Arte e Archeologia VARIA


Macrina Marilena Maffei
DONNE DI MARE

Benito Merlino
ARPA EOLIANA

(nuova edizione)

Michele Giacomantonio
NAVIGANDO NELLA STORIA DELLE EOLIE

Jean Houel
VIAGGIO DI UN PITTORE
ALLE ISOLE EOLIE


Alexander Dumas
VIAGGIO NELLE EOLIE


STAMPE DELL'800
dell'Arciduca Luigi Salvatore d'Austria


Sergio Giani
LE PIANTE MEDICINALI


Mensun Bound
ARCHEOLOGIA SOTTOMARIMA


Gaston Vuillier
ESCURSIONE ALLE EOLIE


A. La Spada-L. Falcone
CUCINA EOLIANA


Leopoldo Zagami
LE ISOLE EOLIE TRA LEGGENDA E STORIA


Gianluca Giuffrè
GINOSTRA



CUCINA TRAPANESE

CUCINA EOLIANA

CUCINA RAGUSANA

CUCUNA CALABRESE

Lucia Aliotti
CUCINA
Tradizionale delle isole
EGADI

Maria Grazia Scivoletto
A CENA SULL'ALTOPIANO IBLEO

Sciroccu, malanova e
PISCISTOCCU
sulla cultura del pescestocco a
Messina

PISCISPADA
sulla cultura del pescespada nello Stretto di Messina

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NERO E PERLE


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Proposte di lettura

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I NUOVI
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PISCISPADA

sulla cultura del pescespada
nello Stretto di
Messina

Sciroccu, malanova e

PISCISTOCCU

sulla cultura del pescestocco a
Messina

seconda edizione ampliata


ALMANACCU SICILIANU 2017

IL MARE

nella cultura e nelle tradizioni popolari siciliane

40°

Θάλαττα ϰαί γη
Note di Elio-pesce

Pagine di mare e di terra. Di un mare, soprattutto, visto con gli occhi di chi vi si è immerso, di chi l'ha vissuto e studiato nel suo 'dentro', nel suo 'profondo'. Elio Catalano, con pagine che si avvicendano come un genuino conversare, ci offre scenari ricchi dell'umanità di un "Colapesce" palermitano e della scienza che solo un appassionato studioso della vita che nel mare si nasconde poteva donarci. La narrazione, giocata fra ricordo nostalgico e attenta osservazione, si spinge così a divenire monito, appello a un maggiore rispetto della vita che sembra essere a noi discosta, ma a noi invece indissolubilmente legata.

Alfredo Lio
I FUNGHI

PICCOLO MANUALE PER RAGAZZINI CERCATORI DI FUNGHI SCRITTO DA UN RAGAZZINO APPASSIONATO DEI BOSCHI

Alfredo Lio(Palermo, 2008) frequenta la quarta elementare. Ama tutto quello che permette il contatto con la natura. È grande appassionato dei funghi, che cerca e studia sin da piccolissimo. Pratica Pratica il calcio, il nuoto, la vela, la pesca. Partecipa a tornei regionali di scacchi. Affida a questa pubblicazione un messaggio d’amore e rispetto per la natura.

Fabrizio Passalacqua
LU NICOLAU EREMITA
poema sacro di Placido Merlino

E' un poema sacro in ottava siciliana composto dal poeta alcarese Placido Merlino e pubblicato per la prima volta nel 1652. Salvaguardato, riproposto ed integrato nel 1725 da Pier Domenico Jacopino Nonnato, giunge oggi alla sua terza edizione grazie a Fabrizio Passalacqua, che lo ha recuperato dall'oblio in cui era precipitato. Protagonista dei versi è San Nicolò Politi (Adrano 1117 - Alcara li Fusi 1167), anacoreta della Sicilia normanna, del quale vengono narrate le vicende umane e spirituali, i miracoli post-mortem ed alcuni aspetti cultuali...

 

Carmelo Rucci
NON CI PRENDONO PIU'

Era l'anno dei mondiali, quelli dell'82, quelli indimenticabili del grido «Campioni del mondo! Campioni del mondo!» urlato fino a perdere la voce. Narratore esclusivo di quell'estate magica, dei falò e dei giochi in riva al mare, di amori appena nati e di quelli di una sola stagione è un protagonista d'eccezione: Golia, il cane, compagno fedele e discreto che osserva con occhi vigili e fiuto infallibile, che sa quando è il momento di agire, poiché la sua visione è da un'altra angolatura: quella da migliore amico dell'uomo.

Sara Palermo
PUNTOEBASTA


Fra tanti punti interrogativi ed esclamativi si dispiegano le pagine di un diario adolescenziale e, in corsivo, le riflessioni di una personalità ormai matura. Una rivisitazione, istintivamente poetica, di un malessere esistenziale.
I quaderni testimoni di vita sono oggetti d'affezione che trasformano l'isolamento emotivo di una identità lacerata dal disturbo alimentare. La rilettura di quelle pagine, dopo anni, è un riattraversamento doloroso che genera nell'autrice consapevolezza e le consegna nuove parole. «Voltavo continuamente pagina, proprio come cercavo di voltare tutte le mie giornate», lo scorrere della gioventù, rivissuta poi con una voce nuova e fresca.
L'intimità di parole segrete diventa coraggiosa condivisione ed esprime con incisiva sensibilità e autenticità la mutata immagine di sé nella relazione con l'altro.

