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Letteratura

Elvira M. Ghirlanda
GIORGIO CAPRONI
Poeta del mito

È del 1956 la pubblicazione del Passaggio di Enea di Giorgio Caproni. Una data che già inscrive la raccolta negli anni degli stravolgimenti storici verificatisi tra il '40 e il '50, così come il titolo e l'icona di Enea pongono all'ordine del giorno il problema del mito nella modernità. Ed è proprio la singolare posizione assunta da Caproni e dai suoi personaggi mitici (Alcina, Proserpina, Enea, Euridice) a permettere d'indagare in modo più penetrante la ricerca di una nuova parola poetica capace di raccontare la Storia, in bilico tra le forme della tradizione e l'anomia contemporanea.

Elvira Margherita Ghirlanda (1983) è dottore di ricerca in Filologia antica e moderna presso l'Università degli Studi di Messina. Si è interessata soprattutto alla letteratura italiana otto-novecentesca con particolare attenzione al romanzo scapigliato e al problema del mito nel Novecento. Tra le sue collaborazioni si ricordano le riviste "Poetiche" e "La Rassegna della Letteratura Italiana".

formato 15 x 21 - pp. 176, € 15,00

 

Serena Todesco
TRACCE A MARGINE
Scritture a firma femminile nella narrativa storica siciliana contemporanea

In Sicilia, il romanzo storico incarna una parte consistente dell'identità e delle ideologie dominanti sin dall'Unità del 1861. Dopo la morte di Sciascia, l'avvio della fortuna di Camilleri e l'uscita del romanzo La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini, gli anni Novanta prestano la scena a numerosi ripensamenti, sospingono e incoraggiano una dislocazione della Sicilia storico-letteraria fissata in stereotipi e formule stantie.
Sopraggiunta la fine dei generi, sembra aprirsi anche per la letteratura siciliana la stagione del genere. Questo libro guarda al romanzo della Storia nel luogo Sicilia — metafisica, mentale, simbolica — scrutando l'universo di alcune autrici capaci di lasciare segnali indelebili sul corpo di una scrittura in continua evoluzione, proprio a partire dagli anni Novanta. Attraverso analisi testuali e riflessioni teoriche, nascono ipotesi e domande. Cosa significa interrogarsi sulla condizione delle donne attraverso la scrittura? Si può davvero parlare di 'differenza di genere' per le narrazioni a firma femminile in Sicilia? Qual è il peso dell'orizzonte discorsivo radicatosi con la creazione (anche letteraria) di una regione 'colonizzata' dal Nord dopo l'unificazione? E poi, quale contributo offrono oggi queste scritture alla nostra percezione del genere storico?
Le storie e microstorie qui esaminate escono dal territorio sicuro della tradizione spostandone il baricentro, intridono la lingua di miti, dialetti e interferenze documentarie, dialogano con i fantasmi letterari dei padri, evocano umanità non convenzionali, ritrovano voci femminili e maschili perdute. Ma soprattuttorompono, consapevolmente o meno, l'ossatura culturale e ideologica di un certo immaginario potente, paradigmatico, consolatorio.

Serena Todesco (Messina, 1980) affianca il lavoro di traduttrice all'attività di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato saggi su Emma Donoghue, Maria Attanasio e Maria Rosa Cutrufelli, e ha partecipato a convegni internazionali in Irlanda, Francia e Ungheria.
Come traduttrice, ha preso parte a numerosi progetti editoriali e festival internazionali, tra cui Parma Poesia, Festival Internazionale di Poesia di Genova, Cork World Book Fest (Irlanda), e Medunarodni Festival Suvremene Poezije (Croazia). Oltre a diverse collaborazioni con voci poetiche italiane (Roberta Bertozzi, Rosaria Lo Russo, Sara Ventroni, Laura Accerboni), ha tradotto poeti contemporanei di lingua inglese, croata e macedone (Kapka Kassabova, Arundhati Subramaniam, Alvin Pang, Silvestar Vrljié, Irena Delonga, Ana Brnardié), e pubblicato su varie riviste cartacee e online, tra cui "Semicerchio", "Tratti", "The Shop", "El Ghibli" e "La Libellula".
Vive a Zagabria, dove si occupa di ricerca, traduzione e didattica dell'italiano. Attualmente lavora a un libro-intervista dedicato alla vita e all'opera di Maria Rosa Cutrufelli.

formato 15 x 21 - pp. 724, € 38,00

Aldo Gerbino
CAMMEI

Aldo Gerbino è uno scrittore, un poeta di orizzonti generosi e frastagliati. Probabilmente gli deriva dall'essere insieme un medico/scienziato. Queste pagine ne sono un compulsivo documento. Pagine disinteressate e felici, con tracce abbaglianti o atone (volutamente) di nostalgie personali ed altri impressionismi. Niente che non si collochi senza inquietudini dentro un diorama di figure bloccate con sincerità nella loro aura identitaria. Insomma scrittore che racconta d'altri scrittori, operai di libri, gente affine.
E se qua e là, in questi profili cuciti in dieci parti di tessuto, vi sia intenzione celebrativa - che sarebbe scontata - il trucco è perfetto: non se ne accorge nessuno. Per via della qualità alta della scrittura. La funzione logica delle parole viene dopo il loro suono, privilegia la musica. Così tanto fulgore prosastico ti tenta a scriverne con una prosa dimessa del genere: cosa fa uno scrittore quando incontra un altro scrittore? Cambia marciapiede avrebbe detto quel bellospirito-tragico di Manganelli... Gli prende le misure, lo studia per individuarne molle segrete, incidenze, tic, elementi persino frenologici, calvizie incipiente, capigliatura robusta, faville del maglio, etc? Dipende: vuoi vedere che il successo è contagioso come il tifo? Gli scrittori si amministrano, mai ammettendo umanamente di subire il fascino dell'altro/altra.
Non è il caso di questi ritratti appunto impressionisti, anzi è proprio la lampante occasione che contraddice quel pregiudizio. Con alternanze espressioniste. Insomma qua il vaporoso Degas, tre pagine dopo l'Otto Dix con i suoi ritratti grintosi.
Vanni Ronsisvalle, dalla postfazione

