Arte e Archeologia VARIA


Macrina Marilena Maffei
DONNE DI MARE

Benito Merlino
ARPA EOLIANA

(nuova edizione)

Michele Giacomantonio
NAVIGANDO NELLA STORIA DELLE EOLIE

Jean Houel
VIAGGIO DI UN PITTORE
ALLE ISOLE EOLIE


Alexander Dumas
VIAGGIO NELLE EOLIE


STAMPE DELL'800
dell'Arciduca Luigi Salvatore d'Austria


Sergio Giani
LE PIANTE MEDICINALI


Mensun Bound
ARCHEOLOGIA SOTTOMARIMA


Gaston Vuillier
ESCURSIONE ALLE EOLIE


A. La Spada-L. Falcone
CUCINA EOLIANA


Leopoldo Zagami
LE ISOLE EOLIE TRA LEGGENDA E STORIA


Gianluca Giuffrè
GINOSTRA



CUCINA TRAPANESE

CUCINA EOLIANA

CUCINA RAGUSANA

CUCUNA CALABRESE

Lucia Aliotti
CUCINA
Tradizionale delle isole
EGADI

Maria Grazia Scivoletto
A CENA SULL'ALTOPIANO IBLEO

Sciroccu, malanova e
PISCISTOCCU
sulla cultura del pescestocco a
Messina

PISCISPADA
sulla cultura del pescespada nello Stretto di Messina

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Portale delle Eolie

La Fondazione Piccolo

Al Gran Sole - Francesco Leprino

Marebluefin



EOLIE, PATTI, TINDARI


Sheila Watson
IL DOPPIO AMO


Audrey Thomas
LATAKIA


Helen Weinzweig
NERO E PERLE


Adriana Trozzi
FAIRY-TALE CRITICISM...


Proposte di lettura

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I NUOVI
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PISCISPADA

sulla cultura del pescespada
nello Stretto di
Messina

Sciroccu, malanova e

PISCISTOCCU

sulla cultura del pescestocco a
Messina

seconda edizione ampliata

ALMANACCU SICILIANU 2016

BESTIARIO SICILIANO

nella cultura e nelle tradizioni popolari siciliane


Maria Grazia Calabrese Scivoletto
PANE E AVANZI E FANTASIA

Nella nostra parte di mondo, dove il superfluo si confonde sempre più
spesso con il necessario, l’Autrice ci guida alla riscoperta di un’arte antica,
sopita ma mai dimenticata: l’arte di cucinare con gli avanzi.
Nata dalla necessità di non sprecare quel poco che si aveva e diventata
virtù, grazie alla fantasia, la creatività e l’amore di madri, nonne, zie, che
riuscivano in un doppio miracolo, o gioco di prestigio: a trasformare uno
‘scarto’ in una prelibatezza, e senza gravare sul bilancio familiare.

Nicola Romano
VORAGINI ED APPIGLI

Con il suo caratteristico tono sobriamente dissonante, a metà tra il calligrafismo e la didascalia stilizzata, questa raccolta di Nicola Romano si rifugia nell'elegante fattura del settenario come per prendere le distanze da tutto ciò che non può entrare in quel metro breve. L'autore non si limita ad una mera «discesa culturale» di bachtiniana memoria nella poesia italiana, opera anche una «risalita» attraverso una poesia che sospende la «normalità», la «rovescia» ma, rovesciandola, la lascia intatta, anzi, la rende maggiormente visibile, la invita a sopravvivere, non a «rigenerarsi», perché Romano è un poeta dei nostri tempi, un poeta disilluso che ha smesso da tempo di credere. È questo che mi sento di dire alla poesia in argomento, che la sua ironizzazione, effervescente e minimale, lascia la poesia al suo posto e la società nel suo, ciascuna nel proprio ruolo poiché entrambe estranee l'una all'altra. (Giorgio Linguaglossa)

Salvatore Greco
L'ASCESA DEI NOTABILI

Politica e società a Palazzolo Acreide nell'Ottocento borbonico

Palazzolo Acreide, l'antica Akrai, subcolonia di Siracusa, vive durante l'Ottocento borbonico un periodo di importanti trasformazioni politiche e sociali. A partire dalla breve, ma fondamentale, stagione costituzionale del 1812 cominciano ad affacciarsi nel palcoscenico della politica locale le classi sociali 'borghesi', radicate in gran parte nella 'città di sopra' che, sviluppatasi attorno alla chiesa di S. Sebastiano, si contrappone alla 'città di sotto' (il quartiere di S. Paolo)...

Uccio De Lorenzo
SAN GIORGIO E IL DRAGO
da una ricca idea di Riccardo Cascone

Giugno 2006. Torino. Sullo sfondo anche Londra e Messina. Da qualche mese hanno avuto termine le XX Olimpiadi Invernali.
Una rimpatriata tra ex colleghi universitari, con ricco buffet, ha luogo in un rinomato ristorante della collina torinese. È l'omaggio di un invito anonimo, al quale partecipa — fatto giungere appositamente da Londra — l'avvocato Roger Sacco, accompagnato dal maturo collega Richard Mason. Da questo momento la pacifica città pedemontana viene scossa da una serie di efferati omicidi. Le vittime, laureati lo stesso giorno, esattamente venti anni prima, sono alcuni dei partecipanti alla cena. Figure femminili ruotano attorno all'oscura vicenda: una magistrata, una docente universitaria, una straniera, una sensitiva, un'anziana signora. Ma proprio quando sembra che sia stata messa la parola fine all'intricata vicenda accadono incredibili colpi di scena.

Rocco Familiari - Gigi Giacobbe
IL TEATRO A MESSINA E TAORMINA NEGLI ANNI '70

Negli anni Settanta, a Messina, si sono sviluppate una serie di iniziative, in campo teatrale, soprattutto l'attività del Teatro Struttura, che hanno consentito alla città di riannodare un filo con il proprio, glorioso, passato, che sembrava essersi interrotto, e di porre le basi per alcune importanti realizzazioni: il Festival Internazionale del Teatro di Taormina, e la ricostruzione del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Due fra i protagonisti non marginali, in ruoli diversi, di quel particolare momento (appunto Giacobbe e Familiari) si sono incontrati per caso, dopo una trentina d'anni, e hanno scoperto, fra l'altro, di essere i soli ad aver conservato documenti (recensioni, manifesti, fotografie) degli eventi più importanti...

Carmelo Rucci
JOY NON PARLAVA ITALIANO
romanzo

Romanzo giovane e disimpegnato, divertente e ironico, Joy non parlava italiano racconta le passioni e gli entusiasmi di un gruppo di giovani amici e descrive con scanzonata piacevolezza il sentimento di disubbidienza e lo spirito di avventura che hanno caratterizzato i sogni e le speranze dei giovani della beat generation.

