Saggistica-Letteratura1 - Pungitopo

Pungitopo
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SAGGISTICA LETTERARIA
Domenica Perrone
IL «CAMMINARE LUNGO» DI ELIO VITTORINI

Questa monografia ripercorre alcune tappe esemplari dell'itinerario vittoriniano, dal Garofano rosso all'ultimo progetto di romanzo noto come Manoscritto di Populonia. Al centro di essa si collocano gli affondi ermeneutici dedicati a Conversazione in Sicilia e un focus su quello che è stato uno dei nodi fondanti delle tensioni libertarie e dell'engagement vittoriniani ovvero la guerra civile spagnola.

Domenica Perrone insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Palermo. Studiosa di Brancati, Vittorini, Sciascia cui ha dedicato saggi e volumi monografici, da anni orienta la sua ricerca verso la realizzazione, anche digitale, di Topografie letterarie esemplari dei luoghi reali, in cui si muovono gli scrittori e maturano le loro opere, sia dello spazio dell'invenzione, cioè, dei luoghi immaginari che si alimentano dell'esperienza reale. Tra i suoi lavori in volume si segnalano Vitaliano Brancati. Le avventure morali e i piaceri della scrittura (1997-2003); La memoria dilatata. Scritture del contemporaneo, (2006); Un decennio di narrativa italiana (2000-2010) (2012); In un mare d'inchiostro. La Sicilia letteraria dal moderno al contemporaneo, (2012).

formato 15 x 21 - pp. 96, € 9,00
Dario Barbera
LA SICILIA DI DE ROBERTO
Lettere inedite a Corrado Ricci
        
Un carteggio andrebbe letto e mai riassunto. Facendone il compendio se ne perde l'essenza, come capita a una discussione quando si è costretti a condensarla, sotto il pungolo di un «ma che vi siete detti?». Ingrato quindi è il compito di questa "nota di servizio". Ma per fortuna breve. Proseguendo allora solo per poco in questa similitudine tra dialogo e carteggio, si potrebbe dire che le lettere pubblicate qui per la prima volta siano un "soliloquio", perché delle due voci originarie solo una è giunta sino a noi. La voce che si è salvata è quella inconfondibile di Federico De Roberto (per la fortuna dei lettori). La voce che si è smarrita è invece quella di Corrado Ricci, storico dell'arte, dantista, ma soprattutto uno dei grandi protagonisti della politica culturale dell'Italia giolittiana.
Come ogni carteggio che si rispetti, il dialogo cartaceo tra De Roberto e Ricci inizia a seguito di un allontanamento (nel 1903) e si interrompe bruscamente, inghiottito dal vortice della vita (nel 1912). Un soliloquio breve e interrotto quindi, ma che riesce comunque a consegnarci un De Roberto inedito in tutti i sensi: un insospettato amateur d'art che gira alla scoperta della roba «artistica e pittoresca» della sua terra, con la sua macchina fotografica e il suo taccuino di serissimo reporter. Sullo sfondo, la vita culturale della Catania defeliciana e della Sicilia tra i due fasci, un'isola sospesa tra i fermenti della nuova Italia e l'eterna sensazione di essere al di là della civiltà nazionale ed europea.
Della vita di Federico De Roberto (Napoli, 1861 - Catania, 1927) molto sappiamo dalle sue carte private e molto è stato detto fino a oggi. Dalle prime memorie di Brancati alla più recente biografia di Antonio Di Grado, l'esistenza di questo autore è stata squadernata come una delle sue opere. Destino d'altronde che ben si attaglia a questo scrittore "documentarista", che Documenti umani aveva intitolato uno dei suoi libri d'esordio. Per questa vita, segnata dai fallimenti letterari e dalla nevrosi, è stato usato l'aggettivo difficile. Un aggettivo che, dopo Sciascia, è difficile tenere separato dalla storia letteraria e civile siciliana. In questa "vita difficile", instabile come l'Etna che la veglia, le lettere qui pubblicate aprono una finestra su ciò che Savinio avrebbe definito il "carattere stendhaliano" di De Roberto: il suo dilettarsi di amateur d'art. Una finestra piccola e caratteristica, come quelle che lo scrittore andava scoprendo firmando queste missive in giro per la sua Sicilia.
                