LA FESTA DEL MUZZUNI AD ALCARA LI FUSI
a cura di Fabrizio Passalacqua

Interventi della giornata di studi su "Tutela del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale" svoltasi ad Alcara Li Fusi il 25 giugno 2016.
Nicola Vaneria, Saluto del Sindaco
Fabrizio Passalacqua, Introduzione. Storia e simbologia di un'antica reminiscenza pagana
Mario Bolognari, Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio immateriale tra istanze locali e strategie globali
Sergio Todesco, Da Cerere a San Giovanni. Ritualità agrarie e strategie comunitarie nel Muzzuni di Alcara li Fusi
Mario Sarica, Quelle lontane voci d'amore. Canti polivocali sulla scena festiva del Muzzuni ad Alcara li Fusi
Mauro Geraci, La casa e la festa. Rappresentazioni della sfera domestica nel Muzzuni tra letteratura ed antropologia

Nunziatina Bartolone
TUTTI PRESENTI
racconti

Ci sono racconti che sembrano ispirati dalla vita reale e ci sono storie di vita reale che non possono non essere raccontate. Tutti presenti è un appello immaginario di allievi, veri come le vicende di cui sono stati protagonisti. Alcuni di loro sono oggi professionisti affermati, altri sono ancora alle prese con i progetti per il futuro, altri al futuro non ci pensano affatto. E di chi il futuro si è spezzato resterà, indimenticabile, il ricordo.

Francesco Saporito
MARCO POLO, 78
poesie

«[...] molte delle poesie contenute in questo piccolo libro hanno un legame con uno strumento di scrittura particolare. Si chiama Etran. È un foglio di plastica trasparente, con le varie lettere dell'alfabeto raggruppate in 4 quadranti, normalmente utilizzato dalle persone affette da malattie che impediscono il movimento degli arti e la comunicazione vocale. [...] Con l'Etran Francesco compone. I suoi occhi scorrono veloci, si sgranano, si concentrano sulla sequenza di lettere, fino a formare parole, poi frasi, poi intere poesie. [...] In esse [...] della sua malattia [...] non c'è traccia di lamento, di insofferenza, di disfatta. [...] C'è la vita, dentro quelle parole e dentro il loro docile comporsi in versi. C'è il ricordo del passato, [...]. C'è l'amore, quello donato e quello accolto [...]. Niente rimane fuori, della vita passata e di quella presente, della bellezza struggente dei luoghi visti, delle cose fatte, dei desideri insperati eppure sempre presenti».
(dalla prefazione di Alessandro Greco)

Riccardo Magistri
DOMENICO SCIACCA DELLA SCALA (1844-1900)
I suoi tempi, la famiglia, l'attività parlamentare

Domenico Sciacca Presti della Scala nacque a Patti il 30 ottobre 1844. Studiò agronomia in Toscana e creò nei suoi possedimenti pattesi una fattoria modello. Laureato in legge a Pisa, si stabilì a Palermo, dove sposò, nel 1871, Marianna Merlo, dama d'onore della regina, e in seguito principessa di Patti e marchesa di S. Elisabetta. I coniugi, esponenti dell'alta società dell'epoca, ne vissero gli aspetti mondani.
Nel 1880 il barone Domenico fu eletto nel centro-sinistra deputato al Parlamento nazionale e fece parte, fino al marzo 1896, del Gabinetto Crispi come Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.
Ricoprì diversi incarichi parlamentari e svolse in aula una vasta azione, pronunciando molti discorsi su argomenti di varia natura, specialmente su temi agrari ed economici...

TANO SANTORO
oli, disegni, incisioni

a cura di Elena Pontiggia

C'è nel percorso di Tano Santoro qualcosa di necessario che, pur nella diversità del linguaggio, rende quel percorso singolarmente coerente. Stringente, anzi, come si dice della logica. La pittura di Santoro, di cui oggi, dopo oltre mezzo secolo di ricerca, si possono valutare meglio il valore e la consistenza, ha preso le mosse dal realismo. Fin da ragazzo l'artista ha avuto come ideali maestri e compagni di strada Giuseppe Motti, Pizzinato, Zancanaro. Li incontra a Capo d'Orlando, che a lungo è stata una piccola capitale della pittura italiana, col suo prestigioso premio, le sue mostre, la sua attività artistica. Motti, in particolare, nato sul Po ma milanese d'adozione, è stato il primo estimatore di Santoro, il primo ad accorgersi della sua pittura. E quando nel 1960 il giovane, allora ventenne si trasferisce a Milano, si trova vicino al gruppo realista dell'amico: quel combattivo gruppo Borgonuovo (Fumagalli, Tettamanti, Brizzi, Motti, Antonietta Ramponi, Scalvini, Rognoni e pochi altri), riunito intorno all'omonima galleria, diretta dallo stesso Fumagalli...
(dalla prefazione di Elena Pontiggia)

Michelangelo Mangiapane
MEMORIE DI UN COSTRUTTORE SICILIANO

Un giovane geometra di Furnari sceglie di fare l'imprenditore delle costruzioni all'età di appena 22 anni, senza rendersi conto che quel mestiere si può fare solo con il consenso delle istituzioni politiche e amministrative; non si può fare contro di esse, né si possono cambiare, da soli, i meccanismi perversi che spesso governano i poteri pubblici.
Articoli, relazioni, commenti, riflessioni rappresentano, in questo libro, la testimonianza della lineare ricostruzione dell'autore, della Messina politica ed economica di parte del secolo scorso. I temi affrontati, alcuni dei quali, purtroppo, tristemente ancora attuali, riguardano la complessità del mondo degli appalti pubblici e dell'imprenditoria siciliana...