Raffaele China
LE ISOLE NEL TEMPO
Le Eolie nelle cartoline da fine '800 ai primi decenni del '900

Questo bel lavoro di Raffaele China rappresenta un contributo importante alla conoscenza e alla promozione delle Eolie, ma anche una documentazione, per gli Eoliani, di un mondo che va scomparendo. Le cartoline, che dagli ultimi decenni dell’800 ci accompagnano fino ai primi decenni del ’900. Raffaele ha raccolto in questo volume le immagini più antiche, quelle in bianco e nero quando il colore non esisteva o si ricorreva all’acquarello per darne in qualche modo l’impressione, e sta già lavorando a nuove raccolte: quelle di oggi, quelle di un periodo di mezzo. Ma intanto concentriamoci su questa esperienza e verifichiamone l’accoglienza. (dall’Introduzione di Michele Giacomantonio)

Gae Sicari Ruffo
ASCOLTANDO IL MARE

poesie

Il mare è una straordinaria piattaforma della vita, dentro cui spiccare il salto, intravedere il fondo e scoprire il senso della sua storia, risalendo dai miti omerici fino alle tante vicende che contrassegnarono l’arrivo di nuovi conquistatori, di regni e di etnie [...]. Purtroppo nella più recente quotidianità il mare è divenuto sinonimo di migrazione, a cui sono connessi dolore, disagio e spesso tragedia [...]. Subentrano considerazioni di altro genere e il soliloquio lirico spesso muta in requisitoria che indaga, protesta e condanna [...]. La poesia allora svela tutta la malinconia di cui è pervasa per il tradimento dei principi su cui si fonda la società costituita, l’impossibilità di una pace vera e duratura, l’ambiguità delle circostanze che ci condizionano, la straziante preghiera di chi vuol vivere, ma vede già avvicinarsi la barca dell’estremo limite di Caronte.

Tommasa Siragusa
ADESSO PARLO IO
Confessioni di artiste ed eroine, sogno o realtà al castello

Una originale rilettura di note figure artistiche non più viventi e personaggi femminili, storicamente esistiti o mitologici esemplari nel comune sentire, attraverso quindici disarmanti monologhi, liberatorie auto-analisi confessorie, con le quali ogni protagonista prende vita e parola e svela, ricomponendola, la propria identità, per tenere vivo il proprio ricordo. Si alternano toni sommessi, di perdita, a spirito sferzante e pungente ed il ribollente magma sotteso è di difficile contenimento.

Michele Cariglino
CRONICHE

L'anatomia della disfatta, sia personale che storica, è condotta da Cariglino mediante una tecnica versificatoria che elegge la reductio a norma, la capacità di asciugare (o persino prosciugare) qualsivoglia tentazione decorativa a condotta anzitutto morale prima che letteraria. È dalla presa di coscienza di questa inestinguibile consunzione — forse riflesso di un Io poetico che, di fronte alla sconfitta, può e deve far esperienza, per rinascere, dall'abisso — che si diparte un allontanamento silente dal "mito" stesso della poesia, e da quella tradizione lirica che, particolarmente nel nostro Paese, ha avuto un peso non indifferente. (Marco Gatto)

Primo Lorenzi
PER LE ANTICHE STRADE
Viaggio nella Sicilia della tarda antichitità

[...] Non ho intenzione di farne un lavoro archeologico: a ognuno il suo mestiere! E nemmeno una guida storico artistica. Vorrei invece scrivere un libro di viaggio che abbia come primo obbiettivo quello di modellare l'aspettativa e la carica desiderante del viaggiatore. Per costruire prima di tutto un viaggio nel tempo, in un'epoca storica a mio avviso importantissima e lunga un millennio. Così da aiutare anche un lettore non professionista a leggerne le tracce nel paesaggio. A narrare le vicende dell'Isola come si racconta una storia di vita. O una storia clinica. E insieme descrivere il mio viaggio nel cuore del Mediterraneo e in un epoca tanto amata e tanto utile anche per capire l'attualità [...]

Alessandro Tarsia
PERCHE' LA 'NDRANGHETA?
Antropologia dei calabresi

Quando un malato è grave, come lo è la Calabria, è necessario e doveroso concentrarsi sulla sua patologia, perché parlare delle sue parti sane e belle non solo sarebbe controproducente per il malato, ma sarebbe anche fumo negli occhi a uso e consumo degli interessi arrivistici di chi scrive.
Si può credere in un futuro più roseo illudendosi che sia già in atto, o che sia già esistito in un passato recente. oppure — ed è la strada qui scelta — si può decidere di affrontare con lucidità, senza infingimenti consolatori, un'anamnesi radicale quanto dovuta. [...]



Aldo Gerbino
CAMMEI

Aldo Gerbino è uno scrittore, un poeta di orizzonti generosi e frastagliati. Probabilmente gli deriva dall'essere insieme un medico/scienziato. Queste pagine ne sono un compulsivo documento. Pagine disinteressate e felici, con tracce abbaglianti o atone (volutamente) di nostalgie personali ed altri impressionismi. Niente che non si collochi senza inquietudini dentro un diorama di figure bloccate con sincerità nella loro aura identitaria. Insomma scrittore che racconta d'altri scrittori, operai di libri, gente affine [...]

Vanni Ronsisvalle, dalla postfazione

Beniamino Biondi
IL CIMITERO DEL SOLE
Il cinema della nouvelle vague in Giappone

Il termine nuberu bägu appare per la prima volta sulla rivista"Shükan Yomiuri- - dopo l'uscita del secondo film di Nagisa Öshima, Racconto crudele della giovinezza (1960) -, maturando l'opinione di un'influenza della nouvelle vague sul lavoro dei giovani cineasti giapponesi, che, invece, hanno sempre rifiutato la genesi di questa definizione respingendola con forza. Più giustamente, invece, col termine nuberu bägu è possibile fare riferimento allo spirito di rigenerazione culturale del cinema dei primi anni sessanta e all'origine del clima politico della cosiddetta Nuova Sinistra. [...]

Laura Costantino
LIBRIZZI
Frammenti di poesia visiva

Un racconto particolare, sensazionale e concreto, che ci restituisce con un "bianco e nero" di immagini fotografiche e di partecipata narrazione il paese di Librizzi, [...] la realtà del nostro quotidiano, i cui valori e la cui bellezza rischiamo talvolta di farci sfuggire [...]: i luoghi, la gente, gli ambienti che costituiscono il mio, il nostro mondo, li ho visti riaffiorare nei brevi racconti, che dànno tutti voce al 'viaggio' affidato alle immagini di questo piccolo paradiso in cui vivo. [...] R.C.

Cinzia Pierangelini
VENTUNO RACCONTI
racconti

Le storie di Cinzia Pierangelini sono insolite non solo per il contenuto e lo stile, capace di spaziare in più ambiti, ma anche per l’affetto spesso ironico e divertente che l’autrice riserva
ai suoi personaggi, anche nel contesto di narrazioni connotate da un certo mal di vivere. Può
succedere, dunque, di finire per amare alcuni protagonisti quasi si fosse con loro condiviso un tratto di strada. Questi racconti – molti già vincitori di concorsi – rappresentano una parte
del lavoro svolto nel decennio 2004-2014 e ci conducono alla scoperta delle piccole o grandi crepe che possono incrinare l’animo di ciascuno di noi. Capita così di sentirsi un giorno la
sensuale Rosa affamata di sesso e un altro la sfigata controfigura del commissario Montalbano e di riuscire, una volta chiuso il libro, a sorridere maternamente di ognuna delle nostre umanissime debolezze.

Eliana Camaioni
L'AMORETIEPIDO
romanzo

È meglio l’amore che scotta, o solo quello tiepido che scalda senza bruciare? Ma soprattutto: esiste una realtà univoca o tante verità quanti sono i punti di vista di chi narra? Se lo chiedono i cinque protagonisti de L’amoretiepido, romanzo che racconta l’età dei trentacinque-quarantenni all’epoca della crisi. La voce narrante che accompagna il lettore per tutto il romanzo è quella della protagonista, docente di italiano e latino “col capello troppo lungo e le idee poco ministeriali”, che viene convocata per una supplenza al liceo di Mistretta, paesino nebroideo. Rosa, reduce da “pasticci sessual-sentimentali”, ama mettersi alla prova, e decide di cogliere al volo l’opportunità della supplenza per “cambiar pelle come i serpenti”...

