che hanno imparato a dare il nome ai venti e a leggere le ore nelle stelle...

Macrina Marilena Maffei, antropologa, da molti anni raccoglie i patrimoni narrativi radicati nell’oralità popolare dell’Italia centro meridionale e delle Isole. Fra le sue ultime opere: La danza delle streghe (2008); Le polene. I volti del mare ( 2009).

formato 12 x 17 - pp. 176, € 12,00
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Giuseppe Sicari
LA KIPPA' DI ESCULAPIO

Fra il '300 e il '400 sono attivi in Sicilia numerosi medici ebrei, uomini e donne. Di molti conosciamo anche le generalità e le città dove esercitavano. Il libro ne dà l'elenco completo. Spiccano, fra tutti, i nomi di due "dottoresse": Bella di Mineo e Virdimura di Catania. Ma dove e come si formavano questi medici? Quali erano le loro capacità professionali? Il libro cerca di rispondere a questi ed altri quesiti, partendo dalla recente scoperta - fra i manoscritti di una biblioteca tedesca - della copia (realizzata a Licata nel 1484) di un famoso manuale medico medioevale.

Giuseppe Sicari (Capo d’Orlando, 1933) è giornalista ed autore di saggi e opere di narrativa. È stato caporedattore del TG 1 e docente all'Università della Tuscia, ha pubblicato Gelsomina di Sicilia (2006) e Il Santo marrano (Pungitopo, 2010).

formato 12 x 17 - pp. 112, € 10,00
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Sergio Giani
PIANTE MEDICINALI DELLE ISOLE EOLIE

E' quasi impossibile. leggendo [questo libro], non venir presi da una sorta di nostalgia calda e sorridente per una farmacopea naturale tanto più affidabile della nostra sofisticata e artificiale, non foss'altro pecrhé la pozione, la tisana, l'impacco vegetali venivano assunti con fede, laddove oggi assumiamo i farmaci quasi con rassegnazione e con l'angosciante certezza della fatalità delle controindicazioni.
E poi le pagine ci raccontano una cultura naturalistica popolare scritta sul papiro delle memorie tramandate da padre in figlio: e quindi ci svelano l'esistenza di una comunicazione generazionale che non c'è più, di una capacità di dialogo e coesistenza con la Natura che aveva radici fino negli strati più elementari della popolazione e che oggi è spenta.
Perciò io ritengo questo libro di estrema importanza, lo consiglio ai giovani intelligenti e agli adulti responsabili: il fatto che riguardi un ambiente limitato come un'isola lo rende ancor più valido, perché lo inscrive in quel prezioso filone letterario tendente a cogliere nel "particolare" le leggi universali, nell'Isola il microcosmo, cioè, in piccolo, il cosmo intero.
dall'Introduzione di Gin Racheli

Sergio Giani (Trieste, 1946) farmacista, per anni titolare della Farmacia Rurale di Malfa, esperto nella valorizzazione delle risorse della Medicina Tradizionale. Vive dal 1997 a Bamako, in Mali, felicemente sposato con Rokia Sanogo, anche lei farmacista e Titolare alla Facoltà di Medicina all'Università di Bamako. Sono rispettiramente Responsabile dei programmi e Presidente di AlDEMFT, un'organizzazione non governativa a scopo non lucrativo che ha come obiettivo la valorizzazione delle risorse della medicina tradizionale nel campo della salute, dell'ambiente e dello sviluppo economico e sociale.

formato 12x17 - pp. 136, € 13,00
Giuseppe Loteta
PAGINE MESSINESI
alla ricerca dell'identità perduta

Senza memoria del passato non si ha consapevolezza del presente e si rischia di ipotecare il futuro. Ciò vale per le persone e per le comunità. Vale per Messina e per chi conosce poco la propria storia o ritiene che non valga la pena curarsi di avvenimenti e personaggi lontani nel tempo. Ma quei fatti e quelle persone fanno parte di noi. Senza di loro saremmo come chi per un trauma perde la memoria e non riconosce più cose e volti che lo circondano. Ecco perché sapere cosa furono gli anni del dopoguerra a Messina o chi era -l'onorevole Blandino", ricordare fasti e decadenza del Gabinetto di Lettura o le serate all'Irreramare, leggere di fatti importanti o marginali avvenuti nella nostra città, può aiutare a riconoscerci.