 

Elvira M. Ghirlanda
GIORGIO CAPRONI, poeta del mito

È del 1956 la pubblicazione del Passaggio di Enea di Giorgio Caproni. Una data che già inscrive la raccolta negli anni degli stravolgimenti storici verificatisi tra il '40 e il '50, così come il titolo e l'icona di Enea pongono all'ordine del giorno il problema del mito nella modernità. Ed è proprio la singolare posizione assunta da Caproni e dai suoi personaggi mitici (Alcina, Proserpina, Enea, Euridice) a permettere d'indagare in modo più penetrante la ricerca di una nuova parola poetica capace di raccontare la Storia, in bilico tra le forme della tradizione e l'anomia contemporanea.

Natale Tedesco
UN'OFFERTA AL PASSANTE
poesie

Natale Tedesco è stato un sapiente lettore e un penetrante interprete della poesia del Novecento. La sua capacità di comprenderla, cogliendo ogni volta la dialettica per lui imprescindibile tra "invenzioni formali" e "strutture conoscitive", era anche l'esito di un amore che si era espresso nella giovinezza in un personale esercizio poetico. E i suoi saggi su Gozzano, Quasimodo, Montale, Sereni, Piccolo non solo danno prova di indubbie doti critiche, ma fanno intuire una sedimentata intimità con la poesia. A questa egli era tornato, dopo l'esordio degli anni Cinquanta salutato dal Premio Castellammare di Stabia, soprattutto con un gruppo di versi scritti in viaggio. In essi l'ispirazione odeporica si sostanziava in una poesia che catturava particolari della realtà per condensarvi un sentimento della vita e del suo misterioso accadere...

Maria Grazia Lala
SEMPREDISABATO
romanzo

Giugno 1971. Sullo sfondo di una Palermo mai citata, ma vitale e reale, un gruppo di giovani si prepara ad affrontare gli esami di maturità. Le vicende storico-sociali sono lontani da Sara, Giuseppe, Loredana e tutti gli altri: nel presente di quei giorni, ricomposti
in un flashback intrecciato di immagini nette e ricordi vividi, sono gli unici protagonisti delle loro vite, ancora al sicuro tra gli ultimi ritagli di adolescenziale ed ironica inconsapevolezza.
Le loro esperienze personali divengono storie collettive e la loro amicizia si consolida tra aspirazioni future e consapevolezze concrete, esplorando verità appena sussurrate e segreti più o meno indicibili. Dopo quelle ultime settimane di spensierata vivacità giovanile tutto cambierà, in maniera imprevedibile o secondo un destino prestabilito, ma la forza del ricordo andrà più lontano e non si dimenticheranno mai.

Paolo Piccione
RITORNI, autobiopgrafia di un talloner

Paolo Piccione, personaggio pubblico del socialismo siciliano della 'prima Repubblica', promotore di un riformismo volto a portare a soluzioni concrete il meridionalismo predicato, ma non praticato, narra in questa autobiografia dell'attività di amministratore e legislatore, ma soprattutto di un ragazzino cresciuto durante il dopoguerra messinese e siciliano fra barche di pescatori, voglia di leggere e avventurose traversate dello Stretto; di un giovanissimo, curioso e tenace, con una grande necessità e una ferrea volontà di costruirsi un futuro migliore partendo da zero nel suggestivo villaggio di Torre Faro, dove, come in tanti altri luoghi e specie durante gli anni del secondo conflitto mondiale, «la vita si riduceva a non morire». E narra ancora dell'innata vocazione del protagonista di «salire gli scalini spesso ripidi che compongono la gradinata di un'esistenza» e dell'aspirare persino `al volo', osando quando e ove sia possibile.

Serena Todesco
TRACCE A MARGINE

In Sicilia, il romanzo storico incarna una parte consistente dell'identità e delle ideologie dominanti sin dall'Unità del 1861. Dopo la morte di Sciascia, l'avvio della fortuna di Camilleri e l'uscita del romanzo La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini, gli anni Novanta prestano la scena a numerosi ripensamenti, sospingono e incoraggiano una dislocazione della Sicilia storico-letteraria fissata in stereotipi e formule stantie. Sopraggiunta la fine dei generi, sembra aprirsi anche per la letteratura siciliana la stagione del genere. Questo libro guarda al romanzo della Storia nel luogo Sicilia — metafisica, mentale, simbolica — scrutando l'universo di alcune autrici capaci di lasciare segnali indelebili sul corpo di una scrittura in continua evoluzione, proprio a partire dagli anni Novanta...

Giuseppe Fiducia
DIZIONARIETTO MEDICO SICILIANO

Giuseppe Fiducia (SantAgata di Militello, 1959), chirurgo e siracusano di sentimento, dopo varie esperienze professionali estere (Hong Kong, Cardiff, Londra), già professore presso l'Università degli Studi di Messina, è responsabile del Servizio di Proctologia ed Assistenza Portatori di Stomie presso l'Ospedale Umberto I di Siracusa. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche in riviste nazionali ed internazionali.

