Poesia1 - Pungitopo

Pungitopo
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POESIA
Vanni Ronsisvalle
ERRATA CORRIGE

Vanni Ronsisvalle, a Sicilian poet whose work merits serious attention, followed my "advice to the young " to the letter.
Ezra Pound
Vanni: un'ottica letteraria che affascina; dalla lezione di Pound, che è un grandissimo poeta, passiamo attraverso Montale ad un clima di Giubbe Rosse rivisitate. Ed è per questo che penso come questa raccolta - che si presenta esibendola sorridendo con il dubbio dell'errore da rimediare (Errata corrige) - questo libro di versi sia come un romanzo, minuscole storie all'interno di una grandissima storia. [...] (dalla Nota di Alain Elkann)

Vanni Ronsisvalle (Messina, 1931) è autore di romanzi, racconti, testi teatrali, radiodrammi, inclini all'epica documentaria ed alla rappresentazione poetico/fantastica del mondo. Documentarista, inviato speciale, ideatore di rubriche di attualità culturali radiotelevisive realizza in Africa, Asia, Medio Oriente, Stati Uniti, Canada, America Latina, ritratti anticonvenzionali di protagonisti — eccellenti e no — dell'arte, della letteratura, della politica; dai guerriglieri di Sendero Luminoso ai mercanti criminali della droga del Triangolo d'Oro — Tailandia, Laos e Birmania — ai contemplativi monaci buddisti di Chan Raj. Per l'Enciclopedia Treccani realizza, tra scrittura e indagine filmica nelle grandi opere pittoriche, le monografie su Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello e il Beato Angelico. Collabora a "Il Giorno", "La Stampa", "Italia Oggi", "Il Messaggero", "L'Informazione", "Il Corriere della Sera", "L'Unità"; con saggi e racconti a: "Il Mondo" di Pannunzio, "La Fiera Letteraria", "Il Caffè" di Gian Battista Vicari, "L'Europa", "Prospetti", "Quartiere", "Civiltà delle Macchine". Professore a contratto in Scienze della Comunicazione/Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno, è consigliere d'amministrazione onorario e presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella.

formato 12 x 17 - pp. 104, € 14,00
Dante Alighieri
LA DIVINA COMMEDIA
in siciliano
Traduzione di Tommaso Cannizzaro
La ragione della traduzione, la sua storia, i criteri con cui essa è stata condotta e le note filologiche sono dell’introduzione, che per tale motivo viene ripubblicata per intero. Il convincimento che l’opera costituisce di per sé un commento al divino poema ed è prova eccellente della validità del nostro dialetto pur nel cimento aulico ed illustre, mi ha fatto suo tenace sostenitore. Pertanto mi auguro che quest’altro saggio della mia fatica, spesa a tenere sveglio il ricordo del poeta peloritano, possa almeno cogliere l’accettazione di quanti come me hanno desiderato a lungo ed invano di avere una copia della sua traduzione in siciliano del divino poema. Agli studiosi ed al popolo di Sicilia ho voluto riproporre un lavoro pregevole scarsamente conservato, perché non sia disperso: questo solo, se non altro, è già motivo di mia soddisfazione. (Nino Falcone)