Giuseppe Loteta, siciliano di Messina, vive a Roma dal 1959. Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1962, è stato caposervizio interni e inviato del settimanale "L'Astrolabio", fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Pani. Poi condirettore di "Aut", vicedirettore del "Diario di Venezia". Fino al 1994 inviato e commentatore politico de "Il Messaggero". Collabora a diversi quotidiani e periodici. Nel 1990 ha pubblicato il suo primo libro con le Nuove edizioni del Gallo: Cuore da battaglia. Pacciardi racconta a Loteta, un libro-intervista con il vecchio leader repubblicano. Nel 1998, Fratello, mio valoroso compagno... Dall'Italia alla Spagna la vita avventurosa di Fernando De Rosa, socialista libertario ( Marsilio).
Dal 2008, editi dalla Pungitopo: Messina 1908 (romanzo ambientato nella città dello Stretto poco prima che il terremoto la distruggesse); Romanzo messinese (racconti, 2011); Nuvole e pietre (poesie, 2013); Istantanee, tra cronaca e storia (profili di personaggi che appartengono alla storia del nostro Paese, 2014).

formato 12 x 17 - pp. 184, € 13,00
Θάλαττα ϰαί γη
Note di Elio-pesce

Pagine di mare e di terra. Di un mare, soprattutto, visto con gli occhi di chi vi si è immerso, di chi l'ha vissuto e studiato nel suo 'dentro', nel suo 'profondo'. Elio Catalano, con pagine che si avvicendano come un genuino conversare, ci offre scenari ricchi dell'umanità di un "Colapesce" palermitano e della scienza che solo un appassionato studioso della vita che nel mare si nasconde poteva donarci. La narrazione, giocata fra ricordo nostalgico e attenta osservazione, si spinge così a divenire monito, appello a un maggiore rispetto della vita che sembra essere a noi discosta, ma a noi invece indissolubilmente legata.

Eliodoro Catalano (Palermo 1929-2014) conobbe da subito la fortuna di essere figlio di Eustachio, che, con la genialità concessa solo ai grandi artisti, si arrese presto alla svogliatezza scolastica di 'Elio' (che traguardò la licenza media) e lo assecondò nella sua passione per la biologia marina: acquistò allo Sperone di Palermo quello che diventerà ben presto studio e piscina-acquario del figlio. Elio studiò da autodidatta, e i risultati scientifici raggiunti gli vennero riconosciuti dall'Università di Palermo, che lo accolse con la qualifica di professore-ricercatore. Conosciuto, grazie ai suoi innumerevoli interventi scientifici, anche in ambienti internazionali, ma deluso dal fallimento del suo progetto di un acquario palermitano, si dedicò in fine allo studio delle piante grasse.

formato 12 x 17 - pp. 128, € 9,00
Giuseppe Alibrandi
IL VOLO DELL'AIRONE
e il canto del tenore

Il “piccolo corridore” ciclista Carmelo Manfrè, abbagliato dalla bellezza della velocità sulle due ruote, si giocò la scommessa della sua vita: diventare corridore ciclista e costruttore di bici. Da Patti (segnata dal culto della modernolatria, vissuta tra corse, salotti e allegra brigata di poeti paroliberi), con la sua bici da corsa sfidò i campioni dell’epoca: copertone sulle spalle, capelli lunghi spazzolati all’indietro, occhialoni sulla fronte. Modello di ciclista futurista, coraggioso, audace e ribelle, votato al sacrificio e all’avventura. «Volare come un uccello: ecco il sogno!». Lasciata la bicicletta dopo le affermazioni giovanili, Carmelo continuerà a scommettere sul movimento ciclistico pattese, sull’airone Coppi contro i bartaliani dell’epoca, fino a portare a Patti il Giro d’Italia del ’54. A Carmelo la sorte riserverà, infine, il canto libero del tenore, con la sua band e nelle chiese della città.

Giuseppe Alibrandi, nato a San Giorgio di Gioiosa Marea, è autore di saggi sulle tradizioni e i movimenti popolari siciliani. Biografo dell’anarchico Nino Pino Balotta, di cui ha pubblicato con la Pungitopo Nino Pino: L’uomo e il suo tempo (1982); con la stessa editrice ha pubblicato Lotte popolari nel messinese (1981), L’ombra di Monsignore e La testa del dragone, romanzo (1986). Per la Provincia regionale di Messina, tra le altre collaborazioni, ha curato e scritto Archeologia delle tonnare messinesi (1997); Le “utili imprese” dei D’Amico Cumbo Borgia su “Milazzo Nostra” (2008). Il libertario dei Nebrodi (2011). Blogger, pubblica su “Ventennio europeo” e “Francigena” in ScuolaER.