Dario Barbera (Taormina, 1984), storico dell'arte antica per professione e amateur de littérature per diletto. Ha pubblicato una decina di saggi di storia, archeologia e arte su riviste specializzate. Collabora attualmente come redattore per diverse case editrici. Vive con la sua compagna e quattro animali dal nome di ninfa dove sorge la luna lombarda di Maria Luisa Spaziani.
          
formato 15 x 21 - pp. 128, € 12,00
Vanni Ronsisvalle
IL PARADISO DEGLI SCRITTORI

Che ne sapevano nel 1620 i naviganti del Maiflower, Fiore di Maggio, i Padri Pellegrini sbarcando sotto la Roccia di Plymouth, Massachusetts, di cosa sarebbe accaduto in seguito a quella scelta audace, come inventare l'America e altri dettagli? Che ne sapevano nel 1967 gli abitanti di Zafferana Etnea e il suo sindaco Alfio Coco entusiasmandosi all'idea di fondare il BZ (Brancati Zafferana) di cosa sarebbe diventata Zafferana con dettagli inimmaginabili? A parte il Fiore di Maggio britannico (mayflower) erano i tempi del Maggio francese, effetto di un contagio dal Campus americano di Berkeley; ossia quel fenomeno socioculturale incandescente detto Contestazione. Si sarebbe diffuso caratterizzando storicamente quegli anni.
Agiscono in questo libro personaggi eccellenti, figure di intellettuali, di poeti e scrittori con al centro un'altra figura eccellente, quella di un Sindaco dalle caratteristiche particolari e rare, il Sindaco di una cittadina alle falde del Vulcano celeberrimo per la sua bellezza e i suoi disastri. Inventare il BZ, mentre nel resto del mondo si gridava abbasso la cultura con la C maiuscola ed i suoi rituali minchioni.

Vanni Ronsisvalle è autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali. Le notti giganti, Rizzoli; Il battello per le Eolie, Sciascia; Tour Montpanasse, Editori Riuniti (premio Bancarella); La Grande Mummia, Rusconi; Attuale estensione di Messina, Sciascia; Gli Astronomi, Sellerio; Venerina, Camunia; Il meridiano della solitudine, Novecento (premio Regium Juli per la saggistica); Un amore di Gide, Aragno; La mappa del poeta, Cesati; Storia della nave Artiglio, Giunti; Isola vista in sogno da un disegnatore di verdi labirinti nei giardini del re, Pungitopo; Porto Brandao, Rai-Eri; La luna, mamma Rai e il sorriso della Gioconda, Pungitopo. Dopo il Premio Napoli per la 'piece' Tenerezza ed Hemingay, i testi teatrali di Caffè Mozart, (premio Goldoni) ed altri atti unici: I fotografi (premio Vallecorsi) Maestro; il saggio Hallò! La comunicazione nella storia dell'arte, Amilcare Pizzi; per l'Enciclopedia Treccani le monografie scritte e filmate su Ghiberti, Piero della Francesca, Paolo Uccello. Documentarista, inviato speciale, ideatore di rubriche di attualità culturali radiotelevisive per la Rai (autore di 'ritratti' televisivi di personaggi-testimoni del tempo; dall'ultima imperatrice d'Asburgo a Andy Warhol e Saul Bellow, da Pound ad Anna Frank raccontata dal padre, ad Helene Weigel moglie di Brecht. Ha scritto articoli e racconti per Il Mondo di Pannunzio, I1 Ponte, Prospetti, Galleria, Quartiere, Il Punto, Il Caffè, Il Giorno, La Stampa, il Corriere della Sera, il Messaggero, l'Unità. Ha fondato con Pound, Pasolini, Moravia e Sciascia il Premio Brancati. Dal 2007 ha insegnato alla Scuola di Giornalismo del Campus Universitario di Salerno. Ha dettato le motivazioni culturali per gli statuti della Fondazione Giuseppe Mazzullo a Taormina e della Fondazione intitolata alla famiglia del poeta Lucio Piccolo a Capo d'Orlando. È nato a Messina, vive a Roma, a Taormina o a Zafferana Etnea.