Tommaso Cannizzaro (Messina 1836 - 1921) frequentò le lezioni di letteratura e filosofia dei più noti docenti messinesi del tempo. Da autodidatta si dedicò agli studi classici e delle lingue e letterature moderne europee, acquistando piena padronanza del francese, del portoghese, dello spagnolo, dell'inglese, del tedesco, del russo, del danese, dello svedese, dell'ungherese, e di alcune lingue orientali antiche e moderne.
Dopo un primo viaggio in Italia, nel 1860 seguì Garibaldi tra i Cacciatori del Faro. Morto il padre, e in seguito il fratello, dovette dedicarsi, con scarsissimi risultati, all'economia del ricco patrimonio familiare.
Nel 1862 diede alle stampe, a sue spese e con distribuzione gratuita, le prime pubblicazioni (Le voisin, Ore segrete): la scelta di divulgare gratuitamente le sue opere fu una costante nella sua vita.
Morta la madre, nel '63 viaggiò per l'Europa, allacciando numerose relazioni con i più illustri letterati del tempo; fu ospite, in Francia, di V. Hugo con cui strinse una profonda amicizia che influenzò la produzione letteraria nonché gli atteggiamenti politici.
Stabilitosi definitivamente a Messina, sposò Maria Kubli, dalla quale ebbe sei figlie e un figlio. Dal 1868 al 1876 si stabilì nelle sue proprietà agricole, appassionandosi allo studio delle scienze naturali e della filosofia, dedicandosi alla raccolta di tradizioni popolari messinesi (una vasta raccolta inedita di Canti popolari è in corso di stampa per la Pungitopo editrice) e costituendo una ricchissima biblioteca di letteratura italiana e straniera. Acquistò infine una tipografia nella quale pubblicò quasi tutte le sue opere (In solitudine, Carmina, Foglie morte, Epines et roses, Cianfrusaglie, Tramonti, Uragani, Cinis, Quies, Vox rerum).
Malgrado i problemi alla vista da cui fu afflitto a partire dal 1890, nel 1904 pubblicò la traduzione in siciliano della Divina Commedia. Dopo il terremoto del 1908 si trasferì a Catania, dove pubblicò Irrealtà e Etoiles pâlies e il trattato filosofico De la popolarité universelle.
Dopo il 1914, anno in cui morì l'unico figlio maschio, il Comune di Messina acquistò la sua preziosa biblioteca per sopperire alle difficoltà economiche. «[...] quasi sconosciuto a Messina per la sua vita estremamente ritirata, fu largamente noto ai dotti e letterati di tanta parte dell'Europa» e morì nella sua città natale il 25 agosto del 1921.
Un quadro completo della sua vastissima produzione poetica, letteraria, saggistica e di traduzione, qui difficilmente ospitabile, si può consultare nell'ampio saggio introduttivo di Nino Falcone e su diversi siti on-line.

formato 17 x 24 - pp. 560, € 65,00
Francesco Siciliano Mangone
PARTIZIONE
del visibile del dicibile

Un viaggio fatto a Malta nel 1996, la visita a La Valletta della casa museo della Marquise de Piro, una precedente visita a Bologna d'una mostra di Giorgio Morandi, con ricostruzione del suo atelier. così che una prima correlazione oggettiva tra i cristalli, gli arredi della nobildonna e i materiali di risulta usati dal maestro, lascia il campo a una ricostruzione allegorica tra museo e laboratorio, tra valore di scambio e valore d'uso.
Nel tempo, queste immagini dialettiche ritornano e saranno il campo entro cui si svolgono le complesse correlazioni di tempo e spazio di Partizione -del visibile del dicibile-.

Francesco Siciliano Mangone è nato e vive a Trebisacce. cittadina di origine enotria sul mare Jonio cosentino.
Nel tempo ha pubblicato silloge di poesie; un saggio di critica letteraria: un testo teatrale. Le ultime pubblicazioni riguardano romanzi: Schnellboot S-57, 2009; Jonion, 2011; 1961, le vacche di Fanfani, 2012; Misura Minore. 2016: Il maestro illecito 2017; La spazzola dell'ingegnere, 2019.


formato 12 x 17 - pp. 104, € 13,00
Maria Costa
POESIE E PROSE SICILIANE

Riflettendo sulla cifra complessiva di questa straordinaria cantrice della lingua siciliana, vien fatto di pensare al teatro epico di Bertolt Brecht, ossia di una messa in scena che persegue la produzione di conoscenza presso i suoi fruitori attraverso la narrazione critica di fatti e situazioni, con caratteristiche tali da suscitare una trasformazione della realtà. Per Maria Costa tale obiettivo veniva perseguito nel senso del tentativo di ricucire attraverso la poesia universi esistenziali altrimenti irrelati e disgiunti, promuovendo un sentimento del tempo, una volontà consapevole di memoria e l’impegnativo esercizio di tornare a ri-sillabare identità possibili.
Sotto tale prospettiva, il mondo poetico di Maria Costa, l’universo perduto di cui aveva ritagliato per sé il ruolo di custode, al di là dell’effetto di straniamento che suscitava negli ascoltatori il dipanarsi di moduli recitativi assai lontani dal “qui e ora” che caratterizza la nostra – ahimè povera – modernità, continua a ricordarci che quel mondo ancora ci interpella, che il grumo poetico che ne veicolava la fruizione è frutto di nodi irrisolti nella storia delle classi subalterne italiane lungo l’intero arco del XX secolo. Che, insomma, di fronte a tale poesia dovremmo tutti prendere coscienza che “de re nostra agitur”. [...]