Angelo Fiore
L'INCARICO
romanzo

«[...] Anche qui il protagonista è un impiegato, costretto in un destino apparentemente mediocre, ma la sua vita è percorsa e attraversata da presentimenti, allarmi, allusioni, minacce, meschine passioni e oscure ma radicali utopie. Da questi stilizzati residui realistici, violentati da un impietoso grottesco monocromo, il Fiore ricava il suo clima narrativo e stilistico assolutamente tipico. I fatti che accadono nelle sue pagine hanno un duro rilievo, una risonanza secca e rapida, sgraziata, quasi un acre presagio intimidatorio e terroristico, eppure senti in essi una confusa urgenza religiosa, quasi un appello a una superiore razionalita spirituale di cui peraltro ci sfugge di continuo il segreto...

Anna Panzera
LA LETTERATURA VOLGARE IN CALABRIA
Il lamento di Joanne Maurello

Il presente saggio si focalizza sulle remote origini, a tutt'oggi poco studiate e conosciute, della letteratura vernacolare calabrese, la quale affonda le proprie radici nel XV secolo.
Infatti, accanto alla produzione di stampo greco-latino, propria di un'epoca caratterizzata dal recupero degli studia humanitatis, la letteratura regionale si protese verso una sperimentazione senza precedenti che si tradusse nell'impiego della parlata volgare, sino a quel momento confinata al contesto della comunicazione quotidiana e alla fruizione nell'ambito del tecnicismo pragmatico-burocratico...

Alba Castello
TRA TESTO E OFFICINA

Il gioco a nascondere di Lucio Piccolo

Il saggio di Alba Castello pone al centro dell'indagine la seconda raccolta poetica di Lucio Piccolo, pubblicata nel 1960, Gioco a nascondere. L'opera, che costituisce un momento importante nella produzione piccoliana, coniuga la lezione di illustri modelli, ormai sapientemente assimilata, con una pronuncia originale e armonica. La Castello mostra come, a partire da raffinate trame metaforiche, il poeta si interroga sull'esistenza, sul mistero dell'oltre-vita, sugli arcani di una natura favolosa e ancestrale...

Pietro Lo Cascio
«COSE DIVERSE DALLE VULCANICHE»
Le Eolie dell'Ottocento esplorate da Mandralisca e altri naturalisti

Cosa facevano un barone illuminista che scriveva lavori scientifici lasciandoli nel cassetto, una ex-modista parigina appassionata di nautili e altri molluschi marini, un botanico alle prime armi scambiato per un medico, un raccoglitore di lumache scambiato per untore, un figlio di esuli mazziniani che voleva unire idealmente l'Italia in un'inchiesta ornitologica, uno scrittore inglese con il pallino delle lucertole e di Darwin, e altri interessanti personaggi in giro per le Eolie durante il XIX secolo? Le esploravano per documentarne la fora e la fauna, e magari scoprirvi nuove specie...

Alfio Inserra
TRAGOEDIA
(epilli)

Ed ecco, in questo libro snodarsi gli "epilli" del dolore, e della rabbia: ecco poemetti duri e forti come Lu pazzusanu, o come Carretta a mari con il carico di uomini e donne che fuggono dalle amare terre del Nord Africa per tentare il dramma della traversata verso la Sicilia seminando di morti i profondi fondali del Mediterraneo. E ancora Terremotu che rievoca le tragedie del Belice e, alla fine, avverte che «si ti servi lezioni /e signali /di quantu semu fragili e piatusi / nun c'era megghiu nsignamentu e monitu / d'un terremotu». E leggiamo altri epilli sul dramma delle fanciulle violentate e sacrificate alla più squallida prostituzione; ma il nostro paladino canta ancora di altre tragedie legate alla mafia, dalla terribile strage di Portella delle Ginestre fino al sacrificio indimenticato dei giudici palermitani Falcone e Borsellino e alla strage di Capaci.
[dalla prefazione di Salvatore Di Marco]

Sara Giommoni
IL TRENO CORREVA
(racconti)

La vita è un treno: corre su binari sempre diversi e aggiunge attimi-stazioni al suo percorso. In un tempo vissuto troppo in fretta che impone il divieto di sostare, questa silloge rema contro corrente e, a discapito del ritmo folle che governa la modernità e del principio secondo il quale tutto è sostituibile, celebra la necessità dell'attimo vissuto come sosta, l'unico in grado di realizzare il raggiungimento della consapevolezza, del 'saper cogliere, saper vedere'.
(Maria Gerace)

Leonardo Gatta
IL PERSONAGGIO IN CORS
A
Pasolini e la poesia prima

Il saggio di Leonardo Gatta ha il pregio di soffermarsi su alcune basilari questioni della poesia di Pier Paolo Pasolini. L’autore ripercorre le tappe di un itinerario poetico e ideologico che dalle poesie dialettali di Casarsa, ancora invischiate di una logica mitica e profondamente estetizzata [...], conduce sino al grande capolavoro di Le ceneri di Gramsci, dove esperienza biografica, corporeità e visione politica incontrano il terreno della Storia nella forma di una poesia nuovamente e fortemente civile.

Cécile Donato Soupama
LINÉAMENT / LINEAMENTO
Testi di Barbara Sabatè Montoriol

Amiamo usare opposizioni binarie. Lì risiede l'ossatura di ogni pensiero ma anche, e in tanti casi, una facilità che mostra degli aspetti di dialettica. Il campo artistico non ci sfugge, attraversato da antiche oppozioni su cui si sono appoggiati potenti dibattiti: grafismo/pittura, disegno/colore, astratto/ figurativo...
Nous aimons à manier les oppositions binaires. Là réside l'armature de toute pensée mais aussi, et dans bien des cas, une facilité qui se donne des allures de dialectique. Le domaine artistique n'y échappe pas, traversé qu'il est par d'antiques disjonctions sur lesquelles se sont appuyés de puissants débats : graphisme/peinture, dessin/couleur, abstrait/figuratif...

PIANETI DI LUCE
fotografie di Peppuccio e Mimmo Buzzanca
poesie di Lucio Falcone

Tre bambini su una scala d’arenaria, vineddivineddi, o sulla spiaggia di Marina di Patti, fanno gioco. «Quando comincia, quando finisce / il gioco non sappiamo, forse / era giorno... », e il gioco non si è fermato: due fratelli, già ragazzi, hanno avuto tra le mani una (una sola) macchina fotografica: il terzo, cugino, ha tentato parole che vogliono diventare poesia. Fogli di fotografia e fogli di poesia che si ricompongono, s’inseguono ora qui, arruffate e confuse, in una memoria che non consente (e non vuole) distinguere di chi è stato lo scatto. «Ma il gioco / è nulla in sé, soltanto ci rende / vigili al secondo e fa / che vibrino le fibre». Consapevoli che fare fotografie non fa fotografi e che scrivere poesie non fa poeti, quanto oggi si offre è solo un dono a se stessi, a quei tre bambini, al ricordo di giorni vissuti insieme, a quell’insieme che adesso ancora continua in questo gioco adulto e miracoloso.