formato 15 x 21 - pp. 128, € 15,00
Domenica Perrone - Donatella La Monaca
NELL'OFFICINA DEL «GATTOPARDO»
Studi sull'opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Questo volume è l'esito di studi complementari maturati all'interno di una linea interpretativa condivisa, di un itinerario critico a più voci che ha posto le basi per accedere all'officina del `Gattopardo', ovvero al composito laboratorio del romanzo e del suo autore. Esso offre una sintesi rielaborata del lavoro di gruppo fin qui compiuto come testimonianza di una lunga fedeltà all'opera dello scrittore e, nello stesso tempo, rende omaggio a un magistero critico le cui sollecitazioni sempre vive si prestano a nuovi fecondi sviluppi ermeneutici.
Nella tradizione, dunque, di una scuola, il volume, in occasione dei sessant'anni dalla pubblicazione del romanzo, vuole costituire una tappa riassuntiva, una premessa, un 'ponte' per futuri approfondimenti e auspicare l'apertura di nuovi campi di indagine anche filologica.

Domenica Perrone insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Palermo. Studiosa di Brancati, Vittorini, Sciascia cui ha dedicato saggi e volumi monografici, da anni orienta la sua ricerca verso la realizzazione, anche digitale, di Topografie letterarie esemplari dei luoghi reali, in cui sì muovono gli scrittori e maturano le loro opere, sia dello spazio dell'invenzione, cioè, dei luoghi immaginari che si alimentano dell'esperienza reale. Tra i suoi lavori in volume si segnalano Vitaliano Brancati. Le avventure morali e i piaceri della scrittura (1997 — 2003); La memoria dilatata. Scritture del contemporaneo, (2006); Un decennio di narrativa italiana (2000-2010) (2012); In un mare d'inchiostro. La Sicilia letteraria dal moderno al contemporaneo, (2012).
Donatella La Monaca insegna Letteratura italiana contemporanea all' Università di Palermo. Studiosa di autori dell'Ottocento e del Novecento, si è occupata della scrittura autobiografica nel secolo scorso, in particolare, dei rapporti tra 'privato' (diari, saggi, memorie di viaggio) e invenzione (racconti, romanzi). Tra i lavori in volume più recenti si segnalano Canto a tre voci. Elsa Morante, Anna Maria Ortese, Lalla Romano (2012); Un decennio di narrativa italiana (2000-2010) (2012); Elsa Morante. "La risposta celeste della scrittura "(2018); Orio Vergani. La "notizia fresca" e la "sensazione vissuta "(2018).

formato 15 x 21 - pp. 200, € 18,00
Serena Todesco
TRACCE A MARGINE
Scritture a firma femminile nella narrativa storica siciliana  contemporanea
             
Cosa significa interrogarsi sulla condizione delle donne attraverso la  scrittura? Si può davvero parlare di ‘differenza di genere’ per le narrazioni a  firma femminile in Sicilia? Qual è il peso dell’orizzonte discorsivo radicatosi  con la creazione (anche letteraria) di una regione ‘colonizzata’ dal Nord dopo  l’unificazione? E poi, quale contributo offrono oggi queste scritture alla  nostra percezione del genere storico?
Le storie e microstorie qui esaminate escono dal territorio sicuro della  tradizione, spostandone il baricentro, intridono la lingua di miti, dialetti e  interferenze documentarie, dialogano con i fantasmi letterari dei padri,  evocano umanità non convenzionali, ritrovano voci femminili e maschili perdute.  Ma soprattutto rompono, consapevolmente o meno, l’ossatura culturale e  ideologica di un certo immaginario potente, paradigmatico, consolatorio.