Vanni Ronsisvalle
LA LUNA, MAMNMA RAI E IL SORRISO DELLA GIOCONDA

Un uomo si aggira per l’Europa, la vecchia Europa delle cattedrali e degli Spiriti Eletti,
vede cose ragguardevoli, incontra altri uomini e ne scrive. Si aggira per il mondo più vasto,
di qua e di là degli oceani, dei grandi fiumi nelle città tra foreste di grattacieli, capolavori
della modernità; vede luoghi e persone che valgono la pena di essere raccontati. Un cameraman
(della RAI) filma ciò che lui guarda con interesse; un doppio sguardo convenzionale.
In queste pagine scorrono l’una accanto all’altra avventurose storie di letteratura e
anche tempestose storie d’arte. E la storia-storia con personaggi monumento. Una imperatrice
spodestata dalla prima guerra mondiale (Zita d’Asburgo) e manigoldi salvati dalla
ghigliottina all’ultimo momento; il deluso boia di Parigi, il grande poeta americano Ezra
Pound e Helene Weigel la vedova di Brecht, Italo Calvino e la nipote di Pessoa, l’ultimo
capo dei Sioux in Dakota, narratore di antichi massacri, il controllore del cartoteche ebraiche
di Praga e il padre di Anna Frank; donne bellissime in carne ed ossa o donne dipinte
come esposta al Louvre. Oppure donne-mostro benché bellissime...

Salvatore Bommarito
CANTUNERA SCIROCCU

«Nell'affidare questa mia raccolta di poesia dialettale al giudizio dei lettori, mi servirò di una onesta carta da pacchi, trattenuta da un filo di spago. Mi limiterò cioè a suggerire appena il tema dell'incontro, senza appassionate letture: il fuoco e il pane innanzi tutto e non il fuoco che riscalda, ma quello che brucia e incenerisce... né solo il pane umile e abbandonato "cunurtatu d'i cani, arrusicatu d'i surci, pizzuliatu di l'aceddi", ma quello fatto di insipienza pigrizia e incoerenza, perché come dice il proverbio cu oppi focu campàu cu appi pani murìu. Ho diviso queste due strade, rintracciandole quotidianamente e proponendole sottovoce, con toni a volte espressionistici per sottolinearne una sorta di magico realismo...

Davide Monopoli
DELL'ETEROSOFIA, Per un'etica della gioia in tempi apocalittici e cannibalici

[...] sono dunque intimamente legati alla storia dell'uomo e alle storie del mondo questi versi di Torres La Torre, inno alla sacralità della vita, invitano a riscoprire attraverso l'arte la bellezza che è nelle cose, la vivacità metamorfica della vita intessuta dalla morte, il segreto che si cela nel dischiudersi di un fiore, nel passaggio dalle ceneri alla rinascita della fenice, mimesi del processo artistico di approssimazione al mondo, tensione verso un sistema concettuale esaustivo che inglobi tutti gli elementi sfuggenti della realtà di cui siamo parte. In ultima analisi altro non è la poesia che un quesito, il suo ruolo anche in tempi bui è quello di interrogare le coscienze, ricerca incessante fra il mistero della vita.
(dall'Introduzione di Marika Gacioppo)

Liborio Lombardo
LA DEVOZIONE A SAN CALOGERO EREMITA
Pietà popolare, luoghi, storia, miti e leggende

[...] Ho cercato rifugio tra i boschi, i borghi e le ampie vallate dei Nebrodi. Quivi sono custodite dalla memoria feste ancora incontaminate, in cui mito, storia e religione, grazie alla nuova dimensione della fede cristiana, si ritrovano in un'affascinante amalgama con la vita quotidiana.
All'interno della stessa festa è racchiuso un tentativo di spiegare i propri dubbi, le proprie esperienze e le proprie speranze, obbligando l'intelligenza a strappare le ragnatele tessute dai razionalisti, dai positivisti e via via dai novelli liturgisti, impedendo così il rivolgersi verso una realtà trascendente e l'accesso ad altre culture. [...]

Giovanni Torres La Torre
ARABA FENICE, Poesie (2014-2015)

[...] sono dunque intimamente legati alla storia dell'uomo e alle storie del mondo questi versi di Torres La Torre, inno alla sacralità della vita, invitano a riscoprire attraverso l'arte la bellezza che è nelle cose, la vivacità metamorfica della vita intessuta dalla morte, il segreto che si cela nel dischiudersi di un fiore, nel passaggio dalle ceneri alla rinascita della fenice, mimesi del processo artistico di approssimazione al mondo, tensione verso un sistema concettuale esaustivo che inglobi tutti gli elementi sfuggenti della realtà di cui siamo parte. In ultima analisi altro non è la poesia che un quesito, il suo ruolo anche in tempi bui è quello di interrogare le coscienze, ricerca incessante fra il mistero della vita.
(dall'Introduzione di Marika Gacioppo)

 

Sergio Todesco
CASTEL DI TUSA nelle immagini e nelle trame orali di un secolo

Immagini e testi che compongono questo libro riguardano un unico paese, la Marina di Tusa (o Castel di Tusa), antico caricatoio dell'urbs halaesina, nel secolo scorso ridente borgo marinaro, oggi luogo cui la sovrabbondanza di case e cemento non ha tuttavia fatto ancora smarrire il fascino e l'aura di un tempo. Le immagini sono state in gran parte raccolte da Aldo Re e Massimo Raimondi, benemeriti cultori di storia patria, i testi collazionati da chi scrive, il quale ha attinto a ricordi d'infanzia, compulsando nelle proprie "stanze della memoria" lo straordinario patrimonio orale consegnatogli da mamma, nonna, prozia, zie e parenti vari nell'arco di tempo che va dalla metà degli anni '50 alla metà, grossomodo, degli anni '60...