Nicola Amalfi
100 FUNGHI, cento capolavori
illustrazioni di Marienza Calderone

Guardare un fungo è come guardare un quadro, un capolavoro della pittura. Infonde, in chi ha l'animo predisposto all'osservazione della bellezza della Natura, emozioni che difficilmente trovano espressioni appropriate.
Ed è proprio dal desiderio di coniugare l'esperienza scientifica dello studio della Micologia con quella della poesia che suscita la visione degli sporofori fungini, che nasce 100 Funghi, cento Capolavori, un'opera in cui Micologia e Arte si fondono per descrivere scienza e bellezza.
[...] Cento specie fungine, cento schede complete delle specie con altrettante foto della microscopia delle basidiospore, corredate da cento disegni in scala 1/1 della specie descritta. Un mixer di tecnica e arte, offerto agli amanti della Micologia, ma anche a chi vuole accostarsi ad essa per la prima volta...

Mario Minarda
LA LENTE BIFOCALE

I libri di Vincenzo Consolo risultano attraversati da uno straordinario sguardo bipolare nel quale convergono la propensione all’interrogazione civile e la dimensione espressiva che accentua la ricca artificiosità dei registri di stile. Tra andamenti lirici, snodi metaforici e dissoluzioni della narrazione verso forme che incontrano i palinsesti del mito antico o le partiture della tragedia classica, Mario Minarda indaga i testi dello scrittore siciliano, suggerendo originali percorsi interpretativi in dialogo con i fermenti dell’attualità sociale e con l’essenza stessa della letteratura nel complesso mondo editoriale contemporaneo.

Giuseppe Loteta
ISTANTENEE
tra cronaca e storia

Palmiro Togliatti, Mobutu Sese Seku, Armando Borghi, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Umberto Di Savoia, Randolfo Pacciardi, Silvio Milazzo, Boris Giuliano, Leonardo Sciascia, Aldo Braibanti, Il generale De Lorenzo, Ferruccio Parri, Girolamo Li Causi, Ernesto Rossi, Giorgio Napolitano, Marco Pannella, Giovanni Falcone, Santiago Carrillo, Riccardo Lombardi, Enrico Berlinguer, Salvo Lima, Francesco De Martino, Nella Masutti, Antonello Trombadori, Giulio Andreotti, Franco Evangelisti, Bettino Craxi, Bruno Zevi, Danilo Dolci, Umberto Terracini. Incontri di un giornalista con personaggi che non solo hanno segnato i passi della politica italiana che ha portato ai nostri giorni, ma che costituiscono ormai la nostra storia.

Beniamino Joppolo
LA DOPPIA STORIA

«Libro insolito, diverso, come era diverso nella sua inquieta natura ideologica, nel suo abito quasi anacronistico di artista “maudit”, Beniamino Joppolo: ora autobiografia, di cui talvolta conserva i modi sommariamente allusivi e contratti, mentre altrove, nelle zone più aperte della memoria, si distende in ampie concertazioni di temi, di figure; ora puntigliosa, perfino ossessiva interpretazione di un’esistenza consumata in anni di piombo e resa più convulsa dalla singolarità di un temperamento fuori della regola. Dall’infanzia in una Sicilia calcarea e fiabesca alla compromissione politica, dalle esperienze del confino e del carcere fino alla morte del padre che come un emblema chiude il romanzo, Joppolo insegue una sua disperata visione delle cose, ma di continuo riassorbita, come cancellata, da una furia vitale, da un insopprimibile bisogno d’amore che di volta in volta assume i toni della protesta, del rancore, perfino della rabbia, o quelli, altrettanto perentorii, della tenerezza e della partecipazione...

Filippo Lo Schiavo
LA NAVE DEL VINO

Milazzo, 1926. L'eco di un atroce delitto percorre la città. È appena arrivata la vinaccera "Lupo", la nave comandata dal giovane e affascinante capitano Sanguinetti, che approda ciclicamente nel porto siciliano per caricare i pregiati vini prodotti nella Piana milazzese. Il delitto, non si sa se d’onore, per vendetta o chissà per quale altro arcano motivo, sconvolge l'aria ferma e sonnolenta di quell'inizio di autunno. In un'atmosfera di provinciale, provvisoria convivenza, segnata dai venti del cambiamento ispirati dalla nuova era fascista, rimangono coinvolti personaggi eccellenti che si ritengono intoccabili. All'attracco della sua nave, il comandante
li troverà allineati sulla banchina, come corvi forieri di un macabro preludio di morte.

Uccio De Lorenzo - Marcello Sturiale
MESSINA, IL SAPORE DEI RICORDI

«Negli ultimi cinquant’anni ho visto sempre più affievolirsi l’amore per i piatti tradizionali della mia città. Ho scritto queste ricette con l’intento di invitare qualcuno di buona volontà a sfornellare per il piacere di ritrovare sapori perduti. Ho cercato di descriverle nel modo più semplice possibile, di proporre il piatto finito e in qualche caso mi sono abbandonato a ricordi della mia infanzia messinese». (Marcello Sturiale)
«Sono ricordi dei lontani anni Cinquanta, i miei. Formidabili quegli anni dell’Agosto Messinese. E poi Torino, gli anni del lavoro. Più di quanti non ne abbia trascorsi, tutti di seguito, in questa buttanissima terra.Cosicché mi trovo letteralmente scisso, schizofrenico: non sto bene da nessuna parte. Rettifico: riesco a stare benissimo in qualunque parte del mondo. Non per sempre». (Uccio De Lorenzo)

Maria Costa
ÀBBIRU MAISTRU

Àbbiru maistru è articolato in due distinte sezioni e comprende undici poesie in siciliano e dieci
racconti. Nella sezione poetica ritroviamo il miracolo linguistico della poetessa di Case Basse, che, sulle corde dell’elegia o utilizzando i toni forti della satira pungente, dà voce all’inesauribile amore per la sua terra, dipingendo felicemente ritratti poetici di personaggi, nitidamente riconoscibili.
Ritornano anche, nella silloge, la Storia e storie minori, desunte da una cultura affidata ad una
autentica tradizione orale, e cantate con pathos solidale e antibellico nei modi dolenti della sua epica popolare. I racconti, che compongono la seconda sezione, vanno assaporati per la forza espressiva, la varietà del lessico, la ricchezza dei contenuti e i vertici poetici raggiunti con incredibile naturalezza.
Su tutto, magistralmente, si impone la lingua siciliana, rispettosa dell’idioma messinese, in
tutta la sua sonora, cromatica e ancestrale bellezza.

Giuseppe Sicari
LE ISOLE VAGABONDE

(romanzo)

1470. L’ebreo Prospero Mussumeci, ventisei anni, proviene da una ricca famiglia di medici e rabbini di Catania. In seguito a dissidi con il padre e alla prematura morte della giovanissima moglie, lascia la città e intraprende una peregrinazione attraverso la Sicilia settentrionale, alla ricerca di un luogo propizio alla realizzazione dei suoi sogni: fare il medico e sposare una donna che gli faccia dimenticare la prima, negativa esperienza. Una serie di vicissitudini attendono Mussumeci e lo spingono alla continua ricerca di nuovi cieli e ad una coraggiosa partenza verso l’ignoto.Un racconto di “viaggio” delicato, ma intenso, intessuto di riferimenti storici e ambientali minuziosi e accuratamente documentati, ed impreziosito di arcaiche e pittoresche voci siciliane, di spagnolismi, di neologismi.