Maria Costa, nata da una famiglia di pescatori, vissuta e morta a Messina (15 dicembre 1926 - 7 settembre 2016), Maria Costa ha sviluppato assai presto una duplice attitudine di poetessa popolare e di portatrice attiva di uno sterminato patrimonio di memorie orali. Residente nel piccolo borgo tradizionale di Case Basse in località “Paradiso” a Messina, questa straordinaria custode del patrimonio fiabistico, mitologico e letterario messinese è divenuta negli anni punto di riferimento per linguisti, antropologi, studiosi di tradizioni marinare, dialettologi, storici della letteratura popolare; parte del patrimonio dialettologico e lessicale posseduto da Maria Costa è stato ad esempio utilizzato nella redazione di singoli lemmi del Vocabolario Siciliano fondato da Giorgio Piccitto e diretto da Giovanni Tropea [...]
Nel corso della sua lunga attività poetica ha pubblicato volumi di poesie, oltre a racconti e storie di vita attinti al patrimonio orale di cui conservava prodigiosa memoria, nei quali rivive lo spirito della cultura tradizionale messinese pre-terremoto nelle sue più genuine declinazioni lessicali, antropologiche, espressive. Le principali sue raccolte sono: Farfalle serali (1978), Mosaico (1980), ’A prova ’ill’ovu (Patti, 1989), Cavaddu ’i coppi (Patti, 1993), Scinnenti e muntanti (Messina, 2003), Ventu cavalèri (Messina, 2005), Mari e maretta (Messina, 2010), Àbbiru maistru (Patti 2013). Vero e proprio archivio vivente della memoria storica peloritana, Maria Costa è stata molto conosciuta e apprezzata anche fuori della Sicilia per le frequenti apparizioni in festival di poesia, spettacoli teatrali e manifestazioni culturali di varia natura, in cui aveva modo di esibire le sue straordinarie doti di affabulatrice e di interprete. Negli anni ha ricevuto, tra gli altri, i premi Vann’Antò, Lisicon, Bizzeffi, Tindari, Colapesce, Poesia da contatto, Montalbano, Maria Messina, infine il prestigioso Ignazio Buttitta. Su di lei, o con lei quale significativa voce poetica dello Stretto, sono stati realizzati numerosissimi documentari da parte di registi giapponesi, tedeschi, francesi, etc., e in Sicilia da Fabio Schifilliti (Come le onde) e da Antonello Irrera (Feedback Colapesce - Flusso Luminoso); sono inoltre stati pubblicati, a cura di Mario Sarica per conto dell’Associazione Culturale Kiklos, due album contenenti poesie direttamente da lei recitate (U me regnu è u puitari, 2008, e I ràdichi dâ me terra, 2012). Intellettuali e studiosi come Giuseppe Cavarra, Sergio Bonanzinga, Sergio Di Giacomo, Nino e Lucio Falcone, Giuseppe Rando, Giuseppe Ruggeri si sono occupati di questa poetessa dedicandole articoli, studi, iniziative editoriali.
Le città di Messina e di Reggio Calabria, il mondo accademico, numerose associazioni sparse in Sicilia hanno finora tributato ampi riconoscimenti al valore poetico e civile della figura, della vita e dell’intera produzione poetica e fabulatoria di Maria Costa.
Nel 2006, [...] è stata iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali, quale “Tesoro Umano Vivente”, proprio per il fatto di essere l’unica detentrice, e custode, di un repertorio lessicale riconducibile al dialetto peloritano ottocentesco, del quale si è ormai smarrita la memoria. [...]
(dall’Introduzione di Sergio Todesco)

formato 15 x 21 - pp. 496, € 30,00

Salvatore Bommarito
CANTUNERA SCIROCCU

«Nell'affidare questa mia raccolta di poesia dialettale al giudizio dei lettori, mi servirò di una onesta carta da pacchi, trattenuta da un filo di spago. Mi limiterò cioè a suggerire appena il tema dell'incontro, senza appassionate letture: il fuoco e il pane innanzi tutto e non il fuoco che riscalda, ma quello che brucia e incenerisce... né solo il pane umile e abbandonato "cunurtatu d'i cani, arrusicatu d'i surci, pizzuliatu di l'aceddi", ma quello fatto di insipienza pigrizia e incoerenza, perché come dice il proverbio cu oppi focu campàu cu appi pani murìu. Ho diviso queste due strade, rintracciandole quotidianamente e proponendole sottovoce, con toni a volte espressionistici per sottolinearne una sorta di magico realismo. Lo stesso Cola Pesce, che introduce la rappresentazione, non è solo un progetto mitico e la rassegnata toppa salvifica di una colonna incrinata, ma rende tangibile la ribellione di chi viene celebrato in processioni di facciata. Su quant'altro da argomentare, siamo certi che provvederà il lettore... mentre da parte nostra chiuderemmo questa breve nota solo con qualche ringraziamento: all'editore Lucio Falcone che ha ospitato l'opera, a Salvatore Di Marco e alla poetessa Ombretta Ciumelli per i generosi consigli». (S.B.)