Serena Todesco (Messina, 1980) affianca il lavoro di  traduttrice all’attività di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha  pubblicato saggi su Emma Donoghue, Maria Attanasio e Maria Rosa Cutrufelli, e  ha partecipato a convegni internazionali in Irlanda, Francia e Ungheria.
Come traduttrice, ha preso parte a numerosi progetti editoriali e festival  internazionali. Oltre a diverse collaborazioni con voci poetiche italiane  (Roberta Bertozzi, Rosaria Lo Russo, Sara Ventroni, Laura Accerboni), ha  tradotto poeti contemporanei di lingua inglese, croata e macedone (Kapka  Kassabova, Arundhati Subramaniam, Alvin Pang, Silvestar Vrljié, Irena Delonga,  Ana Brnardié), e pubblicato su varie riviste cartacee e online, tra cui  "Semicerchio", "Tratti", "The Shop", "El  Ghibli" e "La Libellula". Vive a Zagabria, dove si occupa di  ricerca, traduzione e didattica dell’italiano.
          
formato 15 x 21 - pp. 724, €  38,00
Elvira M. Ghirlanda
GIORGIO CAPRONI
Poeta del mito

È del 1956 la pubblicazione del Passaggio di Enea di Giorgio Caproni. Una data che già inscrive la raccolta negli anni degli stravolgimenti storici verificatisi tra il '40 e il '50, così come il titolo e l'icona di Enea pongono all'ordine del giorno il problema del mito nella modernità. Ed è proprio la singolare posizione assunta da Caproni e dai suoi personaggi mitici (Alcina, Proserpina, Enea, Euridice) a permettere d'indagare in modo più penetrante la ricerca di una nuova parola poetica capace di raccontare la Storia, in bilico tra le forme della tradizione e l'anomia contemporanea.

Elvira Margherita Ghirlanda (1983) è dottore di ricerca in Filologia antica e moderna presso l'Università degli Studi di Messina. Si è interessata soprattutto alla letteratura italiana otto-novecentesca con particolare attenzione al romanzo scapigliato e al problema del mito nel Novecento. Tra le sue collaborazioni si ricordano le riviste "Poetiche" e "La Rassegna della Letteratura Italiana".

formato 15 x 21 - pp. 176, € 15,00
Aldo Gerbino
CAMMEI

« Aldo Gerbino è uno scrittore, un poeta di orizzonti generosi e  frastagliati. Probabilmente gli deriva dall’essere insieme un  medico/scienziato. Queste pagine ne sono un compulsivo documento. Pagine  disinteressate e felici, con tracce abbaglianti o atone (volutamente) di  nostalgie personali ed altri impressionismi. Niente che non si collochi senza  inquietudini dentro un diorama di figure bloccate con sincerità nella loro aura  identitaria. Insomma scrittore che racconta d’altri scrittori, operai di libri,  gente affine ». (Vanni Ronsisvalle)

Aldo Gerbino (Milano 1947), morfologo, ordinario di  Istologia ed Embriologia nella Università di Palermo, critico, poeta e  saggista, è redattore di “Gradiva” e dirige l’almanacco interculturale “Plumelia”.

             
formato 15 x 21 - pp. 100, € 9,00
Anna Panzera
LA LETTERATURA VOLGARE IN CALABRIA
                 
Il lamento di Joanne Maurello

Il saggio si focalizza sulle remote origini, a tutt’oggi poco studiate e  conosciute, della letteratura vernacolare calabrese, la quale affonda le  proprie radici nel XV secolo. Infatti, accanto alla produzione di stampo  greco-latino, propria di un’epoca caratterizzata dal recupero degli studia  humanitatis, la letteratura regionale si protese verso una sperimentazione  senza precedenti che si tradusse nell’impiego della parlata volgare, sino a  quel momento confinata al contesto della comunicazione quotidiana e alla  fruizione nell’ambito del tecnicismo pragmatico-burocratico. Dopo aver indagato  il travagliato percorso di attecchimento della lingua volgare nella tradizione  letteraria, la seconda parte del volume è interamente dedicata all’analisi del Lamento  funebre in onore di don Enrico d’Aragona di Joanne Maurello, datato 1478;  in particolare, la disamina dettagliata del primo capitolo della canzone  permette di avere una percezione concreta della complessità e della varietà  insite nella lingua impiegata dal rimatore, vero padre fondatore della  letteratura in volgare calabrese.