Giuseppe Loteta
PAGINE MESSINESI
alla ricerca dell'identità perduta

Senza memoria del passato non si ha consapevolezza del presente e si rischia di ipotecare il futuro. Ciò vale per le persone e per le comunità. Vale per Messina e per chi conosce poco la propria storia o ritiene che non valga la pena curarsi di avvenimenti e personaggi lontani nel tempo. Ma quei fatti e quelle persone fanno parte di noi. Senza di loro saremmo come chi per un trauma perde la memoria e non riconosce più cose e volti che lo circondano. Ecco perché sapere cosa furono gli anni del dopoguerra a Messina o chi era -l'onorevole Blandino", ricordare fasti e decadenza del Gabinetto di Lettura o le serate all'Irreramare, leggere di fatti importanti o marginali avvenuti nella nostra città, può aiutare a riconoscerci.

Michele Giacomantonio
LA RELIGIONE NELLA LIPARI ANTICA

La storia antica della religione nelle Eolie presenta diversi "misteri" di cui qui ci si occupa. Il primo è quello del tempio di Apollo. Come mai a Lipari non esiste traccia di un tempio a questo dio che pure tutti gli storici antichi ci dicono molto venerato dai Liparesi? Che cosa rappresenta Demetra soprattutto nel passaggio dal paganesimo al cristianesimo? E Agatone, il vescovo che accolse le reliquie di San Bartolomeo nel 264, è veramente un personaggio leggendario? E San Paolo nel suo viaggio verso Roma non è più probabile che sia naufragato a Lipari piuttosto che a Malta? Nel V secolo Lipari ebbe una diaconessa? Infine che cosa ha rappresentato e rappresenta la rocca, da sempre sede di templi agli dei o ai santi?

Simona Grossi
ALIMENTAZIONE NATURALE E CONSAPEVOLE

In una società in cui malnutrizione, sedentarietà, tossine ambientali, abbondante presenza di sostanze chimiche dannose nei prodotti di consumo abituale e inquinamento elettromagnetico (solo per citare alcuni problemi) costituiscono un cocktail esplosivo per il nostro corpo, le drastiche diete 'fai da te' sono spesso squilibrate e focalizzate solo sull'apporto calorico. Si tratta di regimi alimentari che, oltre a generare sensi di colpa, di fallimento e di profonda frustrazione, possono comportare seri rischi per la salute, perché non considerano né la fisiologia del corpo, né ciò che può essere realmente assimilato e utilizzato a livello cellulare e nemmeno tutto l'aspetto emotivo che ruota intorno al cibo...

Maria Grazia Calabrese Scivoletto
PANE E AVANZI E FANTASIA

Nella nostra parte di mondo, dove il superfluo si confonde sempre più
spesso con il necessario, l’Autrice ci guida alla riscoperta di un’arte antica,
sopita ma mai dimenticata: l’arte di cucinare con gli avanzi.
Nata dalla necessità di non sprecare quel poco che si aveva e diventata
virtù, grazie alla fantasia, la creatività e l’amore di madri, nonne, zie, che
riuscivano in un doppio miracolo, o gioco di prestigio: a trasformare uno
‘scarto’ in una prelibatezza, e senza gravare sul bilancio familiare.

Nicola Romano
VORAGINI ED APPIGLI

Con il suo caratteristico tono sobriamente dissonante, a metà tra il calligrafismo e la didascalia stilizzata, questa raccolta di Nicola Romano si rifugia nell'elegante fattura del settenario come per prendere le distanze da tutto ciò che non può entrare in quel metro breve. L'autore non si limita ad una mera «discesa culturale» di bachtiniana memoria nella poesia italiana, opera anche una «risalita» attraverso una poesia che sospende la «normalità», la «rovescia» ma, rovesciandola, la lascia intatta, anzi, la rende maggiormente visibile, la invita a sopravvivere, non a «rigenerarsi», perché Romano è un poeta dei nostri tempi, un poeta disilluso che ha smesso da tempo di credere. È questo che mi sento di dire alla poesia in argomento, che la sua ironizzazione, effervescente e minimale, lascia la poesia al suo posto e la società nel suo, ciascuna nel proprio ruolo poiché entrambe estranee l'una all'altra. (Giorgio Linguaglossa)

Salvatore Greco
L'ASCESA DEI NOTABILI

Politica e società a Palazzolo Acreide nell'Ottocento borbonico

Palazzolo Acreide, l'antica Akrai, subcolonia di Siracusa, vive durante l'Ottocento borbonico un periodo di importanti trasformazioni politiche e sociali. A partire dalla breve, ma fondamentale, stagione costituzionale del 1812 cominciano ad affacciarsi nel palcoscenico della politica locale le classi sociali 'borghesi', radicate in gran parte nella 'città di sopra' che, sviluppatasi attorno alla chiesa di S. Sebastiano, si contrappone alla 'città di sotto' (il quartiere di S. Paolo)...