Salvatore Bommarito (Balestrate, 1952), conseguita la maturità classica e la laurea in Medicina e Chirurgia, si è specializzato in Reumatologia. Da sempre ha coltivato interessi letterari e sue poesie sono apparse in diverse antologie del premio Marineo e su riviste specializzate: "Periferie", "Voci Dialettali", "Poeti e Poesia" (7 poeti scelti da Elio Pecora). Nel 2012 ha pubblicato la prima raccolta in dialetto Vìnnigna d'ùmmiri (premio Ischitella da inedito, premi Arenella Città di Palermo e Marineo). Nel 2015 è stato inserito nella antologia Dialetto lingua della poesia (Edizioni Cofine Roma).

formato 12 x 17 - pp. 112, € 13,00
Beniamino Biondi
ANTIPOEMI

Beniamino Biondi è nato il 12 maggio 1977 ad Agrigento. Poeta e saggista, collabora con importanti riviste di letteratura e critica cinematografica, cura rassegne di cinema d'autore e svolge attività di drammaturgo e regista teatrale. Inoltre partecipa come relatore a numerosi convegni e giornate di studio. Ha curato l'edizione delle poesie complete del filosofo Aldo Braibanti. Ha pubblicato opere di poesia, teatro, cinema, filosofia e critica letteraria.



formato 12 x 17 - pp. 84, € 10,00
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Giovanni Torres La Torre
ARABA FENICE
Poesie (2014-2015)

[...] sono dunque intimamente legati alla storia dell'uomo e alle storie del mondo questi versi di Torres La Torre, inno alla sacralità della vita, invitano a riscoprire attraverso l'arte la bellezza che è nelle cose, la vivacità metamorfica della vita intessuta dalla morte, il segreto che si cela nel dischiudersi di un fiore, nel passaggio dalle ceneri alla rinascita della fenice, mimesi del processo artistico di approssimazione al mondo, tensione verso un sistema concettuale esaustivo che inglobi tutti gli elementi sfuggenti della realtà di cui siamo parte. In ultima analisi altro non è la poesia che un quesito, il suo ruolo anche in tempi bui è quello di interrogare le coscienze, ricerca incessante fra il mistero della vita.
(dall'Introduzione di Marika Gacioppo)

Giovanni Torres La Torre (San Piero Patti, 1937) vive a Capo d'Orlando. Pittore, scultore e operatore culturale, ha esordito nel 1963 con Il gioco si corregge, edito da Guanda.
Altre opere: Per i bambini uccisi nel Vietnam (Tip. Progresso, 1966), Bandiere di fili di paglia (Arci-Sicilia, 1978), Siciliane (il Vertice/ Libri, 1981, pref. di A. Cremona), Fanfara di silenzio (Il Vertice/Libri, 1986, poesie, pref. di S. Lanuzza), Girotondo di farfalle (Prova d'Autore, 1989, pref. di S. Ramat), Carta randagia (Prova d'Autore, 1991, pref. di F. Di Legami), Il bosco della memoria (Prova d'Autore, 2005, pref. di S. Lanuzza), Con patir di cuore (Pungitopo, 2008), Teatro viaggiante (Pungitopo, 2009, pref. di G. Amoroso), Luna visionaria, (Prova d'Autore, 2015, pref. di Stefano Lanuzza).

formato 12 x 17 - pp. 160, € 15,00
Nicola Romano
VORAGINI ED APPIGLI

Con il suo caratteristico tono sobriamente dissonante, a metà tra il calligrafismo e la didascalia stilizzata, questa raccolta di Nicola Romano si rifugia nell'elegante fattura del settenario come per prendere le distanze da tutto ciò che non può entrare in quel metro breve. L'autore non si limita ad una mera «discesa culturale» di bachtiniana memoria nella poesia italiana, opera anche una «risalita» attraverso una poesia che sospende la «normalità», la «rovescia» ma, rovesciandola, la lascia intatta, anzi, la rende maggiormente visibile, la invita a sopravvivere, non a «rigenerarsi», perché Romano è un poeta dei nostri tempi, un poeta disilluso che ha smesso da tempo di credere. È questo che mi sento di dire alla poesia in argomento, che la sua ironizzazione, effervescente e minimale, lascia la poesia al suo posto e la società nel suo, ciascuna nel proprio ruolo poiché entrambe estranee l'una all'altra. (Giorgio Linguaglossa)