Nicola Russo
L'IDRAULICO CIECO
(romanzo)

Cosa fa uno scrittore fantasma alle prese coi suoi fantasmi? Marco Ramirez, quarantadue anni, una ex moglie, due figli, una famiglia d’origine con la quale comunica a monosillabi e grugniti in quelle rare occasioni in cui s’incontrano (matrimoni, funerali – sempre più frequenti! – e feste comandate). Lasciato dalla moglie, licenziato dal giornale per il quale lavorava come cronista di nera, si reinventa come ghost writer di Remo Croci, autore di best sellers in crisi creativa. E, nel frattempo, non ne azzecca una. Precario negli affetti e nel lavoro, passa da una delusione sentimentale all’altra. Finché nella sua vita non entra Lucy, sexy ed ironica, un vulcano. La sua donna ideale. Una col cervello di Patti Smith e un culo in cui incastrare la dentiera.
Fra monumentali figure di merda e riflessioni esistenziali tragicomiche, L’idraulico cieco racconta un antieroe, imbranato ma arguto, che cerca il suo “centro di gravità permanente” attraverso la passione per la scrittura, i conflitti familiari e l’amore sconfinato per la vita in tutte le sue manifestazioni.

Macrina Marilena Maffei
DONNE DI MARE

Hanno pescato di notte e di giorno, varato le barche, tirato le reti, salpato le nasse e trascinato le imbarcazioni a secco. Gestualità maschili, atti usuali fra gli uomini di mare, qui tuttavia si tratta di donne. Sono le pescatrici e le donne di mare della Sicilia, di un luogo particolare dell’Isola: l’arcipelago delle Eolie. Forti, coraggiose, audaci, le donne eoliane, sino alla prima metà del Novecento, hanno sfidato quotidianamente il mare per mantenere se stesse e le loro famiglie. Sembrerebbe l’invenzione, magari affascinante, di una studiosa, è invece la realtà di un territorio che ha coinvolto i destini di molte generazioni di donne. Pressoché dimenticate dalla storia insulare, le donne di mare ritornano oggi a reclamare il loro diritto alla memoria. E lo fanno attraverso questo libro che raccoglie le loro voci, le loro storie. D’altronde, qual è il senso simbolico di un molo, di una caletta, di un porticciolo se svanisce per sempre l’immagine delle donne con le schiene curve e le mani strette sui remi che si allontanano nel mare eoliano? Donne che hanno imparato a dare il nome ai venti e a leggere le ore nelle stelle...

Vincenzo Bonaventura
TEATRANTI

«Ho puntato non tanto sulle recensioni, troppo legate alla fissità di uno spettacolo lontano, ma a “pezzi” su personaggi del teatro del ’900 (apparsi per lo più su “Gazzetta del Sud”). Temi, cioè, che avevano una loro attualità al tempo in cui sono stati scritti (una scomparsa, una ricorrenza, una prima…, senza alcuna intenzione esaustiva), che la conservano anche adesso e che probabilmente l’avranno anche domani. E ho cercato di trasformare il tutto in qualcosa di utile per chi legge, con due accorgimenti. Il primo è un “ammodernamento” o “ristrutturazione” dei singoli capitoli (ed ex articoli), aggiungendo concetti e circostanze grazie a uno spazio maggiore di quello ristretto di una pagina di giornale. Il secondo è un complesso apparato di note (insieme con una nutrita bibliografia), appetibile per gli appassionati di teatro, che consente di ritrovare facilmente (grazie anche a un dettagliato indice analitico) spettacoli famosi con la loro distribuzione di ruoli, che instaura collegamenti tra un personaggio e l’altro, che mette insieme nomi e date, utili anche a una “storia” (per carità, tra virgolette e con la s minuscola) del teatro, soprattutto della seconda metà del Novecento».

Pietro Venuto
UN SOLO CIELO

Anche in questo nuovo `romanzopoesieracconto' Pietro Venuto ripropone quel connotato di musicalità plurivocale e sincopata che ha contraddistinto la sua scrittura narrativa e lirica, tra aspri segnali realistici e ventate di acrobatica visionarietà. Qui si edifica una pagina di largo respiro, pur nella sua fondamentale strutturazione nucleare, atomistica e percorsa da ricorrenti membrature foniche e fonosimboliche, assonanze inattese e rime neglette e, per contro, così tenaci nell'inseguirsi e ritrovarsi, aprendo prospettive di meraviglia. Un'orchestrazione sonora e al tempo stesso sussurrante e suasiva adatta a sostenere un controcanto interno flessibile, colloquiale e compatto, sintonico e omogeneo nella sua sottesa logica...
(dalla prefazione di Giuseppe Amoroso)

Alexandre Dumas (padre)
MESSINA LA NOBILE
e Taormina

Introduzione e traduzione di Valeria Gianolio

In queste pagine siciliane Dumas descrive il suo rapido peregrinare in terra messinese, in un frammisto di aneddoti di costume, brani mitologici e fatti storici alternando piaceri suscitati dalla buona tavola, passione e slancio per le grazie femminili e spiccato interesse per le località visitate.

Giuseppe Loteta
NUVOLE E PIETRE

(poesie)

Una raccolta di poesia, di poesie d'amore, perché ispirate da una corda civile o dettate da un immutato amore per una donna-città, la sua Messina. Loteta ripercorre, adottando il registro a lui, giornalista e scrittore, diverso e inusuale della poesia, sentieri che lo riconducono a stagioni anche lontane, con un sentimento nostalgico, ma anche fortemente attualizzato da una sua chiara partecipazione civile a tematiche sociali, che ce lo restituiscono appieno vivo testimone del nostro tempo.

POI PIOVVE LA CITTA'
a cura di Linda Dalisi

L'inizio di questa storia e delle sue storie è stato un laboratorio teatrale, condotto da Linda Dalisi, drammaturga e regista teatrale [...] È stato così che Poi piovve la città è diventata una compagnia di non-attori, che ha fatto del teatro un punto di partenza dove lavoratori, studentesse, pensionati, rifugiati politici raccontano una storia fatta di frammenti di tante storie di persone differenti che convivono nello spazio comune della creatività. Ognuno ha scelto il modo e la misura della presenza del proprio frammento nel disegno complessivo [...[ La storia continua ancora oggi nella convinzione che lo spazio del teatro ha la capacità di creare appartenenza in quanto forma di comunicazione profonda, creativa che permette all'individuo di mettere in gioco se stesso e il proprio vissuto e di ridefinirlo in relazione ad un gruppo. Di sperimentare una comunità di cittadini del mondo..

Giuseppe Sicari
LA KIPPA' DI ESCULAPIO

Fra il '300 e il '400 sono attivi in Sicilia numerosi medici ebrei, uomini e donne. Di molti conosciamo anche le generalità e le città dove esercitavano. Il libro ne dà l'elenco completo. Spiccano, fra tutti, i nomi di due "dottoresse": Bella di Mineo e Virdimura di Catania.
Ma dove e come si formavano questi medici? Quali erano le loro capacità professionali? Il libro cerca di rispondere a questi ed altri quesiti, partendo dalla recente scoperta - fra i manoscritti di una biblioteca tedesca - della copia (realizzata a Licata nel 1484) di un famoso manuale medico medioevale.