Primo Lorenzi
PER LE ANTICHE STRADE
Viaggio nella Sicilia della tarda antichitità

[...] Non ho intenzione di farne un lavoro archeologico: a ognuno il suo mestiere! E nemmeno una guida storico artistica. Vorrei invece scrivere un libro di viaggio che abbia come primo obbiettivo quello di modellare l'aspettativa e la carica desiderante del viaggiatore. Per costruire prima di tutto un viaggio nel tempo, in un'epoca storica a mio avviso importantissima e lunga un millennio. Così da aiutare anche un lettore non professionista a leggerne le tracce nel paesaggio. A narrare le vicende dell'Isola come si racconta una storia di vita. O una storia clinica. E insieme descrivere il mio viaggio nel cuore del Mediterraneo e in un epoca tanto amata e tanto utile anche per capire l'attualità [...]

Alessandro Tarsia
PERCHE' LA 'NDRANGHETA?
Antropologia dei calabresi

Quando un malato è grave, come lo è la Calabria, è necessario e doveroso concentrarsi sulla sua patologia, perché parlare delle sue parti sane e belle non solo sarebbe controproducente per il malato, ma sarebbe anche fumo negli occhi a uso e consumo degli interessi arrivistici di chi scrive.
Si può credere in un futuro più roseo illudendosi che sia già in atto, o che sia già esistito in un passato recente. oppure — ed è la strada qui scelta — si può decidere di affrontare con lucidità, senza infingimenti consolatori, un'anamnesi radicale quanto dovuta. [...]



Beniamino Biondi
IL CIMITERO DEL SOLE
Il cinema della nouvelle vague in Giappone

Il termine nuberu bägu appare per la prima volta sulla rivista"Shükan Yomiuri- - dopo l'uscita del secondo film di Nagisa Öshima, Racconto crudele della giovinezza (1960) -, maturando l'opinione di un'influenza della nouvelle vague sul lavoro dei giovani cineasti giapponesi, che, invece, hanno sempre rifiutato la genesi di questa definizione respingendola con forza. Più giustamente, invece, col termine nuberu bägu è possibile fare riferimento allo spirito di rigenerazione culturale del cinema dei primi anni sessanta e all'origine del clima politico della cosiddetta Nuova Sinistra. [...]

Cinzia Pierangelini
VENTUNO RACCONTI
racconti

Le storie di Cinzia Pierangelini sono insolite non solo per il contenuto e lo stile, capace di spaziare in più ambiti, ma anche per l’affetto spesso ironico e divertente che l’autrice riserva
ai suoi personaggi, anche nel contesto di narrazioni connotate da un certo mal di vivere. Può
succedere, dunque, di finire per amare alcuni protagonisti quasi si fosse con loro condiviso un tratto di strada. Questi racconti – molti già vincitori di concorsi – rappresentano una parte
del lavoro svolto nel decennio 2004-2014 e ci conducono alla scoperta delle piccole o grandi crepe che possono incrinare l’animo di ciascuno di noi. Capita così di sentirsi un giorno la
sensuale Rosa affamata di sesso e un altro la sfigata controfigura del commissario Montalbano e di riuscire, una volta chiuso il libro, a sorridere maternamente di ognuna delle nostre umanissime debolezze.

Angelo Fiore
L'INCARICO
romanzo

«[...] Anche qui il protagonista è un impiegato, costretto in un destino apparentemente mediocre, ma la sua vita è percorsa e attraversata da presentimenti, allarmi, allusioni, minacce, meschine passioni e oscure ma radicali utopie. Da questi stilizzati residui realistici, violentati da un impietoso grottesco monocromo, il Fiore ricava il suo clima narrativo e stilistico assolutamente tipico. I fatti che accadono nelle sue pagine hanno un duro rilievo, una risonanza secca e rapida, sgraziata, quasi un acre presagio intimidatorio e terroristico, eppure senti in essi una confusa urgenza religiosa, quasi un appello a una superiore razionalita spirituale di cui peraltro ci sfugge di continuo il segreto...

Alba Castello
TRA TESTO E OFFICINA

Il gioco a nascondere di Lucio Piccolo

Il saggio di Alba Castello pone al centro dell'indagine la seconda raccolta poetica di Lucio Piccolo, pubblicata nel 1960, Gioco a nascondere. L'opera, che costituisce un momento importante nella produzione piccoliana, coniuga la lezione di illustri modelli, ormai sapientemente assimilata, con una pronuncia originale e armonica. La Castello mostra come, a partire da raffinate trame metaforiche, il poeta si interroga sull'esistenza, sul mistero dell'oltre-vita, sugli arcani di una natura favolosa e ancestrale...

Pietro Lo Cascio
«COSE DIVERSE DALLE VULCANICHE»
Le Eolie dell'Ottocento esplorate da Mandralisca e altri naturalisti

Cosa facevano un barone illuminista che scriveva lavori scientifici lasciandoli nel cassetto, una ex-modista parigina appassionata di nautili e altri molluschi marini, un botanico alle prime armi scambiato per un medico, un raccoglitore di lumache scambiato per untore, un figlio di esuli mazziniani che voleva unire idealmente l'Italia in un'inchiesta ornitologica, uno scrittore inglese con il pallino delle lucertole e di Darwin, e altri interessanti personaggi in giro per le Eolie durante il XIX secolo? Le esploravano per documentarne la fora e la fauna, e magari scoprirvi nuove specie...