Nicola Romano vive ed opera a Palermo. Giornalista pubblicista, è stato condirettore del periodico "insiemenell'arte" e attualmente collabora a quotidiani e periodici con articoli d'interesse sociale e culturale. Con opere edite ed inedite è risultato vincitore di diversi concorsi nazionali di poesia. Alcuni suoi testi hanno trovato traduzione su riviste spagnole, irlandesi e romene. Con il circuito itinerante de "La Bellezza e la rovina" ha recentemente partecipato a letture insieme a noti poeti italiani.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: I faraglioni della mente (Vittorietti, 1983); Amori con la luna (La bottega di Hefesto, 1985); Tonfi (Il Vertice, 1986); Visibilità discreta (Ed. del Leone, 1989); Estremo niente (Il Messaggio, 1992); Fescennino per Palermo (Ila Palma, 1993); Questioni d'anima (Bastogi, 1995); Elogio de los labios (C.Vitale, Barcelona, 1995); Malva e linosa, haiku (La Centona, 1996); Bagagli smarriti (Scettro del Re, 2000); Tocchi e rintocchi (Quaderni di Arenaria, 2003); Gobba a levante (Pungitopo, 2011).

formato 12 x 17 - pp. 64, € 10,00
Francesco Saporito
MARCO POLO, 78

              
«[...] molte delle poesie contenute in questo piccolo libro hanno un legame con uno strumento di scrittura particolare. Si chiama Etran. È un foglio di plastica trasparente, con le varie lettere dell'alfabeto raggruppate in 4 quadranti, normalmente utilizzato dalle persone affette da malattie che impediscono il movimento degli arti e la comunicazione vocale. [...] Con l'Etran Francesco compone. I suoi occhi scorrono veloci, si sgranano, si concentrano sulla sequenza di lettere, fino a formare parole, poi frasi, poi intere poesie. [...] In esse [...] della sua malattia [...] non c'è traccia di lamento, di insofferenza, di disfatta. [...] C'è la vita, dentro quelle parole e dentro il loro docile comporsi in versi. C'è il ricordo del passato, [...]. C'è l'amore, quello donato e quello accolto [...]. Niente rimane fuori, della vita passata e di quella presente, della bellezza struggente dei luoghi visti, delle cose fatte, dei desideri insperati eppure sempre presenti».
(dalla prefazione di Alessandro Greco)

              
Francesco Saporito (Patti, 1971) vive da sempre nel suo paese natale, dove esercita la professione di commercialista e revisore contabile. Nell'ottobre del 2013 scopre di essere malato di SLA, una terribile malattia neurodegenerativa per la quale al momento non esiste una cura efficace. È una notizia che toglie il fiato, che cambia la vita in un istante. Da quel momento tutto appare diverso e tutto scorre più lentamente. Francesco trova la forza e la voglia di esprimere quello che ha già dentro di sé. Riosserva il mondo che lo circonda: i paesaggi, gli odori, i colori e soprattutto le persone che lo amano. Francesco è un fiume in piena, le parole escono rapide e continue e le mani sapienti di chi lo circonda le fissano su fogli sparsi qua e là. Francesco, che si è scoperto poeta (ha già pubblicato, nel 2016 con la Pungitopo, Sla...nci, un'altra raccolta di poesie) ha deciso di condividere ancora questo suo dono.

              
formato 12 x 17 - pp. 72, € 12,00
Il ricavato del libro sarà destinato ad associazioni che si occupano di ricerca sulla SLA e a centri specializzati nell'assistenza e nella cura delle persone con malattie neuromuscolari.
Natale Tedesco
UN'OFFERTA AL PASSANTE