formato 12 x 17 - pp. 160, € 10,00
Davide Monopoli
DELL'ETEROSOFIA, Per un'etica della gioia in tempi apocalittici e cannibalici

[...] sono dunque intimamente legati alla storia dell'uomo e alle storie del mondo questi versi di Torres La Torre, inno alla sacralità della vita, invitano a riscoprire attraverso l'arte la bellezza che è nelle cose, la vivacità metamorfica della vita intessuta dalla morte, il segreto che si cela nel dischiudersi di un fiore, nel passaggio dalle ceneri alla rinascita della fenice, mimesi del processo artistico di approssimazione al mondo, tensione verso un sistema concettuale esaustivo che inglobi tutti gli elementi sfuggenti della realtà di cui siamo parte. In ultima analisi altro non è la poesia che un quesito, il suo ruolo anche in tempi bui è quello di interrogare le coscienze, ricerca incessante fra il mistero della vita.
(dall'Introduzione di Marika Gacioppo)

formato 12 x 17 pp. 152, € 12,00
Paolo Piccione
RITORNI
Autobiografia di un talloner

Paolo Piccione, personaggio pubblico del socialismo siciliano della 'prima Repubblica', promotore di un riformismo volto a portare a soluzioni concrete il meridionalismo predicato, ma non praticato, narra in questa autobiografia dell'attività di amministratore e legislatore, ma soprattutto di un ragazzino cresciuto durante il dopoguerra messinese e siciliano fra barche di pescatori, voglia di leggere e avventurose traversate dello Stretto; di un giovanissimo, curioso e tenace, con una grande necessità e una ferrea volontà di costruirsi un futuro migliore partendo da zero nel suggestivo villaggio di Torre Faro, dove, come in tanti altri luoghi e specie durante gli anni del secondo conflitto mondiale, «la vita si riduceva a non morire». E narra ancora dell'innata vocazione del protagonista di «salire gli scalini spesso ripidi che compongono la gradinata di un'esistenza» e dell'aspirare persino `al volo', osando quando e ove sia possibile.

Paolo Piccione (Messina il 3 febbraio del 1932), cresciuto durante il dopoguerra tra la città dello Stretto e il villaggio di Torre Faro, agli inizi degli Anni '50 studia giurisprudenza nella Torino dei circoli anarchico-libertari e della casa editrice Einaudi. Si laurea all'Università di Messina nel 1954 e si orienta verso il diritto civile e fiscale.
Poco più che ventenne sposa Rosetta Guttadauro, dalla cui unione nascono Antonella e Vanni, e ben presto affianca alla carriera professionale quella politica all'interno del Psi di Pietro Nenni, per poi sostenere in Sicilia la corrente di Sandro Pertini e aderire, così, a un autonomismo all'interno di un gruppo autonomista. Giornalista pubblicista, componente del Comitato regionale e dell'Assemblea nazionale del Psi, vice presidente dell'Iacp di Messina, nel '70 è eletto consigliere comunale della stessa città, per poi essere nominato vicesindaco e assessore all'Urbanistica. Nell'81 diviene deputato all'Ars, presidente del gruppo socialista, fa parte di varie commissioni fra cui quelle di Sanità e Finanza e ricopre successivamente la carica di assessore ai Lavori pubblici e infine quella di Presidente dell'Assemblea di Palazzo dei Normanni. Nel '93 il ciclone di Tangentopoli pone fine alla sua attività politica. Ma da tutti i procedimenti a suo carico risulta sempre assolto. Gli interessi per il cinema, la fotografia, la letteratura, la pittura, lo sport (specialmente il rugby) e i viaggi, lo accompagnano durante il suo percorso umano e politico. E soprattutto i viaggi, di lavoro o in veste di 'semplice' turista curioso, fanno da accattivante sfondo alla sua esistenza'. Basti solo citare la sua presenza a Cuba, nel '78, durante il Festival de la Juventud, o a Lisbona, nel '74, durante la Revolucào dos Cravos.
Oggi, ottantenne votato alla saggezza, non ha perso però la sua incorreggibile tempra da talloner (centrale di mischia) né la sua curiosità `adolescenziale' e partecipa con interesse alle attività culturali e politiche della sua città.
Ha già pubblicato: Paolo Piccione — Scritti e discorsi, edito dall'Ars nel 2008, e Terra, acqua, mito. Capo Peloro, le lagune di Ganzirri e Faro, Edas, insieme a Franz Riccobono, Anna Giordano e Mimmo Irrera.