Aldo Gerbino (Milano 1947), morfologo, ordinario di Istologia ed Embriologia nella Università di Palermo, critico, esordisce in poesia con Sei poesie d'occasione (Sintesi, 1977); altre pubblicazioni: Le ore delle nubi (Euroeditor, 1989); L'Arciere (Ediprint, 1994); Il coleottero di Jünger (Novecento, 1995; Premio MarsaSiklah); Ingannando l'attesa (ivi, 1997; Premio Latina `il Tascabile'); Non farà rumore (Spirali, 1998); Gessi (Sciascia-Scheiwiller, 1999); Sull'asina, non sui cherubini (Spirali, 1999); Il nuotatore incerto (Sciascia, 2002); Attraversare il Gobi (Spirali, 2006); Il collettore di acari (Libroitaliano, 2008); Alla lettera erre in: Almanacco dello Specchio 2010-2011 (Mondadori, 2011). Di saggistica: La corruzione e l'ombra (Sciascia, 1990); Del sole della luna dello sguardo (Novecento, 1994); Presepi di Sicilia (Scheiwiller, 1998); L'Isola dipinta (Palombi, 1998; Premio Fregene); Sicilia, poesia dei mille anni (Sciascia, 2001); Benvenuto Cellini e Michail K. Anikushin (Spirali, 2006); Quei dolori ideali (Sciascia, 2014); Fiori gettati al fuoco (Plumelia, 2014). Altri manipoli poetici: Un pomeriggio gentile, Acque («Nuovi Argomenti», Monda-dori 2003); "Auto-antologie" in: «Bollettario» (2010) di Edoardo Sanguineti e Nadia Cavalera; «Poeti e Poesia» (2013) a cura di Elio Pecora. Redattore di «Gradiva», dirige l'almanacco interculturale «Plumelia».

formato 15 x 21 - pp. 100, € 9,00

Anna Panzera
LA LETTERATURA VOLGARE IN CALABRIA
Il lamento di Joanne Maurello

Il presente saggio si focalizza sulle remote origini, a tutt'oggi poco studiate e conosciute, della letteratura vernacolare calabrese, la quale affonda le proprie radici nel XV secolo.
Infatti, accanto alla produzione di stampo greco-latino, propria di un'epoca caratterizzata dal recupero degli studia humanitatis, la letteratura regionale si protese verso una sperimentazione senza precedenti che si tradusse nell'impiego della parlata volgare, sino a quel momento confinata al contesto della comunicazione quotidiana e alla fruizione nell'ambito del tecnicismo pragmatico-burocratico.
Tre sono stati gli autori artefici di tale rivoluzione: Antonio Sergentino Roda, Coletta e, soprattutto, Joanne Maurello. Dopo aver indagato il travagliato percorso di attecchimento della lingua volgare nella tradizione letteraria, la seconda parte del volume è interamente dedicata all'analisi del Lamento funebre in onore di don Enrico d'Aragona dello stesso Maurello, datato 1478; in particolare, la disamina dettagliata del primo capitolo della canzone permette di avere una percezione concreta della complessità e della varietà insite nella lingua impiegata dal rimatore, vero padre fondatore della letteratura in volgare calabrese.

Anna Panzera è nata nel 1989 a Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Dopo la laurea in Civiltà Letteraria dell'Italia Medievale e Moderna presso l'Università di Messina, ha intrapreso la carriera di insegnante. Per esigenze lavorative, vive tra Bova Marina e Milano.

formato 15 x 21 - pp. 152, € 17,00

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Alba Castello
TRA TESTO E OFFICINA
Il gioco a nascondere di Lucio Piccolo

Il saggio di Alba Castello pone al centro dell'indagine la seconda raccolta poetica di Lucio Piccolo, pubblicata nel 1960, Gioco a nascondere. L'opera, che costituisce un momento importante nella produzione piccoliana. coniuga la lezione di illustri modelli, ormai sapientemente assimilata, con una pronuncia originale e armonica. La Castello mostra come, a partire da raffinate trame metaforiche, il poeta si interroga sull'esistenza, sul mistero dell'oltre-vita, sugli arcani di una natura favolosa e ancestrale.
All'analisi puntuale della raccolta e, in particolare, di alcuni componimenti che sono al centro dell'invenzione si affianca, attraverso lo studio di alcune carte inedite, la messa a fuoco di parti dell'officina di Piccolo. In tale prospettiva il lavoro qui condotto rappresenta un acquisto significativo per la conoscenza dell'universo poetico piccoliano.

Alba Castello (Palermo, 1988) si è laureata in Filologia Moderna e Italianistica. Nel 2007 ha vinto il 1° premio al Concorso Nazionale di poesia "Quale madre?", di Recanati. I suoi interessi si concentrano soprattutto sui poeti italiani del Novecento e ha dedicato un lavoro ai luoghi della poesia di Giorgio Caproni.

formato 15 x 21 - pp. 168, € 17,00

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Leonardo Gatta
IL PERSONAGGIO IN CORSA
Pasolini e la poesia prima

Il saggio di Leonardo Gatta ha il pregio di soffermarsi su alcune basilari questioni della poesia di Pier Paolo Pasolini. L’autore ripercorre le tappe di un itinerario poetico e ideologico che dalle poesie dialettali di Casarsa, ancora invischiate di una logica mitica e profondamente estetizzata [...], conduce sino al grande capolavoro di Le ceneri di Gramsci, dove esperienza biografica, corporeità e visione politica incontrano il terreno della Storia nella forma di una poesia nuovamente e fortemente civile.