             
Natale Tedesco è stato un sapiente lettore e un penetrante interprete della poesia del Novecento. La sua capacità di comprenderla, cogliendo ogni volta la dialettica per lui imprescindibile tra "invenzioni formali" e "strutture conoscitive", era anche l'esito di un amore che si era espresso nella giovinezza in un personale esercizio poetico. E i suoi saggi su Gozzano, Quasimodo, Montale, Sereni, Piccolo non solo danno prova di indubbie doti critiche, ma fanno intuire una sedimentata intimità con la poesia. A questa egli era tornato, dopo l'esordio degli anni Cinquanta salutato dal Premio Castellammare di Stabia, soprattutto con un gruppo di versi scritti in viaggio. In essi l'ispirazione odeporica si sostanziava in una poesia che catturava particolari della realtà per condensarvi un sentimento della vita e del suo misterioso accadere. Lo sguardo inquieto e partecipe dell'io poetante si era negli ultimi tempi posato sempre più sulle manifestazioni semplici e quotidiane della realtà traendone piccole gemme da offrire, come il rampicante di una sua poesia, al passante. Io ho avuto il privilegio di sentirgliele recitare appena composte, di trascriverne alcune sotto sua dettatura e di raccoglierle per prima in un taccuino gelosamente custodito. Ora con questo libretto Natale può finalmente offrire, come di sicuro avrebbe desiderato, i suoi versi — che coniugano in modo mirabile intensità e levità — a tutti coloro che amano la poesia. (Mimi Perrone Tedesco)

             
Natale Tedesco nasce a Palermo, il 13 giugno 1931, ma trascorre gli anni decisivi della sua formazione a Napoli alla luce del magistero di Salvatore Battaglia. La sua indagine critica ha spaziato dal Trecento alla più stretta contemporaneità. Miliari rimangono La condizione crepuscolare (1970) e La norma del negativo. De Roberto e il realismo analitico (1981). Ai suoi studi su Svevo risalgono le riflessioni sul peculiare valore 'tematico' dell'autobiografismo novecentesco. Su tali nuove acquisizioni si fonda La coscienza letteraria del Novecento (1999) indagata, nel volume eponimo, attraverso le esperienze esemplari di Gozzano, Borgese, Montale, Sereni, Pasolini, di cui coglie, anche grazie a frequentazioni dirette e rapporti epistolari, ragioni esistenziali ed artistiche. Vita e arte, tradizione e innovazione, Sicilia ed Europa, identità e diversità sono le coordinate entro cui si delinea la sua geografia storica della letteratura così come prende corpo nei saggi confluiti nell'Occhio e la memoria. Interventi sulla letteratura italiana (2009). Cultore raffinato di cinema e storia dell'arte ha scritto saggi significativi su Luchino Visconti, su Renato Guttuso, Bruno Caruso, cui fu legato da amicizia e stima intellettuale, e su Villa Palagonia. Al poeta Lucio Piccolo è dedicata la monografia Lucio Piccolo. Cultura della crisi e dormiveglia mediterraneo (2003). Nel 2011 ha pubblicato la silloge di versi In viaggio nella collana "Licenze poetiche" dell'editore Nino Aragno. (Donatella La Monaca)

             
formato 12 x 17 - pp. 64, € 8,00
Nicola Romano
GOBBA A LEVANTE

                
[...] Ci si muove dentro la mitologia del quotidiano e nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano con i suoi esterni, confinanti con il paesaggio naturale, sempre ai limiti di una follia che assedia gli uomini e i loro così detti civili agglomerati. Si tratta, è evidente, di una mitologia polemica nel segno delle felici sorti progressive di leopardiana memoria a partire da quella spontanea vena speculativa dell’autore iscritta in una quotidianità che si serve di tutto e di tutti, che sa recuperare e spremere a suo vantaggio qualsiasi prassi e fantasia per segnalare – appunto attraverso la poesia – la nevrotica rischiosa separazione dalla natura e dal suo nucleo vitale.                  
Paolo Ruffilli

              
formato 12 x 17 - pp. 80, € 12,00
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Gae Sicari Ruffo
ASCOLTANDO IL MARE

             
Il mare è una straordinaria piattaforma della vita, dentro cui spiccare il salto, intravedere il fondo e scoprire il senso della sua storia, risalendo dai miti omerici fino alle tante vicende che contrassegnarono l’arrivo di nuovi conquistatori, di regni e di etnie [...]. Purtroppo nella più recente quotidianità il mare è divenuto sinonimo di migrazione, a cui sono connessi dolore, disagio e spesso tragedia [...]. Subentrano considerazioni di altro genere e il soliloquio lirico spesso muta in requisitoria che indaga, protesta e condanna [...]. La poesia allora svela tutta la malinconia di cui è pervasa per il tradimento dei principi su cui si fonda la società costituita, l’impossibilità di una pace vera e duratura, l’ambiguità delle circostanze che ci condizionano, la straziante preghiera di chi vuol vivere, ma vede già avvicinarsi la barca dell’estremo limite di Caronte.