Beniamino Joppolo
LA DOPPIA STORIA

«Libro insolito, diverso, come era diverso nella sua inquieta natura ideologica, nel suo abito quasi anacronistico di artista “maudit”, Beniamino Joppolo: ora autobiografia, di cui talvolta conserva i modi sommariamente allusivi e contratti, mentre altrove, nelle zone più aperte della memoria, si distende in ampie concertazioni di temi, di figure; ora puntigliosa, perfino ossessiva interpretazione di un’esistenza consumata in anni di piombo e resa più convulsa dalla singolarità di un temperamento fuori della regola. Dall’infanzia in una Sicilia calcarea e fiabesca alla compromissione politica, dalle esperienze del confino e del carcere fino alla morte del padre che come un emblema chiude il romanzo, Joppolo insegue una sua disperata visione delle cose, ma di continuo riassorbita, come cancellata, da una furia vitale, da un insopprimibile bisogno d’amore che di volta in volta assume i toni della protesta, del rancore, perfino della rabbia, o quelli, altrettanto perentorii, della tenerezza e della partecipazione...

Beniamino Joppolo
TUTTO A VUOTO. LA GIOSTRA DI MICHELE CIVA. UN CANE UCCISO
.
(romanzi)

Il successo di Beniamino Joppolo nel dopoguerra milanese avviene soprattutto con questi tre romanzi. Joppolo dispone dell’interesse di una casa editrice importante, quella di Valentino Bompiani, con la quale pubblica nel 1945 La giostra di Michele Civa e nel 1949 Un cane ucciso. Questi due romanzi, con il lavoro teatrale I carabinieri (scritto nel 1945) costituiscono l’asse centrale della sua opera, che si teorizza, sempre in quegli anni, con l’elaborazione dell’Abumanesimo. A dar corpo al pensiero abumanista concorre un piccolo romanzo scritto e pubblicato, con sei disegni originali di Giuseppe Migneco, nell’immediato dopoguerra, Tutto a vuoto (Milano, 1945).

Beniamino Joppolo
TEATRO

Saggio introduttivo di Beniamino Joppolo

In questo secondo volume sono raccolti i lavori teatrali scritti tra il 1946 e il 1956: Il secondo diluvio - I tre cavalieri - Andrea Pizzino - La tana - L'arma segreta - La provvidenza - Irma Lontesi - Una curiosa famiglia - Il complotto dei soldi - Il seme è bianco.

Maria Costa
ÀBBIRU MAISTRU

Àbbiru maistru è articolato in due distinte sezioni e comprende undici poesie in siciliano e dieci
racconti. Nella sezione poetica ritroviamo il miracolo linguistico della poetessa di Case Basse, che, sulle corde dell’elegia o utilizzando i toni forti della satira pungente, dà voce all’inesauribile amore per la sua terra, dipingendo felicemente ritratti poetici di personaggi, nitidamente riconoscibili.
Ritornano anche, nella silloge, la Storia e storie minori, desunte da una cultura affidata ad una
autentica tradizione orale, e cantate con pathos solidale e antibellico nei modi dolenti della sua epica popolare. I racconti, che compongono la seconda sezione, vanno assaporati per la forza espressiva, la varietà del lessico, la ricchezza dei contenuti e i vertici poetici raggiunti con incredibile naturalezza.
Su tutto, magistralmente, si impone la lingua siciliana, rispettosa dell’idioma messinese, in
tutta la sua sonora, cromatica e ancestrale bellezza.

PIANETI DI LUCE
fotografie di Peppuccio e Mimmo Buzzanca
poesie di Lucio Falcone

Tre bambini su una scala d’arenaria, vineddivineddi, o sulla spiaggia di Marina di Patti, fanno gioco. «Quando comincia, quando finisce / il gioco non sappiamo, forse / era giorno... », e il gioco non si è fermato: due fratelli, già ragazzi, hanno avuto tra le mani una (una sola) macchina fotografica: il terzo, cugino, ha tentato parole che vogliono diventare poesia. Fogli di fotografia e fogli di poesia che si ricompongono, s’inseguono ora qui, arruffate e confuse, in una memoria che non consente (e non vuole) distinguere di chi è stato lo scatto. «Ma il gioco / è nulla in sé, soltanto ci rende / vigili al secondo e fa / che vibrino le fibre». Consapevoli che fare fotografie non fa fotografi e che scrivere poesie non fa poeti, quanto oggi si offre è solo un dono a se stessi, a quei tre bambini, al ricordo di giorni vissuti insieme, a quell’insieme che adesso ancora continua in questo gioco adulto e miracoloso.

Giuseppe Sicari
LE ISOLE VAGABONDE

(romanzo)

1470. L’ebreo Prospero Mussumeci, ventisei anni, proviene da una ricca famiglia di medici e rabbini di Catania. In seguito a dissidi con il padre e alla prematura morte della giovanissima moglie, lascia la città e intraprende una peregrinazione attraverso la Sicilia settentrionale, alla ricerca di un luogo propizio alla realizzazione dei suoi sogni: fare il medico e sposare una donna che gli faccia dimenticare la prima, negativa esperienza. Una serie di vicissitudini attendono Mussumeci e lo spingono alla continua ricerca di nuovi cieli e ad una coraggiosa partenza verso l’ignoto.Un racconto di “viaggio” delicato, ma intenso, intessuto di riferimenti storici e ambientali minuziosi e accuratamente documentati, ed impreziosito di arcaiche e pittoresche voci siciliane, di spagnolismi, di neologismi.