AA.VV.
UNO SCRITTORE UNA VITA
interventi critici sull'opera letteraria di Melo Freni

La grande mole di interventi critici e di recensioni che ci sono stati forniti per la realizzazione di questo volume ci ha messo di fronte a non poche difficoltà di scelta. È veramente un caso straordinario che un autore raccolga tante attenzioni, richiamando l’interesse della intera stampa nazionale con i nomi più prestigiosi della critica militante. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio caso letterario e lo stesso autore ci perdonerà per gli interventi che qui siamo stati costretti ad escludere, non certo per graduatorie di merito. In tal modo consegniamo al lettore, alle biblioteche, alle scuole, agli istituti ed alle fondazioni letterarie un testo di rara compiutezza [...]. Francis Scott Fitzgerald notava che è «felice uno scrittore che ha un paese da raccontare» e Melo Freni ha raccontato sempre il suo paese, la Sicilia, da ottiche diverse ma sempre convergenti sul tema di una terra intensamente vissuta con amore e con rabbia. La Sicilia come sintesi del mondo, rivisitata e descritta in modo originale, diverso, attingendo al mito ed alla storia anche per parlare di attualità; [...]. [N.d.E.]

Gonzalo Alvarez Garcia
DIOS A LA VISTA!

Dios a la vista! è un saggio critico sulla religione, ma è anche il racconto del lento ‘itinerario’ che, da ‘ministro della fede’ cattolica, portò Garcia alla laicità. «Lasciati gli ambienti del seminario e dell’università, mi trovai a dover combattere contro domande fastidiose su Dio, sulla fede, sulla ragione, sulla libertà, sulla giustizia, sulle chiese, ecc., che s’insinuavano nella mia mente di sacerdote senza essere invitate. Mi trovavo allora ben armato di ‘citazioni scolastiche’, di bibliografia solida, di apparati critici… Ma la risposta alle domande intruse non venne dal corredo critico che mi ero portato dall’università, bensì dalla vita, dal mescolarsi della mia vita con la vita degli altri, dallo sforzo che giorno dopo giorno dovetti fare per dare a quelle domande una mia risposta. Per questo offro ora all’eventuale lettore quelle stesse domande che bussarono alla mia porta senza la rispettabilità dell’erudizione. Se qualcuno le leggerà, saprà accettarle o rifiutarle da solo. Troverà anche lui la risposta alle proprie domande. E poiché, a quanto sembra, l’umanità non sa vivere senza Dio, forse, un giorno o l’altro, avremo una teologia laica».

Marianna Fascetto
PASSI SULLA NEVE

Un uomo, seduto sull’uscio della propria esistenza, si lascia trasportare dalla vita, ma senza rassegnazione. In questo lungo e lento tragitto, si dipanano storie e vicende che dilaniano l’animo e diventano nutrimento dei giorni stessi.
Nel graduale proseguire della sua esistenza, si lascia orientare dal fulcro luminoso dei ricordi della
sua infanzia. E se la fanciullezza è l’essenza che cattura per sempre, il luogo dell’infanzia diviene
il motivo rigeneratore della vita stessa, scrigno della memoria, alimento dell’anima e talora persino
sicuro rifugio dal tormento del tempo, sebbene, talvolta ostile, struggimento e pena, ma fedele
compagno di quel lungo e incognito viaggio che è la vita stessa. Le storie narrate, tratte da spunti
reali, attraversano il forte e sotterraneo fermento sociale del Risorgimento siciliano, che emerse
prepotente, feroce e incontenibile nei centri più remoti dell’Isola.

Osvaldo Gagliani
IL DIAVOLO CAVALCA IN DOPPIO PETTO

(romanzo)

Dopo i racconti de “Il mare dall'Alto”, Osvaldo Gagliani si cimenta nel Romanzo; e lo fa alla sua maniera, in solitario, fuori dagli schemi usuali e dai cliché.
“Il Diavolo cavalca in doppio petto” è più che un giallo: è soprattutto un romanzo colto e popolare. La vicenda cattura il lettore e lo invita a riflette sui temi che attraversano la vita, l'esistenza degli individui e della società. Sulla scia di un mitica perla e di un antico naufragio, la Storia e la leggenda si inseguono piegando il tempo fino a penetrare la realtà del quotidiano e a dare vita alla cronaca. La profezia di un'imminente Apocalisse si materializza nella minaccia di una “nave dei veleni” inabissatasi misteriosamente nel mare di Calabria. Sulla scena si agitano i protagonisti che intrecciano le loro vite e “giocano” i loro destini alla ricerca di quel “Filo di Arianna” che li condurrà alla scoperta della verità.

Riccardo Ascoli
IL MEDICO IMPERFETTO

Il testo che qui presento mi sembra, nel tentativo di definirlo, una miscellanea, oppure
un brogliaccio, un giornale, un diario insomma. Vi compaiono gradevoli brani narrativi e
riflessioni sgorgate dai fatti, ma anche dalle emozioni, dagli stati d’animo e dai frequenti
ricordi che tracciano una riconoscibile linea biografica allineata, invece che cronologicamente,
secondo i suggerimenti del momento, per associazione o per assimilazione. I corsivi
che appaiono spesso costituiscono una specie di controcanto in cui l’io narrante si abbandona
a riflessioni, a meditazioni e a nostalgie. Non manca una raccolta di bozzetti e di aneddoti
che chiariscono la missione quotidiana del medico, fatta di studio, di impegno e di crisi;
quadri di episodi vissuti anche direttamente, popolati di personaggi evocati con sapienza
narrativa. Abbiamo così modo di conoscere la vita dei medici anche dietro le quinte, i reciproci
rapporti professionali e personali. [...]
_____________________________________________(dall'Introduzione di Turi Vasile)

Vincenzo Bonicelli della Vite
SANCIO, IO E L'ISOLA DI NESSUNO

Un volo avventuroso nello spazio letterario, un rischio calcolato nel tempo della ‘Parola’. Il protagonista seduto su Clavilegno, adesso contemporaneo jet personale, pensa in grande come Don Chisciotte e vola basso come Sancio Panza.
Nessuno pilota; Dante, Dedalus e Don Chisciotte le torri di controllo. Il desiderio è una vacanza nell’isola di Nessuno (forse è quella promessa al buon Sancio). Ma il Terminal, all’arrivo, è chiuso.

1° premio ex aequo al Premio Contemporanea d’Autore 2013
Alexandria Scriptori Festival

Cinzia Pierangelini
IN PRINCIPIO FU IL MARE
(romanzo)

La storia di due giovani: Mohammed, un tunisino che per capriccio intellettuale decide d’imbarcarsi su un gommone di disperati in cerca d’una presunta libertà e finisce a vivacchiare facendo il ‘vu cumprà’ in Sicilia; e Dodo, un diversamente abile abbandonato dai genitori e cresciuto all’ombra del nonno, fascista e violento che lo plagia. La vicenda, che finirà in un’inaspettata tragedia, offre lo spaccato di una ‘piccola’ società, purtroppo assai attuale, assoggettata alla televisione, al consumismo, al preconcetto e all’ignoranza...

Vanni Ronsisvalle
ISOLA
vista in sogno da un disegnatore di verdi labirinti nei giardini del re

1831. La sera del 9 luglio un’isola nuova emerge dal mare. Un’isola di cui nessuna carta nautica riporterà mai le coordinate. Le tre potenze navali che dominano nel Mediterraneo se la contendono, ognuno di quei governi impone persino un nome ad un fenomeno che non ha precedenti a memoria di geografo, in quel tratto di mare tra la Sicilia e l’Africa. Ora i migrantes vi annegano a migliaia. Trenta giorni dopo l’isola scompare [...]