             
Gae(tanina) Sicari Ruffo vive a Reggio Calabria. Già docente di Italiano, Latino e Storia, attualmente svolge attività giornalistica, collaborando con diverse riviste, promuovendo il Nuovo Umanesimo, movimento culturale calabrese. Si occupa di critica letteraria, storica e d’arte. Ha pubblicato i saggi Attualità della Filosofia di D.A. Cardone, in Utopia e Rivoluzione in Calabria (Pellegrini, 1992); La morte di Dio nella cultura del Novecento, in Il Santo e la Santità (Gangemi, 1993); La Congiura di Tommaso Campanella, in Quaderni di Nuovo Umanesimo (1995); Il Novecento nel segno della crisi, in Silarus (1996); Le donne e la memoria (Città del Sole Edizioni, 2006, Premio Omaggio alla Cultura di Villa San Giovanni); Il voto alle donne (Mond&Editori, 2009, Premio Internazionale Selezione Anguillara Sabazia). Suoi anche i testi narrativi Là dove l’ombra muore (racconti Premio Internazionale Nuove Lettere, 2010); Sotto le stelle (lulu.com, 2011); La fabbrica dei sogni (Biroccio, 2013). Questa è la sua prima raccolta di poesie.
             

formato 12 x 17 - pp. 72, € 10,00
             
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Michele Cariglino
CRONICHE

             
L'anatomia della disfatta, sia personale che storica, è condotta da Cariglino mediante una tecnica versificatoria che elegge la reductio a norma, la capacità di asciugare (o persino prosciugare) qualsivoglia tentazione decorativa a condotta anzitutto morale prima che letteraria. È dalla presa di coscienza di questa inestinguibile consunzione — forse riflesso di un Io poetico che, di fronte alla sconfitta, può e deve far esperienza, per rinascere, dall'abisso — che si diparte un allontanamento silente dal "mito" stesso della poesia, e da quella tradizione lirica che, particolarmente nel nostro Paese, ha avuto un peso non indifferente.
Marco Gatto

               
             
Michele Cariglino (Benevento, 1981) è poeta e musicista. Laureato in filosofia presso l'Università di Napoli "Federico II", ha studiato chitarra presso il Conservatorio di Cosenza. Nel 2007 ha pubblicato la sua prima silloge, Irene lisergica (Edizioni del Convento), e l'anno successivo ha vinto il Premio "Città di Calopezzati" e il Premio Internazionale "Città di Castrovillari - Pollino". Sue poesie sono apparse su varie riviste, tra cui il trimestrale di letteratura italiana II fiacre n. 9.

             
formato                12 x 17 - pp. 64, € 7,50
Pietro Manzella
CIALDE

             
«La musa Erato è tornata a visitare il Poeta, soffiandogli nel petto il dolce alito dell'ispirazione e del canto amoroso. [...]» (dalla prefazione di Aldo Redi Di Criscio)
«Le sensazioni irrefrenabili che a volte si affollano dentro di me, spesso mi impongono una liberazione: ecco che il magma opprimente delle emozioni, "deve" necessariamente fuoriuscire.  Tale "vulcano delle sensazioni" lancia i suoi incandescenti lapilli in versi precisi e liberatori.
Ecco, quindi, che la poesia diventa per me strumento di comunicazione immediata tra il poeta ed il mondo che lo circonda. Se manca tutto ciò, significa che il lapillo lanciato si è raffreddato lungo la parabola ed ha perso la sua forza di penetrazione, ancora prima di raggiungere l'obiettivo.
Allo stesso modo, l'ispirazione che colpisce il poeta lo rende immobile, quasi di sale, nella relazione con il mondo esterno. Dopo quell'attimo, però, inizia il lavorio magmatico-intellettivo-creativo che lo porta all'esplosione vulcanica.
La vita dell'uomo è, pertanto, improntata alla ricerca di se stesso, delle proprie capacità intellettive, delle proprie qualità umane. Tali doti fanno parte del tessuto connettivo dell'intera umanità, in cui esistono valori e disvalori. Su ciascuno di noi incombe l'onere di saperli discernere e reimpostarli, secondo un criterio di universalità, per farli durare nel tempo e proiettarli in alto verso - mete rivolte alla ricerca della sapienza e della conoscenza perdute, alla ricerca delle origini oltre la materialità». (Pietro Manzella)