Leonardo Gatta (Forlì,1991), laureato in Lettere Moderne, attualmente frequenta i corsi di Italianistica, Culture Letterarie Europee e Scienze Linguistiche presso l’ateneo di Bologna. Si occupa in particolare dei rapporti tra Letteratura, Fotografia e Cinema, oltre che di Teoria della Letteratura. Collabora con il web magazine “Wanderer” e con la rivista “Excursus.org”. E scrive racconti, ancora inediti.

formato 12 x 17 - pp. 72, € 8,00

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Mario Minarda
LA LENTE BIFOCALE

I libri di Vincenzo Consolo risultano attraversati da uno straordinario sguardo bipolare nel quale convergono la propensione all’interrogazione civile e la dimensione espressiva che accentua la ricca artificiosità dei registri di stile. Tra andamenti lirici, snodi metaforici e dissoluzioni della narrazione verso forme che incontrano i palinsesti del mito antico o le partiture della tragedia classica, Mario Minarda indaga i testi dello scrittore siciliano, suggerendo originali percorsi interpretativi in dialogo con i fermenti dell’attualità sociale e con l’essenza stessa della letteratura nel complesso mondo editoriale contemporaneo.

Mario Minarda (1985) è dottorando di ricerca in Italianistica presso il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo. Si occupa di aspetti e questioni riguardanti la letteratura italiana moderna tra Otto e Novecento, con particolare riferimento alla figura e all’opera di Luigi Pirandello. Scrive su varie testate on line come “Giudizio universale”, “Liberazione.it”, “La letteratura e noi”.

formato 15 x 21 - pp. 128, € 14,00

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AA.VV.
UNO SCRITTORE UNA VITA
interventi critici sull'opera letteraria di Melo Freni

La grande mole di interventi critici e di recensioni che ci sono stati forniti per la realizzazione di questo volume ci ha messo di fronte a non poche difficoltà di scelta. È veramente un caso straordinario che un autore raccolga tante attenzioni, richiamando l’interesse della intera stampa nazionale con i nomi più prestigiosi della critica militante. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio caso letterario e lo stesso autore ci perdonerà per gli interventi che qui siamo stati costretti ad escludere, non certo per graduatorie di merito. In tal modo consegniamo al lettore, alle biblioteche, alle scuole, agli istituti ed alle fondazioni letterarie un testo di rara compiutezza [...]. Francis Scott Fitzgerald notava che è «felice uno scrittore che ha un paese da raccontare» e Melo Freni ha raccontato sempre il suo paese, la Sicilia, da ottiche diverse ma sempre convergenti sul tema di una terra intensamente vissuta con amore e con rabbia. La Sicilia come sintesi del mondo, rivisitata e descritta in modo originale, diverso, attingendo al mito ed alla storia anche per parlare di attualità; [...]. [N.d.E.]

Melo Freni è nato a Barcellona P.G., in Sicilia, ha studiato a Castroreale, a Messina (liceo classico dei Salesiani) ed a Palermo dove si è laureato in Legge. Dopo cinque anni di intensa attività forense, nel 1963, realizzando la sua principale vocazione professionale, è stato assunto per selezione in RAI, dove ha esercitato attività giornalistica al TGUno fino al 1965, dove è stato anche redattore capo delle rubriche culturali e pertanto è stato a contatto ed ha intervistato personaggi delle letteratura e dello spettacolo tra i più grandi del panorama internazionale. Come dimostra questo volume, particolarmente ricca e bene attenzionata è la sua produzione letteraria, ma si è distinto anche nel campo teatrale, curando la regia di ben 42 spettacoli per i più importanti festival e teatri antichi italiani, sempre con compagnie primarie anche a livello internazionale.

formato 15 x 21 - pp. 312, € 18,00

Vincenzo Bonaventura
TEATRANTI

«Ho puntato non tanto sulle recensioni, troppo legate alla fissità di uno spettacolo lontano, ma a “pezzi” su personaggi del teatro del ’900 (apparsi per lo più su “Gazzetta del Sud”). Temi, cioè, che avevano una loro attualità al tempo in cui sono stati scritti (una scomparsa, una ricorrenza, una prima…, senza alcuna intenzione esaustiva), che la conservano anche adesso e che probabilmente l’avranno anche domani. E ho cercato di trasformare il tutto in qualcosa di utile per chi legge, con due accorgimenti. Il primo è un “ammodernamento” o “ristrutturazione” dei singoli capitoli (ed ex articoli), aggiungendo concetti e circostanze grazie a uno spazio maggiore di quello ristretto di una pagina di giornale. Il secondo è un complesso apparato di note (insieme con una nutrita bibliografia), appetibile per gli appassionati di teatro, che consente di ritrovare facilmente (grazie anche a un dettagliato indice analitico) spettacoli famosi con la loro distribuzione di ruoli, che instaura collegamenti tra un personaggio e l’altro, che mette insieme nomi e date, utili anche a una “storia” (per carità, tra virgolette e con la s minuscola) del teatro, soprattutto della seconda metà del Novecento».

Vincenzo Bonaventura, giornalista professionista dalla lunga carriera, tra Milano e Messina, per oltre trent’anni è stato critico teatrale del quotidiano “Gazzetta del Sud” e socio attivo dell’Anct (Associazione nazionale critici di teatro). Tra le sue pubblicazioni, Giovanni Paolo II. 1978-2003: i 25 anni del Papa che ha cambiato la storia (Milano, 2003), La Sicilia al tempo del Grand Tour (Messina, 2009). Per i ragazzi ha scritto i racconti Hercules (Milano, 2000) e Annibale (Milano, 1996) e la riduzione di Nostromo di Conrad (Milano, 1998). Nel 2008 ha ideato e curato il libro Cara Messina... (Manifesto ideale degli intellettuali messinesi della diaspora), che raggruppa le testimonianze di settanta personalità, pubblicato in occasione del centenario del terremoto del 1908.

formato 15 x 21 - pp. 272, € 15,00

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Vincenzo Bonicelli della Vite
SANCIO, IO E L'ISOLA DI NESSUNO

Un volo avventuroso nello spazio letterario, un rischio calcolato nel tempo della ‘Parola’. Il protagonista seduto su Clavilegno, adesso contemporaneo jet personale, pensa in grande come Don Chisciotte e vola basso come Sancio Panza.
Nessuno pilota; Dante, Dedalus e Don Chisciotte le torri di controllo. Il desiderio è una vacanza nell’isola di Nessuno (forse è quella promessa al buon Sancio). Ma il Terminal, all’arrivo, è chiuso.