Anna Panzera  (Melito  di Porto Salvo,1989) dopo la laurea in Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale  e Moderna presso l’Università di Messina, ha intrapreso la carriera di  insegnante. Vive tra Bova Marina e Milano.

formato 15 x 21 - pp. 152, € 17,00
             
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Alba Castello
TRA TESTO E OFFICINA                
Il gioco a nascondere di Lucio Piccolo
         
Il saggio pone al centro dell’indagine Gioco a nascondere, seconda  raccolta poetica di Lucio Piccolo, pubblicata nel 1960,. L’opera, che  costituisce un momento importante nella produzione piccoliana, coniuga la  lezione di illustri modelli con una pronuncia originale e armonica. La Castello  mostra come, a partire da raffinate trame metaforiche, il poeta si interroga  sull’esistenza, sul mistero dell’oltre-vita, sugli arcani di una natura  favolosa e ancestrale.
All’analisi puntuale della raccolta e, in particolare, di alcuni componimenti  che sono al centro dell’invenzione si affianca, attraverso lo studio di alcune  carte inedite, la messa a fuoco di parti dell’officina di Piccolo. In tale  prospettiva il lavoro qui condotto rappresenta un acquisto significativo per la  conoscenza dell’universo poetico piccoliano.
            
Alba Castello (Palermo, 1988) si è laureata in Filologia  Moderna e Italianistica. Nel 2007 ha vinto il 1° premio al Concorso Nazionale  di poesia "Quale madre?", di Recanati. I suoi interessi si  concentrano soprattutto sui poeti italiani del Novecento e ha dedicato un  lavoro ai luoghi della poesia di Giorgio Caproni.
              
formato 15 x 21 - pp. 168, € 17,00          
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Leonardo Gatta
IL PERSONAGGIO IN CORSA            
Pasolini e la poesia prima
            
Il saggio di Leonardo Gatta ha il pregio di soffermarsi su alcune basilari questioni della poesia di Pier Paolo Pasolini. L’autore ripercorre le tappe di un itinerario poetico e ideologico che dalle poesie dialettali di Casarsa, ancora invischiate di una logica mitica e profondamente estetizzata [...], conduce sino al grande capolavoro di Le ceneri di Gramsci, dove esperienza biografica, corporeità e visione politica incontrano il terreno della Storia nella forma di una poesia nuovamente e fortemente civile.
              
Leonardo Gatta (Forlì,1991), laureato in Lettere Moderne, attualmente frequenta i corsi di Italianistica, Culture Letterarie Europee e Scienze Linguistiche presso l’ateneo di Bologna. Si occupa in particolare dei rapporti tra Letteratura, Fotografia e Cinema, oltre che di Teoria della Letteratura. Collabora con il web magazine “Wanderer” e con la rivista “Excursus.org”. E scrive racconti, ancora inediti.
              
formato 12 x 17 - pp. 72, € 8,00
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Mario Minarda
LA LENTE BIFOCALE
            
Tra andamenti lirici, snodi metaforici e dissoluzioni della narrazione verso  forme che incontrano i palinsesti del mito antico o le partiture della tragedia  classica, Mario Minarda indaga i testi dello scrittore siciliano, suggerendo  originali percorsi interpretativi in dialogo con i fermenti dell’attualità  sociale e con l’essenza stessa della letteratura nel complesso mondo editoriale  contemporaneo.
          
Mario Minarda (1985) è dottorando di ricerca in Italianistica presso il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo. Si occupa di aspetti e questioni riguardanti la letteratura italiana moderna tra Otto e Novecento, con particolare riferimento alla figura e all’opera di Luigi Pirandello. Scrive su varie testate on line come “Giudizio universale”, “Liberazione.it”, “La letteratura e noi”.
              
formato 15 x 21 - pp. 128, € 14,00            
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Vincenzo Bonicelli della Vite
SANCIO, IO E L'ISOLA DI NESSUNO
        
Un volo avventuroso nello spazio letterario, un rischio calcolato nel tempo  della ‘Parola’. Il protagonista seduto su Clavilegno, adesso contemporaneo jet  personale, pensa in grande come Don Chisciotte e vola basso come Sancio Panza. Nessuno pilota; Dante, Dedalus e Don Chisciotte le torri di controllo. Il  desiderio è una vacanza nell’isola di Nessuno (forse è quella promessa al buon  Sancio). Ma il Terminal, all’arrivo, è chiuso.
            