Virginia Buda
IL MONDO POETICO DI GIUSEPPE VANADIA

Il testo analizza compiutamente l’interessante personalità del pittore Giuseppe Vanadia, oggi ricordato da pochi, che ha attivamente partecipato alla vita culturale di Messina tra gli anni Cinquanta e i Settanta del Novecento e le cui opere sono custodite nelle principali collezioni pubbliche cittadine e siciliane.


Saverio Vasta
IL POSTO DELLE COSE

[...] Vasta le sue parole le sa collocare benissimo nello spazio e nel tempo, a volte fino al più impudente, delizioso virtuosismo formale, tale è la sicurezza che egli porta nell’arte di scrivere versi. Un’arte che si sostanzia di una serie di incroci in cui i consapevoli, doverosi omaggi alla grande tradizione poetica siciliana si mescolano con una linea “meridionalista” che inopinatamente ritorna dopo anni di immersione carsica. [...]
È forse questo il sintomo più interessante e vitale del libro, se non altro perché consente a Saverio Vasta ulteriore sviluppo in direzioni per ora imprevedibili. [...]
Emilio Isgrò

Nicola Romano
GOBBA A LEVANTE

[...] Ci si muove dentro la mitologia del quotidiano e nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano con i suoi esterni, confinanti con il paesaggio naturale, sempre ai limiti di una follia che assedia gli uomini e i loro così detti civili agglomerati. Si tratta, è evidente, di una mitologia polemica nel segno delle felici sorti progressive di leopardiana memoria a partire da quella spontanea vena speculativa dell’autore iscritta in una quotidianità che si serve di tutto e di tutti, che sa recuperare e spremere a suo vantaggio qualsiasi prassi e fantasia per segnalare – appunto attraverso la poesia – la nevrotica rischiosa separazione dalla natura e dal suo nucleo vitale.
Paolo Ruffilli

Giovanni Crisostomo Sciacca
GARIBALDI E GARIBALDINI A PATTI
luglio 1860

Il centocinquantenario dello sbarco di Garibaldi alla Marina, celebrato il 19 luglio 2010, e le polemiche — poche e garbate, per la verità — che ne sono sorte, hanno fatto nascere in me la curiosità di conoscere — funditus — cosa fosse veramente accaduto a Patti in quei giorni. Mi ero reso conto di conoscere solo la lapide posta sulla facciata di un palazzo dove ero stato da bambino in visita con i miei genitori, null'altro che uno dei soliti, guardati con indifferenza se non con sufficienza, "Garibaldi ha dormito qui". Così è nata questa ricerca, di cui dichiaro la modestia a causa della sicura incompletezza dovuta alla difficoltà di accedere alle fonti, ma che mi ha però consentito, da un lato, di verificare — e di dimostrare — il radicato spirito antiborbonico dei pattesi ed il loro entusiasmo per quei volontari giunti dal resto dell'Italia per liberarli da un regime male accetto e, dall'altro lato, di apprendere di quale tempra fossero questi patrioti, da cui ci distanziano, in verità, non solo meno di cinque generazioni ma un'era di valori perduti. [...]

giudizi critici

Graziano Delorda
LA SERPE NERA

(racconti)

[...] Le storie qui per la prima volta raccolte in un unico volume, scritte tra il 1998 e il 2010, ci mettono di fronte a vicende spesso grottesche, estrose quanto ironiche, da quelle più serie e sconvolgenti a scene di vita comune stravolte da eventi inimmaginabili, apparentemente normali, che all'improvviso deviano lontanissimi dalla realtà quotidiana, tornando ad essa da strade non tracciate.
Graziano Delorda riesce a sorprendere le aspettative del lettore, giocando con una visione spesso cinica e surreale di certi automatismi, arricchendo di nero umorismo e mistero quelle situazioni che potevano apparire più scontate o banali, forse prevedibili, se non fosse intervenuta la penna dell'autore a modificarne l'esistenza.

Maurilio Catalano
PER AMOR DEL MARE!

(racconti)

Con l’occhio incantato di una candida memoria, la seconda raccolta di ricordi di Maurilio Catalano, adesso legati al mare. Il mare dei suoi ricordi e della sua fanciullezza perenne. E della nostra, se con una spontaneità che a volte commuove, è in grado di far rivedere il ‘fanciullino’ che anche noi abbiamo vissuto, anche senza il mare. Abbiamo detto di lui “figura difficile da definire”. Meno, adesso, se lasciamo che ci conduca, con semplici segni espressivi, nel suo mare di ricordi.
Maurilio Catalano non è navigatore oceanico, né pirata, né mitica figura hemingwayana. Il suo mare si consuma in una domesticità in cui anche noi possiamo riconoscerci. Un mare del Borgo, misterioso e vivo, su cui si specchia a ritrovare disordinatamente i suoi ricordi, ma sulla cui superficie anche noi ci riconosciamo.
..

Giuseppe Loteta
ROMANZO MESSINESE

(racconti)

Questi di Giuseppe Loteta sono racconti brevi. Ma[ ...] quando siete arrivati in fondo al libro vi chiederete retoricamente come me: perché di ognuna di queste folgorazioni Loteta non ne abbia fatto altrettanti romanzi? [...] Uno spreco, perche i racconti di Loteta sono un concentrato di romanzeria suscettibile di diventare anche altro.[...] In conclusione; it romanzo truccato da ‘racconti’ apre una finestra sulla formazione di una identità: quella dell'autore, ossia uno di noi. Che autore è Loteta? un ironico, un introspettivo, un retrospettivo, un funambolo che si infila nei panni del personaggio in terza persona per parlare di se? Non vi sono dubbi, questi diciassette racconti di Giuseppe Loteta sono il suo romanzo di formazione; uscito per tempo sarebbe stato ancora un romanzo di formazione di una generazione di Messinesi.[dalla prefazione di Vanni Ronsisvalle]

Konstantin Leont’ev
I ROMANZI DEL CONTE L. N. TOLSTOJ

Guerra e Pace e Anna Karenina sotto la lente del critico letterario. Una lente davvero speciale se consentì al suo autore di produrre un saggio tale da essere definito «il capolavoro della critica letteraria russa, in grado di sviscerare l'essenza dell'arte letteraria prescindendo dal messaggio dell'autore» (D. Mirskij). I romanzi del conte L. N. Tolstoj è stato qualificato nel tempo in termini "assoluti", per importanza e valore, anche da altri grandi interpreti della scrittura; ciò nonostante la sua fama è stata sempre circoscritta a cerchie ristrette di lettori e di specialisti, sia in patria che oltre i confini della Russia. Scritto da Konstantin Leont'ev nel 1890, poco prima di morire, il saggio rappresenta una sorta di «testamento letterario rivolto alle generazioni successive degli scrittori russi», un libro pertanto ancora oggi attuale e provocante.