1° premio ex aequo al Premio Contemporanea d’Autore 2013 - Alexandria Scriptori Festival

Vincenzo Bonicelli della Vite (Bergamo 1950), vive e cresce a Bologna. Si diploma all’Hig School dell’Oklahoma e al liceo scientifico bolognese Fermi. Laureatosi in Sociologia e dopo un periodo di insegnamento della lingua italiana all’estero (Lousiana), torna in Italia dove opera come export manager, professione per la quale si trova a viaggiare spesso e in
diversi continenti. Attualmente collaboratore delle riviste “451” (edizione italiana della “New York Review of Books”) e “Lucidamente”. Tra le precedenti pubblicazioni: i racconti Il giovane Perbene (nell’antologia La vita che vorrei, Perrone Editore, Roma 2008), La forma persa nella bottiglia e Notturno americano (“451” del dicembre 2011 e del luglio 2012); i racconti Verità nascoste (Cicorivolta, Villafranca Lunigiana 2009); il romanzo Crisalide (Il Filo, Roma 2007).

formato 15 x 21 - pp. 192, € 15,00

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Michele Agresta
IL LINGUAGGIO DELLA FOLLIA
NEI ROMANZI "BUROCRATICI" DI ANGELO FIORE

Il saggio di Michele Agresta costituisce la piena realizzazione del progetto di ricerca vincitore della prima edizione del Premio Angelo Fiore - Città di Bagheria. Viene pubblicato con soddisfazione dal Centro di Studi che con l'istituzione di questo premio ha voluto sollecitare soprattutto l'attenzione dei giovani studiosi.
L'autore ha privilegiato il rapporto tra scrittura e psicologia, ma altre linee di ricerca ci si attende vengano percorse nelle future edizioni per conoscere con completezza l'originale scrittore palermitano. Questa, come altre pubblicazioni della collana di studi che seguiranno, si inseriscono nella generale ripresa, anche editoriale, di interesse per la figura e l'opera di Angelo Fiore.
(dalla "Presentazione di Natale Tedesco")

formato 15 x 21 - pp. 72

AA. VV.
BASILIO REALE
la nuvola e la poesia

Atti del convegno del 12 marzo 2011 (Capo d'Orlando) con interventi di Giuseppe Antillo, Anna Aricò Cuva, Vincenzo Consolo, Piero Fagone, Vittorio Fagone, Melo Freni, Pippo Galipò, Emilio Isgrò, Linda Liotta Sindoni, Pompeo Oliva, Carmelo Romeo, Giuseppe Sicari, Enzo Sindoni,Vittorio Sindoni, Natale Tedesco.

Ricordare Basilio Reale è apparso a tutti, più che opportuno, assolutamente doveroso considerato il legame da lui mantenuto con Capo d'Orlando, sua città natale.
Di questo intendimento, largamente avvertito, si è fatto interprete Giuseppe Antillo che ne ha promosso la commemorazione.

formato 15 x 21 - pp. 80

 

Konstantin Leont’ev
I ROMANZI DEL CONTE L. N. TOLSTOJ
traduzione dal russo di Giuseppe Iannello

Guerra e Pace e Anna Karenina sotto la lente del critico letterario. Una lente davvero speciale se consentì al suo autore di produrre un saggio tale da essere definito «il capolavoro della critica letteraria russa, in grado di sviscerare l'essenza dell'arte letteraria prescindendo dal messaggio dell'autore» (D. Mirskij). I romanzi del conte L. N. Tolstoj è stato qualificato nel tempo in termini "assoluti", per importanza e valore, anche da altri grandi interpreti della scrittura; ciò nonostante la sua fama è stata sempre circoscritta a cerchie ristrette di lettori e di specialisti, sia in patria che oltre i confini della Russia. Scritto da Konstantin Leont'ev nel 1890, poco prima di morire, il saggio rappresenta una sorta di «testamento letterario rivolto alle generazioni successive degli scrittori russi», un libro pertanto ancora oggi attuale e provocante.

Konstantin Leont'ev (1831-1891), saggista, filosofo, scrittore, nuotò sempre controcorrente, "contro" lo spirito imperante del suo secolo; ultraconservatore secondo la fuorviante dicotomia progressista/reazionario, fu definito in seguito un «fenomeno non riconosciuto». Tolstoj lo lesse, lo conobbe e lo stimò. Li unì la capacità di leggere la realtà oltre il contingente, pur da posizioni apparentemente contrapposte.
Leont'ev non fa sconti al "grande" scrittore, non lo venera, e per questo è in grado di coglierne la specificità e la genialità letteraria solo e unicamente attraverso le opere, attraverso un'autentica interpretazione estetica.

formato 15 x 21 - pp. 176, € 14,00

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AA.VV.
BENIAMINO JOPPOLO
E lo Sperimentalismo Siciliano Contemporaneo

a cura di D. Perrone

B.J. e lo sperimentalismo siciliano contemporaneo, Caratteri della drammaturgia di J., Appunti sulla narrativa di J,, J. e il surrealismo, Lo sperimentalismo linguistico nei racconti di J., Una lettura de Le acque, Crisi dell'avanguardismo immaginista e nuova sperimentazione in Luce fredda di Barbaro, Aniante in cantina (da Bragaglia). Il tempo di Pizzuto, Fiore commediante e martire, La ricerca narrativa di Mazzaglia, D'Arrigo o dell'arcaico futuro, Ideologia e linguaggio nell'opera di Consolo.