formato 17 x 24 - pp. 192, € 20,00
Simona Grossi
ALIMENTAZIONE NATURALE E CONSAPEVOLE

In una società in cui malnutrizione, sedentarietà, tossine ambientali, abbondante presenza di sostanze chimiche dannose nei prodotti di consumo abituale e inquinamento elettromagnetico (solo per citare alcuni problemi) costituiscono un cocktail esplosivo per il nostro corpo, le drastiche diete 'fai da te' sono spesso squilibrate e focalizzate solo sull'apporto calorico. Si tratta di regimi alimentari che, oltre a generare sensi di colpa, di fallimento e di profonda frustrazione, possono comportare seri rischi per la salute, perché non considerano né la fisiologia del corpo, né ciò che può essere realmente assimilato e utilizzato a livello cellulare e nemmeno tutto l'aspetto emotivo che ruota intorno al cibo. Da dove incominciare per provare a districarsi in mezzo a tanta confusione? Un buon punto di partenza è l'osservazione della fisiologia del corpo umano. Come funziona? Qual è il carburante ideale per avere il massimo rendimento con il minimo scarto? Dove finiscono le sostanze che l'organismo non ha la capacità di metabolizzare? Il percorso verso un'alimentazione naturale e consapevole inizia proprio dal trovare risposta a queste domande, perché la salute comincia a tavola: «lascia che il cibo sia la tua medicina — sosteneva già Ippocrate — e la medicina sia il tuo cibo».

Simona Grossi è nata e cresciuta in provincia di Reggio Emilia. Dopo la laurea in Scienze Biologiche, il dottorato in Svizzera. Per vari anni ha lavorato a Ginevra e Losanna nel campo della ricerca universitaria. Parallelamente ha approfondito la conoscenza di alcune discipline, che le hanno permesso di abbracciare una visione olistica della salute. L'incontro con la naturopatia, nel 2010, ha segnato un passaggio fondamentale nel suo percorso, in quanto la filosofia vitalista e i metodi che propone sono diventati parte integrante della sua vita e della sua attività lavorativa, che oggi si svolge tra Italia e Svizzera.

formato 12 x 17 pp. - 184, € 14,00   
Giuseppe Loteta
ISTANTANEE
tra cronaca e storia

Palmiro Togliatti, Mobutu Sese Seku, Armando Borghi, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Umberto Di Savoia, Randolfo Pacciardi, Silvio Milazzo, Boris Giuliano, Leonardo Sciascia, Aldo Braibanti, Il generale De Lorenzo, Ferruccio Parri, Girolamo Li Causi, Ernesto Rossi, Giorgio Napolitano, Marco Pannella, Giovanni Falcone, Santiago Carrillo, Riccardo Lombardi, Enrico Berlinguer, Salvo Lima, Francesco De Martino, Nella Masutti, Antonello Trombadori, Giulio Andreotti, Franco Evangelisti, Bettino Craxi, Bruno Zevi, Danilo Dolci, Umberto Terracini. Incontri di un giornalista con personaggi che non solo hanno segnato i passi della politica italiana che ha portato ai nostri giorni, ma che costituiscono ormai la nostra storia.

Giuseppe Loteta biografia

formato 17 x 24 - pp. 128, € 15,00
acquista eBook a € 4,29
Pietro Lo Cascio
«COSE DIVERSE DALLE VULCANICHE»
Le Eolie dell'Ottocento esplorate da Mandralisca e altri naturalisti

Cosa facevano un barone illuminista che scriveva lavori scientifici lasciandoli nel cassetto, una ex-modista parigina appassionata di nautili e altri molluschi marini, un botanico alle prime armi scambiato per un medico, un raccoglitore di lumache scambiato per untore, un figlio di esuli mazziniani che voleva unire idealmente l'Italia in un'inchiesta ornitologica, uno scrittore inglese con il pallino delle lucertole e di Darwin, e altri interessanti personaggi in giro per le Eolie durante il XIX secolo? Le esploravano per documentarne la flora e la fauna, e magari scoprirvi nuove specie. Questa semplice constatazione stride con il principale motivo di attrazione di molti viaggiatori naturalisti che si recavano nell'arcipelago, ovvero i suoi vulcani; Lazzaro Spallanzani, sul finire del Settecento, lo scrive espressamente, parlando di isole «figlie tutte quante del fuoco». Ma il secolo successivo è quello delle grandi intuizioni — la selezione naturale e l'evoluzione che rivoluzioneranno la biologia e il pensiero scientifico, e che molto devono proprio allo studio delle isole e dei loro organismi vegetali e animali. Sebbene l'eco delle Galàpagos sia ancora lontana, all'ombra dei vulcani eoliani si intrecciano intriganti vicende scientifiche, ma anche umane che avranno come protagonisti una moltitudine di scienziati, raccoglitori e dilettanti, impegnati nell'esplorazione della storia naturale dell'arcipelago, e che ci raccontano un'epoca e un territorio.