1° premio ex  aequo al Premio Contemporanea d’Autore 2013 - Alexandria Scriptori Festival         

Vincenzo Bonicelli della Vite (Bergamo 1950), vive a  Bologna. Si diploma all’Hig School dell’Oklahoma e al liceo scientifico  bolognese Fermi. Laureatosi in Sociologia e dopo un periodo di insegnamento  della lingua italiana all’estero (Lousiana), torna in Italia dove opera come  export manager, professione per la quale si trova a viaggiare spesso e i diversi continenti. Attualmente collaboratore delle riviste “451” (edizione  italiana della “New York Review of Books”) e “Lucidamente”. Tra le precedenti  pubblicazioni: i racconti Il giovane  Perbene, La forma persa nella  bottiglia e Notturno americano, Verità nascoste e il romanzo Crisalide.

formato 15 x 21 - pp. 192, € 15,00
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Konstantin Leont’ev
I ROMANZI DEL CONTE L. N. TOLSTOJ
traduzione dal russo di Giuseppe Iannello
          
Guerra e Pace e Anna Karenina sotto la lente del critico  letterario. Una lente davvero speciale se consentì al suo autore di produrre un  saggio tale da essere definito «il capolavoro della critica letteraria russa,  in grado di sviscerare l’essenza dell’arte letteraria prescindendo dal  messaggio dell’autore» (D. Mirskij). I romanzi del conte L. N. Tolstoj è stato qualificato nel tempo in termini "assoluti", per importanza e  valore, anche da altri grandi interpreti della scrittura; ciò nonostante la sua  fama è stata sempre circoscritta a cerchie ristrette di lettori e di  specialisti, sia in patria che oltre i confini della Russia. Scritto da  Konstantin Leont’ev nel 1890, poco prima di morire, il saggio rappresenta una sorta  di «testamento letterario rivolto alle generazioni successive degli scrittori  russi», un libro pertanto ancora oggi attuale e provocante.
              
Konstantin Leont’ev (1831-1891), saggista, filosofo,  scrittore, fu definito un «fenomeno non riconosciuto». Tolstoj lo lesse, lo  conobbe e lo stimò. Li unì la capacità di leggere la realtà oltre il  contingente, pur da posizioni apparentemente contrapposte. Leont’ev non fa  sconti al "grande" scrittore, e per questo è in grado di coglierne la specificità e la genialità letteraria solo e unicamente attraverso le opere,  attraverso un’autentica interpretazione estetica.
           
formato 15 x 21 - pp. 176, € 14,00           
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Aa.Vv.
UNO SCRITTORE UNA VITA
interventi critici sull’opera letteraria di Melo Freni
           
È veramente un caso straordinario  che un autore raccolga tante attenzioni, richiamando l’interesse della intera  stampa nazionale con i nomi più prestigiosi della critica militante. Ci  troviamo di fronte ad un vero e proprio caso letterario; e lo stesso autore ci  perdonerà per gli interventi che qui siamo stati costretti ad escludere, non  certo per graduatorie di merito.
                     
Melo Freni
è nato a Barcellona P.G. Dopo cinque anni di intensa attività forense, dal 1963 ha esercitato in RAI attività giornalistica al TGUno fino al 1965. Redattore capo delle rubriche culturali, ha intervistato personaggi delle letteratura e dello spettacolo tra i più grandi del panorama  internazionale. Particolarmente ricca la sua produzione letteraria; ha curato  la regia di ben 42 spettacoli per i più importanti festival e teatri antichi  italiani.
           
formato 15 x 21 - pp. 312, € 18,00
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Fondata nel 1977 con interessi prevalentemente indirizzati a rilevare il mondo delle tradizioni e delle letterature popolari e delle microstorie locali, la Pungitopo editrice nell'ultimo triennio ha rivolto la sua attenzione alla cultura nazionale e straniera, individuando particolari settori d'intervento e metodologia di ricerca. Le principali collane si pongono come punto di riferimento nei settori della produzione narrativa, teatrale e saggistica, tanto isolana quanto italiana ed europea. Con importanti riproposte di autori e tematiche del passato, sono presenti nel suo catalogo nomi nuovi ma assai significativi della cultura contemporanea.

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