formato 15,5 x 17 - pp. 280, € 15,50

AA.VV.
LUCIO PICCOLO
La figura e l'opera

a cura di N. Tedesco

Introduzione, Ricordo del poeta, Il ritmo della poesia, Il verso lungo di L.P., Appunti sulla poesia di L. P., Figura e verso in P., Il poeta incantatore, P. e Montale, Veleni in Arcadia, Appunti sul rapporto P. - Yeats, L.P. e l'America, Il favoloso quotidiano, Le carte inedite, Una lettura di Scirocco, La Caccia come vana ricerca, Lettura di Gioco a nascondere, Il deserto lussureggiante di P., L'abbandono esoterico in Plumelia, La seta: il trionfo triste della fisicità, Lettura di La torre.

formato 15 x 21 - pp. 264, € 15,50

Anna Maria Ruta
IL FUTURISMO LETTERARIO IN SICILIA

Scandagliata da più tempo, ma settorialmente, nelle sue varie componenti e dimensioni, l'avventura del Futurismo in Sicilia mancava finora di una complessiva sintesi critica, che non si limitasse a tracciarne rapidamente percorsi e a citarne uomini, date ed eventi, ma che ne ricostruisse dettagliatamente le dinamiche e gli incroci, ne approfondisse i significati, ne svelasse tutte le partecipazioni, anche le più insospettate e nascoste. A questo fine obbedisce il libro della Ruta, che fa emergere la conoscenza dell'adesione al movimento anche da parte dei giovani intellettuali di zone interne della Sicilia, la vivacità creativa e l'importanza in seno al Futurismo di alcune personalità insolane, fedeli amici di Marinetti, come Jannelli, Nicastro, Vasari, Rizzo, Corona, la qualità e la quantità della produzione sperimentale nel campo del paroliberismo, del teatro sintetico, dell'esperienza pittorica, talora anche la partecipazione all'elaborazione teorica del movimento stesso. Oggetto dell'indagine è l'ambito letterario, ma non sfuggono all'attenzione dell'autrice tutti gli altri settori (pittura, fotografia, arti applicate), che al Futurismo si ispirarono e sui cui principi di base si esercitarono, imprimendovi naturalmente l'impronta specifica della cultura isolana, che riuscì a fondersi e a compenetrarsi con le tematiche e le tecniche più avanzate dell'avanguardia nazionale.

Anna Maria Ruta ha accompagnato alla funzione didattica una costante ricerca su alcuni ambiti della Letteratura e poi anche della Storia dell’Arte, soprattutto siciliane. Ha collaborato a quotidiani e riviste e pubblicato vari volumi e saggi anche su cataloghi, ha organizzato diverse mostre (La Ceramica Florio, Gigi Martorelli, Salvatore Gregorietti. Un atelier d’arte nella Sicilia tra’800 e ’900, Fughe e ritorni -Presenze futuriste in Sicilia, Archimede Campini, Aereopittori e Futuristi a Catania e Renato Guttuso - Gli anni della formazione 1925-1940 ), quest’ultima con Enrico Crispolti. I suoi studi sul Futurismo siciliano, dopo la pubblicazione di Il futurismo in Sicilia (Pungitopo, 1991), da ritenersi il più approfondito e organico studio sul Movimento siciliano, sono continuati con cataloghi e relative mostre: Svelamenti - Inediti Siciliani dal Divisionismo al Futurismo, Solitudini sospese - Incanto e musica nella pittura di Giovanni Varvaro, Passo di corsa - Espressioni futuriste in Sicilia, Futurismo in Sicilia, 2005; nello stesso anno è uscita una sua ampia monografia, la prima, sul pittore messinese Giulio D’Anna (Eidos). L’ultima monografia futurista è sull’opera di Pippo Rizzo, Il nomade. Pippo Rizzo nell’arte del Novecento (Eidos, 2008). Si è occupata anche di arte al femminile, studiando alcune artiste in ombra, soprattutto della Sicilia degli anni Venti e Trenta: tra l’altro Le ferite dell’essere. Solitudine e meditazione nella pittura siciliana degli anni Trenta, 2005, Avanguardie femminili in Italia e in Russia 1910-1940, 2007.
Ha collaborato inoltre con schede biografiche ai dizionari Italiane, Siciliane e Enciclopedia della Sicilia di Franco Maria Ricci e per quasi tutte le voci degli artisti futuristi siciliani, al Dizionario del Futurismo di Ezio Godoli, per la Vallecchi di Firenze. Nel 2009 ha curato con Maurizio Scudiero a Roma, per il centenario del Futurismo, la mostra e il relativo catalogo, Sud Nord. La continuità del Futurismo. Molto successo ha avuto un volume memoriale su I caffè storici di Palermo, fatto in collaborazione con Ettore Sessa.

formato 15 x 21 - pp. 310, € 20,50

Anna Maria Ruta
GIOVANNI GERBINO
La figura e l'opera

Coincide con la particolare attenzione al Futurismo, nel centenario del Movimento, e con il quarantennale della morte la riscoperta di Giovanni Gerbino (Ficarra 1895-Catania 1969), che partecipò a pieno titolo, già dagli anni Venti, con un suo personalissimo contributo, all’attività del gruppo milanese, che faceva capo a Fortunato Depero. La sua figura e la sua opera, come risulta da questo volume, non ridisegna la storia del Movimento, ma certamente la arricchisce e la completa.
Cogliendo le istanze proprie del Futurismo e rifondendole con l’iniziale lirismo tardo-crepuscolare, l’ “aeropoeta futurista” Gerbino pubblicherà poesie (Telegrafo e telefono dell’anima, 1926), una commedia (La congiura dei passeri, 1927), un romanzo (Barbara la dattilografa, 1929), che con il movimento marinettiano hanno legami e debiti.
Nella ripubblicazione dell’opera completa emerge, specie nel ricco epistolario che la conclude, il legame letterario ed umano con molti esponenti del Futurismo, compreso F. T. Marinetti, e, ancor meglio, la centralità del rapporto con Depero, al quale Gerbino sarà legato da lunga, fedele e ricambiata amicizia, e col quale firmerà importanti pagine del Numero Unico Campari. 1931, qui riportate a completamento dell’opera dello scrittore ficarrese, a riaffermare la sua sostanziale appartenenza alla poetica modernista dell’avanguardia italiana del primo Novecento.