Pietro Lo Cascio (1967) vive e lavora alle Eolie. Da anni si occupa di ricerche sulla biodiversità e sui problemi di conservazione degli ambienti insulari, in particolare del Mediterraneo. Oltre a numerosi articoli su riviste scientifiche, ha pubblicato una "Guida naturalistica alle Isole Eolie" (1997), una "Storia naturale delle Isole Pelagie (2002), una nuova "Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie" (2007) e alcuni libri su argomenti zoologici: "I Lacertidi italiani" (1999), "The Lizards of Italy and adjacent areas" (2002), "Mainland and insular lizards: a Mediterranean perspective" (2006)

pp. 174, € 15,00
Leonardo Sciascia
ORE DI SPAGNA
Fotografie di Ferdinando Scianna
Nota di Natale Tedesco

Murillo, l'inquisizione, Cervantes, Sotelo, Guillén, Franco e la guerra civile, Unamuno, Ortega y Gasset, ancora Don Chisciotte, processioni religiose e processioni di polizia, Giovanni Paolo Il e Gregorio XVII, Cabanillas, Ramba del Valle Indàn, etc. Propriamente un viaggio, anzi, nelle cose e nel tempo, nella letteratura e nella storia, nell'attuale realtà della Spagna. In dieci capitoli acuti e fervidi, che incuriosiscono e appassionano, Leonardo Sciascia attraversa il mondo spagnolo, rivisitandolo, ri-conoscendolo, con una lettura che senza voler essere totale risulta tuttavia esemplare, e nel testo di Sciascia le cose e i personaggi diventano parola, bellezza, a riscontro, nelle fotografie di Ferdinando Scianna, con autonoma originalità, le persone, gli oggetti, i luoghi diventano figure, altra bellezza.


formato 15 x 21- pp. 128, € 38,00

PIANETI DI LUCE
fotografie di Peppuccio e Mimmo Buzzanca
poesie di Lucio Falcone
             

Tre bambini su una scala d’arenaria, vineddivineddi, o sulla spiaggia di Marina di Patti, fanno gioco. «Quando comincia, quando finisce / il gioco non sappiamo, forse / era giorno... », e il gioco non si è fermato: due fratelli, già ragazzi, hanno avuto tra le mani una (una sola) macchina fotografica: il terzo, cugino, ha tentato parole che vogliono diventare poesia. Fogli di fotografia e fogli di poesia che si ricompongono, s’inseguono ora qui, arruffate e confuse, in una memoria che non consente (e non vuole) distinguere di chi è stato lo scatto. «Ma il gioco / è nulla in sé, soltanto ci rende / vigili al secondo e fa / che vibrino le fibre». Consapevoli che fare fotografie non fa fotografi e che scrivere poesie non fa poeti, quanto oggi si offre è solo un dono a se stessi, a quei tre bambini, al ricordo di giorni vissuti insieme, a quell’insieme che adesso ancora continua in questo gioco adulto e miracoloso.
               

Peppuccio Buzzanca è un marinoto del quarantasette. Sa di scienze e di arte. Appassionato di musica o musicologo, ha insegnato non solo chimica ai ragazzi.
Mimmo Buzzanca, fratello di Peppuccio, marinoto del quarantanove, è inventore.
                                       
Lucio Falcone, messinesemarinoto del quarantanove, da quasi quarant’anni ha contratto il vizio dell’editoria.
             

formato 17 x 17 - pp. 104, € 12,00
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Fondata nel 1977 con interessi prevalentemente indirizzati a rilevare il mondo delle tradizioni e delle letterature popolari e delle microstorie locali, la Pungitopo editrice nell'ultimo triennio ha rivolto la sua attenzione alla cultura nazionale e straniera, individuando particolari settori d'intervento e metodologia di ricerca. Le principali collane si pongono come punto di riferimento nei settori della produzione narrativa, teatrale e saggistica, tanto isolana quanto italiana ed europea. Con importanti riproposte di autori e tematiche del passato, sono presenti nel suo catalogo nomi nuovi ma assai significativi della cultura contemporanea.

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98063 Gioiosa Marea (Messina)

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