Macrina Marilena Maffei
DONNE DI MARE

Hanno pescato di notte e di giorno, varato le barche, tirato le reti, salpato le nasse e trascinato le imbarcazioni a secco. Gestualità maschili, atti usuali fra gli uomini di mare, qui tuttavia si tratta di donne. Sono le pescatrici e le donne di mare della Sicilia, di un luogo particolare dell’Isola: l’arcipelago delle Eolie. Forti, coraggiose, audaci, le donne eoliane, sino alla prima metà del Novecento, hanno sfidato quotidianamente il mare per mantenere se stesse e le loro famiglie. Sembrerebbe l’invenzione, magari affascinante, di una studiosa, è invece la realtà di un territorio che ha coinvolto i destini di molte generazioni di donne. Pressoché dimenticate dalla storia insulare, le donne di mare ritornano oggi a reclamare il loro diritto alla memoria. E lo fanno attraverso questo libro che raccoglie le loro voci, le loro storie. D’altronde, qual è il senso simbolico di un molo, di una caletta, di un porticciolo se svanisce per sempre l’immagine delle donne con le schiene curve e le mani strette sui remi che si allontanano nel mare eoliano? Donne che hanno imparato a dare il nome ai venti e a leggere le ore nelle stelle...

Alexandre Dumas (padre)
MESSINA LA NOBILE
e Taormina

Introduzione e traduzione di Valeria Gianolio

In queste pagine siciliane Dumas descrive il suo rapido peregrinare in terra messinese, in un frammisto di aneddoti di costume, brani mitologici e fatti storici alternando piaceri suscitati dalla buona tavola, passione e slancio per le grazie femminili e spiccato interesse per le località visitate.

Vincenzo Bonicelli della Vite
SANCIO, IO E L'ISOLA DI NESSUNO

Un volo avventuroso nello spazio letterario, un rischio calcolato nel tempo della ‘Parola’. Il protagonista seduto su Clavilegno, adesso contemporaneo jet personale, pensa in grande come Don Chisciotte e vola basso come Sancio Panza.
Nessuno pilota; Dante, Dedalus e Don Chisciotte le torri di controllo. Il desiderio è una vacanza nell’isola di Nessuno (forse è quella promessa al buon Sancio). Ma il Terminal, all’arrivo, è chiuso.

1° premio ex aequo al Premio Contemporanea d’Autore 2013
Alexandria Scriptori Festival

Vanni Ronsisvalle
ISOLA
vista in sogno da un disegnatore di verdi labirinti nei giardini del re

1831. La sera del 9 luglio un’isola nuova emerge dal mare. Un’isola di cui nessuna carta nautica riporterà mai le coordinate. Le tre potenze navali che dominano nel Mediterraneo se la contendono, ognuno di quei governi impone persino un nome ad un fenomeno che non ha precedenti a memoria di geografo, in quel tratto di mare tra la Sicilia e l’Africa. Ora i migrantes vi annegano a migliaia. Trenta giorni dopo l’isola scompare [...]



PEPPE AVENI
FRANCESCA BORGIA

NINO BRUNEO

MAURILIO CATALANO
SALVATORE CASTAGNA
VANNETTA CAVALLOTTI
GIULIO D'ANNA
CÉCILE DONATO SOUPAMA
GILLO DORFLES
SANDRO FABRIZI

BENIAMINO JOPPOLO

LABORATORIO DART
GIUSEPPE LEONE
ANGELO MAIORANA

ANTONINO MANCUSO FUOCO
PIETRO MANTILLA

GIGI MARTORELLI
IGNAZIO MONCADA
JOHN PICKING
TANO SANTORO

FERDINANDO SCIANNA
MICHELE SPADARO
TOGO


NATO SCIACCA
VITO FULCO

GIUSEPPE VANADIA
EGIDIO DE FICHY
GIUSEPPE MIGNECO


Lina Pia Sottile
FLEURS

Giuseppe Bartolotta
VELE ALL'ORIZZONTE

Enzo Russo
SOLTANTO TRE COSE

Francesco Saporito
SLA...NCI

Francesco S. Mangone
MISURA MINORE

Rita Fleres
LE VACANZE DI LUCIA

Lina Pia Sottile
DELIZIE

Giuseppe Finocchio
IL MARE VETRATO

Giuseppe Sole
IL GIARDINO PENSILE

Maria Antonella Saia
A TEMPO DI FUGA

Mario Roberto Valenti
L'AFFRESCO DI SANTA MARIA

Amelia Ruggeri Leva
VENTOTTO GIORNI

Rita Fleres
FIORI DI CARTA

Anna Verzera De Joannon
IL DIARIO DI GATTA CICCIA

Antonella Alessandro
AMICHE PAROLE

Anna Natoli
SUSSURRI



 

 

 

 

Fondata nel 1977 con interessi prevalentemente indirizzati a rilevare il mondo delle tradizioni e delle letterature popolari e delle microstorie locali, la Pungitopo editrice nell'ultimo triennio ha rivolto la sua attenzione alla cultura nazionale e straniera, individuando particolari settori d'intervento e metodologia di ricerca. Le principali collane si pongono come punto di riferimento nei settori della produzione narrativa, teatrale e saggistica, tanto isolana quanto italiana ed europea. Con importanti riproposte di autori e tematiche del passato, sono presenti nel suo catalogo nomi nuovi ma assai significativi della cultura contemporanea.
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