formato 15 x 21 - pp. 288, € 20,00

Carmelo Spalanca
TEORIE E PRATICHE LINGUISTICHE IN SICILIA

I tre saggi che compongono il volume tracciano un essenziale ed approfondito esame, dal Settecento ai nostri tempi, su una tematica che solo recentemente sta registrando un certo incremento: il problema della lingua in Sicilia, osservato sia globalmente sia nelle diverse epoche storiche, per una definizione del rapporto linguistico tra cultura nazionale e cultura regionale.

formato 15,5 x 17 - pp. 160, € 10,50

AA.VV
TOMMASO AVERSA
E la cultura siciliana del Seicento

a cura di M. Sacco Messineo

Aversa commediografo e la letteratura drammaturgica nel Seicento siciliano, A. lirico, Siciliano e sicilianismo nella produzione lirica cinquecentesca in Sicilia, Siciliano e sicilianismo nella ''riproduzione'' poetica di A., La notti di Palermu, Per un’analisi della traduzione dell'Eneide, Le ottave inedite, Disinganno e paradosso nel Bartolomeo, L'Alipio overo la colomba fra le palme dramma degli opposti, A. e la commedia urbana, A. scenografo, A. e la città di Mistretta.

formato 15,5 x 17 - pp. 240, € 15,50

Nino Pino
PROSE

Tutti i saggi ed i racconti, anche inediti, dell'Autore, che è stato tradotto anche in lingue straniere. Nino Pino, poeta, letterato, politico e scienziato, raggiunge qui la sua alta levatura intellettuale, testimoniata dai suoi rapporti con i massimi esponenti della cultura e della politica dei suoi tempi (Einstein, Berlinguer, Cohen, Quasimodo, Longo, Palazzi, Pugliatti, Joppolo, Donini, Terracini, ecc...).

formato 17 x 24 - pp. 368, € 21,00

Alessandro Manganaro
QUADERNO DI GRECIA

Quelle che pubblichiamo - a cura di Carmelo Geraci, con illustrazioni di Francesco De Francesco - sono "prove di traduzione" della poesia neogreca che Alessandro Manganaro ha tradotto con inconfondibili accenti di raffinata grazia espressiva, raggiumgendo esiti di sorprendente equilirica freschezza.


formato 12 x 17 - pp. 64, € 5,00
(esaurito)

Sergio Palumbo
L'ALTRA FACCIA DELL'ISOLA
Incontri con Leonardo Sciascia

Questo libro, che ha per tema conduttore la figura e l’opera sciasciana, raccoglie interviste, saggi, recensioni, cronache letterarie, testi radiofonici, lettere aperte. Si tratta di scritti in qualche modo organici, che coprono un arco temporale quasi decennale. L’esemplare personalità di Sciascia va additata a modello come il simbolo di una Sicilia operosa, onesta, pulita, non fatalisticamente passiva dinanzi al fenomeno mafioso. Ecco perché lo scrittore ha rappresentato e rappresenta in modo emblematico l’altra faccia dell’Isola.

formato 12 x 17 - pp. 56, € 5,00

AA.VV.
QUADERNI QUASIMODIANI
a cura del Centro Nazionale di Studi Quasimodiani

I Notturni di Q., Q. negli anni di Corrente, Il quaderno dei Notturni del re silenzioso, S.Q. - E. Misefari, Un manoscritto inedito di S.Q.



formato 15,5 x 17 - pp. 120, € 8,00

Natale Tedesco
L'OCCHIO E LA MEMORIA
interventi sulla letteratura contemporanea

L'occhio lungo quanto la memoria - La scrittura ritrovata - I siciliani: da un secolo protagonisti - Il linguaggio di Giufà oltre le convenzioni - De Roberto: per il cinquantenario - Dare a avere: privato a pubblico. Contemporaneità dei miti a miticità del presente nell'opera di Quasimodo - Gina Lagorio, o della partecipazione assente - L'esemplarità critica a inventiva di Giuseppe Antonio Borgese - La lupa: la contestualità della novella a delle « scene drammatiche » - Pasoliní, nel decennale - Alfonso Gatto: un veggente nelle grotte del Sud - Un sorvegliato spazio di moralità a di ironia. Appunti per Sciascia, siciliano ed europeo - Per Brancati: conclusioni provvisorie - La nuova coscienza di Pirandello - Joppolo a to sperimentalismo - Rosso di San Secondo net centenario delta nascita - Nel trentennale del Gattopardo - Angelo Fiore, il dubbio a 1'azzardo - Luigi Malerba, una coscienza del nostro tempo - I segni di D'Annunzio.

formato 15,5 x 17 - pp. 240, € 15,50

Giuseppe Raneri
I FIGLI DEL TERREMOTO

Prefazione di Giuseppe Miligi

Il quadro fedele di quella generazione che, nella Messina del dopo terremoto del 1908, espresse Quasimodo, Pugliatti e La Pira, ai quali l’Autore fu accanto nei banchi di scuola. E con loro si trovò al centro di una leva studentesca eccezionalmente vitale ad inventarsi, negli anni più bui, una dimensione culturale e civile. Una diretta testimonianza, arricchita da sessanta pagine di appendice di documenti rari ed inediti.

formato 12 x 17 – pp. 152, € 8,00

AA.VV.
NELLE REGIONI DELL'INTELLIGENZA
omaggio a Leonardo Sciascia
a cura di L. Fava Guzzetta

Ironico cavaliere: profilo di S., Per un commento all'ultimo capitolo di Le parrocchie di Regalpetra, La giustizia come religione, Dopo S., Nota per S. poeta, "Avevo la Spagna nel Cuore", S. e la negazione freudiana, S. e il cinema, S. e Bufalino, S. e il problema dell'ironia, L.S. lettore di Lucio Piccolo, S. e un prete, Il mondo inquieto di L.S. e il "giallo" come metafora catturante del romanzo moderno, L'influsso spagnolo e la classicità di S., Il candore e la pietà di un polemista.