Marianna Fascetto
CANTI DI CAPIZZI

Sorprende non poco, in un momento in cui i giovani sembrano dirigersi verso ben altri traguardi, l'attenzione e la passione con cui questa cultrice insegue le memorie della sua comunità per estrarre da quei ricordi, con rigore scientifico, parole ed immagini che rappresentano sentimenti e sottolineano momenti di vita. Un diario di tante brevi storie di normale umanità, un vissuto raccontato attraverso le parole delle "canzuna", una lettura che è anche e sopratutto cronaca delle vicende della gente di queste contrade, nel cuore di Sicilia, di Capizzi. Una città robusta di orgoglio, uno dei rari luoghi che, anche per posizione geografica, è riuscito a conservare integro il proprio patrimonio culturale, nei tempi di un magico rito che, di anno in anno, non spegne, ma ravviva la tradizione di questa comunità conosciuta, nel resto dell'Isola, per la sua particolare fierezza. [dall'introduzione di Gaetano Rizzo Nervo]
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NATO SCIACCA
E L'ARTE ASTROABISSALE

Catalogo della mostra

Mario D'Agostino, Presentazione. Enzo e Giovanni Sciacca, Saluto. Lucio Falcone, N.d.C. Giovanni Joppolo, Prefazione. Ennio Salvo D'Andria, Il poeta dell'arte astroabissale. Michele Spadaro, Strane linee. Maria Volpi Nannipieri, Cominciare. Beniamino Joppolo, Masino. Alberto Vullo, Più di tutto, un poeta. Gianni Giuffrè, Il seme lento. Joseph Donato, «Non ho conosciuto Nato Sciacca». Salvatore Natoli Sciacca, Un uomo libero.

Tavole a colori, sculture, disegni e un'appendice di scritti di Nato Sciacca.

Giuseppe Alibrandi
IL LIBERTARIO DEI NEBRODI

La ricostruzione storica di un gruppo anarchico siciliano composto da Antonino Puglisi, Francesco Martino e Leo Giancola, nati a Librizzi, nei Nebrodi, compagni d’infanzia e di fede politica. Tutti e tre soldati della Grande Guerra, di ritorno dal fronte, abbracciarono l’anarchismo e nel 1920 si mobilitarono contro il fascismo. Leo Giancola nel 1921 emigrò a New York, dove fece parte della redazione de “l’Adunata dei refrattari”, e dove conobbe Armando Borghi. Nino Puglisi, perseguitato dal fascismo, fu mandato al confino e morì all’ospedale psichiatrico Mandalari di Messina. Appresa la sua morte, Giancola ricordò il compagno d’infanzia e di fede nell’ “Adunata dei refrattari” del marzo 1945. Insieme alla loro storia viene raccontata quella del fuoriuscitismo anarchico e degli anarchici siciliani.

Beniamino Joppolo
TUTTO A VUOTO. LA GIOSTRA DI MICHELE CIVA. UN CANE UCCISO
.
(romanzi)

Il successo di Beniamino Joppolo nel dopoguerra milanese avviene soprattutto con questi tre romanzi. Joppolo dispone dell’interesse di una casa editrice importante, quella di Valentino Bompiani, con la quale pubblica nel 1945 La giostra di Michele Civa e nel 1949 Un cane ucciso. Questi due romanzi, con il lavoro teatrale I carabinieri (scritto nel 1945) costituiscono l’asse centrale della sua opera, che si teorizza, sempre in quegli anni, con l’elaborazione dell’Abumanesimo. A dar corpo al pensiero abumanista concorre un piccolo romanzo scritto e pubblicato, con sei disegni originali di Giuseppe Migneco, nell’immediato dopoguerra, Tutto a vuoto (Milano, 1945).

Lucia Aliotti
CUCINA TRADIZIONALE DELLE ISOLE EGADI

[...] per quanto riguarda casa mia, l'esperienza e la tradizione delle ricette mi deriva da mia nonna, da mia madre, e da tutte quelle donne egadesi che mi hanno cresciuto insegnato e consigliato.
Il mondo maschile (il nonno, mio padre, mio marito) è quello della mia fanciullezza e della mia maturità, di ieri e di oggi, ma sempre delle Egadi, del loro mare e della loro tonnara. Ma anche degli orti e dei campi, con i profumi egadesi che in cucina diventano aromi e sapori.
Ho forse badato molto più alle ricette di pesce (e di tonno, in particolare), che poi condisce paste, piuttosto che alle carni e ai polli, che nella nostra cucina non mancano.

(Dalla premessa di Lucia Aliotti)

Giuseppe Sicari
IL SANTO MARRANO

(romanzo)

Amori, delitti, intrighi: le vicende di una città siciliana sul finire del ’400, al momento dell'espulsione degli Ebrei. Una società vivace e piena di personaggi singolari: c’è l’ereditiera che rinuncia per amore ai beni paterni; c’è lo spregiudicato capitalista che si fa battezzare per favorire la sua ascesa sociale; c’è il medico che nel possesso di una statua antica e di un’avvenente saracena cerca l’appagamento del suo eros insoddisfatto; c’è l’inquieta schiava che si illude di conquistare la libertà con una conversione dell'ultimo momento...

Beniamino Joppolo
TEATRO

Saggio introduttivo di Beniamino Joppolo

In questo secondo volume sono raccolti i lavori teatrali scritti tra il 1946 e il 1956: Il secondo diluvio - I tre cavalieri - Andrea Pizzino - La tana - L'arma segreta - La provvidenza - Irma Lontesi - Una curiosa famiglia - Il complotto dei soldi - Il seme è bianco.



PEPPE AVENI
FRANCESCA BORGIA

NINO BRUNEO

MAURILIO CATALANO
SALVATORE CASTAGNA
VANNETTA CAVALLOTTI
GIULIO D'ANNA
CÉCILE DONATO SOUPAMA
GILLO DORFLES
SANDRO FABRIZI

BENIAMINO JOPPOLO

LABORATORIO DART
GIUSEPPE LEONE
ANGELO MAIORANA

ANTONINO MANCUSO FUOCO
PIETRO MANTILLA

GIGI MARTORELLI
IGNAZIO MONCADA
JOHN PICKING
TANO SANTORO

FERDINANDO SCIANNA
MICHELE SPADARO
TOGO


NATO SCIACCA
VITO FULCO

GIUSEPPE VANADIA
EGIDIO DE FICHY
GIUSEPPE MIGNECO


Francesco S. Mangone
MISURA MINORE

Rita Fleres
LE VACANZE DI LUCIA

Lina Pia Sottile
DELIZIE

Giuseppe Finocchio
IL MARE VETRATO

Giuseppe Sole
IL GIARDINO PENSILE

Maria Antonella Saia
A TEMPO DI FUGA

Mario Roberto Valenti
L'AFFRESCO DI SANTA MARIA

Amelia Ruggeri Leva
VENTOTTO GIORNI

Rita Fleres
FIORI DI CARTA

Anna Verzera De Joannon
IL DIARIO DI GATTA CICCIA

Antonella Alessandro
AMICHE PAROLE

Anna Natoli
SUSSURRI



 

 

 

 

Fondata nel 1977 con interessi prevalentemente indirizzati a rilevare il mondo delle tradizioni e delle letterature popolari e delle microstorie locali, la Pungitopo editrice nell'ultimo triennio ha rivolto la sua attenzione alla cultura nazionale e straniera, individuando particolari settori d'intervento e metodologia di ricerca. Le principali collane si pongono come punto di riferimento nei settori della produzione narrativa, teatrale e saggistica, tanto isolana quanto italiana ed europea. Con importanti riproposte di autori e tematiche del passato, sono presenti nel suo catalogo nomi nuovi ma assai significativi della cultura contemporanea.
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