Pietro Manzella (Palermo 1950), avvocato, ha manifestato sin da giovane interesse alla poesia. Ha pubblicato diverse sue raccolte liriche con le edizioni Federico: Come il vento sulle dune (1999), Icaro o del desiderio (2000), Una vita un amore (2001), Controrisacca (2003), Voci scomposte (2005), Acetilene (Pungitopo, 2010) ed una breve commedia, Frittelle di aria fritta. Presente in alcune antologie (Le poesie di S. Valentino, Rosa fresca aulentissima, Unni siti palori) e in alcuni numeri di "Poesia" (Crocetti), ha ricevuto diversi premi letterari. Hanno scritto di lui Aldo Redi Di Criscio, Francesco Federico, Cristina Casamento, Alfio Inserra, Giovanna Sciacchitano, Giovanni Monti, Piero Buscioni, Maria Cristina Nascosi.

formato 12 x 17 - pp. 70, € 8,00
Vanni Ronsisvalle
ISOLA
vista in sogno da un disegnatore di verdi labirinti nei giardini del re
              
1831. La sera del 9 luglio un’isola nuova emerge dal mare. Un’isola di cui nessuna carta nautica riporterà mai le  coordinate. Le tre potenze navali che dominano nel Mediterraneo se la  contendono, ognuno di quei governi impone persino un nome ad un fenomeno che  non ha precedenti a memoria di geografo, in quel tratto di mare tra la Sicilia e l’Africa. Ora i migrantes vi annegano a migliaia. Trenta  giorni dopo l’isola scompare.
1968. In una trattoria di Venezia, nelle pause delle riprese di un film per la tv con e sul poeta americano Ezra Pound si instaura un gioco letterario rievocativo di quell’evento troppo seducente per non offrirsi come una sfolgorante metafora biblica. Due giganti della letteratura mondiale, Ezra Pound appunto, e Alan Ginsberg per una convergenza di destini, accompagnano l’evoluzione di quella scrittura in versi sciolti che sera dopo sera l’autore leggerà a loro e ai componenti la sua troupe. Parodia o pastiche, il paradossale di questa contaminazione letteraria pronta per le musiche di Saty è che a tenerne a battesimo la stesura, seduti attorno al tavolo di quella trattoria, furono un poeta americano figlio di puritani del New England ammiratore di Mussolini, convinto antisemita, e un poeta americano ebreo, figlio di Naomi Livergant membro attivo del partito comunista americano.


formato 12 x 17 - pp. 80, € 12,00
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Saverio Vasta
IL POSTO DELLE COSE
              
[...] Vasta le sue parole le sa collocare benissimo nello spazio e nel tempo, a volte fino al più impudente, delizioso virtuosismo formale, tale è la sicurezza che egli porta nell’arte di scrivere versi. Un’arte che si sostanzia di una serie di incroci in cui i consapevoli, doverosi omaggi alla grande tradizione poetica siciliana si mescolano con una linea “meridionalista” che inopinatamente ritorna dopo anni di immersione carsica. [...]  È forse questo il sintomo più interessante e vitale del libro, se non altro perché consente a Saverio Vasta ulteriore sviluppo in direzioni per ora imprevedibili. [...]
Emilio Isgrò
              
Saverio Vasta è nato a Messina il 6 luglio 1977. Laureato in Scienze della comunicazione e giornalista pubblicista, ha svolto l’attività giornalistica per quotidiani, periodici e radio. Dopo cinque anni di collaborazione con la Gazzetta del Sud, si è trasferito a Roma dove lavora presso l’Ufficio Stampa e della comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Ha esordito nel 2008 con il libro di poesia Lo spergiuro del gallo (Maremmi Editore Firenze).
              
formato 12 x 17 - pp. 64, € 10,00
              
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Carmelo Pirrera
ORA D'ARIA
Prefazione di Bruno Rombi

La bellezza della poesia di Pirrera, ossia la sua vitalità, sta nella sua essenza intrinseca, nella sua perentorietà. Il che ci induce, leggendola, a riflettere, a meditare. Circola in tutta la raccolta, grazie allo stile secco, quasi lapidario, una sorta di simbolismo franco-siculo, nel senso che Pirrera adatta ai canoni del simbolismo francese la sua passione mediterranea, ricavandone sempre un piglio poetico forte, deciso, che gli fa esprimere la sua sofferenza, il suo sconforto, con la caparbietà di chi non s'arrende nemmeno nella sconfitta, e tanto meno al dolore.
              
formato 12 x 17 - pp. 80, € 8,00
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