formato 15,5 x 17 - pp. 176, € 13,00

AA.VV.
BARTOLO CATTAFI
a cura di G. Trapani

ll "cerchio chiuso" e il "battito ribelle" - Vertigini vernacolari di poeta cosmopolita - Dal groviglio al contesto e dal contesto al groviglio - Cattafi e le forme simboliche della poesia del Novecento - Risonanze simboliche tra la lirica di Bartolo Cattafi e i Poeti Leotta, Reale e De Signoribus - Bartolo Cattafi, oltre la "quarta generazione": il terzo tempo della poesia cattafiana - S'alzò in volo a cantò "invece" - Per una onorevole continaità - Cattafi il protagonista appartato - Cade l'orizzonte sull’uomo indifeso - Sconfinamento e ribellione alla finitudine del vivere - La cecità di fronte all'infìnito - Poesie inedite di Bartolo Cattafi - Viaggio?periplo di Bartalo Cattafi

formato 15,5 x 17 - pp. 132, € 9,00

AA.VV.
GIUSEPPE LA FARINA
a cura di Placido Crupi

La Farina si presenta calato in un impegno civile e politico totale, sorretto da costante, sia pure travagliata e tumultuosa, tensione morale e patriottica, in ruoli vari e in vari teatri di azione: dalla sfera della città e della regione, al territorio del componendo stato unitario italiano, libero e indipendente, e oltre i suoi confini: politico, uomo di governo, patriota, esule. Tutt'altro che trascurabili gli altri ruoli: scrittore, critico, erudito, pubblicista; storiografo, soprattutto. [...] La Farina è rimasto come avvolto in una forma di, più che fama, risonanza popolare, ferma al solo nome, come di un personaggio vagamente leggendario; ma di una leggenda senza una definita trama e senza contorni nitidi. [...] Forse anche nel nome di un aggiornato giudizio e di recuperata giustizia [...] uno dei relatori, accettando il nostro invito, scrive: « Finalmente è giunto il momento di rendere giustizia a Giuseppe La Farina ».

formato 15,5 x 17 - pp. 220, € 15,50

Adriana Trozzi
FAIRY-TALE CRITICISM WITHIN FICTION
THE FEMINIST ELEMENTS


Saggio critico sul simbolismo nella narrativa canadese contemporanea
(nella versione inglese originale)




formato 15,5 x 17 - pp. 112, € 8,00


La figura e l'opera

Giovanni Joppolo
BENIAMINO JOPPOLO

Beniamino Joppolo (Patti 1906-Parigi 1963) pubblica nel 1929 una raccolta di versi (I canti dei sensi e dell'idea). Dal '29 al '35 vive a Messina, a Verona (dove scrive il primo romanzo, Il nido dei pazzi) , e a Milano dove incontra scrittori e pittori. Per antifascismo è arrestato due volte, ed è poi confinato per quasi due anni. Nel '37 pubblica un volume di racconti, C'é sempre un piffero ossesso, e dal '39 al '43 scrive e pubblica lavori teatrali e articoli in varie riviste dissidenti (soprattutto Corrente). Un atto unico, L'ultima stazione, è rappresentato da Paolo Grassi alla Triennale di Milano nel '41. Fino alla liberazione vive nascosto tra il bergamasco e Milano. Dal '45 al '54 pubblica tre romanzi, Tutto a vuoto, La giostra di Michele Civa e Un cane ucciso. Con Audiberti teorizza il nuovo movimento filosofico dell'Abumanesimo (L'arte da Poussin all'Abumanesimo e L'Abumanesimo). Nel '47 comincia a dipingere: espone alla Galleria del Naviglio di Milano e alla Biennale di Venezia. Con Lucio Fontana fonda il Movimento Spaziale. Dal '54 continua la sua attività di drammaturgo, scrittore e pittore a Parigi. Un suo lavoro teatrale del '45, I carabinieri, è rappresentato in diversi paesi (Austria, Francia, Germania, Olanda) e in Italia al Festival (dei due Mondi di Spoleto (regia di Roberto Rossellini); tra il '62 e il '63 Jean-Luc Godard ne realizza una versione cinematografica. Nel 1968 esce postumo La doppia storia, prima parte di un lungo romanzo autobiografico.

formato 12 x 17 - pp. 144, € 9,00

Natale Tedesco
LUCIO PICCOLO


Lucio Piccolo (Palermo 1901 - Capo d'Orlando 1969), studioso di filosofia, di scienze umanistiche, astronomiche ed esoteriche, musicologo e compositore, conoscitore di molte lingue e letterature straniere, fu soprattutto poeta. Presentato da Montale al convegno di S. Pellegrino nel 1954, la sua poesia fu da questi definita come «quella di un moderno compositore politonale». In realtà, l'interrogazione esistenziale del poeta novecentesco accredita una dimensione simbolica alla dimora fisica e morale della civiltà barocca siciliana. Una lussuria di forme e di voci non nasconde però il senso trepido che egli ebbe del patimento del vivere. Opere principali: Canti barocchi e altre liriche, 1956; Gioco a nascondere, 1967; Plumelia, 1967; La seta, 1984.

formato 12 x 17 - pp. 88, € 6,00 (Attualmente non disponibile)

Antonio Di Grado
LEONARDO SCIASCIA


Leonardo Sciascia (Racalmuto 1921 - Palermo 1989), dopo Le parrocchie di Regalpetra e Gli zii di Sicilia ha rapidamente e autorevolmente assunto, nella nostra repubblica delle lettere ma bene al di là dei suoi angusti limiti, il ruolo pubblico di opinion maker o meglio di dissacratore di miti e diffusore di dubbi, grazie ad opere fortunate e discusse come Il giorno della civetta e Il consiglio d'Egitto, Il contesto e Todo modo, La scomparsa di Maiorana, L’affaire Moro, irripetibili esempi di scrittura dilemmatica, galleria di casi limite e labirintici affaires decodificabili solo in “letteratura”, tormentate prove d’una “corda civile" inappagata e votata a una feroce e coinvolgente inquisizione del reale.

formato 12 x 17 - pp. 184, € 8,50
Fernando Gioviale
LUIGI PIRANDELLO


Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936), rappresenta con Verga l'espressione più alta della letteratura italiana otto-novecentesca. Saggista, poeta, novelliere, romanziere. drammaturgo, ha inventato un suo modo personale soprattutto nei generi narrativo e drammatico, e il suo teatro è oggi uno dei punti di riferimento essenziali per la scena di tutto il mondo. Opere come Così è (se vi pare), Sei personaggi in cerca d’autore, Enrico IV, Il fu Mattia Pascal, I vecchi e i giovani, basterebbero a farne uno dei protagonisti della cultura del nostro tempo. La sua scrittura, radicata in un fondo siciliano antico ed eterno, e insieme autenticamente "europea", nasce da una tensione etica e antropologica che, pienamente risolta in stile, la fa testimonianza irripetibile delle nevrosi e del disperato bisogno d'assoluto dell'uomo moderno.

formato 12 x 17 - pp. 180, € 8,50

Nunzio Zago
GESUALDO BUFALINO


Gesualdo Bufalino (Comiso 1920 - 1996), scrittore segreto fino ai sessant'anni, si è clamorosamente imposto col romanzo Diceria dell'untore, premio «Campiello» 1981. Da allora la sua produzione è stata varia e costante, dalla narrativa, (Museo d'ombre, 1982; Argo il cieco. l984; L'uomo invaso, 1986) alla poesia (L'amaro miele), alla saggistica (Dizionario dei personaggi di romanzo, 1982; Cere perse), alle numerose e pregevoli traduzioni. Al suo ultimo libro, Le menzogne della notte è stato assegnato il premio «Strega» 1988. Ne viene il ritratto d'un intellettuale colto e raffinato che è poi, soprattutto, un interprete ardito e trepido dell'ineffabile musica del vivere.

formato 12 x 17 - pp. 108, € 6,00

 

F. Di Leganti - A. Guidotti - N. Tedesco
PIER MARIA ROSSO Dl SAN SECONDO


Pier Maria Rosso di San Secondo (Caltanissetta 1887 - Lido di Camaiore 1956), novelliere, romanziere e drammaturgo, è una delle voci più interessanti della letteratura novecentesca. Scrittore inquieto ed "irregolare" appartiene a quella schiera di sperimentatori mobili che sfuggono a definizioni critiche conclusive. Con opere quali La fuga, La mia esistenza d'acquario, Marionette che passione!, La scala, Amara, Lo spirito della morte, lo scrittore nisseno ha evidenziato l'angoscia del vivere e i labirinti di sofferenza in cui si dibatte l'uomo moderno. La sua scrittura, ricca di luci ed ombre, è incline alla deformazione sarcastica e alla dismisura tragica propria dell'espressionismo.

formato 12 x 17 - pp. 168, € 8,00
Nunzio Zago
GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA


Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Palermo 1896 - Roma 1957), fu un intellettuale umbratile che nella lettura di «tutti i libri» cercò un risarcimento al proprio disincanto storico. Il suo romanzo postumo, Il Gattopardo, diede vita ad un memorabile caso letterario: la decadenza di una famiglia aristocratica, sullo sfondo del Risorgimento siciliano, vi assurge ad emblema della fine di un mondo cui subentra il letargo odierno del senso e dei valori. Di lui restano anche i Racconti e numerose pagine critiche.

formato 12 x 17 - pp. 108, € 6,00

Antonio Di Grado
ANGELO FIORE


Angelo Fiore (Palermo 1908-1986), pubblicò tra il 1969 e l'81 racconti e romanzi come Il supplente, Il lavoratore, L 'incarico e L'erede del Beato, con i quali attraversava l'inferno burocratico e lo squallore della quotidianità facendoli palpitare, mediante una scrittura aspra e furente, di deliranti vaniloqui, di ''voci'' provenienti dall'inconscio o da un'ambigua divinità. Troppo ardua, perché il pubblico e la critica se ne mostrassero degni, la scomparsa di questo grande narratore nelle cui pagine convergono le oltranze della Gnosi e quelle dell’espressionismo. E altrettanto radicale è la via crucis dell'autore e dei personaggi, insidiata dai demoni dell’alienazione ma illuminata dai bagliori della grazia: una Passione laica e novecentesca ancora in attesa che le si innalzino, ad opera di lettori finalmente maturi, gli altari del consenso e del ''caso letterario".

formato 12 x 17 - pp. 160, € 8,00

Flora Di Legami
VINCENZO CONSOLO

Vincenzo Consolo (Sant'Agata di Militello, 1933) è uno scrittore che ha saputo dilatare l'orizzonte del realismo narrativo sui piani del simbolismo fantastico e della densità metaforica. Si è imposto all'attenzione del pubblico col romanzo Il sorriso dell'ignoto marinaio del 1976, ma già nel lavoro precedente La ferita dell'aprile (1963) erano presenti nuclei tematici e stilistici della prosa consoliana. Le scadenze ravvicinate degli ultimi lavori Lunaria (1985), Retablo (1987), Le pietre di Pantalica (1988), segnalano un'attività più intensa e più varia, muovendosi l'autore fra teatro, narrativa, interventi sui giornali e varia saggistica. Con una scrittura che alterna umori civili e perplessità mediative, limpidità classica e virtuosismi, le sue opere testimoniano l'itinerario di un intellettuale passato attraverso scacchi e novecentesche sfiducie nella ragione, che tuttavia non rinuncia all'impegno e, insieme, al “piacere” del narrare.

formato 12 x 17 - pp. 136, € 6,50